Il fatto lo conoscete tutti. Una delle Iene, Alessandro Sortino, si è presentato a Ceppaloni sotto casa di Mastella con un sacchetto di arance per la signora Lonardo Mastella agli arresti domiciliari. Nell’andirivieni, ha incontrato il figlio Elio Mastella e ha iniziato a fare la Iena, cioè ad incalzarlo con domande un po’ strafottenti e inquisitorie del tipo tu sei un raccomandato, fai carriera grazie a tuo padre e cose del genere. Dopo un battibecco durato alcuni minuti, il pacioso Elio ha pugnalato la Iena: “Io so chi è tuo padre”. Silenzio. Risposta sdegnata. parapiglia e ognuno per la sua strada. Dunque, il padre di Alessandro Sortino, Sebastiano, è stato segretario della Fieg, Federazione italiana editori giornali, negli anni ’70 (cioè poteva chiamare senza problemi tutti gli editori, da Caracciolo ad Agnelli, non gente qualunque), poi è passato all’Authority per le Comunicazioni, dove ha eguale potere, se non superiore. Ora il figlio Alessandro, romano di 38 anni, fa la Iena dopo aver lavorato per la Stampa e Radio Capital, esser stato chiamato da Davide Parenti alle Iene e da Mario Monicelli per una sceneggiatura. Guadagna, dice, tra i 100 e i 200mila euro lordi all’anno. Suo fratello Francesco è fondatore e amministratore della Medialia srl, che produce contenuti digitali per la Rai in sospetto conflitto di interessi con l’attività del padre (e infatti a riguardo c’è stata pure una interpellanza parlamentare). Dopo il fattaccio, Alessandro Sortino si è incazzato come un bambino sorpreso con le dita nella marmellata e in un’intervista ha detto: Elio Mastella “non si deve neanche permettere di pensare una cosa del genere. E’ una domanda illegittima”. Ma come, una Iena fa questioni sulla legittimità delle domande? Poi ha continuato: “Sono un caso americano puro, mi sono fatto grazie al mio lavoro. Sfido chiunque a dimostrare il contrario”. Questi sono i fatti e per carità lungi da me tirare valutazioni o dare giudizi. Tutti tengono famiglia. Per come conosco il mondo dello spettacolo, o sei Charlie Chaplin o di sicuro un ultraottantenne di strasuccesso come Mario Monicelli (fate due conti: ora ne ha 92) non alza il telefono per chiamarti. E non mi sembra che Sortino sia Charlot. Però, fatti suoi. Di sicuro è stato quantomeno arrogante e presupponente andare a fare la morale al figlio di Mastella, cioè a un ragazzo che in quel momento ha un padre avvisato e una madre agli arresti domiciliari. Soprattutto, non si fa la morale se si è quantomeno sospettabili della stessa cosa. Per quanto mi riguarda, Sortino e Mastella potrebbero essere pure raccomandati e chissenefrega. Ma Elio Mastella è stato molto rock ad averlo zittito. Sortino è invece lento, molto lento e poco Iena.