“Tre volti” nel Nord dell’Iran rurale tra contraddizioni e pregiudizi

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Un regista. Un’attrice. Un’aspirante attrice. Tre volti di oggi e di un cinema che stavolta non è autoreferenziale ma, attraverso se stesso, mette in luce la sofferenza di un’ambizione e l’angoscia di una ragazza soffocata nei suoi sogni da una società arretrata. L’individualità singolare e psicologica della prima si riflette quasi inevitabilmente nella collettività che fa da sfondo e contorno alla seconda ferita di carattere invece sociale. Tre volti di Jafar Panahi racconta l’Iran attuale lasciando ai protagonisti i loro nomi reali, tentando di legare la trama alla quotidianità e sfuggire alla finzione nella forse malcelata speranza di nobilitarne ulteriormente il […]

  

“Charley Thompson”, il ragazzo innamorato del cuore di un cavallo

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Quel cavallo era la sua vita. Si chiamava Pete e lo aveva conosciuto in un giorno come tanti altri, ma al contrario di tanti altri era sbocciata un’amicizia reciproca e intensa. Charley Thompson era un ragazzino al quale il destino aveva sbattuto sulla faccia il lato oscuro dei giorni. La mamma non l’aveva conosciuta, il papà era stato ucciso in una sera di ubriachezza forse molesta. Pete invece lo aveva trovato per caso, aiutando il proprietario di un maneggio che, quei cavalli, li faceva correre. E quando non guadagnava più dalle loro vittorie, li vendeva. Poco gli importava che finissero […]

  

“Agadah”, decamerone settecentesco

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Che cos’è mai la virtù se non un pregiudizio accettato senza discutere… In gergo cabalistico, “agadah” significa narrare. È affabulazione. Ricordo. Forse perfino mito. Un passato ricco di scorribande. Erotismo, meglio se multiplo, come va di gran moda nell’immaginario dell’alcova da terzo millennio. Armi e cavalieri. Il mondo onirico di una favola, a metà strada tra epopea e gesta individuali, ammantate di eroismo. Presunto o reale è un mistero. Quello dell’invenzione di una trama che mescola gli eterogenei confini dei valori in un tutt’uno denso di se stesso, da cui ogni composto e componente stenta però ad avere una fisionomia […]

  

“Easy”, viaggio da ridere con la bara

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Take it… Easy       La battuta può sembrare scontata. Ma Easy non è la parola più facile della lingua inglese, bensì un diminutivo. È un modo buffo per abbreviare un nome insolito. Isidoro. Un’extralarge che si fa beffe del quintale e non solo lo passa allegramente, ma vi aggiunge chili su chili con un’alimentazione che, definire scriteriata, è poco. Isidoro ha un cuore che fa rima con il suo nome. Ed è un perdente. Uno di quelli che arriverebbe secondo anche se fosse l’unico a partecipare. Non è un caso se indossa una maglietta con quel numero. Si ferma […]

  

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