Questo post è diverso dai soliti. Oggi volevo parlare di un lato della tecnologia che sta prepotentemente salendo alla ribalta per scopi non proprio alti. Sto parlando dell’Isis  e dell’uso che sta facendo dei social media. Una vera e propria guerra mediatica parallela a quella sul campo: i combattenti usano Twitter e Facebook in modo quasi professionale.

Lo dimostra il curriculum del cosiddetto “regista mediatico” dell’Isis, Ahmad Abousamra, 32 enne cittadino americano che grazie ai suoi studi in informatica e telecomunicazioni negli Stati uniti è diventato il guru dei miliziani. Ci sarebbe proprio lui dietro l’uso sapiente dei social media, dietro i video virali diffusi su YouTube per reclutare giovani musulmani cresciuti a pane e web in Occidente. E dietro un’app in lingua araba chiamata “The Dawn of Glad Tidings” che diffonde in modo automatico e virale tutti i contenuti caricati online, in modo che arrivi al maggior numero di persone.

L’applicazione si trova sul Google Play, in cui viene descritta come un modo per restare aggiornati sulle ultime novità del gruppo jihadista. Centinaia di persone nel mondo la hanno scaricata, autorizzando il software a ritwittare tutte i post dell’Isis con un sofisticato algoritmo che si occupa di distanziare i retweet tra loro nel tempo per evitare che il portale li identifichi come spam. Per fare un esempio, come riporta il The Atlantic, quando a giugno ha conquistato la città irachena di Mosul sono stati pubblicati oltre 40mila tweet.

PS: Da qualche mese ilGiornale.it ha lanciato la piattaforma di crowfunding “Gli occhi della guerra” che ha sponsorizzato diversi reportage da zone di guerra.  Con l’escalation di violenze da parte dell’Isis, è stato lanciato un reportage sulle persecuzioni ai cristiani nel mondo. Per sostenerlo cliccate qui.

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