Cinquecentotrentamila euro. Proprio così. Sabato li ha raccolti la trasmissione “Amici” di Canale 5 a favore dell’Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie. In poco più di due ore. Maria De Filippi ha ospitato il presidente Franco Mandelli, che è un professore gentilissimo e minuto, e subito dopo ha richiesto agli spettatori di inviare un sms. In studio c’era un display sul modello di quelli di Telethon. Ha iniziato subito a fluttuare. Velocissimo. Inarrestabile. In due ore, quasi un miliardo di vecchie lire. Chissà se è un record, magari no. Senza dubbio è un calcio sui denti ai luoghi comuni. “Amici” è una scuola competitiva di musica e danza seguita da un pubblico giovane o giovanissimo che si ritiene sempre più distante dai temi sociali, sempre più annoiato e cinico. Anche le critiche nei confronti di Amici sono dello stesso tenore. E invece. Io ero in studio e, talvolta, più che le vicende del programma, ad affascinarmi era l’impetuoso scorrere delle cifre. I ragazzi in studio cantavano, magari litigavano e intanto la gente mandava sms da casa. Alla fine, una somma enorme per il poco tempo in cui è stata raccolta. Devo dire: mi sono commosso. C’è stato, in quel momento, una grande sinergia, totalmente disinteressata. La platea a casa, qualche volta accusata di essere troppo distratta o menefreghista, ha dimostrato l’esatto contrario. Per me non è stata una sorpresa. Per qualcun altro dovrebbe diventarlo.