No, no, non sto parlando di videoclip. Intanto, non so da quanti anni i Kiss non producano un videoclip. Loro suonano dal vivo, se ne hanno voglia. Altrimenti godono di uno spaventoso impero di marketing che credo frutti milioni di dollari ogni anno in gadget e merchandising. Come è possibile che sia ancora così vivo e redditizio un gruppo che da un decennio non produce canzoni nuove e da quasi trent’anni non ha un grande successo in classifica?? Perché sono unici. Perché hanno il volto truccato. Perché il loro rock pop ha quella mistura di ruvidità, di burlesque, di zuccherosità e di grand guignol che è destinata a raggiungere un pubblico molto vasto. Perché Paul Stanley, Gene Simmons e gli altri due (che ultimamente cambiano spesso) si sono fatti un mazzo così suonando in tutto il mondo per trent’anni e mantenendo i loro concerti un livello tecnico e spettacolare molto alto. Ecco perché non c’è neppure bisogno che Mtv trasmetta i loro video, bastano piccoli riferimenti qui e là. E va bene se c’è un riferimento stilizzato alla lingua di Gene Simmons nel trailer del programma Headbanger’s Ball, che è tutto dedicato all’hard rock. Ma è molto curioso che in due serie diverse di spot (se non sbaglio quella con i pupazzetti e quella con un tizio che si rovescia il latte addosso) ci sia il logo dei Kiss in bella evidenza. Vuol dire che questo gruppo è universale, non ha neppure bisogno della musica per farsi ricordare. E’ un marchio, è un brand – come si dice ora. Non so se questo è ciò che i Kiss volevano raggiungere quando hanno formato la band a New York agli inizi degli anni Settanta. Ma ora è ciò che sono: li conoscono anche i ragazzini che magari non hanno mai sentito una loro canzone e non si sono mai esaltati ascoltando il bellissimo Kiss Alive!. Ci penso tutte le volte che mi capita di vedere quegli spot. E penso anche a quanto coraggiosa, e certe volte sperimentale, sia Mtv che usa così spesso il logo di un gruppo di cui non trasmette quasi mai i video (e sempre a ore agghiaccianti in mezzo alla notte).