MacerataDi oggi è la notizia, e la riporta Il Mattino, che c’è un’indagine in corso sui rapporti tra la mafia nigeriana di oltreoceano, con basi operative a New York City, Atlanta e Chicago, e la mafia nigeriana localizzata in Campania, sul litorale Domizio. Ci sono flussi di soldi, tutti attraverso Western Union, che partono dall’America e arrivano fino in Campania, e sembra questi dollari servano a far girare gli ingranaggi della tratta delle schiave del sesso e del traffico d’organi. L’indagine è talmente importante e delicata che oltre alla Dda italiana si sono aggiunti anche i federali americani, l’FBI.

Ora, chi come me viene dalla provincia di Macerata, fare due più due non è troppo complicato. La Dia, come riportato dal giornale locale Picchio News, mette Macerata tra le 9 città italiane controllate dalla mafia nigeriana, e diciamo che l’omicidio della giovane Pamela Mastropietro è stato l’evento che ha permesso di scoperchiare l’odioso vaso di Pandora che si nascondeva dietro l’aria sonnacchiosa della provincia. E’ a tutti gli effetti un’emergenza sicurezza che non danneggia solo i cittadini italiani, ma che va a rovinare le vite di giovani donne africane che nel migliore dei casi vengono fatte prostituire nei bordelli italiani ed europei per guadagni miseri, nel peggiore dei casi vengono uccise ed i loro organi vengono venduti al miglior offerente.

Mentre tutto questo succede, la politica locale brancola nell’incompetenza e nei buoni sentimenti a prezzo di mercato. Il sindaco di Macerata, tal Romano Carancini, non ha bisogno di presentazione: il tipico personaggio “de sinistra” tutto antifascismo e carbonara, un mix letale di paraculaggine ed insipienza politica che fanno diventare Laura Boldrini una statista a confronto. Ma il buon sindaco che cosa potrebbe fare per ledere ancora di più la dignità del suo nome e la rispettabilità di una città nobile e antica quale è Macerata? Semplice, si accoda al codazzo di Orlando e De Magistris e tuona contro Salvini ed il DL Sicurezza con queste parole: “Grida vendetta al cospetto di Dio”. Come direbbe il compagno di partito di Carancini, Roberto Giachetti, il sindaco ha “la faccia come il culo”.

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