Dunque ci siamo. Ieri sera, erano quasi le 22, gli U2 hanno fatto le ultime prove generali al Nou Camp di Barcellona. Fuori c’erano centinaia di fans, molti anche accampati (compresi alcuni simpatici napoletani: ce ne fossero, di fans così). Dentro centinaia di vip arrivati con le loro belle macchine e subito assorbiti dalle tribune. Insomma, inizia l’evento rock dell’anno, il concerto più seguito e pure quello più ricco. Il palco degli U2 è spaziale e talmente grosso che praticamente riempie tutto il campo di calcio dello stadio. Va quasi da una porta all’altra e gli spalti arrivano davvero a pochi metri dalla struttura. La chiamano “The claw”, l’artiglio, e in effetti è così:una gigantesca cupola con quattro enormi “artigli” che sovrastano un palco circondato per intero dal pubblico (perciò questo è il “360° Tour”). Gli U2 non sono mai stati così vicino ai loro spettatori. Qui di fianco c’è uno schema grafico: senza dubbio The Claw è la trovata più spettacolare mai vista in un concerto rock. La scaletta? Il concerto inizia con Breathe e fnisce con Moment of surrender. The Edge è molto preciso, più del solito, e mi ha stupito il batterista Larry Mullen: una macchina da guerra come non avevo mai sentito. Per il resto è ancora mistero. Di sicuro Bono è in forma e ieri sera si è risparmiato la voce: si capiva che giochicchiava con i testi, più che cantarli. Ma questo è il bello delle prove generali:sono soltanto un’anteprima perché lo spettacolo si capisce solo quando debutta per davvero.