La vera storia di Smoke on the water
E lui indica laggiù un punto sulla riva del Lago di Ginevra: «Ecco, l’abbiamo registrata lì in una sera di dicembre del 1971, faceva un freddo bestiale». Roger Glover (il primo a sinistra qui nella foto grande) è il bassista dei Deep Purple, quello che si inventò il titolo di Smoke on the water, una delle canzoni più famose della storia del rock. Dai, tutti l’hanno canticchiata almeno una volta: ta ta ta…. «Noi allora non potevamo certo immaginarlo, ma quella era una canzone che l’avrebbe cambiata, la storia della nostra musica». È seduto sulla veranda del Grand Hotel di Montreux, ora ha 63 anni, ha un cappellino verde da rapper al posto della zazzera e beve acqua minerale, mica scotch e Coca come nel 1971. «Andavamo avanti con quel cocktail tutto il giorno e soprattutto la notte, pensavamo che saremmo morti in tre o quattro anni e invece eccoci qua: sono quarant’anni che esistono i Deep Purple». Smoke on the water è la canzone simbolo del rock duro, ha un giro di chitarra che qualsiasi principiante ha imparato a suonare subito, e ancora oggi si ascolta in radio, nei programmi tv ed è scaricatissima su iTunes. «Sai una cosa? Ai nostri concerti ci sono sempre più giovani» spiega mentre gli occhi mandano una fiammata di entusiasmo. Sembra pure lui un ragazzino, volendo. «Per registrare l’album Machine Head affittammo dai Rolling Stones il loro studio mobile e lo piazzammo all’interno del Casino. Era fine novembre del 1971, eravamo pazzi di gioia. Una sera, il 4 dicembre, al Casino c’era il concerto di Frank Zappa & The Mothers e, durante l’assolo di tastiera del brano King Kong un pazzo lanciò un petardo in sala. Tutto prese fuoco, la gente scappò subito e il fondatore del Jazz Festival, Claude Nobs, l’aiutava ad uscire alla disperata. Da fuori si vedevano le fiamme riflettersi sulle nuvole e il fumo avvolgeva il lago, perciò mi venne l’idea del titolo Smoke on the water, fumo sull’acqua».
Nei giorni successivi, i Deep Purple si trasferirono al Pavilion, un teatrino poco distante. «E lì nacque il giro di chitarra. Lo abbiamo inciso di notte, perché in quel periodo ci svegliavamo al pomeriggio e suonavamo in studio fino all’alba. Però il vicinato iniziò a protestare, la gente diceva “questa è una zona tranquilla, accidenti andate via” e mi ricordo che Ritchie Blackmore registrò la chitarra di Smoke on the water mentre alla porta c’era un tipo della sicurezza che bloccava i vicini imbestialiti. Sì, mi ricordo benissimo: c’era proprio lui, che era molto grosso, appoggiato contro la porta per evitare che fosse buttata giù a calci mentre noi eravamo attaccati ai nostri strumenti con le cuffie in testa». Caos creativo. Però qualche giorno dopo i Deep Purple dovettero fare le valigie per davvero e lasciare il Pavilion alla quiete del lago. «Perciò le parti vocali della canzone furono registrate qui al Grand Hotel, che ha cinque piani sottoterra perfetti per la musica. Noi suonavamo qui, poi salivamo a prenderci uno scotch con Coca Cola, vivevamo sulla Terra ma eravamo in un altro mondo».
Il brano apparve nel 1972 con l’album Machine Head ma solo l’estate dopo – e quindi sono trentacinque anni esatti – fu pubblicato come singolo in tutto il mondo. E fu un successo straordinario. «In realtà non ce lo immaginavamo, per noi quella era una canzone legata a un ricordo e forse era fin troppo semplice. È stata la gente a decidere che diventasse così importante». E ancora oggi, come qui all’Auditorium Stravinskij, quando sul palco si sentono quegli accordi, il pubblico esplode.Creativi e forse un po’ manieristi, i Deep Purple sono l’abc del rock duro, oltre che, come nel caso di Ritchie Blackmore o del batterista Ian Paice, autentici fuoriclasse del loro strumento. Negli anni Settanta molto semplicisticamente o stavi con loro oppure con i Led Zeppelin, ma da lì non si scappava e ancora oggi i loro cromosomi musicali affiorano qui e là nelle band in classifica. «Questo dipende dal fatto che non abbiamo mai inseguito le mode. Oscar Wilde diceva che le mode sono così brutte che ogni sei mesi vanno cambiate. Noi abbiamo cercato di essere sempre noi stessi proprio per non cambiarci mai». E perciò, proprio al culmine del successo a metà degli anni Settanta, hanno iniziato a darsele di santa ragione, a litigare e mandarsi a quel paese, separandosi e poi riunendosi e poi prendendo altri musicisti e infine sciogliendosi per otto anni. Dall’84 sono di nuovo insieme ma sono anni di geometria variabile: fuori Blackmore, dentro Steve Morse, via il tastierista Jon Lord, ecco Don Airey e avanti così. «Diciamo che i Deep Purple si sono rivelati essere un matrimonio complicato tra gente molto complicata», sorride. Però oggi sul palco sono ancora signori musicisti, con una padronanza cristallina degli strumenti e una conoscenza intima, quasi commovente di quella ritualità che proprio gruppi come loro hanno imposto ai concerti. «Noi suoniamo davvero – spiega Roger Glover – non facciamo “strumming”, non pasticciamo come magari fa Bob Dylan. Per carità, niente contro di lui. Ma quando sono entrato nel gruppo, nel 1968, non avevo mai sentito musicisti così, era quasi jazz, altro che rock. Jon Lord suonava il suo piano guardando la tastiera della chitarra di Blackmore, era una sintonia quasi sinfonica, la loro, una sintonia che è diventata la nostra spina dorsale. E pazienza se abbiamo litigato tanto. Non fu Einstein a dire che tutto dovrebbe essere il più semplice possibile ma mai troppo semplice? Bene, i Deep Purple sono stati proprio così». Ecco.

Volevo precisare che io non ho detto che se Obama sarà eletto è perchè viene sponsorizzato da mezzo mondo, in particolare dai soliti noti del mondo dello spettacolo che fanno i sinistroidi con i miliardi.
Io ho scritto che tutto questo battage, questi continui spot finiscono per danneggiare e rendere odioso Obama, che rimane, a mio avviso, un finto, un contenitore vuoto, come può essere un Veltroni qualsiasi…della serie, sotto il vestito niente…
Anche se fan sfegatato dei Led Zeppelin, ho molto apprezzato il tuo be pezzo sulla storia di Smoke On The Water, Paolo! Lunga vita ai Deep Purple!!! RENATO
..che poi, per l’amor di Dio, cambiare idee o opinioni non è un peccato.. anzi. In qualche modo è un segnale che il tuo cervello comunque riceve ed elabora informazioni. La coerenza, a volte, è una brutta bestia, ci mancherebbe.
Che trovo irritante è poi dire: “Io? Mai comunista”… ed intanto però, ti sei dimenticato la tessera del PCI nel portafoglio…
Ciao Lui Hard Rocker, il mondo è pieno di voltagabbana. Quello dello spettacolo italiano forse è uno dei più popolati da questa strana specie.
Caro Paolo, ora siam al paradosso. Molti dei vari artisti che si son sempre dichiarati sinistroidi, dichiarano di non esserlo mai stati!!
Ciao Sally, sono d’accordo con te. Se Obama verrà eletto, non sarà certo perché è stato sponsorizzato dalla Madonna di turno ma perché è riuscito a far passare bene il suo messaggio e la gente ha voglia di dargli fiducia. D’altronde è sempre così: la gente non è così stupida come a molti piace far credere. In Italia quasi tutti gli artisti, gli attori e i musicisti si dichiarano (pubblicamente) di sinistra ma poi sono quindici anni che vince quasi sempre la destra. E’ anche vero che quelli di destra preferiscono tacere perché hanno paura di eventuali ostracismi o ripercussioni. Ma questo è un altro discorso. Diciamo che ormai l’elettorato è sempre più svincolato dal condizionamento dei mass media. O, meglio, che c’è così tanta varietà di mass media che nessuno riesce più a mobilitare una quantità rilevante di voti.
Ciao Guglielmo, sì ho fatto un affermazione provocatoria e anche politica… mi è scappata, scusa.
Se ci sono celebrità che sostengono Obama non è una ragione sufficente per dargli contro,è un momento della storia troppo delicato per poggiare l’attenzione su Madonna o Paris Hilton o chicchessia supporter di Obama.
Sai, è una cosa molto americana questa, è una mentalità che non ci appartiene… Ho seguito molto e da vicino le elezioni presidenziali di 4 anni fa e i Repubblicani non erano da meno credi. Indimenticabile il discorso di Schwarzenegger (ricordiamolo governatore repubblicano della California), alla convention repubblicana, discorso pesante, di una gravità notevole che sosteneva che l’USA fossero il baluardo della democrazia e non le Nazioni Unite… e subito dopo sul palco le figlie di Bush che commentavano con voce da oche “isn’t he awesome!?!?!?” e giù apprezzamenti alla sua forma fisica… Stavo per vomitare.
E’ ovvio che noi ideologicamente la pensiamo diversamente, io non voterei mai né Berlusconi né McCain. Però se ci mettiamo al di sopra delle fazioni per un attimo.. vorrei solo dire, lasciate perdere chi ha reso Obama una figura quasi “di moda”. Come al solito la gente fa casino quando si è davanti a un personaggio così carismatico e che porta con sé tante novità (credimi, l’america è ancora tanto razzista più di quanto si creda). mi pare una cazzata dare contro Obama per questi motivi. O pensare che se Obama viene eletto è per via di Woody Allen.
Ciao Sally, scusa per questa parentesi politica, ma hai scritto, tra l’altro, che “magari Mc Cain verrà eletto…contenti voi”…
E’ forse meglio quel pupazzo demagogo di Obama, con il suo contorno di leccapiedi artisti, registi, cantanti come Springsteen, Madonna, de Niro, W.Allen che da sempre sponsorizzano candidati democratici, invece di concentrarsi sul proprio lavoro ed evitare di schierarsi politicamente?
..a volte la tua permalosità, Sally, ti impedisce di leggere quello che viene scritto.
“Chiacchiere da bar”…vabè, certo, con questa mentalità il mondo va a puttane, nulla ha più senso: la borsa crolla, i Kings of Leon si tagliano la barba e diventano un gruppo pop schifoso, Ligabue fa sold out per 7 giorni ininterrotti davanti a 15.000, Scorsese fa documentari piacioni, il free jazz viene definito da giornalisti incompetenti “una boiata pazzesca”, McCain magari verrà eletto e così via. Contenti voi.
“sognare per combattere la solitudine”!!!
buon wend o buon lavoro….
Grazie Sissi, i tuoi complimenti mi fanno tanto piacere. Anche Cesare Cremonini mi ha ringraziato per quell’articolo (e un po’ me ne vanto).
Non c’entra con il post, ma complimenti Paolo per l’articolo su Cremonini di oggi…… ahhhh adesso mi attaccheranno tutti i rockettari ma a me lui piace…!!! Uhhhhh!!!
Sono cresciuto con i Deep , a 10 anni mi regalarono un giradischi stereo e io corsi a comprare In Rock e mentre i miei coetanei ascoltavano Baglioni Drupi ecc. ecc. nelle mie orecchie passava Child in Time
Ciao Paolo, purtroppo in Italia Theme Time Radio da quel che mi dicono non si prende… I miei amici in Italia che l’ascoltano si fanno scaricare gli mp3 dall’America, sorry.
Qui in Inghilterra la trasmette la BBC6 Radio e poi in streaming puoi sentirla per tutta la settimana quando vuoi e quante volte vuoi. Ci vorrebbe una radio italiana che facesse la stessa cosa, che si compri i diritti e lo trasmetta, perché ti assicuro che è una trasmissione meravigliosa. La musica che mette, i fatti che racconta e come li racconta. Fantastico!
Ciao Guglielmo, io ci sono e vi leggo, ma lavoro molto in questo periodo e quando ho tempo, anche se poco, cerco di dedicarlo alla mia vita privata. Buon fine settimana.
Che tristezza questo album di Mango l’ennesimo colpo basso alla sua carriera dopo ben tre album passati inosservati……………..non sembra neanche più lui c’è solo quella voce in falsetto (a 60 anni un po’ ridicola)a ricordarcelo e a ricordare i grandi successi unici per melodia e ritmo scritti dal fratello Armando Mango (per me il solo Mango esistente): Primavera, Se mi sfiori, Sentirti e tante altre perle che consiglio al caro Paolo Giordano di recuparare e di confrontare con gli ultimi 3 bruttissimi album a cui si aggiunge questa evitabile raccolta di cover che finirà ben presto nel dimenticatoio.
E come hanno detto molti autorevoli critici quelle erano canzoni costruite fatte su misura per quella voce unica ed inimitabile scritte da un genio come Armando Mango che ha trasformato Giuseppe Mango da Lagonegro in Mango.
Oggi siamo di fronte ad un karaoke imbarazzante senza alcuna personalità
Ciao Sally, concordo con tutto quello che dici su Bob e ti chiedo una cosa: come posso sintonizzarmi su Them Time Radio? Ci ho provato con una radio a onde medie ma niente.
Ciao e grazie
P
Hai perfettamente ragione Sally, passare dai Deep Purple e Bob Dylan a Venditti è triste e molto deprimente…
P.S. Ma dove sono finiti tutti gli altri ns. amici bloggisti, sono ancora in vacanza?
Dankeshane Livio, Ich verstand, immer Bob! Ora basta altriementi ci prendono per fan dei tokio otelli e poi riceviamo una marea di insulti abbreviati che manco si capiscono anzi ke mnko s capskn
Comunque l’appunto di Stefano è esattamente ciò che dicevo… “strumming” non significa mica pasticciare!!! Paolo, rettifica e rispetta Bob.
PS Venditti no. E’ un nome che non può essere citato in questo thread perché non degno.
Bravo Robby,io aggiungo che non solo le loro canzoni sono tutte uguali,sono anche scadenti
Bravo Robby, non solo le loro canzoni sono tutte uguali ma sono anche scadenti…
Brava Sally. Bob Dylan è intoccabile, non perché abbia cavalcato le idee del momento (e i momenti cambiano da un momento all’altro), ma perché si chiama Zimmermann. Verstanden? (Arbeit macht frei).
Per me smoke on the water è un po’ come Vamos a la playa. Ti entra in testa e non ne esce che la mattina dopo…
Ciao, Venditti è a corto di idee da tantissimo tempo. Le sue canzoni sono tutte uguali, come quelle di Ligabue.
Un piccolo appunto…
In gergo musicale lo “strumming” è il movimento di plettro che si fa’ su un accordo di chitarra, specialmente acustica…
Ciò che intendeva il buon Glover, parlando di “strumming”, riferendosi a Dylan è il fatto, tipico dei cantautori, di suonare la chitarra con un semplice accompagnamento di accordi appunto in “strumming”, non certo di “pasticciare”: rimarcando così la differenza dei Deep Purple in cui le parti dei vari strumenti e gli arrangiamenti sono più complessi…
Bisognerebbe che chi scrive di musica fosse un po’ più musicista e meno critico…
Ciao ragazzi, siete tornati dalle ferie???
A proposito, avete sentito l’ultima canzone di Venditti? Rivendica con orgoglio il suo essere comunista, con i
miliardi, aggiungo io…
E’ evidente che Venditti, ormai totalmente a corto di ispirazione ed idee, non trovi nulla di meglio da fare che rispolverare il comunismo…che tristezza!
@Lui Hard Rocker: i rally (manifestazioni) pacifisti a cui partecipava John (si) correvano nel ’72 a Ann Harbour, Mitchigan, con le motor-mouth!!!!
abbie hoffman, quel simpatico mentecatto di jerry rubin, ahahah che bei tempi! voglio tornare in utero.
@Guglielmo per Bono vox rimando la verità a quanto rivelato da una puntata di south park: Bono non è umano ma in realtà un grande escremento che ha preso vita e col tempo ha assunto sembianze umane… soffre del complesso di sentirsi number too (in slang americano “una cagata”) e dunque si sbatte come uno zabaione per essere number one ma necessariamente per la sua natura, conitnua a dire tante, troppe cagate.
Per me l’impegno politico ci può stare anche se poi è difficile non cadere nella contraddizione quando si è rockastar multimilionarie. Difficile ma non impossibile. A me piace quel che ha fatto John Lennon: ha sfruttato l’inevitabile copertura mediatica della sua luna di miele trasfromandola in una campagna pacifista di proporzioni mondiali. Ha inventato il bed-in, il baggism e saranno in pratica cazzate ma sono state in grado di mobilitare l’opinione pubblica contro la guerra in Vietnam. Ma vi ricordate quella marcia di pace dove non si sa quante migliaia di persone cantavano “give peace a chance”? immagini forti che hanno fatto la storia.
L’unico musicista che ha fatto denunce sociali e politiche con il sorriso sulle labbra,acuta ironia e senza volgarità è stato il grande compianto Rino Gaetano, ad esempio nella canzone Nuntereggaepiù: “…mentre vedo tanta gente che nun c’ha l’acqua corrente e nun c’ha niente, ma chi me sente, ma chi me sente…” o contro i politici parolai e demagoghi, come nel brano Capofortuna “…inaugura mostre, congressi, autostrade, cessi, ferrovie e metrò…”
sarà, ma ho sempre diffidato di quei musicisti che attraverso i loro brani lanciano messaggi sociali,fanno i buonisti piagnoni alla Jovanotti, bacchettano i potenti della terra perchè non fanno abbstanza contro la fame nel mondo e poi…si fanno regolarmente ed alla grande i propri interessi, come il grande benefattore dell’umanità Bono che ha preso la residenza in Olanda per evadere il fisco in Patria…
Per tali ragioni, da questo punto di vista, amo musicisti molto diversi fra loro come Rolling Stones, Deep Purple,Iron Maiden, Siouxsie…che si sono sempre tenuti fuori da questo meccanismo fatto solo di ipocrisia e becero opportunismo mascherati da spirito umanitario.
Ma i rally pacifisti dove e con che macchine si corrono??
ok. ok. ritiro quello che ho detto. devo essere male informato. torniamo a parlare di musica.
Oddio Lino.. Dylan non credo proprio possa essere preso come persona retta e coerente.. anzi. Lasciamelo dire, anche lui è un gran furbo e un gran paraculo in questo senso.
john lennon che cavalcava la protesta per far soldi? no dai questo non lo posso accettare soldi de che? ma sai quanto è costato a John protestare? indirettamente gli è costato pure la vita.. e come conseguenza più diretta 6 anni di lotta contro l’amministrazione Nixon per avere una carta verde. john sarà stato idealista, sognatore, contraddittorio e ingenuo perché era di origini medio borghese ma cantava working class hero ma genuino e ci credeva in quello che diceva e un beatle non doveva andare in giro a raccattare soldi con la protesta. I soldi che tirava su coi rally pacifisti andavano alla campagna della New Left per combattere la rielezione di Nixon. Non diciamo blasfemità perfavore.
ammetto di avere posizioni politiche distanti da quelle di dylan, ma il mio giudizio sulla sua voce non è legato a questo: e comunque probabilmente il suo successo è legato anche alla sua voce particolare. poi a lui, a differenza di molti altri riconosco una certa onestà intellettuale. nel senso che molti hanno cavalcato la protesta solo per far soldi: john lennon per primo. lui recentemente è stato anche critico con le sue stesse posizioni politiche di qualche anno fa. comunque politica o no le sue opere sono la storia della musica. e lo dimostra il fatto che vengano riprese in continuazione da altri artisti di tutti i generi musicali.
Scusa Sally.. l’ideologia sui commenti musicali, per quanto mi riguarda, non centra. Nel senso che a me Dylan come persona mi fa abbastanza schifo per molti dei suoi comportamenti. I suoi testi mi lasciano indefferente. Credo ci siano molti altri cantautori americani e non una sopra a Dylan. Il mio giudizio e “astio” (se così posso definirlo. Per me Dylan è semplicemente troppo sopravvalutato. Tutto qui) è semplicemente rivolto al suo tipo di far musica.
@Inox: anch’io considero Burn un gran bel disco (nonostante non adori il duo Coverdale-Hughes). La stessa title track è strepitosa. Il riff, la ritmica serrata e i vari solo sono orgasmo sonoro. Davvero peccato che dal vivo, quel repertorio, sia stato boicottato. Un po’ come Wakeman che si rifiuta di suonare i pezzi degli Yes che non vedevano Andrson impegnato nelle parti vocali. Che ci vuoi fare, vezzi da rockstar!
Hai citato un gran live (“On stage”). Peccato per la qualità non eccelsa.. ancor più peccato la fine che l’uomo nero ha fatto fare all’arcolbalwno! “Rising” è, per me, un disco in anticipo di quasi 20 anni nel genere power/epic metal.
Riconosco he la voce di Dylan si sta completamente modifcando ed è sempre più rough… è na voce con una storia, che invecchia si modifica cambia e dice cose diverse. Dunque mi piace.
Dylan ubriaco davanti al Papa? no magari ubriaco prima quando ha deciso di cantare davanti al Papa ma lui quello sguardo perso ce l’ha sempre perché è sempre perso dentro un universo parallelo un po’ come tutti un po’ più di tanti. basta vederlo da vicino per qualche minuto per capire cosa intendo.
Ascoltatevi Theme Time Radio, la sua trasmissione radiofonica e godrete come animali, per le cose assurde interessanti che dice, per come le dice per la musica che sceglie. come dj quella voce da cornacchia del sud degli States non è male affatto, è ipnotizzante. se poi vi fa schifo ciccia. ora basta che io mica devo difendere dylan qualsiasi cosa faccia.
addio e saluti vado in himalaya (solo col cervello però)
Dai Sally, riconosci che Bob Dylan ormai è stracotto, gracchia invece di cantare…
I Deep Purple di ora sono molto tristi e neanche se mi pagassero il biglietto andrei ad un loro concerto. Ciò non toglie che siano stati dei mostri sacri. Child in Time è uno dei capolavori assoluti del rock.
Anch’io sono d’accordo con Lino e Lui H R: Dylan è sì un grande cantautore, ma la sua abilità nello scrivere delle stupende liriche non è compensata da una simile capacità di supportare queste con delle decenti performaces vocali. Penso, tra l’altro, che a Bob Dylan stesso della tecnica vocale, così come di quella strumentale, non importi poi un granchè: lui è un poeta, non un musicista, per cui non stupisce, come giustamente afferma Lui H R, che i suoi pezzi risultino migliori se riarrangiati da altri, dove per “altri” si intende dei “veri musicisti”. Ricordo ancora la partecipazione di Dylan al concerto alla presenza di Papa Giovanni Paolo II e l’incontro fra i due: secondo me Dylan era completamente ubriaco, era davvero imbarazzante..
Per quanto riguarda i Deep Purple, ultimamente li sto riscoprendo grazie alle edizioni rimasterizzate dei loro albums, includenti pure qualche interessante materiale inedito. Pur non trovando un difetto in alcuno dei grandi albums dei DP, da In Rock in poi, devo dire che quello che ascolto più volentieri è “Burn” del ’74, il primo della formazione Mark III con Coverdale e Hughes che si alternano nelle parti vocali: non so se siete d’accordo, però ritengo sia davvero un peccato che un così grande album non abbia più trovato spazio nelle scalette dei DP con il ritorno dei due membri originari. Io non ho mai capito la riluttanza di Gillan e Glover nell’interpretare i pezzi della Mark III: voglio dire, all’epoca avevano lasciato la band di loro iniziativa, e gli stessi Coverdale e Hughes hanno suonato i brani storici della Mark II, così come Dio ha dato una splendida interpretazione dei brani dei primi Black Sabbath (“Live Evil”) e di “Mistreated” dei DP (ascoltate “On stage” dei Rainbow, è da brividi). “Burn”, la title-track, è un autentico capolavoro che racchiude tutto ciò che una rock band desiderebbe creare: riff conciso e potente, sezione ritmica alla batteria da spavento (Paice non è mai stato così indemoniato, credo..), sezioni vocali con differenziazione timbrica dei due cantanti, assoli stratosferici di Blackmore e Lord, una spruzzata di classicismo con l’indovinata progressione classica (“caduta di quinte”) a concludere i due assoli (quello di Lord al sintetizzatore multiplo è da manuale), cos’altro si potrebbe chiedere..?
Pur riconoscendo la bravura e l’importanza di Gillan, devo ammettere – e so che avrò contro l’astio dei più accaniti fans dei DP – che il suo timbro vocale non mi ha mai colpito particolarmente e trovo la voce di Coverdale molto più personale, calda ed emozionante.. Il timbro di Gillan a partire da “Perfect strangers” in poi, si tratta di un’opinione personale, lo trovo semplicemente odioso..
Comunque, “long live Deep Purple, long live rock ‘n roll”!
E io invece non mi arrabbio… anche a me piace molto “One more cup of coffee” rifatta dai White Stripes o “Knocking…” dai Guns o i BRMC che dal vivo hanno rifatto una stupenda “the lonsome death of hattie carroll” o vabò manco a dirlo “all along the watchtower” da Hendrix…
Dylan ha una voce particolare e ci sta che può non piacere a tutti ma non avrebbe avuto senso che le sue poesie, ovvero i suoi testi, li avesse fatte cantare da altri, idem per Cohen (anche lui pluri-coverato). Dire che non vi piace come canta accettabilissimo ma dire che non sa cantare è una blasfemità perché ha una voce unica e riconoscibile all’istante e questi sono i fattori che distinguono un cantante dalla moltitudine circostante. Accendete la radio e ditemi un po’ quante voci si assomigliano e non sanno di nulla.
Secondo me Dylan vi sta sulle palle perché è stato simbolo di certi movimenti in cui non vi ritrovate ideologicamente.. il fatto è che a lui non gliene fregava nulla di rappresentare questo o quello e preferiva solo rappresentare se stesso…proprio se ne fotteva. O forse mi sbaglio e a voi non piace solamente come canta ma di certo in molti lo detestano per quel motivo.
Ora per fare giustizia prenderò una bacchetta autografata da Ian Paice e la metterò sotto un’icona sacra di Dylan così, a mo’ di sottomissione cosmica.
ma secondo voi i Pink Floyd con “Have a cigar” non hanno un po’ scopiazzato “Pictures of Home” dei deep purple? (però mi piace più have a ciagar)
Sono d’accordissimo con Lino e con quanto avete affermato riguardo alla cover dei Guns’N'Roses…..decisamente meglio dell’originale!!!
Scusate se non infierisco ma non mi sembra corretto, se c’è un musicista che proprio non mi suscita nessuna emozione e che mi fa addormentare solo a vederlo (figuriamoci a sentirlo cantare) è Bob Dylan.
bob dylan non sa cantare. per forza i suoi pezzi li fanno meglio gli altri! knockin’ on heaven’s door effettivamente è molto migliore nella versione dei guns n’roses. perfino avril lavigne la fa meglio. al contrario le sue cover fanno cagare: ho ascoltato una versione di dylan di the house of the rising sun da brividi. non intendo però con questo sminuirlo. infatti nonostante non sia un virtuoso del canto bob dylan ha fatto la storia della musica contemporanea.
tornando ai deep purple e a proposito del loro essere più bravi dal vivo che in sala, mi sembra di aver letto che alcuni componenti del gruppo avessero studiato musica classica e avessero una notevole tecnica rispetto alla gran parte delle band dell’epoca.
Per non parlare di “man in the long black coat” rifatta Hackett… o “I Don’t Believe You” ripresa da Al Stewart. A volte le copie son meglio delle originali.. ih ih ih.
COMITATO PER FARE ARRABBIARE SALLY. In effetti il pezzo Knockin’ on heaven’s door è molto meglio fatto dai Guns N’Roses che da Bob Dylan.
@lino: sarebbe fantastico se allo Zecchino d’oro facessero cantare smoke on the water.. sicuramente i bambini crescerebbero con qualcosa in +.
E poi sarà un caso.. ma i pezzi di Dylan io li preferisco interpretati da altri..
Mah.. secondo me è relativo. Forse Dylan continua a rianngiare i pezzi perché anche lui fanno schifo come son venuti la prima volta! Ah ah ah.
Diciamo che forse l’hard rock si presta di più alla divagazione e all’improvvisazioen all’interno del pezzo che non alla rlettura del brano. Anni fa un mio amico (che suona in un gruppo brutal: i Vomit the soul.. se vi capita ascoltateli. Il tipo che “canta” è un mio ex compagno di scuola) mi fece sentire i Six feet under coverizzare Hendrix e i DP… boia che roba!
A certa gente può piacere questo tipo di operazione (coverizzare se stessi) ma ad altri no.. è normale.
Certe volte i risultati son grandiosi.. altre no.
Essendo professionisti devono tener conto anche del grado di piacimento del pubblico.. altrimenti rischiano di fregarsi con le loro mani.
Forse Dylan è anche “costretto” a rielaborare i pezzi… con la voce che ha conviene che l’attenzioni vada sugli strumenti!! Ah ah ah
Anche secondo me, caro Lino, Child in time è una delle più belle canzoni del rock anni ’70.
non sono un fan accanito dei deep purple, ma in una mia ideale classifica qualche loro canzone starebbe ai primi posti. smoke on the water, diciamo la verità, è leggermente sputtanata: ci manca solo che venga proposta allo zecchino d’oro, ma child in time, per esempio, è di livello assoluto. ti sfinisce per quanto è lunga e intensa.
Ho capito che volevano dire quello ma rimane il fatto che non si deve buttare merda su altri “colleghi” quando si è a un certo livello, almeno così credo.
E poi Bob spesso rifà i pezzi pure uguali io mi son ribeccata da poco una versione tranquillissima identica di knocking on heaven’s door. Poi sarebbe un po’ più dura giocare con pezzi come smoke on the water e riarrangiarli diversamente visto che si basano su riff storici di chitarre, per questo la frase di glover mi pareva poco sensata.
Devo dire che quando mi son vista gli Stones suonare tutte le hits pari pari a 100 anni fa ho provato un senso di tristezza lo ammetto.
Sai qual è la differenza? E’ che non anno più nulla di nuovo da dire, Deep Purple compresi. Dylan ha album nuovi e canzoni nuove e pure belle. i DP hanno solo vecchi successi, i rolling stones hanno solo vecchi successi… Per questo preferisco ascoltarmi Made in Japan a casa che vederli dal vivo. poi sono sfizi che si tolgono tanto per dire “toh mi son fatta pure un concerto dei DP” però dentro rimane quel sapore di marzapane avariato, rimangono quei pensieri nostalgici e un gran desiderio di avere una macchina del tempo.
)
l
Comq la grandezza di un artista si vede quando suona dal vivo. E dal vivo se non si è in grado di cambiare i propri pezzi, di re- interpretarli allora tanto vale stare a casa a sentire l’album. Poi sì, i cosiddetti cavalli di battaglia da gusto anche rifarli uguali ma manco sempre. Io la vedo così almeno. Per questo al concerto di Tom Waits quando stravolgeva dei pezzi il pubblcio si emozionava invece che incazzarsi. Quando hai una band dietro che suona da dio e puoi permetterti di inventare nuovi arrangiamenti è lì che emozioni davvero pubblico. Quando fai tutto uguale ti limiti ad accontentarlo. Poi ovviamente dipendo molto dalla musica che proponi… insomma le palle di una band si tirano fuori dal vivo! (come fece Jim morrison al concerto storico alla roundhouse
Evviva Lui Hard Rocker. E’ proprio quello il senso delle parole di Roger Glover. E io gli do ragione: sono convinto che i pezzi classici di un musicista abbiano quasi il “dovere” di essere sempre eguali a loro stessi. E’ un insopportabile vezzo di certi artisti quello di cambiare i loro “classici” solo perché loro sono costretti a suonarli tutte le sere da chissà quanto tempo. Il problema è che il pubblico che si trovano di fronte ogni sera è sempre diverso (o quasi) e quindi non può provare quella stessa (comprensibile) noia. Un professionista come i Deep Purple o tanti altri si dimostra grande anche perché suona allo stesso modo i propri “pezzi bandiera” anche se è obbligato a farlo da quarant’anni.
Dirò una cavolata.. ma secondo me i DP (Glover in questo caso) volevano dire “i fans si aspettano che “smoke on the water” suoni esattemente così, come la facciamo”. Probabilmente se rivoluzionassero (come fa Dylan) gli arrangiamenti rischierebbero di tirarsi contro molti dei fans. No?
Sally, ho riportato quello che pensano i Deep Purple… Che poi io sia d’accordo è del tutto secondario eh eh eh….
eh eh qui ti volevo!!!!!! vedi che di fondo ti sta sulle palle dylan e ci infili sempre una parolina astarda quando puoi, vedi pure il tuo pezzo su leonard cohen!?
non sono assatanata contro i DP, ci mancherebbe mi stanno pure simpatici. Dylan suona da cento anni si è rinnovato 100 volte e se ora suonasse sempre le stesse canzoni nello stesso modo in molti lo criticherebbero perché direbbero che non se ne può più.. quell’uomo fa 300 concerti all’anno. il fan che lo va a vedere torna felice da un suo concerto perché anche se storpia i pezzi cerca di dare sempre uno spettacolo diverso e intenso. Altrimenti se la mettiamo su questo piano che dovrebbero dire i fans di quel musone antipatico di van morrison che si caga pocchissimo il pubblico? La musica la suona bene Dylan tranuqillo, ha dietro una band da paura. Strumming pasticciato lo faccio io con la chitarra non Bob Dylan, daje. ciao
Sally, la parola “Pasticciare” è una mia libera interpretazione. Roger Glover mi ha detto che i Deep Purple non sono di quei gruppi come Dylan che vanno sul palco e, se va bene, fanno al massimo dello “strumming”. Io però non sarei così assatanata contro i Deep Purple e la loro posizione su Bob Dylan. Da sempre i musicisti, specialmente quelli formati negli anni Sessanta, hanno quello spirito di parte che ricorda un po’ quello dei calciatori. Insomma, non starei troppo a sottilizzare anche se io, certo, sono molto d’accordo con loro. Se uno paga il biglietto per ascoltare un concerto, ha il diritto di sentire musica suonata bene e i musicisti hanno il dovere di farlo al loro meglio. E mi riferisco ai pasticci spesso incomprensibili ai più come quelli di Bob Dylan. Ma questo è un altro discorso.
Sì ma mi dici che termine hanno usato loro per “pasticciare”?!?!?!??!?!?!??
Continuo a trovare del tutto inopportuno il paragone con Dylan. “suoniamo davvero” invece dylan per finta, mi pare un discorso molto arrogante ma vabò contenti loro. Allora potevano anche dire che sulla “Traviata” Francesco Maria Piave ripete troppo spesso le stesse parole ma loro no perché sono fighi e usano sempre parole diverse. Ho capito il discorso sui virtuosismi etc però devi ammettere che pasticciare e dire che uno strimpella solamente è un giudizio negativo, almeno si può interpretare come tale. Intano Dylan ha fatto album nuovi e ha nuove belle canzoni e loro sono rimasti a fare sempre gli stessi pezzi e il loro rock è invecchiato male ripsetto quello degli Zeppelin per dire. Made in Japan rimane uno dei live più belli mai fatti ma non impazzirei a vedere i Purple suonare oggi. Poi Glover deve star attento a quel che dice, quello di Dylan è un paragone un po’ inutile e cialtrone mi pare, tutto qui. Paragone che han fatto loro non me la sto prendendo con te, Paolon.
Tanto lo so che tu sei uno di quei critici che pensa che Dylan era comq il migliore…
Ciao Sally, bentornata. Naturalmente lo so anch’io che la storia di Smoke on the water ha 37 anni. Ho fatto quel titolo non in veste polemica (come piacerebbe a te, mi sembra di capire) ma solo per evidenziare che si parlava della nascita di quella canzone. Se scrivo “la vera storia” non necessariamente vuol dire che mi riferisco a qualche altra storia falsa né a qualche particolare rivelazione. Forse sei troppo condizionata dai rotocalchi o dai tabloid che strillano qualsiasi cosa come se fosse una rivelazione. Il discorso di Roger Glover riferito a Bob Dylan è stato molto più lungo e complesso di quello che naturalmente ho riferito io (per esigenze di spazio). Lui ha sostanzialmente voluto dire che Dylan e la sua band fanno spesso “strumming” sul palco, cioè suonicchiano, pasticciano con gli strumenti. Mi ha anche spiegato come si fa e perché tanti gruppi si concedono lo strumming (una sorta di “strimpellamento” molto in scioltezza). I Deep Purple – così intendeva Roger Glover – vogliono invece rendere le canzoni esattamente come sono, cercando solo di improvvisare dove è possibile. E non credo che nessuno possa dire che la band Deep Purple dal vivo suoni meno compatta e precisa di quella di Dylan. Anzi, forse è il contrario. Per carità, nessuna polemica. Ma non mi sembra che Dylan abbia mai fatto del virtuosismo un punto di forza.
…scusa ma non riesco a trattenermi.. ma la storia di smoke on the water è vecchia come il cucco! (qualcuno sa cos’è un cucco by the way?)
Bella l’intervista Paolo, complimenti, l’avevo già letta sul giornale domenica scorsa… però ora mi devi spiegare questa frase:
«Noi suoniamo davvero – spiega Roger Glover – non facciamo “strumming”, non pasticciamo come magari fa Bob Dylan”
Vorrei per cortesia sapere quale termine inglese Glover ha usato per “pasticciare”.Tra l’altro non mi pare che il temrine ci fosse sul pezzo di domenica duqnue devo capire. E vorrei perfavore anche il numero di telefono di Glover così gli posso chiedere cosa minchia c’entra questo paragone tra loro e Dylan e se magari vuole mettere in mezzo anche mia zia e poi volevo sapere se voleva limonare duro con mia zia oppure con asia argento mentre limona un rottweiler.
Lui hard rocker concordolo con te, made in japan is THE live record!
E’ vero, dal vivo i Deppe Purple sono gioiose macchine da guerra rock
Grazie Sissi, sei troppo buona
complimenti per l’articolo Paolo.
Dal vivo sono inarrivabili.
Un gruppo che ha segnato la storia del rock. Poi il riff di smoke on the water è veramente l’equivalente rock all’attacco della quinta di Beethoven.
Credo che “Made in Japan” sia il disco “live” in assoluto. Con una versione di “Highway Star” fuori dall’ascia. Uno degli assoli più belli in assoluto nella storia della musica. Chitarra senza effetti e distorsioni varie.. da orgasmo!
Ho sempre preferito i Purple in versione live che non in studio.. forse perché dal vivo sono delle vere e proprie macchine da guerra e le canzoni diventano un mezzo per delle jam selvagge! Forse vero (come scrive Paolo) che si perdono troppi in “manierismi” ed esercizi di stile.. ma se ci pensiamo bene chi non lo fa/faceva? Pensate a “The song remains the same” degli Zeppelin. La parte degli assoli è a tratti di una noia mostrousa.. no?