“Parleremo con la Francia su come mantenere un alto livello di protezione dei dati. Le mail e gli altri dati dei cittadini europei non devono attraversare l’Atlantico. Sarebbe meglio costruire un network europeo”.

Chi lo ha detto? Una delle donne più potenti al mondo: Angela Merkel. Ma come pensa la Cancelliera di creare un “network parallelo” a quello che usiamo tutti? È vero, le grandi aziende del web come Google o Facebook hanno la loro sede principale  negli Stati uniti. Hanno una quantità infinita di dati che ci riguardano (e che diamo loro spontaneamente, che ne siamo coscienti o no) su server che sottostanno alle regole Usa.

Ma è il mercato, baby. Anzi, quello del web è un mercato in cui i primi che riescono a soddisfare un bisogno fidelizzano gli utenti e conquistano una posizione dominante, checché ne dica l’Antitrust. Certo, questo non vuol dire star a guardare o permettere a queste aziende di fare il bello o il cattivo tempo, ma l’ipotesi di una rete che non abbia nulla a che fare con gli Stati uniti è decisamente azzardata.

Significa creare delle aziende europee ad hoc (ma ve l’immaginate chiedere a tutti gli utenti del Vecchio continente di cambiare indirizzo email?) o costringere quelle esistenti ad avere server in Europa dedicate ai nostri dati. In un mondo globalizzato come il nostro è un po’ come pensare di produrre una Coca cola europea: qualcuno che la compra per fare l’alternativo ci sarà, ma difficilmente si riuscirebbe a scalzare quella originale a stelle e strisce. A meno di vietare quest’ultima, ma a rimetterci sarebbe solo l’economia della Ue.

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