Era il settembre 1998, il cosiddetto “web 2.0″ non era ancora nemmeno immaginabile e due studenti di Stanford, Larry Page e Sergey Brin, cambiano nome al motore di ricerca su cui lavorano da qualche anno: nasce così Google.

Non è chiaro quale sia la data esatta del compleanno (la richiesta per fondare l’azienda fu inoltrata il 4 e venne acolta tre giorni dopo, mentre il dominio fu registrato il 15). Giorno più, giorno meno, sono passati quindici anni e quello che era un progetto messo in piedi da due universitari in un garage di Menlo Park (California) è diventato uno dei colossi del settore tecnologico. Quindici anni in cui Google è cresciuta, ha fagocitato startup su startup e non è più solo sinonimo di motore di ricerca. Quindici anni in cui lo sviluppo non si arresta, anzi!

Nello stesso garage da dove Page e Brin sono partiti, è stato presentato oggi “Hummingbird” (colibrì), un nuovo algoritmo che permette, tra le altre cose, di fare domande più complesse nella stringa delle ricerche. Una funzione che potrebbe spianare la strada alla ricerca vocale che sarà sempre più implementata ad esempio sui Google Glass.

“Abbiamo appena cominciato”, ha detto ai suoi il capo del team di ricerca Amit Singhal festeggiando il traguardo e ricordando che l’obiettivo resta quello di “fornire le migliori risposte possibili” a domande di qualsiasi tipo “facendo diventare facile avere una conversazione e ricevere ciò che vi serve ancora prima che lo chiediate”. Il futuro? L’uso della voce e un sistema maggiormente integrato con i dispositivi mobili. Ad esempio, aggiunge Singhal, “potrete dire al vostro Nexus 7 ricordami di comprare l’olio di oliva nel vostro supermercato, e quando ci sarete dentro riceverete una notifica”.

Intanto il motore di ricerca festeggia a suo modo: con un doodle interattivo in cui gli utenti possono giocare al tradizionale gioco della pentolaccia e “guadagnare caramelle”.

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