siouxsie five ohIl dark è un genere che ha fatto da ponte tra il punk e gli anni Ottanta. E’ stato fondamentale nell’evoluzione del rock e anche oggi, sebbene sia sparito dalle copertine dei grandi giornali e pure dalle classifiche, ha un seguito ancora vivace. Ma il seguito più importante è quello che non si coglie al primo impatto, quello che magari sfugge a chi non è un osservatore attento o interessato. Molti degli artisti che in questi anni sono passati dalla cima delle classifiche o sugli schermi dei cinema avrebbero un aspetto diverso, si vestirebbero in modo diverso, forse canterebbero o reciterebbero anche in modo diverso. I nomi?? Forse Jared Leto dei 30 Seconds to Mars adesso avrebbe un altro abbigliamento. E pure Wynona Ryder e Johnny Depp. Tim Burton girerebbe un altro tipo di film e probabilmente i Depeche Mode non sarebbero diventati così famosi. Insomma il dark, o il goth rock o chiamatelo come volete, è stato e in qualche modo è ancora essenziale nella musica leggera. Perché lo dico?? Perché Guglielmo, un assiduo frequentatore di questo blog, ci ha mandato un suo breve pezzo sull’importanza e sulla storia di questo genere. E io ho deciso di pubblicarlo, magari ne viene fuori una discussione bella e feroce come quella su Ligabue.

Vai Guglielmo (mi ha pure consigliato la foto)

“Sul finire degli anni’70 la musica punk stava esaurendo la sua carica di energia avviandosi verso il declino, anche se almeno fino alla prima metà degli anni ’80 gruppi come le Slits, la tedesca Nina Hagen, gli X, Jesus and Mary Chain, i Cramps, furono autori di celebri album riconducibili al post punk, punk-wave e psycobilly. A poco a poco la rabbia nichilista tipicamente punk iniziò a trasformarsi in un grido alienato, la ritmica in suoni cupi e melodie intrise di mistero ed angoscia: nacque così in Inghilterra la musica Dark, che, come riportato da Leo Mansueto in Rockerilla, “nell’iconografia rock equivale a maschere ceree e costumi severamente intonati al plumbeo rigore del nero…sinonimo di elettricità stagnante… canti fra l’allucinato ed il tenebroso, ritmiche scomposte e suoni cavernosi talvolta contaminati da un’elettronica spartana”.
Il genere dark fu anche espressione di contenuti che spaziavano “dal gotico all’esoterico, dal tribale al cosmico, dal macabro all’apocalittico”. I gruppi e gli artisti simbolo di questo genere furono in primo luogo Siouxsie and the Banshees (nella foto Siouxsie), la grande artista inglese anello di congiunzione tra la musica punk e dark, autrice di album che rappresentano vere e proprie pietre miliari nella storia del rock, quindi Bauhaus, di cui molti ricorderanno la cover del brano Ziggy Stardust di David Bowie, i Sisters of Mercy, i Cure, Joy Division, i Cocteau Twins con la cantante Elisabeth Fraser dotata di una straordinaria capacità vocale, i Cranes, guidati dalla bravissima Alison Shaw che canta con una voce da bambina: queste ultime bands sono interpreti del cosiddetto rock etereo, sognante, dream rock, variante del dark. Ed ancora i Dead Can Dance ed i Clan of Xymox, gruppo olandese autore del cosiddetto dark wave, elettronico e ballabile. Vorrei infine ricordare in gruppo romano, i Theatres des Vampires, ottimi musicisti i cui brani sono cantati da Sonya Scarlet, artista piena di talento.
Molti dei gruppi precedentemente nominati sono tuttora in attività, anche se la critica musicale italiana, con qualche lodevole eccezione, e la programmazione radiofonica e televisiva preferiscono ignorarli da anni. Una cosa è certa: la dark music è stato un genere unico, innovativo, elemento di transizione tra il punk e la new wave”.

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