Mtv è il termometro del pop
Il pop è una cosa sporca. Niente di che, per carità, mica roba grave. Certe volte ci piace, perché rispecchia i nostri gusti, semplici o sofisticati che siano. Altre volte ci sembra troppo pecoreccio o banale o riduttivo o addirittura offensivo. Amare il pop non è chic, ce lo insegnano fin da bambini: meglio appecoronarsi dietro qualcosa di più sofisticato, intellettuale, ponderoso perché quantomeno ci si guadagna una patente di rispettabilità (musicalmente parlando, s’intende). Ma il pop è anche una cosa sacra, perché rispecchia i gusti della gente, li individua, li accompagna. E’ sempre stato così. Negli ultimi trent’anni le assurde tesi di molti giornalisti (spesso politiche) hanno voluto far credere che fossero le terribili multinazionali della musica (le famose, e ormai in rianimazione, major) a condizionare i gusti, a spingere tutto verso il basso per fare soldi, impedire la libera circolazione delle idee, abbruttire il popolo bue e così via. Tutte fregnacce. Nessuno ha il potere di condizionare in modo così decisivo i gusti della gente. E non c’è nessun mammasantissima che nell’ombra decida come manovrare noi poveri diavoli, altrimenti non si spiegherebbe come mai tanti colossali investimenti per lanciare cantanti o mode musicali siano finiti miseramente nella spazzatura. Queste sono teorie che vanno bene per i complottisti, per quelli che l’uomo non è mai andato sulla Luna, il virus dell’Aids è stato diffuso dalle multinazionali farmaceutiche, le Torri Gemelle sono venute giù perché lo ha voluto Bush e via di questo passo. Siamo noi a decidere il pop e l’industria tutt’al più è (talvolta) brava a individuare le nuove tendenze e ad aiutarle. Siamo noi che decidiamo quale musica ascoltare. Perché tutto questo discorsone?? Perché l’altra sera ero alla Echo Arena di Liverpool a seguire gli Mtv Europe Music Awards. Sarà la decima volta che vado a questa autocelebrazione del più importante canale tv musicale del mondo. E spesso ho visto spettacoli francamente imbarazzanti, come quando a Edimburgo Christina Aguilera ha praticamente toccato il pisello ai suoi ballerini.
Stavolta è stato diverso, a dimostrazione che il pop è vivo e si autodetermina, cresce, si sposta seguendo i suoi flussi che sono collegati alla realtà, a ciò che accade nel mondo e passa nel cuore della gente. E non è così condizionato dall’industria. Lo spettacolo di Liverpool è stato molto bello, austero, incentrato sulla musica. In più, il sipario di Bono che ha presentato Paul McCartney prima di consegnargli il premio alla carriera entrerà nella storia. Certo, ci sono stati il variopinto casino di Pink, il grottesco cappottone di Kid Rock, le tenere papere della presentatrice Katy Perry (nella foto) e via elencando. Ma il clima era perfettamente in linea con i tempi cupi che stiamo vivendo e quindi con il nostro stato d’animo. Persino la scintillante Beyoncé ha fatto marcia indietro e si è presentata sul palco in versione molto sobria ed elegante. Su tutto, quindi, il merito è di Mtv, che ci impiega un anno a organizzare uno show del genere (dovevate vedere con quale velocità i tecnici facevano il cambio palco), spende sette od otto milioni di euro ma riesce a fotografare quello che è il pop. Pensavo a questo mentre guardavo lo spettacolo. E pensavo a quanti in questi anni hanno detto che, se la musica era brutta, la colpa era di Mtv che inquinava, banalizzava eccetera eccetera. Tutt’altro. E oggi se la musica ha ancora un volto, se non è sparita nel mare magnum della musica liquida, quella che si scarica da internet senza vedere neppure la faccia dei musicisti o sapere il loro nome, il merito è soprattutto suo. Poi i palinsesti possono non piacere, le canzoni possono non essere quelle che preferiamo (a me succede spesso) ma questa è la realtà. Mtv individua quello che c’è in giro e che piace a tanta gente, senza dare giudizi, senza permettersi di censurare o condizionare. E, visto come vanno le cose anche nel campo del pop, meno male che c’è. E, mentre i soliti tromboni storcevano la bocca di fronte ai toni spesso cheap dello show, l’altra sera ha messo in piedi uno spettacolo che misura lo stato del pop, crea attenzione, richiama investimenti (soprattutto investimenti) e alla fine fa bene alla musica di tutti. Anche di quelli che Mtv la disprezzano così tanto.

ho 15 anni ma mtv fa cmq cagare a molti
deduco di no…
comunque ottima serata anche venerdì sera ai magazzini.
i gennifer gentle li ho beccati solo nell’ultimo quarto d’ora (ma a che ora hanno iniziato??? 20.30???) ma mi hanno fatto un’ottima impressione.
poi, puntuali come un orologio svizzero, alex capranos e soci hanno sfoderato il loro show energico e nervoso alternando brani dal nouvo album (non ancora pubblicato) e “vecchi” cavalli di battaglia.
a parte che Alex me lo farei (ma questo non è un giudizio strettamente musicale e , s’intende, platonicamente) un paio di brani nuovi mi hanno colpito davvero mentre un altro paio mi hanno lasciato un po’ più indifferente (ma varrà la pena di dargli una seconda opportunità).
sicuramente, come annunciato, le tastiere sono più presenti ma il marchio di fabbrica mi sembra pressochè invariato.
il pubblico, ovviamente, s’infiamma più facilmente per i “classici” e per quei piccoli gioielli di art-rock sincopato con influenze new wave quali take me out, do you want to, michael, this fire, jacqueline durante i quali salta balla e canta all’unisono.
continuo a pensare che i brani del primo album abbiano una forza e un impatto maggiori del secondo, ma resto anche dell’idea che i franz siano tra i pochi gruppi che siano riusciti a passare indenni la prova del fuoco del secondo album dopo il big bang del primo senza uscirne con le ossa rotte nonostante le (facilmente immaginabili) pressioni e aspettative.
peccato per la forzata brevità dello show (in seconda serata il locale si trasformava in disco) ma come tour di rodaggio mi ha ampiamente appagato.
paolo68
stasera ai franz ferdinand?
paolo68
No, Paolo 68, ieri sera non ho proprio potuto e mi dispiace molto……
okkervil river: allegri, solari, coinvolgenti.
black keys: cupi, violenti, magnetici.
gran bella serata.
c’eri, paolo?
com’è andata ai TV on the radio, sally?
paolo68
Ciao Guglielmo, figurati!! Io non seguo più tanto il genere.. però prova con gli Edenbridge. Io ho “Arcana” non è malaccio. Meno sinfonicheggiante ma più metal.
Oppure con i “The Gathering”; niente “sinfonismo”, ma tante tante atomsfere invernali e autunnali (“Mandylion” e “Nighttime Birds”). Poi, già che ci siamo e visto la stagione prova anche “Tuonela” degli Amorphis (anche se per me il loro capolavoro è “Elegy”.. ma per le tue orecchie magari è un po’ troppo).
Pensa, dei Cure io son innamorato di Wish… comunque grazie per il consiglio!!!
Chi di voi ha sentito “Musique Du Crepuscule” del gruppo LES FRAGMENTS DE LA NUIT?
Ciao Lui Hard Rocker, grazie per avermi consigliato tempo fa i NIghtwish, sono un grande gruppo, recentemente ho scoperto i Tristania, bravissmi musicisti finlandesi che suonano rock sinfonico.
Accetti un consiglio? Comprati subito l’ultimo album dei Cure,è bellissimo…
A proposito di folk e ultime uscite: qualcuno ha sentito l’ultimo di Al Stewart?
Sì è vero, l’ultimo dei Babyshambles è proprio un disco molto buono. Però non li sopporto. E poi adesso che mi ha dato ragione pure Sally mi sento molto meglio…
noooo…
per la prima volta non sono (in parte) d’accordo con sally…
beh, capita anche nelle migliori famiglie…
fammi sapere dei TV!
paolo68
i babyshambles vado a sentirli di nuovo perchè, dopo essere andato a vederli qualache mese fa con (molta) puzza sotto al naso e (altrettanta) perplessità, mi hanno smentito sfoderando un live assai divertente ed energico.
chiaro, non sono dei virtuosi e non vogliono esserlo, ma alla fine ero uscito contento (e smentito nelle mie stesse aspettative).
l’unico problema è che, come l’altra volta, mi sentirò lo zio della maggior parte degli spettatori con frangia extralarge e all stars ai piedi.
ma ne vale la pena.
l’ultimo disco a me è piaciuto parecchio, che poi il pete non sia un mostro di simpatia, beh, sa va sans dire…
paolo68
Incredibile, io e Sally siamo d’accordo su qualcosa!! Su Pete Doherty… Sally che cosa ti è successo?? Tutto bene??
ciao! peccato abbiano tagliato corto il concerto per la discoteca (sintomo di una società ormai malata, anzi, in decomposizione).
I Tv on the Radio li vedo mercoledì!!! ancora mai visti dal vivo dunque son molto curiosa, il nuovo album è molto bello anche se “return to cookie mountain” era più genialone e meno bowie (pure esendoci bowie)…
i babyshambles mi rifiuto sinceramente, non sopporto Doherty. lo vidi anni e anni fa all’astoria coi libertines, fece un concerto di merda era troppo fatto, rovinò tutto ma le ragazzine continuavano a urlargli dietro… mi sa che è cambiato poco. bho è un indie rock che mi sta annoiando sempre più e lui lo trovo un personaggio insopportabile. peccato perché aveva talento e una voce particolare ma dopo il primo dei libertines: kaputt…per quel che mi riguarda.
Ciao Paolo 68, i Tv on the radio mi piacciono molto e spero di riuscire a venirli a vedere. Ma i Babyshambles no, non so perché ma non mi acchiappano. Anzi lo so perché, la loro musica è troppo vana, arruffata (anche se l’ultimo disco non è poi così brutto). E poi non sopporto Pete Doherty. A te piacciono così tanto??
come previsto gran concerto i fleet foxes!
addirittura meglio che su cd!
peccato solo la “forzata” brevità dello show.
alle 22.45 ci hanno sbattuti tutti fuori per far spazio alla discoteca…
tra dieci giorni vado a vedere anche i tv on the radio.
hai già visto anche questi, sally?
ci sei, paolo?
e ai babyshambles?
paolo68
ciao paolo68, grande che vai vedere i fleet foxes, li ho visti 10 giorni fa, gran concerto!!! pure i black keys!! … quanto ai franz ferdinand, ti consiglio di sentire anche il gruppo che aprirà per loro, i jennifer gentle, unica band italiana sotto la sub pop… have fun!
Ciao Les, anche se questo “post” è dedicato a Mtv, in effetti All Music è molto più attenta alla scena alternative. E anche i programmi della Di Cioccio, per dirla tutta, non sono niente male.
Che poi alternative è un termine-ombrello che indica gruppi con stili molto diversi fra loro.
Riguardo la musica che propinano i mass-media bisogna fare delle distinzioni, penso che in UK (e in Canada) le radio e le tv musicali trasmettano più musica alternative/indie rispetto all’Italia e al resto d’Europa.
Da noi alla radio (fm) c’è poco mentre in tv qualcosa si comincia a vedere, soprattutto su All Music.
Hai ragione Les, la Gran Bretagna è un paradiso per i gruppi indie.
Ciao Paolo 68… La prossima settimana sarò un po’ in giro e quindi ho poco tempo a disposizione. Ma i grandi Black Keys non me li perdo di sicuro!! Quanto agli Of Montreal, ti assicuro che mi auguro il loro grande successo perché mi piacciono: razionalmente ci credo poco, ma emotivamente me lo auguro.
Quanto alla differenza di gusti tra fasce diverse di ascoltatori, è sempre stato così, anche quando non c’era Mtv. Nel 1978 a me piacevano i Kraftwerk e i Sex Pistols ma in radio o in tv non si ascoltavano di certo. Alla radio passavano solo Alan Sorrenti, Battisti, Venditti e cose del genere. Quindi la cosiddetta “nicchia” ha sempre avuto l’obbligo e il piacere di andarsi a cercare le cose con più difficoltà. Perciò non credo che dopo l’arrivo di Mtv o l’esplosione delle multinazionali le cose siano cambiate di molto. E credo anche se, quando avevo 18 anni, la gente avesse ascoltato in massa i dischi degli Accept, forse a me proprio per questo sarebbero piaciuti di meno.
L’alternative/indie rock ha poco mercato al di fuori dei paesi anglosassoni.
Ultimamente i Death Cab for Cutie hanno sfondato in USA ma da quello che leggo su riviste e internet il vero eldorado dell’alternative, come dicevo, rimane il Regno Unito.
Laggiù il rock alternativo è mainstream, gode di un ampio pubblico e di un grande spazio sulla stampa non solo specializzata.
Parliamoci chiaro: Fleet Foxes, Arcade Fire, Kings of Leon, The Last Shadow Puppets e chi più ne ha ne metta, vendono cd principalmente in Inghilterra.
ehnnò, caro mio.
tu hai lasciato chiaramente intendere che non ti sorprenderesti assolutamente se un bel giorno gli of montreal (per fare un esempio) esplodessero sul mercato…
cosa che, sai meglio di me, è assolutamente poco credibile per non dire impossibile.
quindi va bene giocare con la “forma linguistica”, ma il concetto è ben diverso.
riguardo ad amazon non confondiamo i campi: è vero che oggi chiunque può comprarsi tutta la musica possibile (su amazon o su qualsiasi altra rete) e che questo 20 o 30 anni fa era impossibile.
ma qui si parlava di ben altro: ossia di ciò che propinano le radio, i negozi e le televisioni, mtv in primis.
se io scopro gli of montreal non è certo grazie a questi mezzi di comunicazione ma solo perchè mi compro riviste “di settore” anche straniere che recensiscono più o meno tutto ciò che viene prodotto (anche troppo, a volte: in ogni mensile musicale ci sono più di 100 uscite discografiche…)
quindi o uno si mette “di buzzo buono” (e capisco che non tutti abbiano la stessa passione e lo stesso tempo da dedicarci) oppure “subiscono” ciò che gli viene (più o meno) forzatamente propinato.
e, scusami tanto, spesso di pessima qualità.
non è polemica gratuita.
sono fatti
ora ti saluto e vado a vedermi i fleet foxes ai magazzini generali
settimana prossima black keys e okkervil river, poi venerdì franz ferdinand
vieni?
paolo68
Buongiorno Paolo 68, siamo polemici eh?? “Magari esploderanno” può essere una sorta di ottativo. “Spero che un giorno possano esplodere” rappresentano il mio pensiero e la mia speranza perché credo che se lo meritino. Non vedo le due espressioni così in contrapposizione, a meno che tu non voglia proprio fare polemica gratuita. Mi sembra un po’ contorto il tuo discorso sul mercato. Avevi fatto intendere (o così almeno ho capito io) che il mercato è condizionato, che non si può scegliere in libertà, che sono le major che stabiliscono e condizionano i gusti della gente, che c’è la solita congiura per impedire al pubblico di scegliere ecc. ecc. Poi mi hai detto che compri su Amazon, risparmiandoci pure (e fai bene). Io ti ho detto che ormai Amazon fa parte del mercato e lo indirizza più dei negozi di dischi che, per i costi esagerati di mantenimento del magazzino, ormai sono in progressiva ed inevitabile scomparsa. Insomma, ti sei contraddetto, dicendo che sono tutti cattivi perché la gente non può scegliere quando in realtà oggi si può scegliere molto più di prima e con molto più risparmio. Io ho 42 anni. A quindici anni per ascoltare un disco di Michael Schenker oppure dei Tygers of Pan Tang o di altri musicisti semi sconosciuti (faccio degli esempi a caso), dovevo ordinarlo in un negozio, aspettare settimane o mesi e, soprattutto, spesso costava l’ira di Dio. Perciò oggi dico che c’è più libertà di prima. Quanto alle modalità di lancio di un disco, lo so che ormai ci vuole l’aiuto della televisione. E’ così per tutto, persino per il presidente degli Stati Uniti. Ma questo mi sembra un discorso che va ben oltre la musica, no??
“magari esploderanno” è un’espressione un po’ differente da “spero che un giorno possano esplodere”…
un professionista della penna dovrebbe saperlo…
capisco poco anche la tua affermazione secondo la quale amazon “fa parte del mercato”.
non ho mai negato che amazon sia “un mercato”.
ho solo affermato, e mi sembra innegabile, che su amazon si possa ordinare tutto ciò che ciascuno preferisce.
nettamente diverso da ciò che succede entrando in un negozio di dischi “in carne ed ossa”.
in ciò, francamente, non trovo alcun condizionamento.
anzi, e mi ripeto, ci trovo solamente un risparmio economico che non disprezzo…
ultima riflessione: hai ragione che in passato è accaduto di frequente che gruppi o artisti siano esplosi ben più tardi dell’uscita di un disco.
ma l’unica possibilità per la quale gli of montreal potrebbero avere una “spinta” sarebbe che scegliessero un loro brano per un martellante spot di un auto o una compagnia telefonica.
esattamente come è successo spesso in passato…
cosa che peraltro avvalorerebbe ancora una volta la tesi originaria…
paolo68
Caro Paolo 68, non mi ricordo la recensione sul Venerdì. E io non mi riferivo certo alle pubblicazioni specializzate che, per forza di cose, hanno molto più spazio per occuparsi di musica. Sul successo degli Of Montreal non ho fatto una previsione: ho espresso una speranza, che mi sembra una cosa un po’ diversa. Non sarebbe la prima volta che un gruppo trova il grande successo molto tempo dopo aver pubblicato il suo disco. Quanto al mercato, anche Amazon ne fa parte. Anzi Amazon e simili oggi condizionano molto più il mercato dei negozi di dischi “terrestri” che lo dominavano una volta.
caro paolo giordano, tu non avevi scritto (solo) che gli Of Montreal sono un buon gruppo, avevi ahimè aggiunto che magari esploderanno anche in italia (diamogli tempo, scrivevi…).
c’è una bella differenza…
non credo nemmeno che tu sia stato l’unico a scrivere di loro, visto che ci sono fior di (buone) recensioni sul mucchio, su rumore, su rockerilla e addirittura sul venerdì di rpubblica (se non ricordo male).
il fatto poi che questo tipo di musica non sia sugli scaffali dei negozi la dice lunga su quello che propone “il mercato” obbligando quelli come me a comprare ormai esclusivamente via amazon…
risparmiando pure qualche quattrino, a dirla tutta…
paolo68
Paolo 68, non pensavo certo di fare una battuta. Di sicuro non credo che gli Of Montreal possano avere un grande airplay qui in Italia (come peraltro nel resto del mondo). Ma penso che siano davvero un bel gruppo. Tra l’altro io sono stato uno dei pochi (forse l’unico) che ha scritto un pezzo su di loro: è sul mensile Flair di novembre (o ottobre).
Ciao Lui Hard Rocker,
volevo ringraziarti perchè tu tempo fa mi hai consigliato di ascoltare i Nightwish. Sono un ottimo gruppo,avevi ragione, recentemente ho scoperto i Tristania, grandi musicisti finlandesi…suonano uno stupendo rock sinfonico, gotico…
Ben detto, Giordano.Qui in Italia il pop è osteggiato dalla critica musicale, è una tradizione credo ultraventennale, non credo estranea a motivi di tipo ideologico-politico.
Allo stesso tempo fai bene a notare che il livello produttivo del pop italiano non sempre eccelle anche se, lo voglio dire, le produzioni di atisti come Beyoncé sono artisticamente sopravvalutate.
Lui Hard Rocker, è ovvio che il country americano derivi dalla musica celtica, nonostante ciò ha sviluppato delle caratteristiche originali contaminandosi con le altre culture presenti in America.
Visto che tutti amiamo la musica inglese ci dimentichiamo da dove arriva il blues, il rock, il funk e il soul: dagli Stati Uniti.Senza i musicisti e soprattutto i cantanti afroamericani il pop e il rock in Inghilterra – e nel resto del mondo – non sarebbe semplicemente esistito.
Poi è arrivato il momento di citare il jazz, insieme al rock la grande rivoluzione musicale del novecento.
Il jazz ha influenzato tutta la musica che conosciamo e nel pop è stato importantissimo grazie ai grandi compositori di evergreen, quelle canzoni diventate famose con le big band e cantanti come Sinatra.
non sono d’accordo con una sola parola di tutte quelle che hai scritto, caro paolo giordano.
ma hanno già detto tutto sally e mario.
ma lasciami segnalare la migliore battuta dell’anno:
“Gli Of Montreal meriterebbero di più, anche io la penso come te. Ma magari esploderanno anche in Italia: dagli tempo.”
ma ci credi davvero che possano esplodere in italia o sei disposto a mentire sapendo di mentire pur di difendere le tue tesi???
paolo68
il pop/spazzatura stà ad Mtv come il traffico al vigile!
mi spiego… ogni volta che c’è un bel traffico congestionato se guardi bene c’è un vigile che dirige! e spesso mi sono domandato: ma il vigile và sempre dove c’è traffico o è lui che lo crea con il suo modo di dirigerlo?
la stessa cosa MTV et mass/media!
sono loro che propongono ciò che vogliamo? o ciò che ci vogliono “far” volere?
io di anni ne ho 31 e son cresciuto con MTV.. anzi era il mio programma preferito.. quello americano del periodo passato però! poi è nato Mtv Europe e si è visto Enrico Silvestrin il primo VeeJay italiano (senza considerare Bandiera Gialla, Deejay-television et simila!)in televisione che presentava in inglese con i suoi bei capelli lunghi.. poi nasce Mtv Italia e il declino fu!
mi ricordo ancora una intervista qualche anno fà proprio di Enrico Silvestrin (con i capelli corti) ad un amministratore di una casa discografica che sollevava un grosso problema:
per anni un gruppo famoso americano i CREED hanno spopolato in America! io li avevo conosciuti grazie ad una radio americana che trasmettevano dalla base di Vicenza… i CREED per anni hanno venduto milioni di copie di America…a prescindere che piacciano o meno.. MA NON ERANO MAI STATI ESPORTATI IN ITALIA PER SCELTA DELLA STESSA DISTRIBUZIONE PERCHE’ RITENEVA CHE QUELLA MUSICA NN ANDASSE BENE PER NOI!!
e così è andato avanti per anni fino a quando hanno fatto da colonna sonora ad un film e forse per “forza di cose” sono arrivati anche da noi!
e così lo è tuttora per tanti generi musicali (e nn solo gruppi singoli!) che in italia sono introvabili.. e nn perchè nn c’è richiesta, ma perchè NON C’E’ OFFERTA!!!
e poi non mi si vuole dire che Mtv/casediscografice nn ci condizionano?!?? maddaiiiiiiiiiii
Manzoni ha detto che il popolo è gregge e aveva ragione!
ascoltare per 100 volte al giorno per tutti i canali della televisione/radio la stessa canzone… bhè.. un pò di lavaggio del cervello lo fà!
Mario, non è proprio così. Però c’è senz’altro una tendenza dei network a sottovalutare la musica italiana. Non so da che cosa dipenda, di sicuro non dai gusti dei programmatori. E’ anche vero che lo standard medio (sia di produzione che di qualità) della musica italiana è piuttosto basso e, a cominciare da come generalmente viene accolto il Festival di Sanremo, c’è un generale e neppure tanto nascosto disprezzo verso la musica commerciale, verso quel pop che invece gli americani e gli inglesi producono a palate. Per capirci, all’estero Beyoncé o Pink sono esaltate dalla stampa e coccolate dalla critica (quando se lo meritano e comunque senza pregiudizi). Qui da noi appena qualche italiano propone quel tipo di musica viene massacrato dalla critica.
Ti ringrazio per la risposta. Io comunque parlo per esperienza diretta non per sentito dire. Io non penso ad una congiura, io sottolineo quello che realmente accade nel nostro ambiente. Non penso che ci sia un cartello contro la musica italiana ma reputo che la musica italiana non sia vista di buon occhio dai network tutti. E se parliamo di emergenti sono certo di quello che dico. Network come DJ, RTL, 105, 101, RDS non trasmettono musica di nuovi artisti italiani a meno che non abbiano già avuto un motivo per essere conosciuti, magari attraverso qualche reality. E’la loro politica.
Grazie comunque per lo spazio che mi hai concesso per quasto piccolo sfogo.
Ah, dimenticavo.. dai Paolo, chiama Mixo. Sarebbe bello anche se partecipasse ogni tanto qui, sul tuo blog!
@Sally: oltre al cilindro: i vestiti e gli occhialini!! Che nostalgia!!!
Cacchio Sally.. io son un TANTINO di DESTRA!! Ah ah ah!!! Comunque, se non sbaglio, anche il grande William Blake usava questa espressione!!
Ricordo un suo poema, “Visions of the Daughters of Albion”… nonché musicata poi da Il Trono Dei Ricordi.
Ecco, appunto.. Il Trono Dei Ricordi.. esempio di quanto in Italia non siamo esterofili.. ma “caproni” e “superficiali”! Nel senso che a noi, mi sembra, va bene qualsiasi cosa i media vogliano proporci. Il loro cd (unico e d’esordio) è ormai per collezionisti ed amanti del rock progressivo (lo custodisco gelosamente.. e lo ascolto davvero poco x non rischiare di rovinarlo.. tranne in auto/ipod/pc dove ho l’mp3) peccato che per avere uno straccio di contratto siano andati in USA (Aaaargh!!!)… e come loro ce ne sono a quintalate.
È ovvio che, così facendo, si appiattisce la scena.. si uccidono gli stimoli.
Ho un mio caro amico che da anni sta cercando di “vendere” la sua Arte (racconti, poesi, canzoni).. sembrano sempre tutti interessati.. ma poi…
scusa ho sbagliato, ho pensato proprio di leggere “Perfida Albione”… penso che sia stato un lapsus che viene dal fatto che tempo fa sul giornale lessi un drammatico editoriale intitolato Perfida Albione e altre amenità. Si vede che l0incoscio i era rimasto lì. sto scrivendo di fretta e non aiuta.
Beatrice Antolini è brava e canta in inglse, per questo in Italia non avrà mai lo spazio che merita, quello spazio, va a Baglioni.
Sally, oltre al solito Baglioni in Italia ci sono anche nuove leve come Beatrice Antolini, che meriterebbe più spazio sui giornali perché molto brava.
Quanto alla terra di Albione, Lui Hard Rocker l’espressione ‘Perfida Albione’, che farebbe venire in mente quello che dici tu. In realtà ‘la terra di Albione’ è un termine che usava persino Radio Londra nei suoi notiziari (compresi quelli di Harold Stevens, il famoso colonnello Buonasera) durante la seconda guerra mondiale. E di sicuro non si può dire che fossero “di destra”.
Ciao hard rocker, non so se era la prima puntata… ricordo che indossava lo stesso cilindro grigio che indossavo sempre io a 17 anni…!!!hahahah amata gioventù!
Però una cosa, “terra di Albione” NON SI DICE, PLEASE è un tantino di destra…
Riguardo all’essere esterofili o meno in Italia.penso che in materia di musica ben venga l’esterofilia, l’alternativa è sorbrisi Baglioni che esce con il “nuovo” cd, film, calendario, magliettina fina, poster, libro e triplo dvd di “Questo piccolo grande amore”.
Lui Hard Rocker, è da tanto che non sento né incontro MIxo. Quasi quasi lo chiamo
Ciao Mario, grazie del tuo messaggio. Sono d’accordo con te quando dici che Mtv trasmette musica straniera in quantità forse esagerata. Ma continuo a pensare che attraverso Mtv aumentano – e non diminuiscono – le possibilità degli artisti italiani di trovare spazio e visibilità. Smettiamola di pensare che c’è una “congiura” contro la musica italiana o contro gli artisti emergenti. Tutti hanno interesse a trovare e lanciare nuovi talenti. Se non ne emergono, vuol dire che non ce ne sono o che non si fanno notare. Insegnamo piuttosto ai giovani artisti che cosa bisogna fare per mettersi in evidenza, quali sono i modi corretti per comunicare e cose del genere. Nella mia esperienza mi sono accorto che spesso queste sono le cose che mancano ai nuovi artisti emergenti.
Non capisco. Lei ha visto un bello spettacolo a Liverpool organizzato da MTV e per questo dice che MTV è la paladina della musica pop? Un conto è organizzare uno show milionario e un conto è fare una programmazione televisiva che aiuti la musica. Io mi soffermerei su MTV Italia: lei ribadisce che questa emittente nazionale aiuta la divulgazione della cultura musicale pop italiana? Innanzi tutto MTV Italia ha un palinsesto che passa per la maggior parte musica internazionale. Non importa se il genere musicale sia poco adatto al nostro mercato, l’importante è scimmiottare gli USA. Quando decide di passare un progetto italiano, dando per scontato che passino i big (e non sempre è così), allora dà spazio a Marco Carta, ai Finley, ai Lost che sono per lo più progetti commerciali, non artistici; prova ne è per esempio che Marco Carta è già uscito con un cd Live dopo neanche un anno dalla pubblicazione del suo primo cd. Ora lei mi risponderà che Marco Carta ha venduto parecchi dischi quest’estate e probabilmente ha ragione, ma con un anno di promozione in prima serata sulla Rai diciamo che è partito con un certo vantaggio.
MTV, al pari di tutti i Network radiofonici italiani, non è interessata alla musica italiana, è solo interessata agli sponsor e alle collaborazioni commerciali, cioè a tutto quello che le può portare vantaggi economici. Ora è chiaro che se passi Vasco Rossi avrai più ascolti rispetto al passaggio di un emergente e di conseguenza potrai vendere a una cifra maggiore gli spazi pubblicitari. O se parliamo di nuove proposte, passano Marco Carta o Giusy Ferreri che hanno avuto dietro di loro mesi e mesi di promozione televisiva grazie al programma al quale hanno partecipato e quindi non sono sconosciuti al grande pubblico. So che non è il suo mestiere ma provi ad andare a proporre un nuovo progetto a MTV o a qualche network radiofonico. Vediamo cosa le rispondono. Se le va bene la cosa più gentile che si sente rispondere è che la loro programmazione non prevede spazi per gli emergenti tranne che per quelli già famosi o quelli stranieri. Già perché in Italia siamo esterofili, quindi se un progetto arriva dall’estero a prescindere dal reale valore artistico, sarà considerato di gran lunga migliore di un progetto italiano. Spesso ingiustamente!
Quindi gentile Signor Giordano, sarebbe bello se un critico attento come lei non si fermasse alla facciata delle cose, ma provasse ad andare un po’ più a fondo, a scavare nella realtà delle cose cosicché possa essere di vero aiuto alla musica italiana e Dio sa quanto ne ha bisogno.
Cordialmente
Mario
@Les… anche il metal estremo arriva dalla Terra d’Albione.. Pensa ai Napalm Death!! Tra i primi a fare grind!
Cacchio Paolo.. dì a Mixo di passare da queste parti!! Vorrei ringraziarlo di cuore per le belle ore (ed ovviamente x la cultura musicale) che mi ha fatto passare (oltre che per la cultura che promuoveva). Per un affamato musicale come me era una vera manna da cielo!! E poi perché credo sia uno dei pochi coi quali si possa discutere di musica anche non avendo gli stessi gusti (ti escludo perché se no ti monti la testa
).
Sulla “guerra USA e UK”.. potrei darvi ragione sul folk/blues/country… ma poi penso a Donovan, Al Stewart, Mayall (e altri che ora mi sfuggono) e “cambio” idea.
Credo che gli Americani siano poi stati bravi (e lo son tutt’ora) a “scopiazzare”..
Abbiamo già affrontato (se non ricordo male) il fatto di andare a prendere musicisti americani, quasi ed esclusivamente, solo per le loro doti tecniche e per moda. Con questo non voglio dire che siano fuffa, ci mancherebbe (lo dice uno che adora Jim Croce!), però hanno, a mio avviso, inventato poco (il country a volte deriva da vecchie danze folk celtiche). Anche perché se ci pensiamo bene.. quanti effettivamente erano/sono americani? Spesso sono americani d’adozione.
@Sally: se non ricordo male quella era proprio la prima puntata, no?
Scusa, stavo scherzando! Tu hai talento e il talento non ha prezzo!
Quanto ti hanno pagato?
Sì Les, il metal se lo sono proprio inventato gli inglesi.
USA or UK?
Tutti e due.Quella che sembrava una sottintesa mia preferenza per la musica inglese non lo era.
Certo, i miei due cantanti preferiti sono Sting e Peter Gabriel ma sarebbe ingiusto preferire in assoluto l’Inghilterra agli Stati Uniti, dal momento che le radici della musica popolare del secondo novecento, dal blues al rock, sono in America.
Sting per esempio ha sviluppato il suo pop-rock con tutti grandi musicisti americani e a ben guardare c’è sempre stato un continuo interscambio tra le due sponde dell’Atlantico.
A pensarci bene, però, sono portato a pensare che l’hard rock e il metal se lo siano inventato gli inglesi (Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath).
Grande Mixo, eravamo nella giuria di Music Farm insieme e ci siamo divertiti molto. E poi abbiamo gli stessi gusti musicali (più o meno).
Rock revolution con Mixo era fantasticoooo mi ricordo che vidi lì per la prima volta il video di See Emily Play dei pink floyd…che momenti!!!! quali epifanie!!!
Bello, Cornflakes Boy, mi piace il tuo discorso, anche se in parte non sono d’accordo. Questa è una vecchia questione che ci portiamo dietro dal dopoguerra. Io credo che, specialmente in Occidente, il “popolo” abbia una tale libertà di autodeterminare i propri gusti che i margini per condizionarli siano abbastanza ristretti. Insomma, non siamo come nella Cina di Mao o nell’Urss di Breznev. Con ciò non voglio dire che i poteri di condizionamento di alcune lobby e di alcune multinazionali non siano presenti e, talvolta, anche molto presenti. Ma è anche vero che il desiderio di lanciare mode, di suggestionare il pubblico e di creare tendenze ci sono sin dall’Antica Roma (e i “murales” di Pompei lo dimostrano). Credo che questa volta Mtv sia stata in grado, più del solito, di fotografare il pop come in questo momento lo vuole la gente. Quanto alla centralità della musica sui mass media, in parte sono d’accordo con te: adesso c’è un’alluvione di gossip e di paparazzate superiore rispetto a tanti altri periodi. Ma non esageriamo: durante la Dolce Vita, per esempio, le cose andavano forse peggio (certo, non c’era la mitragliera di Internet). E, per rimanere alla musica e a quanto i pettegolezzi e l’immagine siano sempre stati importanti, credi che Elvis sarebbe diventato il mito che è se non si fosse vestito come si vestiva e non avesse mosso il bacino come lo muoveva??
Quoto tutto quello che dice Les. Il Regno Unito ha tirato fuori il fior fior (bella st’espressione) di gruppi rock che ben sappiamo, dai Beatles, Rolling Stone, Who, Zeppelin etc e dunque da sempre sono il punto di riferimento anche per USA..Anche per quanto riguarda mode, trend, immagine. Però la tradizione folk americana è stata fondamentale pure e ha portato cose diverse e poi sono andati a influenzarsi a vicenda…
Oggi però a mio avviso in UK c’è poca roba interessante, ci sitiamo arenando con quesot inutile indie rock che suona sempre uguale a se stesso e le cose più gustose stanno venedo tutte dall’america o il Canada, vedi gli album più interessanti di quest’anno: Fleet Foxes, Tv on the Radio, Bon Iver, Raconteurs tanto per fare qualche nome .. e comq c’è poco da fa, anche or prima di sfondare in USA devo venire qui in UK e poi battono cassa nella loro america… Molte volte mi son vista gruppi che qui in uk erano sold out e ai concerti la gente era impazzita in delirio poi li vedevo in America e stavo in prima fila larga e comoda con accanto qualcuno che si tagliava le unghie dei piedi…
Anche a questi EMA, come era già successo per i “veri” MTV music award americani è stata premiata Britney Spears. Per un video girato nel sottoscala di una discoteca con coreografie e balletti che non ti farebbero manco entrare ad Amici di Maria De Filippi. Per un disco che non ha mai volato alto nelle classifiche. Però ha vinto! Perchè? perchè è stata su giornali, tg, siti internet per la sua sventurata vita. E come diceva qualcuno qui sopra dai canali musicali tanta musica è stata sostituita da reality show (penosi). Quindi Britney stravince i suoi fottutissimi premi non per la musica, ma perchè rappresenta “il modo orribile in cui si vende la musica”, per dirla alla Bustelle!
Quindi rispetto al tuo articolo dissento in un punto: questo non è quello che la gente vuole. Questo è come la musica la si propina nei media. Musica che non viene più proposta e spiegata ma ridotta a suoneria, sottofondo di un video o di un reality show.
E allora come dici tu lo spettacolo di MTV fotografa proprio questo: che la musica è solo 1 ingrediente della torta. Ma non è più il più importante.
Ciao Lui Hard Rocker, anch’io sono più inglese che americano. Però in certi campi, gli americani sono arrivati prima… Basti pensare a Woody Guthrie o Bob Dylan, tanto per dire due nomi….
Guglielmo.. ti ricordi Rock Revolution? Con Mixo??! Quello sì che era un programma musicale!!!!!
@Les: curioso quello dici.. non avevo mai approfondito più di tanto la cosa (pur notandola). Pensa, io ho sempre dato molta più importanza alla musica proveniente dal Regno Unito che a quella americana. Forse perché la musica “americana” l’ho sempre considerata inferiore.. voglio dire in UK trovi i “padri” della musica (faccio solo 2 nomi: Beatles e Pink Floyd). Ecco, considero la scena musicale americana inferiore a quella inglese.. mentre il trend sembra dire il contrario.
Sono ormai anni che la programmazione di MTV ed All Music è oscena: quella poca musica che trasmettono è immondizia, per il resto si nutrono di sfilate e reality.
Hanno poi cancellato interi generi musicali come il dark ed il gothic.
Io mi rimpiango il vecchio, artigianale Video Music…
io guardo, o meglio sento, mtv soprattutto la mattina… ma per chi ha sky ci sono altri 3 o 4 canali di Mtv sul satellite ognuno dedicato ad un genere musicale diverso, e da un po’ c’e’ anche VH1 che in america va’ fortissimo tra i non piu’ teenager… ad ognuno la sua scelta!
Il discorso dei gusti musicali delle masse “imposti” dalle case discografiche è vero.
Anche per questo mi chiedo perché un paese come gli Stati Uniti, patria di grandi musicisti, autori e produttori si sia ridotto ad esportare prevalentemente R&B sempre uguale, cantanti vestiti Versace che gorgheggiano virtuosamente su anonime basi elettroniche.
Imposizione per imposizione, non sarebbe il caso che i produttori americani provassero a “spingere” qualcosa di diverso?
Invece il Regno Unito è notoriamente il paradiso dell’alternative/indie rock.
Questo lo si deduce dalle classifiche di vendita di cd ed mp3, dal numero di festival estivi che propongono cartelloni zeppi di giovani band semisconosciute, dalla copertura mediatica del cosiddetto alternative rock, dalle decine di “next big thing” lanciate dalle case discografiche sulle riviste di settore (provate a dare uno sguardo ai siti di NME e Mojo).
L’Inghilterra ha decretato il successo di molti gruppi indie provenienti dal Nord Europa e dall’America, infatti molti gruppi cult arrivano da Canada e Stati Uniti.
Beh, io in 30 anni avrò ascoltato la radio sì e no 10 ore (partite della Juve a parte!!)..
E fai bene, caro Giorgio.
Gli MTVA sono solo un programma da ragazzini, come tutto il palinsesto di MTV.
“… se non fosse che Sally era una gran fanatica e seguace di John Peel e ogni volta che metteva un disco cercava di scoprire nuovi talenti e importare in Italia una musica che non era mai arrivata.. Paolo, la radio, doveva litigare con Hard Rocker perché molte volte Sally sacrificava i gruppi da promuovere in nome di gruppi sconosciuti. Finché un giorno Bin Laden tirò una bomba sulla radio e Sally diventò martire e protettrice di tutti i gruppi alternative rock. Amen!”
Io non mi sento così pecorone. Se una cosa non mi piace, possono farmela sentire anche mille volte alla radio, ma io non comprerò il disco. Voi fate il pubblico troppo stupido.
I Dee Jay fanno passare soprattutto i dischi “suggeriti” (“pagati” mi sembra un scorretto dirlo) dalle stesse case discografiche.
Io son una casa discografica. Paolo è la radio. Sally il deejay.
Io “consiglio” a Paolo che dischi trasmettere; Paolo lo “dice” a Sally. La gente ascolta (e compra) non quello che veramente piace (o potrebbe piacere) ma quello che io voglio che piaccia.
Mr P. hai ragione. Gli Of Montreal meriterebbero di più, anche io la penso come te. Ma magari esploderanno anche in Italia: dagli tempo. Quanto al reinvestimento delle case discografiche, per un po’ lo hanno fatto nel modo sbagliato. Adesso non possono più neanche sbagliare: hanno finito i soldi.
beh, che mtv guidi i gusti di tanti è un fatto relativamente discutibile, anche se difficile da smentire. che invece i veri mammasantissima siano quelli dei music control è tragicamente oggettivo.
perché se i network – a partire da deejay – invece dei dari facessero sentire, che so, gli of montreal, in cima alle classifiche ci sarebbero gli of montreal. con buona pace delle case discografiche, che peraltro non reinvestono affatto i soldi guadagnati dal pop commerciale nella musica di qualità, come invece avveniva negli anni ’60.
No, ho solo detto che un giornalista ha il dovere professionale di spingere i propri giudizi fin dove può e fin dove conosce. Altrimenti è gratuito e insignificante.
ho capito ma un giornalista mica può solo parlare di artisti di cui conoscono bene la propria vita e con cui hanno parlato un milione di volte.. è impossibile. il concerto di soli tromboni è controproducente? non lo so.. dipende cosa si vuole produrre e per chi è noioso.
Sally, niente di particolare contro i tromboni. Dico solo che un concerto di soli tromboni è una cosa noiosa e controproducente. Quanto ai musicisti, loro sono umani e quindi anche tra di loro ci sono gli spregiudicati e i corretti. Non penso che se uno ha come obiettivo quello di far ascoltare la propria musica al maggior numero di persone sia per ciò stesso un venduto. Le cose variano caso per caso. E per saperle davvero valutare, bisogna conoscere bene l’artista in questione, bisogna conoscere la sua vita, avergli parlato tante volte eccetera. Altrimenti sono soltanto giudizi buttati lì a casaccio.
Io in 30 anni di vita ho incontrato molti musicisti che come punto primo mettevano la propria musica senza scendere a compromessi. Sì certo che vogliono vendere ma non a costo di smembrare la propria arte.
La “volgarità” del termine che ho usato la posso paragonare alla tua volgarità di forma nel volere sminuire un pubblico più sofisticato col termine “pecoroni”.
Il mio discorso non va contro il pop, apputno ce ne sono tanti tipi e nonè mica facile fare una bella canzonicina pop. Parlare di “tromboni” mi pare comq un termine denigratorio no? invece servono ANCHE loro, credo.
Caro Manuel, le radio che trasmettono Frank Zappa in effetti sono poche. Ma ci sono. Quanto alla gggente, lo sapevo che rischiavo di ricevere un commento come il tuo. Ma io non volevo essere qualunquista. Vorrei solo registrare pacatamente la situazione, senza finti moralismi o pregiudizi. Tutto qui.
Ciao Les, ottimo intervento il tuo: molto equilibrato. Condivido la tua preoccupazione sull’eccesso di reality di Mtv e il calo dei video. Ma credo che la tendenza si invertirà rapidamente. Quando agli eccessi antiamericani, è un’abitudine piuttosto diffusa in Italia. Speriamo che con l’arrivo di Obama questo pregiudizio si plachi un po’. Ma dubito. Tra qualche mese saremo di nuovo daccapo e gli amerikani con la kappa diventeranno di nuovo il bersaglio numero uno.
Ciao Sally, a parte le volgarità su appecorinarsi e cose del genere. Il mio post non aveva intenzioni assolutorie su Mtv. Né voleva sparare tanta merda, come dici tu, sui giornalisti tromboni. Alla fine della fiera, vorrei solo che i giornalisti tromboni si rendessero conto che se esiste – cioè: se si può ascoltare e qualcuno può comprare – la musica un po’ più alta e raffinata, il merito è anche dei denari e degli investimenti che si fa su quello che chiami “pop usa e getta”. Infine sul profitto delle major, mi permetto semplicemente di ricordare che in quasi quindici anni di carriera, non ho mai incontrato un artista, ripeto: un solo artista, che non avesse come principale obiettivo la vendita del maggior numero di dischi. Tra l’altro credo sia un obiettivo legittimo.
Salve Paolo,
doverosa premessa: sono cresciuto guardando prima VideoMusic e poi MTV, sono un appassionato di videoclip e di musica pop, anche di quella più kitsch.
Io critico oggi MTV perché è diventata troppo “generalista” e trasmette sempre meno video musicali e sempre più reality.Ma tant’è, questa oggi è MTV e i miei sono gusti da vecchietto anche se ho “solo” 27 anni.
Critico un premio come “Best Act Ever” perché è ridicola la pretesa di scegliere il miglior gruppo o artista di sempre, contemporaneamente sono cosciente che lo scopo di un premio come questo è celebrare gli artisti diventati famosi negli ultimi venticinque anni e quindi, di rimando, celebrare MTV stessa.
Gli EMAs dell’altro giorno li ho intravisti, ho seguito la bella premiazione di Paul Mc Cartney da parte di Bono, probabilmente li vedrò in replica.
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Permettimi, caro Paolo, un appunto ad Antonio Campo Dall’Orto: la sua gestione di MTV Italia è stata controversa, negli anni dell’amministrazione Bush ha fortemente politicizzato il palinsesto della rete, dando spazio a programmi e kermesse dal forte sapore antiamericano.Non contesto la libera opinione dei dirigenti, degli autori e dei vjs ma la mancanza di equilibrio e l’intento di formare l’opinione dei giovani telespettatori con argomenti faziosi e a senso unico.
Questo lo dico né da bushista né da obamiano praticante, lo dico da italiano contrario alla guerra in Iraq ma ugualmente sostenitore degli USA come grande potenza democratica.
Per questo dico a Guglielmo che ho supportato Obama non perché rappresenta la fantomatica “Altra America” tanto amata dagli intellettuali europei ma perché è giovane e rappresenta, inutile negarlo, la realizzazione del sogno americano, una nazione multietnica riunita sotto un’unica bandiera.
Io credo che quello che stiamo vivendo sia realmente un momento storico, il coronamento dell’ultracentenaria battaglia per l’uguaglianza razziale e per i diritti civili degli afroamericani.
Ciò non toglie che Obama non è il Papa ma il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America e una volta andato al potere dovrà far vedere di che pasta è fatto e passare dalle parole ai fatti.
Ma sarà forse come dice lei Giordano. Io però mi consenta, una precisazione vorrei farla. Non ne posso più di sentire la cantilena (Costanzo docet) “questo è ciò che vuole la gente” che tradotto significa è ciò che vi meritate ne più ne meno.
Con questa “filosofia” (sic) si sono giustificate tutte le più grandi nefandezze del 900 dal fascismo fino all’isola dei famosi. Il populismo a tutti i costi genera mostri perchè dare alla gente quello che vuole (ammesso e non concesso che sia così) è un bell’alibi se non fosse che le cosidette teorie complottiste che lei denigra forse una ragione d’essere ce l’hanno dopo tutto.
Facciamo un esempio su tutti? Lei ha mai sentito trasmettere Frank Zappa alla radio? Guardi che non sto parlando dell’ultima cantantucola che muove le chiappe a suon di qualche canzoncina ma di uno dei più grandi geni musicali del 900 come lei ben saprà. Mi piacerebbe una radio o tv dove insieme a Jovanotti e Baglioni (non ho nulla contro di loro) ogni tanto potessi sentire anche Zappa e molti altri invece regolarmente banditi da radio e tv.
Basta solo questo a fare capire che c’è qualcosa che non va nei mass media e nelle major e i fatti parlano molto chiaro altro che complotti, altro che quello che vuole la gente.
La gente compra quello che gli fai vedere, ma se la merce migliore viene tolta dagli scaffali (e sul perchè possiamo discuterne ma invero ciò è un fatto) qual’è la mia libertà di scelta?
Saluti
Caro Paolo tu scrivi: “meglio APPECORONARSI dietro qualcosa di più sofisticato, intellettuale, ponderoso perché quantomeno ci si guadagna una patente di rispettabilità”
e ti rispondo: “meglio forse APPECORINARSI di fronte al suono della musica usa e getta?”
Per te se a qualcuno piace una musica non immediata, come può essere il pop di Britney spears, allora è un pecorone che vuole fare il figo. Lo hai detto in questa frase e lo hai fatto capire in diverse altre volte sulle discussioni sul blog. Lo fai per fare il bastian contrario, per rovesciare le carte in tavola,per te i veri pecoroni sarebbero gli anticonformisti che pur di non uniformarsi paradossalmente si unifromano. Ovvio che non sono d’accordo, credo sia un discorso riduttivo e pressapochista.
C’è pop e pop, non si può parlare in questi termini così generalizzanti. Anche i Beatles sono pop, più pop di loro non si può se proprio vogliamo categorizzare. Le major non condizioneranno i gusti ma i giornalisti che tu chiami tromboni sanno che le major non hanno alcun interesse nella musica ma solo nel profitto, questo è il loro discorso e se permetti, mi pare tuttaltro che una tesi assurda. Sono solo le piccole etichette indipendenti quelle interessate nella musica adesso, negarlo sarebbe come negare l’acqua calda (si dice st’espressione? bho).
Per me la differenza sta sempre lì, nel mettere qualche idea interessante nella musica, forse i “giornalisti tromboni” cercano quello piuttosto che una canzoncina che ti riempie la testa d’estate e poi ti lascia un vuoto pari solo al il mio stomaco adesso che non mangio da 24 ore.
Se fossi in te non sparerei tanta merda sui “giornalisti tromboni” perché servono anche quelli, non come rivelatori di verità assoluti ma come opinioni che si possono condividere o meno…che non si può dire sempre che tutta la musica è bella perché tutto è relativo, troppo facile. I gusti non si discutono e questo è un conto ma parlare di musica con cognizione di causa non deve essere un reato o disprezzato.