“Oggi ci hanno fatto vedere il computer, ma non lo abbiamo nemmeno acceso”. È stato questo il primo approccio di mia nipote, 6 anni, con le elementari. È fortunata: pur vivendo in un paesino, a settembre, quando andrà in prima, troverà in aula una Lim (Lavagna interattiva multimediale).

Ma per lei che ha imparato a usare lo smartphone e a cercarsi i giochini sul pc prima ancora di iniziare a leggere, quel computer spento in classe deve essere sembrato davvero strano. La scuola ci prova a stare al passo coi tempi, ma le aule sono ancora restie alla digitalizzazione. Di fatto i ragazzi passano la mattina tra carta e gessetti e il pomeriggio con monitor e tastiera.

Non voglio dire che libri e quaderni siano superati, ovviamente. Ma vanno affiancati agli strumenti che ormai finiscono inevitabilmente anche tra le mani dei più piccoli. Anche perché gli venga insegnato un uso consapevole di quegli strumenti, come detto qualche tempo fa.

È di questi giorni la notizia che il distretto scolastico di Los Angeles ha stipulato un contratto con Apple per fornire a tutti gli studenti delle scuole pubbliche un iPad.

E in Italia? Qualcosa si sta muovendo. Le Lim (introdotte nel 2006) si stanno finalmente diffondendo nelle aule, i testi scolastici devono essere obbligatoriamente anche in ebook e in qualche scuola si sta sperimentando l’uso dei tablet. Ma c’è un progetto più ambizioso e organico, che prenderà vita dal prossimo anno scolastico. È quello di Samsung, che con Smart Future vuole “costruire” 300 aule digitali in tutta italia, non solo portando la sua tecnologia e la sua esperienza, ma anche aiutando gli insegnanti a sviluppare un metodo didattico che sfrutti appieno i nuovi strumenti.

Per far questo, l’azienda coreana ha creato innanzitutto un tavolo formato da docenti e professionisti della formazione per sviluppare una strategia che possa creare entro la fine dell’anno le prime 50 aule digitali. Ognuna di esse avrà una connessione wi-fi, tablet tutti gli studenti e i docenti e una e-board (una lavagna elettronica che riproduce lo schermo di uno dei tablet). “Ci stiamo impegnando sempre di più in iniziative per contribuire allo sviluppo sociale ed economico dei territori nei quali siamo presenti. Smart Future rientra all’interno di questa strategia, quella di creare valore attraverso l’innovazione per migliorare la società e la qualità di vita degli individui” – afferma Carlo Barlocco, Senior Vice President Samsung Electronics Italia.

E chi pensa che un dispositivo connesso a internet sia uno strumento in più di distrazione per i ragazzi, può star tranquillo: il tablet in mano al docente potrà disattivare la connessione, bloccare o imporre una determinata applicazione e persino spegnere da remoto i device degli studenti. Cosa che ora non può fare con gli smartphone che, più o meno palesemente, vengono usati in classe.

L’augurio è che questi sistemi si diffondano in tutta Italia e che non si sviluppi un sistema chiuso. Sia nelle applicazioni, sia nei formati degli ebook, in modo che scuole e famiglie possano decidere autonomamente cosa scegliere in base a disponibilità e offerte.

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