Oddio, mica c’è da lamentarsi. I Depeche Mode hanno pubblicato un cd, Sounds of the universe, che è bello ponderoso e completo, sicuramente un ulteriore passo avanti in una carriera lunga quasi trent’anni. E difatti è andato subito in testa in venti nazioni, Italia compresa, le recensioni sono state quasi sempre positive, il video di Wrong è molto inquietante e controtendenza e poi bla bla bla. Però a dirla tutta, a me il disco dei Depeche Mode è piaciuto pochino. Mi spiego meglio: anche se in ritardo, l’ho ascoltato con attenzione. L’ho riascoltato. E riascoltato. Ma non mi è rimasto nulla o quasi. Intanto tra le dieci canzoni scritte da Martin Gore e le tre di David Gahan non c’è quella gran differenza. Forse Martin Gore in ‘Peace’ (che sarà il prossimo singolo), in ‘Fragile tension’ e ‘In chains’ riesce a raggiungere un livello compositivo superiore a quello di Gahan in ‘Hole to feed’ o di ‘Come back’ (ma perde di fronte alla bella ‘Miles away/ The truth’). La voce di Gahan è sempre evocativa, inquietante, duttile al punto da colorarsi secondo gli stati d’animi cui si avvicina (in ‘Wrong’ è perfetta). E Martin Gore, dopo aver comprato decine di vecchi synth su ebay, ha una tale padronanza dello strumento e delle sue atmosfere che potrebbe senza imbarazzi scrivere anche una colonna sonora (magari per un Tarantino, chessò). Ma in Sounds of the Universe manca quel nonsoche. Non c’è lo swing giusto ed è tutto molto manieristico: grande elettropop, sprazzi di anni Ottanta ancora vivi e non stantii, qualche lampo negli arrangiamenti, una patina di dark giusto per. Insomma il disco è molto equilibrato, godibile, richiede anche attenzione per essere capito e non è soltanto una collezione di hit single. E’ (come ha scritto qualcuno anche su questo blog) uno splendido esercizio compositivo, appunto, la dimostrazione che questa band sa scrivere e suonare canzoni perfette. Ma è anche la conferma che chiunque, persino i Depeche Mode, ha bisogno di ispirazione per scrivere canzoni memorabili, capaci di segnare un tempo. E quelle di Sounds of the Universe non ci riescono neanche un po’. Non credo che, a parte ‘Wrong’, sopravviveranno nella scaletta dei concerti molto a lungo. Tra l’altro adesso il tour dei Depeche Mode è sospeso perché David Gahan ha avuto un malore ad Atene, alcune date sono state annullate e qualcuno pensa già che, come accadde nel 1996, lui sia ripiombato nell’incubo della droga. Lo vedremo in Italia a metà giugno e quella sarà la vera scommessa: dopo un disco che non è un capolavoro e una tournèe negli stadi, i Depeche Mode dovranno tirare fuori uno show di altissimo livello. Altrimenti prepariamoci a un lungo letargo.