I furbetti Radiohead
Allora sta a vedere che fanno i furbetti pure loro. L’altro giorno i Radiohead avevano scombussolato le cose annunciando che il loro prossimo disco In rainbows sarebbe uscito il dieci ottobre soltanto su internet. La notizia ha fatto il giro del mondo e giù con i peana, gli osanna, i complimenti (anche io sul Giornale). L’ultimo grande gruppo davvero alternativo, capace di vendere milioni di copie ma anche di sganciarsi da una multinazionale come la Emi per poter suonare in santa pace la propria musica, aveva deciso di vendere solo online il nuovo album. Per di più, i Radiohed hanno anche annunciato che il pubblico avrebbe deciso autonomamente il prezzo delle canzoni: ciascuno potrà collegarsi al sito www.radiohead.com e scegliere quanto pagare prima di scaricare le canzoni, anche un centesimo va bene. Messa giù così, sembrava una svolta epocale nonché l’inizio della fine della discografia tradizionale, ormai quasi totalmente privata del suo potere. E bravi Radiohead hanno iniziato a dire tutti. Ma poi oggi i manager della band si sono accomodati sulle poltroncine del programma Today di Bbc Radio 4 e hanno detto: “Stiamo cercando una distribuzione, abbiamo bisogno di una infrastruttura per far uscire il disco”. Insomma marcia indietro. I Radiohead, gli alternativi, puri e indomiti Radiohead stanno cercando un altro contratto con una casa discografica.Tutto come prima. Venderanno la musica su internet dal 10 ottobre ma firmeranno un contratto con qualche etichetta e convertiranno in cd le loro canzoni. Ma scusate non vi viene in mente Manu Chao, che parla contro le multinazionali e poi si fa distribuire il cd dalla Warner?? Basta con le parole vuote, basta con gli slogan che servono solo a imbonire una parte di pubblico. I Radiohead questa potevano evitarla. E vabbé, abbiamo sprecato un po’ di entusiasmo (e adesso mi comprerò il disco con molto meno slancio).

Hai ragione, Dom: sono del tutto sopravvalutati.
… da qualche anno ho maurato la convinzione che tutta la musica “moderna” sia da ipod, cioè: scarica ( anche non proprio legalmente) ascolta, cancella. I discografici piangono miseria a causa del DL indiscriminato da inter(D)et ma alla fine il c’è sospetto che guadagnino comunque soldi a palate da altri canali, quindi va bene così: la gente scarica l’artista usa e getta in quesione, compra magari poi il cd, lo guarda in tv.. va ai concerti.. l’importante nn è più vendere il ciddì, ma esserci e apparire.. perchè i guadagni arrivano dall’indotto, del resto c’è il canale della warner sul “tubo”.. con filmati di ottima qualità.
Quindi c’han poco da far proclami i testa-a-radio si sono adeguati anche loro e in piùc’han fatto su il romanzo.. questi qua, son mica quelli di Karma police? canzone onirica in album da sonno ? sopravvalutati …
Bravo Renato, “l’aspetto fisico” della musica è sottovalutatissimo e credo ci sia sempre più gente stanca dell’impersonalità dell’ipod. Siamo stufi della musica senza volto, vogliamo guardare, toccare, annusare le canzoni. Io ad esempio non riesco ad ascoltare la musica sull’ipod. Sono clamorosamente fuori moda ma ho ancora bisogno di avere un libretto e una copertina tra le mani. Quanto ai 45 giri sempre più venduti in Gb, può anche voler dire che ormai 4/5 delle canzoni in un cd sono brutte o inutili e quindi ci si accontenta di un 45 giri
Domanda retorica, direi! D’altra parte siamo proprio così sicuri che tutti tutti tutti siano contenti di essere proprietari di… un bel file? Credo che si stia sottovalutando l’aspetto “fisico” della vicenda. In Inghilterra, per esempio, stanno riprendendo a vendere un sacco i 45 giri, e una delle motivazioni pare essere quella che le persone voglio avere tra le mani un oggetto fisico.
Ma questo è un discorso che meriterebbe spazio a sè (forse!)
Ma certo Renato, non c’è nessuna incoerenza. Però c’è molta furbizia, che da loro proprio non mi sarei aspettato. E poi mi rimane un dubbio: ma se su internet uno potrà scaricarsi il cd al prezzo che vuole, si potrà fare lo stesso anche nei negozi??
Caro Paolo, non mi sembra così tragica. L’importante è che rimanga la possibilità di acquistare a prezzo libero (o in modalità “collezionisti”, che personalmente mi attira parecchio). Che poi i radiohead cerchino una distribuzione per chi vuole il cd fisico (libretto, ecc….) non mi pare una “incoerenza”. Sarebbero stati incoerenti se avessero detto “scusate, abbiamo scherzato!”. Diemnticavo: non sono un fan dei radiohead (non ho neanche un loro album)….
Caro Gianluca, ci hai fatto caso che nessuno abbia sottolineato questa “incoerenza” dei Radiohead?? Solo applausi, mamma mia!!
Hanno giustificato dicendo che il disco deve comunque essere raggiungibile da tutti e per far questo è necessaria un’infrastruttura discografica.
Si vabbè.. I soldi alla fine fan comodo a tutti.