Dai che quasi ci siamo. Se non è già morto, il rap è per lo meno in sala di rianimazione e da lì chissà come uscirà. Guardatevi intorno. Ormai i rapper sono replicanti ricoperti di catene d’oro e di slogan più vuoti di una canzone della Pussycat Dolls. Parlano, ma nessuno li ascolta davvero. Provano a scatramarsi dai loro cliché ma non riescono a richiamare vera attenzione. Per carità, in questo momento il 20 per cento della top ten americana è occupata da rappers (UKG e Flo Rida) e le radio trasmettono i loro brani. Insomma, c’è ancora un forte […]