E mica ci ha impiegato tanto. E’ uscito dall’albergo, ha visto che la fermata della metropolitana era vicina et voilà: ha comprato il biglietto ed è sceso alla fermata Greenwich. Dopo tre ore era sul palco della O2 Arena di Londra tutta esaurita. Billy Gibbons è il favoloso chitarrista degli ZZ Top, tre texani che in più di trent’anni hanno venduto milionate di dischi suonando un rock duro e polveroso, molto sporco di blues e di Mississippi. Quando ho incontrato Billy Gibbons mi è sembrato un extraterrestre. Non per nulla lui è uno che ha speso (credo) qualche centinaio di migliaia di euro per acquistare un asse della capanna dove aveva vissuto Muddy Waters per poi trasformarla in una chitarra. Insomma, un vero rockettaro, altro che quei flaccidi ragazzini che adesso diventano divi in mezz’ora ma poi scoppiano al secondo disco dopo aver frignato che sono stanchi e che non ce la fanno più. Gli ZZ Top erano già in testa alle classifiche di tutto il mondo nel 1983 con lo splendido Eliminator dopo aver fatto furore per anni in America. E ancora adesso riempiono i palasport in tutto il mondo. Così è accaduto anche alla O2 Arena di Londra, in questo momento una delle più belle sale da concerti in circolazione. Bella perché si sente (abbastanza) bene. E bella perché è comoda. Difatti ques’ossuto chitarrista ci è arrivato in metropolitana, che si ferma davvero a duecento metri dall’ingresso. “Qualcuno – ha spiegato lui – ha addirittura detto che era un’idea saggia, visto il traffico della città”. In poche parole, invece della solita limousine, ha pagato 4 sterline e ha preso il suo onesto biglietto per la Tube. “La metropolitana era vicino al nostro albergo – ha continuato – ma appena ho
comprato il biglietto mi è stato detto che c’erano dei problemi sulla linea che avrei dovuto
prendere”. Gibbons, nel gruppo dal 1969, non si è perso d’animo. Ha preso un autobus fino alla
stazione più vicina, per poi riprendere la metropolitana. “In treno – ha continuato – c’era un
ragazzo che mi osservava, poi mi sono accorto che aveva in mano un biglietto per il nostro
concerto”. Nonostante le difficoltà del viaggio dovute alle interruzioni sulla metro londinese,
sembra che Gibbons sia stato soddisfatto della sua scelta. “Potrei rifarlo – ha detto alla Bbc –
sono arrivato 45 minuti prima dei miei compagni”. Beh, questo è rock. Tutto il resto, limousine comprese, è lento.