Non per dire, ma sui giornali si legge di tutto. L’altro giorno parlando degli anni Ottanta sulla Stampa, il bravo Andrea Scanzi se l’è presa non solo con i Queen ma anche con i Guns N’Roses definite “le meteore più rumorose e tamarre del rock”. Non bastasse, Axl Rose, che ha 46 anni “portati molto male” (guardate la foto qui di fianco), “canta ancora come uno stambecco colpito a morte, con gemiti da muezzin afono e gorgheggi improbabili, solo che non lo ascolta più nessuno”. Sarà. Sta a vedere che sarà meglio come cantano Big Boi oppure 50 Cent. Dieci giorni prima, il suo stesso giornale la Stampa aveva annunciato che a settembre la nuova versione del videogame Rock Band conterrà il primo singolo dei Guns N’Roses da almeno quindici anni: Shackler’s revenge. Poi dovrebbe arrivare l’annunciato cd Chinese democracy. Ora tutti sanno che i videogame, dopo il tracollo dei cd, sono la nuova frontiera commerciale della musica. E quindi se, come confermato anche dal New York Times, gli azionisti puntano sui Guns N’Roses, vuol dire che quella band non è proprio tanto meteora. Anzi. Visto il successo che su di un altro videogioco, Guitar Hero, hanno avuto gruppi come gli Aerosmith (si parla di milioni di dollari di incassi, mica noccioline), se un colosso come Mtv investe sui Guns N’ Roses per il lancio del suo nuovo videogame Rock Band vuol dire che c’è ancora un seguito enorme e una concreta speranza di guadagno. D’altronde è sempre così, nel rock come nel calcio. E’ lo spirito di parte ad animare i critici e quindi ci sono sempre state squadre o band odiate a prescindere. Però dei Guns N’Roses si può dire tutto tranne che siano stati insignificanti visto che ancora adesso ci sono plotoni di gruppi rock in classifica che suonano evidentemente ispirati dai suoni e dall’attitudine di Axl Rose. Certo, l’anno scorso quando l’ho visto in concerto a Madrid non è stato granché, troppo ansioso, troppo legato ancora alla voglia di essere ciò che era vent’anni prima. In realtà, Axl Rose è un signor cantante, uno con le tonalità giuste e la grinta esemplare, uno che si è impedito di crescere alla luce del giorno e negli ultimi quindici anni lo ha fatto solo al buio della sua villa vicino a Los Angeles. E’ un tipo strano, qualche volta kitsch e volgare, spesso controverso come i grandi artisti. Ma ce ne fossero, di cantanti così, in grado di “tenere” uno stadio. E ci fossero band tamarre come i Guns N’Roses, capaci di suonare dal vivo e di scrivere brani che, volenti o nolenti, sono nuovi ancora oggi, vent’anni dopo.