”Ci si deve accontentare”. E’ uno dei versi de “Il mondo che vorrei”, il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l’estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L’ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l’x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E’ un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l’album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione.