La nuova sfida del web? La musica. Tutto è iniziato con le webradio (spesso iperlocali), poi con i podcast e lo streaming audio delle radio “classiche”. Infine sono arrivati i servizi che permettono a ognuno di scegliere la propria playlist.

Un mercato così fiorente che ora persino Google, che pure è già presente con Google Play, ha deciso di competere. E quale scelta migliore se non sfruttare il marchio YouTube – e gli accordi già stretti con le major e il catalogo sconfinato che ne consegue – per fare concorrenza a Spotify?

L’indiscrezione, già fuoriuscita a marzo, è tornata a farsi sempre più pressante in questi giorni. Per YouTube, Google starebbe pensando a un servizio che permette di riprodurre video e musica. Gli utenti free possono solo ascoltare o vedere i contenuti inframezzati dagli spot pubblicitari, mentre gli abbonati potranno anche salvarli sul proprio dispositivo per la riproduzione offline.  La notizia non è stata però confermata: “Siamo sempre al lavoro per migliorare il modo in cui i nostri utenti usufruiscono di YouTube e per aiutare i nostri partner a raggiungere i loro fan”, si legge in una nota, “Al momento non abbiamo ancora nulla da annunciare”.

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