Questa è bella: il miglior assolo di chitarra di tutti i tempi è quello di Mark Tremonti in Blackbird degli Alter Bridge. Niente Jimmy Page. Niente Eddie Van Halen. A deciderlo è stato il mensile inglese Guitarist, che non è proprio l’ultimo degli arrivati visto che, oltretutto, pubblica da quasi trent’anni. Allora il più bravo sarebbe questo ragazzone di Detroit, che ha il cognome di un ministro, ha 37 anni e, dopo aver avuto un bel successo con i Creed (oltre venti milioni di copie vendute) ha formato gli Alter Bridge con un cantante che pure lui ha un cognome che non scherza: Myles Kennedy (li vedremo al Sonisphere Festival di Imola il 26 giugno con Linkin Park, Cult, Guano Apes e altri). Secondo quanto ha deciso la redazione, Mark Tremonti ha sfornato un assolo che è più bello di quello di Gilmour in Comfortably numb, più di Slash in Sweet child o’ mine o degli Eagles in Hotel California e dei Lynyrd Skynyrd in Free Bird. Batte anche, per dirla tutta, Eruption o Beat it di Eddie Van Halen, Stairway to heaven e Since I’ve been loving you dei Led Zeppelin e Still got the blues for you di Gary Moore (pace all’anima sua). Insomma è un risultato a sorpresa e qui di seguito pubblico la classifica dei venti più bravi di sempre. Sono d’accordo?? Sì e no. Naturalmente sono tutti assolo fuori dal normale e anche il vincente è bello sul serio, appassionato e finalmente nuovo. Però, dai, ciascuno ha la propria classifica personale. Qual è il criterio per stabilire quale sia l’assolo più bello?? La tecnica?? Allora dovrebbe vincere sempre lo Steve Vai di For the love of God. La velocità?? Marty Friedman o Eddie Van Halen su tutti. La carica visionaria?? Gilmour. Quella sensuale?? Slash. In realtà non c’è una scala di merito, fatta salva una eccezionale proprietà tecnica e grande capacità di trasmettere emozioni sorprendenti. Conta la sensibilità di ciascuno di noi. Ad esempio, a me piace molto (e lo dico sempre) l’assolo di Michael Schenker in Cry for the Nations come registrato in One night at Budokan, quelli di Carlos Santana in Samba pa ti e di Eric Clapton in Cocaine. E mi sembra quasi impossibile far finta che Steve Hackett non abbia suonato come ha suonato in Firth of fifth o che Chuck Berry sia stato dozzinale in Johnny B. Goode. Per me sono note che per sempre, finché sarò vivo, mi faranno tremare, sobbalzare, ricordare o entusiasmare. Perciò le classifiche di questo tipo servono a poco. Sono un pretesto per discutere. Come mi piacerebbe che facessimo qui. Io ho votato. Ora tocca a voi.

1. Blackbird – Alter Bridge (Mark Tremonti)
2. Eruption – Van Halen
3. Sweet child o’ mine – Guns N’ Roses
4. November rain – Guns N’ Roses
5. Comfortably numb – Pink Floyd (Pulse: Live)
6. Hollow years – Dream Theater (Live at Budokan)
7. Under a glass Moon” – Dream Theater
8. Stairway to Heaven – Led Zeppelin
9. Free bird – Lynyrd Skynyrd
10. Tornado of souls – Megadeth (Marty Friedman)
11. Voodoo child (Slight return) – Jimi Hendrix
12. For the love of god – Steve Vai
13. All along the watchtower – Jimi Hendrix
14. Hotel California – Eagles
15. Sultans of swing – Dire Straits
16. Since I’ve been loving you so long – Led Zeppelin
17. Still got the blues for you – Gary Moore
18. Beat it – Michael Jackson (Eddie Van Halen)
19. Motorcycle emptiness – Manic Street Preachers
20. Aqualung – Jethro Tull

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,