L’altro giorno sono rimasto a bocca aperta leggendo un’intervista di Patty Pravo all’Espresso. Tra tante altre cose (del tipo che lei prevede la Terza Guerra Mondiale e manda a stendere brutalmente la comunità gay, roba che se l’avesse fatto per dire Van de Sfroos sarebbe stato fucilato sul posto) ha sparato una cifra realmente campata per aria: “Io solo con la Bambola ho venduto ducento milioni di copie”. Duecento milioni. Dunque, la Bambola è uno dei suoi brani più famosi: lo lanciò nel 1968, fu tradotto e cantato in tanti altri paesi. Di sicuro, ha venduto tanto, milioni di copie senz’altro. Ma duecento. Così mi sono informato. Si sa, sulle reali cifre di vendita è sempre difficilissimo avere certezze (e Zago lo sa bene). Da quanto ne so, il brano pop più venduto della storia è Candle in the wind di Elton John, che vale 37 milioni di copie, più di Silent night e White Christmas di Bing Crosby (entrambi 30 milioni) e Rock around the clock di Bill Haley (25 milioni). E gli altri a seguire. I Beatles che valgono di più da questo punto di vista sono quelli di Hey Jude (10) e Hold your hand (12). L’Elvis più venduto è Hound dog (13). Madonna ha venduto 11 milioni di Hung up e 10 di Like a prayer e Michael Jackson 7 di Billie Jean. Poi certo ci sono le sorprese (almeno per me) come l’Arlekino di Alla Pugacheva che è piaciuto a 15 milioni di acquirenti o i quasi 6 milioni del Petit Papa Noel di Tino Rossi. Insomma, come vedete sono cifre enormi. Ma per arrivare a duecento milioni ce ne vuole. Per farla breve, si sa che nelle interviste si parla spesso in libertà. Ma stavolta forse Patty Pravo se ne è presa troppa.

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