Sempre così. In questi due giorni tanti giornali hanno evidenziato la presunta polemica di Francesco Baccini contro Vasco Rossi. Leggo il titolo dell’agenzia: «Vasco Rossi rappresenta quello che è il collante di cinque generazioni: la droga». Sai che novità. In realtà nell’intervista che Baccini aveva concesso all’agenzia Italia c’è qualcosa di molto più importante e soprattutto inedito: l’attacco a gran parte dei cantautori degli anni ’70. Parlando di Vasco, Baccini dice “sballarsi è un tema che fa vendere e gran parte dei musicisti, anche i nuovi, sanno bene che facendo un certo tipo di discorso si vendono più dischi”. Ma poi ha aggiunto: “E’ un po’ come negli anni ’70 quando tutti parlavano di politica sapendo che era quello che portava i ragazzi a comprare i dischi. Lo facevano tutti, ma solo in pochi sono sopravvissuti artisticamente. Ad un Guccini corrispondevano centinaia di gruppacci destinati all’oblio”. Insomma questo è l’attacco di Baccini contro un’intera generazione di artisti che ha clamorosamente sfruttato gli entusiasmi e la passione politica degli ascoltatori (salvo poi, come De Gregori, ritrovarsi anni dopo su posizioni – e palchi – molto diversi). Sono d’accordo con Baccini. E non sono stupito che la stragrande maggioranza dei giornali non l’abbia neanche preso in considerazione.

AGGIORNAMENTO: tra i commenti che ho ricevuto a questo post c’è anche quello di Francesco Baccini