Quando in un’automobile si rompe qualcosa a nessuno viene in mente di rottamarla e comprarne una nuova: si sostituisce il componente rotto e via. Stessa cosa accade con il computer. E allora perché quando si rompe lo smartphone – che in fondo è un computer in miniatura e spesso ha un costo non di poco conto – la prima cosa a cui pensiamo è a sostituirlo? È questo il ragionamento che c’è dietro Phonebloks, un progetto nato lo scorso settembre che ha attirato nientedimeno le attenzioni di Google. L’idea è semplice: rendere il telefono modulare attraverso blocchetti intercambiabili e sostituibili. […]