La situazione in Italia è sempre grave ma mai seria. Oggi il PD ha fatto l’ennesima direzione ed è venuto fuori che no, nessun governo di transizione: o governo politico e di legislatura (per eleggere anche il Capo dello Stato) oppure al voto. Il mandato è nelle mani di Zingaretti.

Sono venuti fuori alcuni punti programmatici ad hoc, tra le quali una decisa svolta europeista, l’attenzione alla redistribuzione delle risorse e l’eliminazione delle politiche securitarie di Salvini. In parole povere il PD sta offrendo le esche perfette per catturare l’anima sinistra dei 5 Stelle: aumentare le tasse alla classe media e riaprire i rubinetti dell’immigrazione, con relativi portafogli gonfi per varie cooperative che hanno lucrato in passato sull’accoglienza. Come si dice in gergo, Zingaretti ha fatto ai 5 Stelle “un’offerta che non si può rifiutare”.

Salvini ha detto cose precise, nette e che non danno spazio ad interpretazioni: un governo della Lega, con magari dentro FdI e Toti, vuole uno choc fiscale, infrastrutture e protezione dei confini, perchè solo un’immigrazione buona e controllata è benefica al paese. Sul mio profilo facebook ho addirittura detto che sono politiche quasi reaganiane, e molti liberal-prog mi hanno dato subito addosso. Si ragazzi, sono politiche reaganiane e lo ripeto di nuovo qua. Tutte le realtà economiche mondiali, quelle a cui non importa il colore politico ma la sostanza delle riforme, vedono di buon occhio un governo monocolore Lega (o di destra), perchè ci sono idee chiare e nette, e non un pout pourri di buone intenzioni a buon mercato.

Comunque vada, allacciatevi le cinture, perchè sta per nascere il governo delle tasse e dei barconi.

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