E brava Carmen Consoli. L’ho incrociata l’altro giorno qui a Milano prima dell’Mtv Day e mi è sembrata più carica che mai. E sensuale. Ieri sera ha cantato a New York e ha fatto un botto: alla fine il pubblico continuava a reclamare un bis che naturalmente non è mai arrivato perché lei è così, fa sempre quel che le passa per la testa e se non ne ha voglia, non ne ha voglia. Si è esibita al Delacorte Theater, che è un bel teatro all’aperto all’interno di Central Park. Era l’attrazione principale del ‘Joe’s Pub in the Park’, un festival che da quattro anni raccoglie sul palco nomi belli e sorprendenti come Luciana Souza e Morley. Salendo per ultima sul palco, ha cantato le sue canzoni e ha usato molto il dialetto catanese che nella sua bocca prende una rotondità ancor più poetica. Come in ‘Malarazza’, un canto popolare siciliano che ci vuole un bel coraggio a riproporre davanti a una platea che capiva a malapena l’italiano. “Bisogna portare se stessi, la propria cultura e cantare usando la propria lingua”, ha detto lei subito dopo. Domani si esibirà a Toronto, poi tornerà in Italia perché si è messa in testa di preparare un altro disco il più in fretta possibile. Vuol dire che ha l’ispirazione che le corre nelle vene, ecco perché è così carica e sensuale.