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In occasione di Pasquetta, con la mia famiglia sono andato a Porto Recanati, un gioiello marchigiano a due passi dal Conero. Una cittadina di mare che non ha nulla da invidiare alla Riviera delle Palme. Il lungomare pieno di giovani, pronti per i divertimenti serali di cui la cittadina, ma in generale tutta la costa marchigiana, abbonda. Sembra la località perfetta, e invece no. Prima di arrivare a Porto Recanati, chi viene dall’Appennino Umbro-Marchigiano nota subito un indegno casermone gigantesco, che le cronache nere conoscono molto bene: l’Hotel House. Una terra di nessuno dove dilaga la prostituzione, lo spaccio di droga e dove malattie come tubercolosi ed HIV sono cosa di tutti i giorni. Una vergogna nazionale ed un danno per l’economia turistica di quelle zone.

E’ notizia di pochi giorni fa il ritrovamento di ossa umane ai piedi del casermone, così come qualche settimana fa a Macerata è stata uccisa barbaramente Pamela Mastropietro. Quella che una volta era una provincia lontana dal baccano delle periferie cittadine, lontana dal “logorio del mondo moderno”, si è ritrova ora nel bel mezzo di una crisi profonda. La tranquillità provinciale è stata interotta, sono venuti a galla problemi di sicurezza da far accaponare la pelle e le placide persone della provincia italiana chiedono risposte forti, senza se e senza ma. Non è assolutamente un caso che nella provincia di Macerata la coalizione elettorale del centrodestra abbia sbancato. Mentre la sinistra gauche-caviar, quella fighettina con il perenne Gin Martini in mano sermoneggia sull’ignoranza delle folle ed altre tristi amenità, c’è una realtà chiamata “popolo” che si è fatta sentire e, stiamone certi, si farà sentire di nuovo non appena avrà l’occasione.

Realtà socialmente tossiche come l’Hotel House, ma penso a tanti altri piccoli o grandi drammi dell’immensa provincia italiana, sono sempre di più lasciati in secondo piano da una politica tutta romanocentrica, che si guarda l’ombelico mentre continuano queste consultazioni farsesche. Se c’è una cosa che il prossimo governo deve mettere in agenda, anche se probabilmente sarà un mostriciattolo multiforme, è una rinnovata attenzione per quei territori di provincia lasciati indietro dalla globalizzazione, con i loro drammi quotidiani ed i loro problemi spesso inascoltati. Anche al costo di non piacere a qualche Mr Tartina delle terrazze romane.

 

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