Il primo articolo di questo blog ha trattato una situazione di degrado e di insicurezza della Provincia di Macerata, l’hotel House. Ebbene, è arrivato il momento di tornarci su ed analizzare con calma come una provincia tranquilla, come ce ne sono tante altre in Italia, si sia trasformata in un inferno di spaccio e di criminalità, anche organizzata. Dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, infatti, nella provincia si è aperto un vaso di Pandora che nessuno aveva mai scoperchiato, ed il Questore Pignataro, arrivato a Febbraio 2018, si è trovato avanti ad un vero e proprio campo di battaglia. Era tempo infatti che la provincia di Macerata, ed in particolare la città capoluogo, vedesse un intervento di polizia e sicurezza degno di questo nome, e serviva un uomo delle istituzioni che si è guadagnato i galloni sul campo in operazioni anticrimine ed antidroga complesse. Quella figura era Pignataro, per il quale il rispetto della legge e dell’ordine vengono prima di ogni altra cosa.

Pignataro non nasconde la situazione drammatica in cui versava la città di Macerata, e le riassume così: “ho trovato una città scossa, impaurita e ho analizzato subito il problema: c’era uno spaccio a cielo aperto e con i miei uomini ho cercato di contrastarlo in tutti i modi”. Tra le cause per cui la città di Macerata sia scesa in un circolo vizioso che ha portato fino al cruento omicidio di Pamela Mastropietro, Pignataro non si fa problemi nel dire che “è stata tradita la fiducia e l’accoglienza di questa città da parte di un gruppo di africani, in questo caso di nigeriani, che avevano monopolizzato la città per quanto riguarda lo spaccio di cocaina e di eroina.” Le indagini svolte dal questore, inoltre, collegano in modo inequivocabile il fenomeno dell’immigrazione incontrollata ed illegale con la criminalità nigeriana presente nella provincia. Per i nigeriani, infatti, l’Italia può essere considerata un mercato appetibile in quanto la normativa in materia di spaccio di sostanze stupefacenti non consente, spesso, misure cautelari di lunga durata. Accade quindi che gli spacciatori vengano arrestati e dopo pochi giorni liberati, potendo continuare a spacciare liberamente.

Al di la della lotta allo spaccio classico, il Questore Pignataro ha condotto una battaglia senza quartiere contro quelli che possiamo definire i “coffee shop all’italiana”. Il Questore ne ha rimarcato l’illegalità e ha invitato tutti gli attivisti pro droghe leggere che, seppur nel rispetto delle loro opinioni, dovrebbero stare sul campo e vedere i danni, anche irreversibili, che tutte le droghe hanno fatto sui giovanissimi e le loro famiglie.

Ovviamente Pignataro non ha l’arroganza di credere che i suoi interventi operativi sradicheranno vita natural durante lo spaccio di droga da Macerata e dalla provincia, ma ritiene che il salvare anche una sola vita ed evitare che una famiglia venga rovinata sia, per il momento, una grandissima vittoria.

Alla fine si chiede a Pignataro di esprimersi riguardo una lezione scolastica, parte di un programma TV, in cui Roberto Saviano difende la legalizzazione delle droghe leggere.

“Per me si è trattato di un video che mi ha dato grande amarezza in quanto si affronta il problema solo dal punto di vista economico, in modo materiale e poco umano, senza un reale contraddittorio in quanto i suoi interlocutori, minorenni, non possono avere consapevolezza di tutte le ripercussioni sulla salute e dei danni che queste sostanze stupefacenti arrecano.”

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