Mamma mia che sberla i Metallica. Ho visto il loro concerto l’altra sera a Bologna (è dal 1990 che li vedo ogni volta che vengono in Italia e, qualche volta, anche all’estero) e me ne sono venuto via con la solita sensazione: certa musica, specie quella aggressiva, è proprio catartica e ti lascia una sensazione piacevole a fine concerto, quando le luci si spengono e bisogna fare il bilancio dello show. James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Robert Trujillo sono stati molto potenti, molto professionali e forse anche troppo manieristi perché la scaletta è sempre la stessa, mancano brani nuovi e non c’è quindi quella dose di energia che deriva dalla novità. Tutto è iniziato con Creeping death passando per altri diciassette brani (da For whom the bell tolls a Bleeding me a The four horsemen, Master of puppets, Whiplash, Enter sandman e Seek & Destroy) per un totale di meno di due ore senza che ci fosse neanche un accenno al nuovo cd che uscirà a metà settembre e si intitola Death magnetic. Li ho incontrati e ne ho scritto brevemente sul Giornale. In questo periodo loro sono proprio in forma, altro che crisi del passato. James è rilassato, Lars scherza come al solito, Robert è un gozzoviglione e Kirk ha il solito aplomb che si porta dietro dai tempi di Kill’em all. Soprattutto, anche se viaggiano su quattro Mercedes diverse e spesso stanno in alberghi separati, hanno ritrovato l’equilibrio indispensabile per tornare a essere una band produttiva. E avreste dovuto vedere con quale affetto sono stati accolti dal pubblico. Tra tutti i gruppi rock, i Metallica sono tra i pochi ad avere un seguito quasi fraterno, fedelissimo, a tratti commovente. Ce ne fossero. D’altronde la band è di quelle che sa creare un rapporto autentico con i propri fans. Il nuovo disco, mi hanno detto loro quattro prima di salire sul palco, “è un incrocio tra Master of puppets e And justice for all” e “il produttore Rick Rubin ci ha insegnato a fare i conti con i nostri anni Ottanta”. E i cinque pezzi che circolano tra gli addetti ai lavori sono molto, ma molto buoni. E poi, appena dopo la pubblicazione del nuovo cd, le vecchie canzoni della band saranno le protagoniste del quarto volume di Guitar hero, il videogame che in questo momento va per la maggiore. Insomma, secondo me sarà di nuovo un anno dei Metallica e il nuovo cd rimarrà per un pezzo in cima alle classifiche. A premiarli sarà soprattutto la loro coerenza e il fatto che in 25 anni (ebbene sì, è un quarto di secolo che è uscito Kill’em all) non hanno mai tradito la loro missione di rimanere accampati sulla riva più dura del rock.