In questi giorni non si fa altro che parlare dello spionaggio da parte del governo Usa sui dati informatici e non dei cittadini. Ma se a venir spiati fossero solo quelli che commettono reato? Di questo in fondo si tratta quando si parla di un database di immagini pedopornografiche e contenuti inappropriati che Google intende mettere in piedi.

Il progetto a cui lavorano a Mountain View funziona così: gli utenti segnalano foto e contenuti pedopornografici, che finiscono in un archivio che le “etichetta” e le condivide con associazioni e autorità preposte. A questo punto un sistema totalmente informatizzato setaccia il web per cercare eventuali duplicati e cancellarli. Il tutto senza la necessità di un occhio umano e alla “modica” cifra di 5 milioni di dollari (che in parte andranno, precisa Google, a enti che si occupano di tutela dei minori).

L'”etichettatura” e la segnalazione dei duplicati, in realtà, avviene già dal 2008. La novità riguarda il database che permetterà a autorità e associazioni varie di vagliare le immagini, identificarne autori o vittime e cercare in questo modo di debellare un fenomeno che ingrassa una larga fetta di cybercriminali

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