Beppe Sala, quello che ogni tre per due parla del “Modello Milano” da esportare in lungo e in largo, lo ha candidamente ammesso in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: la Lega e la destra non possono eleggere il Capo dello Stato, quindi il governo giallorosso secondo Sala non solo “s’ha da fare”, ma deve durare fino al 2022, per eleggere il Presidente della Repubblica. Vi rendete conto, cari lettori, che quando qualcosa, specialmente un governo, viene fatta non per fare qualcosa ma per impedirne altre, non si inizia con il piede giusto.

Poi Sala fa l’elogio della conversione alla fede cieca europeista da parte del Movimento 5 Stelle e del suo vero leader, Giuseppe Conte. Come ho detto nel mio ultimo pezzo qui sul mio blog, quando un leader politico italiano cerca il consenso e l’ammirazione a Bruxelles, Parigi e Berlino piuttosto che tra i cittadini italiani, non è mai un bel segno. Conte e 5 Stelle ormai, volenti o nolenti, sono entrati a pieno merito nel club degli europeisti senza se e senza ma, ora aspettiamo solo che il PD li trasporti dentro il gruppo dei Socialisti Europei ed è fatta. Sala addirittura è contento per l’apertura che i 5 Stelle hanno fatto a Macron ed alla su creatura politica, En Marche.

Cosa potrà mai andare storto?

 

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