Ma l’avete visto il film degli U2 in formato tridimensionale?? Io sono andato al cinema ieri (e ne ho scritto sul Giornale) e ne sono uscito con tre impressioni. Dunque: “U2 3D” è un film spettacolare. Una volta indossati gli speciali occhiali che consegnano all’ingresso, l’effetto delle immagini in 3D è assolutamente imprevedibile: allo spettatore sembra proprio di poter sfiorare Bono, sembra di stare sul palco in mezzo a The Edge e Adam Clayton, sembra di avere sul collo il fiato del pubblico. Insomma, per i primi dieci minuti, viene la tentazione di allungare le mani per sfiorare quelle di Bono che canta al limite della scena. E poi l’effetto del concerto è di sintesi assoluta: grande rock, suonato benissimo, con un’intensità ormai sempre più rara. In più, il “messaggio” politico del concerto è chiaro, diretto, immediato, riassunto in pochi passaggi durante “Sunday bloody sunday” e “Miss Sarajevo”. Quindi l’effetto è doppio ma manca l’effetto vero: quello del concerto. E’ tutto così asettico, tutto così calibrato che, guardandolo, viene meno l’impatto del live, la sberla dei centomila watt che ti accolgono in uno stadio quando entri e l’urlo “everyone, everyone” ti dice che stanno per suonare gli U2. Molti dicono che questo tipo di filmati tridimensionali sarà il futuro del rock. Ma non credo: il calore di uno show dal vivo non potrà essere sostituito da nient’altro.