Mio Dio, i Black Sabbath con Ozzy
Fermi tutti: non sarà il disco che cambierà la storia del rock. E neanche il tour mondiale, che debutterà a giugno 2012 al Download Festival in Gran Bretagna (ci sarò a ogni costo!!), sarà un evento decisivo. Loro poi si esibiranno al Gods of Metal il 24 giugno a Rho Milano. Però i Black Sabbath che si riuniscono nella formazione originale per un nuovo album dopo 33 anni è una notizia per forza. E vedere Tony Iommi, Bill Ward e Geezer Butler di nuovo di fianco a Ozzy Osbourne, per di più nel club Whisky a Go Go di Beverly Hills dove 41 anni fa suonarono il loro primo show a Los Angeles, non può che provocare una stretta al cuore a chiunque ami il rock. E’ la prima volta che si ritrovano insieme per parlare di progetti futuri dopo il 1998. Ed è la prima volta che parlano di un album insieme. Ozzy ha detto: “E’ il momento giusto. Questa volta, per qualche ragione magica, abbiamo scritto sette od otto canzoni insieme”. Evviva. I Black Sabbath hanno sostanzialmente inventato il rock duro insieme con Led Zeppelin e, molto meno, con Deep Purple. Hanno smesso di incidere dischi nel 1978 pubblicando il cd Never say die! che, a parte la title track, non valeva il gioco. Un anno e mezzo dopo, Ozzy Osbourne era in un albergo di Hollywood. Mi ha detto: “Avevo speso gli ultimi duemila dollari che mi erano rimasti comprando alcolici. Pensavo: me li bevo tutti e poi, se sopravvivo, apro un club a Birmingham”. Pochi giorni dopo alla porta della sua stanza ha bussato Sharon Arden, figlia di Don manager dei Black Sabbath, se lo è ritrovato in pigiama completamente ubriaco dicendogli: “Vieni via con me, ti voglio e ti salverò”. Il resto lo conoscono tutti: Ozzy è diventato una leggenda. Ma lo era già prima. E gli album Master of reality, Black Sabbath e Paranoid dei Black Sabbath sono stati inseriti da Rolling Stone tra i migliori cinquecento dischi di ogni tempo. Tutti sanno quanto lo snobismo della stampa abbia sempre ostacolato il rock duro. Snobismo che talvolta ha portato a ridicoli compromessi. Ad esempio: la maggior parte dei giornalisti considerava i Black Sabbath solo paccottiglia folcloristica. Pochi anni dopo era tutta in ginocchio davanti ai Nirvana. In realtà, senza i Black Sabbath, probabilmente non ci sarebbero stati i Nirvana, e neppure i Metallica e neanche centinaia di altri gruppi che in questi anni abbiamo amato, criticato, adorato. Senza dubbio, come ho scritto tante volte, Ozzy Osbourne è il miglior cantante senza voce di tutti i tempi. E i giri di chitarra di Tony Iommi sono più monotoni di un rogito notarile. Ma che potenza. Che intensità. Se hanno venduto cento milioni di dischi e ancora oggi, quarantadue anni dopo che questi quattro poveracci di Birmingham si sono messi insieme in una cantinaccia arrigginita, ne stiamo ancora parlando, qualcosa vorrà pur dire. Una volta Ozzy Osbourne mi ha detto: “Non mi chiedere nulla degli anni Settanta, io non me li ricordo. E non mi chiedere neanche dei testi delle canzoni: non mi ricordo neanche quelli”. E difatti, se a qualcuno di voi è mai capitato di salire su di un palco di Ozzy Osbourne, si sarà accorto che ha ancora tutti i testi fotocopiati perché non se li ricorda. Oltre a essere (stato) tossicodipendente e alcolista, Ozzy è dislessico. Anche dislessico. Il nuovo disco sarà prodotto da Rick Rubin e non ha ancora un titolo. Molto probabilmente uscirà tra circa un anno e sarà uno dei dischi più venduti del 2012. Dopodiché, i Black Sabbath se ne andranno per sempre in pensione. Non è tanto importante adesso stabilire quanto siano stati importanti Bill Ward, Ozzy Osbourne, Geezer Butler e Tony Iommi. Mi sembra più importante cercare di capire se ci sono all’orizzonte altri quattro ragazzetti sprovveduti che saranno capaci di essere così decisivi nella storia della musica. Per ora, onestamente, non ne vedo.

Ufficiale: Ward fuori dal progetto!
Iommi è un highlander immortale!
Luka
Leggo dal Corriere:
MILANO – Ore d’apprensione per i fan della band heavy metal Black Sabbath. Al chitarrista Tony Iommi, 63 anni, è stato infatti diagnosticato un linfoma alle prime fasi.
L’annuncio è stato dato dal sito ufficiale del musicista britannico – di origine italiana – e ha suscitato emozione tra i fan della band, che proprio nello scorso novembre aveva annunciato una reunion e un nuovo album, a 33 anni di distanza da «Never say Die!», con la formazione completa: Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso, Bill Ward alla batteria e, soprattutto, Ozzy Osbourne alla voce.
Non si sa se la malattia di Iommi interferirà con le date del tour mondiale, che vedrà anche una data italiana, il 24 giugno all’Arena di Rho, durante il festival Gods of Metal. Di certo i Black Sabbath, che stavano lavorando al nuovo album a Los Angeles, hanno già modificato i programmi annunciando che il lavoro di studio verrà eseguito a Londra, dove il chitarrista riceverà le cure necessarie. Al momento, le date programmate non sono ancora state modificate e la pubblicazione del nuovo album, come si legge sempre sul sito di Iommi «è ancora prevista per l’autunno».
Speriamo che tutto si risolva per il meglio… forza Iommi !!!
Ottimo, quasi quasi ci vo’ a questo Gods of Metal
giusto per rivederli
@Syd: vero. Hensley & Byron son stati una delle ‘coppie’ più belle della musica. Io poi ho citato loro perché son i primi che mi vengono sempre in mente. Ma, per esempio, quasi nessuno cita quei ‘beoni’ scozzesi dei ‘Nazareth’ … ih ih
@Axel: grazie! Come lineup mi ha sempre incuriosito.. però non ho ancora ascoltato nulla.
@LHR: dei Black Country Communion ho ascoltato le tracce contenute nel Live over Europe. Incuriosito dalla formazione (e allo stesso tempo diffidente per mia natura dei supergruppi), mi sono ricreduto dopo pochi secondi. Blues/Hard rock allo stato puro. Di quello anni ’70 targato Led Zeppelin, Deep Purple. Ma che richiama anche gli Who e (God bless me per quello che sto per scrivere) AC/DC.
D’altronde non poteva che essere così, visti i nomi dei componenti, e il loro curriculum.
La voce di Glenn Hughes è sempre quella; di Jason Bonham direi tranquillamente talis pater…; Derek Sherinian e Joe Bonamassa completano il tutto.
Ribadisco quanto scritto in un precedente post sui The Answer: niente di nuovo, ma fatto strabene. Le orecchie e l’animo ringraziano.
Tra le mie preferite: The Battle For Hadrian’s Wall, folk celtico alla Led Zeppelin
@estraged:,penso che nessuno si possa vantare di essere o di essere stati il “massimo del rock”, in tanti hanno contribuito a scrivere pagine incredibilmente belle, personalmente i Deep mi hanno dato qualcosa in più di altri, ma e’ un giudizio personale che sta dentro alla storia musicale che ognuno di noi vive. Non e’ un caso che per anni dopo i Deep mi sono nutrito musicalmente dei suoi figli, Rainbow, Whitesnake e Ian Gillan Band.
Non so per quale strano motivo l’album che più ascolto ancora oggi degli Zepelin e’ House Of The Holy … Seguito da Phisical Grafiti.
@LHR: d’accordo con te sugli Uriah Heep… Forse pochi li conoscono ma io ho letteralmente consumato Demon and Wizard, Salisbury e Look at Yourself. David Byron aveva una voce incredibile ed era un incanto ascoltarlo, le tastiere, le sovrapposizioni di voci, qualcosa di nuovo e di diverso dal classico hard rock. Per certi versi credo che abbiano anche inflienzato alcuni lavori dei Queen.
@Axel: che mi dici dei BCC? Hai sentito qualcosa?
Jason Bonham,Derek Sherinian,Glenn Hughes, Joe Bonamassa
sulla creatività dei ’70 e dintorni non posso che essere d’accordo..e diciamolo pure..la fine degli ’80 – inizio dei ’90 faceva ben sperare in una rinascita di quei tempi..
sarà forse che anche la musica vive di cicli e ricicli..ma ho come l’impressione che tutto sia cambiato in modo inesorabile, e che certi livelli di gran rock non li sentiremo e vedremo più.
Beh Lui Hard, Highway star è un capolavoro dell’hardrock,ed è unanimemente riconosciuto..la tastiera di Burn poi fa ribollire il sangue pure ai morti..tra i pezzi fantastici cito sempre Blacknight, una delle mie preferite proprio perchè molto zeppeliana..
I Deep li ho visti dal vivo una quindicina di anni fa qua a Cagliari..era uno dei miei primi concerti!!all’epoca mi impressionarono..
Sì Estranged… avevo messo gli smile apposta in quelle affermazioni.
(Considerando che buona parte di Phisycal era materiale già scritto gli anni precedenti).
Alla fine, vedi, sull’ispirazione degli Zepp siamo grosso modo d’accordo.
Però boh… a livello di hard rock in quegli anni non credo ci fosse “di meglio” o “di peggio”.
Per esempio gli Uriah Heep vennero bistratti in tutte le salse. Eppure son ancora qui ed hanno fatto dischi importanti.
Trovo, lo stesso modo, difficile pensare che nel ’72 ci fosse un assolo così pulito, veloce, presciso come quello di Highway Star. O la fantastica partitura di tastiera in Burn. O la ‘locomotiva’ di Paice in The Mule.
Ecco, credo che di base si sbagliato, visto e considerato la quantità (e la qualità) delle belle cose nei ’70, considerare che ci sia stato, o meno, qualcosa di ‘meglio’ (o peggio).
Lui Hard non è mai qualcosa di personale, ci mancherebbe..alla fine ci vogliamo bene:) o no?
E poi lo sai bene, mi inalbero solo se si parla di GnR, il resto è fiction:)
Syd, che siano una pietra miliare dell’hard rock non c’è dubbio…che siano, come affermava Audaci, il massimo del rock..questo lo metto seriamente in discussione. C’è stato e c’è di meglio.
Sono sempre stato convinto che se invece di far uscire 4 album ne avessero fatto 2, sarebbero stati due capolavori perfetti, senza nemmeno un passo falso.. Il II è dicisamente il più blues ed il più piacevole, il quarto è il più maturo.. Non si sono fermati lì, ma anche in Phisical a mio parere la voglia ( o l’ispirazione) non era più la stessa.
@Luka: “we can’t dance” ammetto di non conoscerlo bene.. nel senso che ho sentito distrattamente qualche canzone tempo fa. La mia è un’affermazione dovuta più, ammetto, alle letture.
Però è anche vero che, a mio avviso, hanno sbagliato ad allontanare troppo la chitarra. “And Then There Three” per esempio avrebbe potuto essere un disco migliore se ci fosse stata una chitarra ben presente.
Arrivo fino a “Duke” (escludo il live “Three Sides Live”) ma oltre non vado. Per rispetto al monicker!!
@Don: io trovo anche interessante ‘Coda’.. vedi te! E nel ’95 ero a Sonoria a vedere Page & Plant. Estasiato, perso in “Since I’ve Been Lonving You”. \m/
LHR, “Calling” è lontanissimo solo da “Invisible” fortunatamente. E cose buone ci sono anche su “We can’t dance”, “ascolta” bene
Luka
Ma infatti Lui, per me le influenze di questo tipo si fanno sentire già in II e a se vogliamo sono addirittura presenti in potenza nell’ esordio. Per me Iv è il loro capolavoro, ma non voglio dire che gli altri non siano degni, al contrario a me piaccono molto i primi 4 dischi, mi piace Physical Graffiti, ma mi piace anche Houses of the Holy, fate un pò voi!
..certamente gli Zepp dopo IV hanno ‘cambiato’ il loro approccio alla musica. E molto spesso quando si cambia si paga dazio. Magari sì.. erano un po’ ‘spompati’ ma non mi sembra si siano addirittura fermati.
Don, le caratteristiche che hai elencato io le trovo anche nel terzo.. che forse è il mio preferito.
Sto assimilando, pian piano, “Beyond the shrouded horizon” di Hackett. Forse è il suo disco ‘elettrico’ più bello da “To watch the storms”. Non credete?
..per restare in tema di Genesis: quanti di voi hanno ascoltato “Calling all stations”? Che ne pensate? Molti lo hanno stroncato ma tutto sommato a me non dispiace. Certo, sfortunatamente siamo ben lontani da “Foxtrot” & Co. ma, grazie a dio, anche da “We Can’t Dance” e “Invisible Touch”!
Paolo, I agree
Luka
Luka, abbi pazienza, forse loro sono giovanissimi e non hanno ancora realizzato che Physical e Presence sono in certi punti addirittura più “fecondi” dei primi quattro album, senz’altro fenomenali.
@estranged: se per te non aver subito l’influenza blues e’ un “limite compositivo” siamo su due binari diversi. Premesso che come precedentemente scritto evoluzioni musicali le hanno avute anche loro con Coverdale, Hughes e successivamente con Bolin, il loro marchio di fabbrica e’ una pietra miliare per l’hard rock. Lo sfizio di sentire qualcosa di diverso, più hard blues l’ho appagato con la naturale evoluzione di Coverdale Jon Lord, Ian Paice ma anche con Bernie Marsden e Micky Moody nei primi quattro lavori dei Whitesnake
Paolo, a Milano c’è la nebbia, vero?
ah ah ah ah ah
Oppure sei stanco… no perché dire che gli Zepp si sono fermati al IV significa sottovalutare lavori del calibro di “Physical” e “Presence”
Luka
Certo rocker85. Qui si parla della formazione originale……………
I Sabbath hanno fatto altri album anche dopo Ozzy, giusto per la cronaca. Dall’articolo sembra che dopo la dipartita del Madman si siano sciolti, cosa non vera perchè anche il periodo successivo è stato intenso come uscite e come qualità sbalorditiva dei lavori, grazie all’impegno di Tony Iommi e Geezer Butler
Concordo con Van Vliet, anche se per me gli Zepp si sono fermati al IV.
infatti Don, la differenza sostanziale è quella che hai appena scritto…ma attenzione! Non è mica roba da poco..
Azz…è comparso un nuovo Alex (il neurologo
)…rischio di omonimia altissimo ora
Paolo, il 24 giugno ci sarò !!!!!!
Guarda che ti vengo a cercare, ho voglia di rivederti !
Agno
Minchia (!!!) Estranged.. occhio che la coda, quando è così di paglia, brucia (a proposito di Burn)!!
Ti ho chiesto quanti ne hai ascoltati.. non possiedi!!
Tu hai ‘sminuito’ le capacità compositive dei Purple. Noi metallari (???) ti abbiamo (o per lo meno ci abbiamo provato) dimostrato che non è proprio così (tant’è che se ascolti le superjam nei vari live te ne accorgi. Io, invece, trovo al limite dell’esasperazione quelle degli Zepp).
Se poi per te non è così, don’t worry, be happy. Tutti qui stasera dormiremo tranquilli.
Se invece poi vuoi pigliarla sul personale no problem. È un problema tuo!
..cordialmente!
@estranged: l’ultimo mio pensiero è dare dell’ignorante a qualcuno. Rimangono le distanze, anche io come te ho svariate discografie compresi altri “miei” miti della scena hard rock (giusto per dare un target ma diversissimi da Led e Deep) dei settanta, Uriah Heep e Grand Funk; ma quello che mi hanno trasmesso i Deep non me l’hanno mai dato i Led… i gusti non si discutono si accettano per come sono, quello che io contesto e sul quale mi trovi in disaccordo, sono i giudizi.
Lui Hard..torniamo sempre qua?? Al numero dei dischi?
Dei deep ho l’intera discografia, come dei Led Zepp, dei Floyd, degli Acdc, degli Stones (ci ho messo una vita visto che hanno una discografia infinita) e di tante altre band (pure dei Dire Straits, figurati fin dove mi sono spinto).
Ho ascoltato sino allo sfinimento in Rock, ho rivalutato album tipo Burn, con Coverdale, considero Live in Japan il live per eccellenza!!
Detto questo, a mio parere, i pezzi pesanti e ripetitivi superano numericamente, e di gran lunga, quelli veramente sensazionali.
Non nego l’importanza storica, ma nella musica io cerco la melodia accattivante ed indimenticabile, e su questo terreno i Led Zepp li cancellano. Non scherziamo, non c’è proprio confronto. E qualunque musicista obiettivo dice lo stesso…poi voi metallari impenitenti avete altre idee, ma non datemi dell’ignorante anche stavolta perchè vi saluto cordialmente.
Per me la differenza tra Led Zeppelin e Deep Purple è che i Purples sono rimasti molto legati alla scena hard rock e non se ne sono distaccati più di tanto. Gli Zeppelin al contrario sono stati più sensibili alle influenze del blues, del pop e soprattutto della musica orientale moderna, diciamo Ravi Shankar, per citarne uno. Tutte queste influenze sono incastrate alla perfezione in IV, che per me è il loro capolavoro.
P.S.
Ieri sera sono stato la concerto dei Fleet Foxes, niente di sconvolgenti ma sempre bravi, precisi e gradevoli. L’ ultima frontiera del suono acustico di qualità. Applausi.
Ufficiale. BLACK SABBATH 24.06.2012 MILANO – Arena Fiera Milano (Rho) – Gods Of Metal 2012
“..per una ragione magica abbiamo scritto sette od otto canzoni insieme ..”
Eccezionale come una semplice frase puo descrivere il loro stato mentale piu di un intero trattato di neurologia!
Sette od otto? non si sa! … impagabile…
…ehnnno Syd. Così non vale. Volevo arrivarci io!! Senza contare poi ‘Fireball’ con le sue stravaganti outtake o, anche se a me non finisce di piacere, il “concerto for group and orchestra”.
Io ho sempre preferito i Purple in versione live.. mentre gli Zepp, al contrario, in studio..
Stavolta quoto Syd63! Anche se io adoro gli Zepp
Luka
@estranged: sinceramente non concordo con la tua affermazione, i Deep Purple non erano solo Blackmore, non so se erano 5 fenomeni nel loro ambito, ma sicuramente lo erano anche Ian Paice e Jon Lord oltre che Blackmore.
Tra le due band (Led e Deep) ho sempre preferito questi ultimi, non so per quale motivo ma la loro musica mi risuona ancora nell’anima.
Dove trovi i limiti compositivi che citi ?
Non in In Rock del 70 impreziosito da due capolavori quali Speed King e child in time, non in Machine Head un assoluto capolavoro senza eguali, Highway Star, Smoke on the Water, Lazy, Space Truckin’. Nel 1974 all’apice del successo si sono ribaltati e rinnovati con Coverdale e Gleen Hughes e sfornando un altro capolavoro quele è Burn (Burn, Might just take your life, You fool no one, Mistreated per citare alcune perle). Nel 1975 con la diparita di Blackmore, una nuova svolta musicale con Tommy Bolin in perfetta sintonia con l’Hard Funky di Gleen Hughes ed un album musicalmente fresco come Came Taste the Band…
… senza polemica
ma non capisco il tuo punto di vista.
io mi cihamo lawali io abito a milano
@Estranged: quanti dischi dei Deep Purple hai ascoltato?
Grazie audaci per le belle parole.Ottimo pezzo warszawa.difficilmente qualcosa della collaborazione Bowie-Eno mi lascia indifferente. da poco,proprio da queste parti ho scoperto All Saints,altro gran pezzo dei due.
la classica è un bel mondo da scoprire,direi sterminato…
ultimamente ho la fissa per dvorak.quel “largo” della sua nona sinfonia è una delle cose più belle che ho ascoltato.
Audaci, i Led Zep e i Deep sono la base, l’inizio di un certo modo di concepire, suonare ed arrangiare il rock.
I primi sono stati enormi, il massimo per quei tempi, anche se perfettibili.
I secondi avevano, secondo me, limiti compositivi evidenti e devono ringraziare un chitarrista mostruosamente virtuoso e veloce, che con i suoi riff ha segnato la storia..Ma dire che i deep purple sono il massimo del rock..no.
Concordo pienamente con i commenti di Lui Hard Rocker (e non è la prima volta), ringrazio Paolo per aver inserito un bellissimo articolo sulla mia “ninna nanna” preferita quand’ero piccolissima (Smoke on the water), saluto il giovanissimo vecellio (potrebbe essermi figlio, ma almeno in quanto a gusti musicali mi sembra contemporanemante maturo e pronto ad imparare), dò il benvenuto ad Ylenia (son contenta della presenza di un’altra “fanciulla” oltre me, Lucia ed Ilaria)e colgo l’occasione per dirvi che i Led Zeppelin ed Deep Purple sono il massimo nel campo del rock (e trovo hard alcuni pezzi degli e degli altri).
Vorrei infine regalarvi questa chicca del Duca Bianco (altro giro, altra corsa) in cui mi sono imbattuta cercando un brano di musica classica (i miei gusti musicali variano moltissimo anche a seconda dell’ora, del giorno, della stagione e dell’umore) http://www.youtube.com/watch?v=9Gy94N_mcWs
Ciao Ylenia, mai avere pregiudizi!! Specie con me eh eh!! Ricordati che io sono un amico di Ozzy e dico sempre “finché c’è Ozzy c’è speranza”. Sì, credo che dopo la data inglese ci sia un (breve) tour mondiale. Speriamo passino anche in Italia.
Ciao Agno, grazie anche a Coxy Powell. Sempre. hai ragione.
Caro Paolo,
ho letto il tuo articolo tutto d’un fiato e quasi mi è scesa la lacrimuccia. Penso che per l’uscita del disco dei Sabs mi apposterò davanti al negozio di dischi in trepida attesa, come facevo a 17 anni !!!!! E sai che ti dico ? Che spero che sia un disco di 35, max 40 minuti, come ai vecchi tempi. Anzi magari quasi quasi lo compero in vinile !!!! (lo pubblicheranno in vinile ???).
Grazie, Black sabbath. E, concedimi, un pensiero speciale va a Ronnie James Dio, perchè senza di lui probabilmente i Sabbath si sarebbero fermati dopo Never Say Die e perchè ha scritto pagine meravigliose nella storia della band, pur non essendone un membro originale. E un grazie anche a Cozy Powell e Ray Gillen
ciao
Agno
Ma i Radiohead sono confermati o no? Ci sono voci discordanti, insomma, nonostante l’ ultimo passo falso, rimangono comunque i radiohead <3 <3 <3
Ho 28 anni e ho conosciuto i Black Sabbath a 16, grazie al mio papà. L’adorazione per loro è stata ed è smisurata. Concordo con quanto scritto da Paolo e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa (finora ti avevo intravisto solo ad Amici con conseguente pregiudizio
e non sapevo avessi un blog. Ora lo so e ti verrò a leggere spesso!). Ma a parte la data inglese ce ne saranno altre??
A PROPOSITO DI MUSICA IN TV, ECCO QUI:
RAI5: JEFF BECK AL RONNIE SCOTT’S DI LONDRA
È un’autentica leggenda del rock; negli anni Sessanta ha fatto parte degli “Yardbirds”, per poi fondare il “Jeff Beck Group” e dedicarsi alla carriera solistica; il suo inconfondibile modo di suonare la chitarra e la sua inesauribile voglia di esplorare nuove aree musicali gli hanno fatto ottenere un numero incredibile di fans in tutto il mondo; è Jeff Beck, protagonista del concerto “Jeff Beck live at Ronnie Scott’s”, in onda su Rai5 giovedì 17 novembre alle 22.15.
Nel 2007 il musicista ha suonato molte volte al Ronnie Scott’s Club, il famoso locale di Londra; gli appuntamenti sono diventati subito dei veri e propri eventi, con biglietti ricercatissimi e locale esaurito a ogni concerto.
3 Luglio 2012, Piazza Maggiore Bologna…. Radiohead
BOOM
Grande Mauro!!! he he he
Ciao Paolo, ho 49 anni suono in una tribute band dei Sabbath e ho acquistato (a dir il vero non proprio io)il primo mio disco, Sabbath Bloody Sabbath, nel 1974.Effettivamente i BS hanno licenziato Ozzy nel 78 dopodichè se si escludono i due brani inediti nel cd reunion non c’è più stato nessun nuovo brano con la formazione MK I,quindi ben venga un nuovo cd e tour.Divertente aver organizzato la conferenza stampa l’ 11/11/11 nel locale dove 41 anni prima avevano fatto il primo concerto a Los Angeles, prossimo concerto 10 giugno 2012 Download Festival UK ci vediamo li?:-) Oppure posto più comodo Uboldo Revolution 14/12/2011 Hand of Doom Tribute Band Black Sabbath:-)) A prestoMauro PS passatemiun pochino di pubblicità!!
ed a proposito di reunion
ieri 14 nov 2011 W. Axl Rose ha rilasciato un’intervista nella quale,per la prima volta in 15 anni, parla di una possibile riunione con Slash e gli altri membri della band originaria.
Questa la dichiarazione: “Elton John mi chiese di presentare la sua introduzione (avvenuta nel 1994, ndr)”, ha riferito il frontman, “Sono ancora molto orgoglioso di ciò. Se dovesse succedere a noi, non ho idea di che impatto potrebbe avere qualcosa del genere sul rapporto tra me e gli elementi originali. Davvero non ne ho idea, se ne sta parlando giusto per parlarne. Per quanto mi riguarda, sarebbe un onore, e sono più che sicuro che ci sarebbe una consistente fetta di nostri fan ai quali una rimpatriata farebbe molto piacere”.
Attendiamo fiduciosi.
Don van vliet: ho ascoltato anche YS e ancora Have one on me.grandissimi album che non mi aspettavo per niente.con quella voce,joanna potrebbe cantare quello che vuole e fortunatamente non c’è solo quella.al momento preferisco
anch’io have one on me,ha allargato il suo campo.ys è molto più unitario,ma bellissimo.tra ieri e oggi ho ascoltato quasi solo lei.
concordo su pawn hearts…non è un album che si dimentica…
ai primi ascolti tempo fa,ci rimasi male per quei finali che promettevano ascese alla genesis e poi viravano in puro stile Hammill…imparai ad apprezzare anche quelli…anche se per quello di man erg…ogni tanto ci rimango ancora un po’male.altre volte lo trovo perfetto.dipende dallo stato emotivo.
Grazie mitico Luka
Dead Skeletons ruleggiano
mauromass grazie per il Quote ma io sono un fermo sostenitore del fatto che la musica di questi tempi sia meravigliosa e non abbia niente da invidiare a quella del passato, quel che manca è il processo di storicizzazione e musicisti che oltre ad esprimere musica di grande qualità abbiano un pari successo commerciale, ce ne sono davvero troppo pochi. L’ ho scritto anche qualche commento addietro
Vedi Paolo, che piano piano i fan dei Sabbath si parlano e vengono a trovarti?
Ciò significa che razzoli bene e raccogli meglio! Alla faccia di tutti i tuoi detrattori! Tiè!
Luka
quoto Don Van Vliet
certa musica non muore mai… e meno male perche’ non mi sembra ne nasca molta di questi tempi
aggiungo all’ottimo articolo che oltre a tutto il grunge e al metal classico, i Sabbath sono stati i padrini spirituali anche del metal più estremo. A parte le innovazioni ritmiche e di stile (i ritmi dei sabbath sono stati iper-velocizzati ma erano gli stessi poi utilizzati da mille canzoni metla), sono stati credo i primi ad utilizzare le accordature abbassate anche di un tono e mezzo (Master of reality), ad usare i tritoni ecc.
x paolo: mi fa piacere che adori Ronnie, anch’io fino a qualche giorno fa avevo in macchina il live degli heaven and hell e mob rules
Ciao Paolo. Leggo spesso, non commento mai (sono pigro). Ma questa volta non mi esimo. Di anni ne ho 28 e non 50 e passa, ma i Sabbath sono parte fondamentale della mia formazione e dei miei gusti, anche adesso. Metà della musica che ascolto arriva da lì. E fa piacere vedere un po’ di sano entusiasmo da fan, ogni tanto, invece delle solite menate sulla trovata commerciale.
Non condivido, giocoforza, l’atteggiamento da «un tempo sì che la musica era grande, oggi non c’è nulla di altrettanto valido» che vedo in giro. Ma se si parla, come fai tu, di essere decisivi, be’, non posso che concordare.
Bene così, insomma. Uscirà un nuovo disco dei Black Sabbath, li vedrò il giorno dopo i Metallica che celebrano il loro disco più odiato, controverso e meraviglioso (aggiungo io) poi tornerò nella nicchia ad ascoltarmi i Dead Skeletons e gli Snowman, ma diobòno, avrò visto i Black Sabbath!
[quote]@ Don Van Vliet -> Lucia: Semmai il contrario. I metallica sono bolliti, mentre Lou Reed è un genio e i geni non sono mai finiti del tutto finché non trapassano (vedi il Robert Wyatt [/quote]
D’accordissimo con Don.
Bello questo articolo perchè ha fatto scaturire una discussione che dura da 30 anni e durerà ancora per secoli.
Si è menzionato Robert Wyatt e come al solito, mi sono venuti i brividi.
Però ci inserirei anche altri geniali artisti che meritano di stare in questo topic.
Grand Funk Railroad
I Patto con Hollie Halsall (tra i primi 3 gruppi in assoluto degi ultii 40 anni)
Ci metterei anche i Moot the Hoople con Brian Capers
Non dimenticherei il capolavoro degli Audience The House on The Hill
e sopratutto (il primo di quei primi 3 in assoluto) l’omonimo McDonald and Giles degli stessi
e come dimenticare Pawn Hearts dei VDGG?
e Twin Peaks dei mitici Mountain di Lelie West? Non si può lasciarlo da parte.
ehmmmm scusatemi, ma sto andando in revival grazie ai Black Sabbath
Mamma mia Gioacchino, ognuno ha le proprie opinioni. Io rispetto naturalmente le tue ed evito di spiegarti che nessuno qui ha relegato a un “ruolo secondario” i Deep Purple. Non mi sogno neppure di farlo. Ho soltanto scritto (e, se non sono stato chiaro, mi scuso) che le assi portanti del rock duro, hard rock o chiamalo come vuoi discendono da Black Sabbath e Led Zeppelin. I Deep Purple hanno avuto una importanza fondamentale ma mi pare si piazzino in un altro segmento musicale, peraltro molto vicino, come oltretutto dimostrato da quasi tutte le esperienze soliste dei singoli musicisti dei Deep Purple, da Blackmore al tuo idolo Jon Lord.
Qui naturalmente si discute di musica e io sono il primo a scrivere inesattezze e a sbagliarmi. Ma trovo veramente avvilente che qualcuno mi scriva, caro Gioacchino, le cose che mi hai scritto tu. Nel mio piccolo, prima di insultare una persona su di un argomento così specifico, mi documenterei magari leggendo, tra le decine di articoli che ho scritto sui Deep Purple, anche questo che ti allego qui. Così magari chiedi meno perdono per me. Grazie.
LA VERA STORIA DI SMOKE ON THE WATER
E lui indica laggiù un punto sulla riva del Lago di Ginevra: «Ecco, l’abbiamo registrata lì in una sera di dicembre del 1971, faceva un freddo bestiale». Roger Glover (il primo a sinistra qui nella foto grande) è il bassista dei Deep Purple, quello che si inventò il titolo di Smoke on the water, una delle canzoni più famose della storia del rock. Dai, tutti l’hanno canticchiata almeno una volta: ta ta ta…. «Noi allora non potevamo certo immaginarlo, ma quella era una canzone che l’avrebbe cambiata, la storia della nostra musica». È seduto sulla veranda del Grand Hotel di Montreux, ora ha 63 anni, ha un cappellino verde da rapper al posto della zazzera e beve acqua minerale, mica scotch e Coca come nel 1971. «Andavamo avanti con quel cocktail tutto il giorno e soprattutto la notte, pensavamo che saremmo morti in tre o quattro anni e invece eccoci qua: sono quarant’anni che esistono i Deep Purple». Smoke on the water è la canzone simbolo del rock duro, ha un giro di chitarra che qualsiasi principiante ha imparato a suonare subito, e ancora oggi si ascolta in radio, nei programmi tv ed è scaricatissima su iTunes. «Sai una cosa? Ai nostri concerti ci sono sempre più giovani» spiega mentre gli occhi mandano una fiammata di entusiasmo. Sembra pure lui un ragazzino, volendo. «Per registrare l’album Machine Head affittammo dai Rolling Stones il loro studio mobile e lo piazzammo all’interno del Casino. Era fine novembre del 1971, eravamo pazzi di gioia. Una sera, il 4 dicembre, al Casino c’era il concerto di Frank Zappa & The Mothers e, durante l’assolo di tastiera del brano King Kong un pazzo lanciò un petardo in sala. Tutto prese fuoco, la gente scappò subito e il fondatore del Jazz Festival, Claude Nobs, l’aiutava ad uscire alla disperata. Da fuori si vedevano le fiamme riflettersi sulle nuvole e il fumo avvolgeva il lago, perciò mi venne l’idea del titolo Smoke on the water, fumo sull’acqua».
Nei giorni successivi, i Deep Purple si trasferirono al Pavilion, un teatrino poco distante. «E lì nacque il giro di chitarra. Lo abbiamo inciso di notte, perché in quel periodo ci svegliavamo al pomeriggio e suonavamo in studio fino all’alba. Però il vicinato iniziò a protestare, la gente diceva “questa è una zona tranquilla, accidenti andate via” e mi ricordo che Ritchie Blackmore registrò la chitarra di Smoke on the water mentre alla porta c’era un tipo della sicurezza che bloccava i vicini imbestialiti. Sì, mi ricordo benissimo: c’era proprio lui, che era molto grosso, appoggiato contro la porta per evitare che fosse buttata giù a calci mentre noi eravamo attaccati ai nostri strumenti con le cuffie in testa». Caos creativo. Però qualche giorno dopo i Deep Purple dovettero fare le valigie per davvero e lasciare il Pavilion alla quiete del lago. «Perciò le parti vocali della canzone furono registrate qui al Grand Hotel, che ha cinque piani sottoterra perfetti per la musica. Noi suonavamo qui, poi salivamo a prenderci uno scotch con Coca Cola, vivevamo sulla Terra ma eravamo in un altro mondo». Il brano apparve nel 1972 con l’album Machine Head ma solo l’estate dopo – e quindi sono trentacinque anni esatti – fu pubblicato come singolo in tutto il mondo. E fu un successo straordinario. «In realtà non ce lo immaginavamo, per noi quella era una canzone legata a un ricordo e forse era fin troppo semplice. È stata la gente a decidere che diventasse così importante». E ancora oggi, come qui all’Auditorium Stravinskij, quando sul palco si sentono quegli accordi, il pubblico esplode.Creativi e forse un po’ manieristi, i Deep Purple sono l’abc del rock duro, oltre che, come nel caso di Ritchie Blackmore o del batterista Ian Paice, autentici fuoriclasse del loro strumento. Negli anni Settanta molto semplicisticamente o stavi con loro oppure con i Led Zeppelin, ma da lì non si scappava e ancora oggi i loro cromosomi musicali affiorano qui e là nelle band in classifica. «Questo dipende dal fatto che non abbiamo mai inseguito le mode. Oscar Wilde diceva che le mode sono così brutte che ogni sei mesi vanno cambiate. Noi abbiamo cercato di essere sempre noi stessi proprio per non cambiarci mai». E perciò, proprio al culmine del successo a metà degli anni Settanta, hanno iniziato a darsele di santa ragione, a litigare e mandarsi a quel paese, separandosi e poi riunendosi e poi prendendo altri musicisti e infine sciogliendosi per otto anni. Dall’84 sono di nuovo insieme ma sono anni di geometria variabile: fuori Blackmore, dentro Steve Morse, via il tastierista Jon Lord, ecco Don Airey e avanti così. «Diciamo che i Deep Purple si sono rivelati essere un matrimonio complicato tra gente molto complicata», sorride. Però oggi sul palco sono ancora signori musicisti, con una padronanza cristallina degli strumenti e una conoscenza intima, quasi commovente di quella ritualità che proprio gruppi come loro hanno imposto ai concerti. «Noi suoniamo davvero – spiega Roger Glover – non facciamo “strumming”, non pasticciamo come magari fa Bob Dylan. Per carità, niente contro di lui. Ma quando sono entrato nel gruppo, nel 1968, non avevo mai sentito musicisti così, era quasi jazz, altro che rock. Jon Lord suonava il suo piano guardando la tastiera della chitarra di Blackmore, era una sintonia quasi sinfonica, la loro, una sintonia che è diventata la nostra spina dorsale. E pazienza se abbiamo litigato tanto. Non fu Einstein a dire che tutto dovrebbe essere il più semplice possibile ma mai troppo semplice? Bene, i Deep Purple sono stati proprio così». Ecco.
Già che ci sto, tra l’ altro dedico ad aLe una canzone che parla delle apparenze e della loro inaffidabilità. Tra l’ altro è tratta dall’ album “socialismo tascabile” così siamo sicuri che è un linguaggio a te consono.
Paolo, cambia sta foto e mettiti un bel giubbotto di pelle. E che diavolo!
Boh… apprendere che “I Black Sabbath hanno sostanzialmente inventato il rock duro insieme con Led Zeppelin e, molto meno, con Deep Purple” è sorprendente. Non si finisce mai di imparare perbacco. Relegare ad un ruolo secondario, la colonna portante e più innovativa (Dio salvi Jon Lord) dell’hard rock suona quasi come una bestemmia. Signori, perdonatelo, perchè costui non sa ciò che dice!
LHR quotatissimo!
Premio Tento: autoreferenziato di suo! Ecco perché ha vinto Tieox… ah ah ah ah ah
Luka
..io ho votato ale. L’ho nominato al GF12 come ‘pig number one’
Ma no Don, ciascuno ha il diritto di ascoltare e votare quello che vuole. Di certo anche io, come te, sono rimasto stupito nel sapere che Ligabue aveva vinto il Tenco. E’ una mescolanza che non mi convince. Nulla di particolare contro nessuno dei due, naturalmente. Però secondo me si poteva fare diversamente.
Si, lo sospettavo, sei sempre un rock and roller! ahahahahahha
Sai tipo le maglie o le spillette che si vedono in giro con su scritto “Io non ho votato Berlusconi”? Fattene una simile con su scritto “Io non ho votato Ligabue”. Stima.
Don Van Vliet, al Premio Tenco non ho votato il disco di Ligabue.
Ciao Ale, io invece non sono per nulla stupito del tuo commento: è così prevedibile. Non mi metto neanche a risponderti, visto che oltretutto mi fai domande davvero senza senso come quella su che cosa pensa il mio direttore di War pigs. Sono provocazioni ridicole. L’unica cosa davvero preoccupante è che scrivi senza capire che cosa scrivi. Mi dispiace per te, sul serio.
Il soggetto che ho dimenticato nel commento precendente è “il club Tenco”. Pardon
Ah dimenticavo!
Ligabue ha vinto la targa Tenco. Io sono in lutto e per me il premio Tenco ha perso di credibilità, ok che la maggiore critica che gli è stata mossa nel tempo (anche giustamente) è stata quella di essere troppo autoreferenziale, ma stavolta ha esagerato. Il disco è brutto e cosa più grave, è banale. E’ stata una notizia che mi ha rovinato la giornata.
Grazie Vecellio, certe volte è necessario beccarsi dei meno per dire qualcosa di orginale, o quantomeno poco scontato, per fortuna la cosa mi diverte e a volte me li metto da solo. Have on me è un disco triplo, di certo non leggero, anzi, pesantuccio, ma per me è una sorta di raccolta, di libro di racconti, di quelli che ti fanno sentire meglio, anche se solo ne ascolti ( o leggi) un paio. Come mi piace farmi coccolare da quel disco anche per pochi minuti! Certo, la tentazione di ascoltarlo tutto poi è sempre tanta
. Comunque se ti piace ti dirò che anche il precedente YS è bellissimo e mi sembra che sia anche in generale il più apprezzato dalla critica (a me però piace più Have on me).
Su Loutallica ho appena visto, Paolo, che hai scritto nell’ altro posto che fondamentalmente la pensi esattamente al contrario di come la penso io. Fiu, era troppo tempo che andavamo d’ accordo
…ma infatti mi stupisce che uno con il cardigan verdolino e la camicia bianca parli di Doctor Ozzy e non della Pausini e Ligabue. Infine vorrei sapere cosa ne pensa il tuo direttore di War Pigs…
Maiden, ho scritto che nel 1978 si sono sciolti i Black Sabbath originali. Per i Black Sabbath con Ronnie James Dio ho una autentica adorazione, visto che ancora l’altro giorno mi sono riascoltato Heaven&Hell.
..io invece vorrei un attimo svecchiare il concetto secondo il quale i Sab abbiano inventato l’heavy metal. Vorrei andare “oltre” a questo concetto. Canzoni come “Supertzar”, “Laguna Sunrise”, “Fluff”, “Planet Caravan” non son per niente heavy metal. Il primo album è (forse) più blues che non hard & heavy. Il suono si è indurito (indurito ma con sperimentazioni) poi con gli anni trovando poi in Dio il perfetto terminale per l’heavy di “Mob Rules” o di “Heaven And Hell” (e perché no anche di “Born Again”).
Ale, lasciati dire che sei proprio ridicolo. Sul Giornale, ho scritto prima di Ozzy che di Ligabue o della Pausini. Magari occorrerebbe documentarsi prima di scrivere le scemenze gratuite che hai appena scritto.
parlare di Ozzy su il Giornale è come se l’Avvenire pubblicasse un album di Burzum. Continuate con Ligabue Pausini ecc.
incuriosito dalle parole di don van vliet,sono andato a cercare qualcosa di “have one on me”.ho ascoltato tutte le canzoni del primo e buona parte del secondo album,e la sorpresa è stata tanta…mi son già concesso il bis di “good intentions paving company” “baby birch” “jackrabbits”…la voce ricorda molto a tratti(sapendo poi discostarsene) quella di kate bush,ma vi ho trovato un suo stile,soprattutto musicalmente.
ho ancora metà album da ascoltare,ma già ora l’impressione è ottima.
evidentemente è il periodo dell’arpa…ho scoperto da poco il concerto per flauto e arpa di mozart e ha contribuito molto a rendermi sensibile a questo strumento.
…il blog,diventa sempre più osservato speciale.su alcune citazioni di gruppi o artisti che non conosco,prendo spudoratamente nota per poi approfondire.
sui black prenderò spunto da questa reunion per approfondire almeno la prima parte della loro discografia. sull’onda di “Paranoid” ascoltai,e ascolto,l’album omonimo ripromettendomi di fare ricerche in seguito.
…una volta che si apre alla musica,per ogni scoperta, spuntano almeno altre 3 cose che meritano di essere approfondite.
scusa Paolo
tutto giusto ma perchè dici che i Sabbath si sono sciolti nel 1978? nella formazione con Ozzy, ma poi hanno continuato ad incidere dischi di altissimo livello anche con Ronnie Dio e anche con Ian Gillan nel sottovalutatissimo Born again che a tutt’oggi suona più innovativo di 3/4 dell’heavy metal.
Comunque per il resto concordo su tutto i Sabbath sono ancora più dei Priest e dei Maiden il gruppo metal per antonomasia..
Grazie Alex
Lui Hard, se posso essere sincero fino in fondo, credo che qualche aiutino dal vivo, specialmente a tour inoltrato, Ozzy se lo lasci dare……..!!
Grazie estranged. Non ho fatto un paragone con gli Zeppelin, che sono per forza di livello estremamente superiore. Ho solo detto che (quasi) tutto il rock duro degli ultimi 40 anni è passato da quel trio……….
Luka, quel disco mi era piaciuto tantissimo….!!
Ah, Don.. dimenticavo: no, quella degli UFO
…c’ero anch’io a quel Gods of Metal. E l’emozione prevalse su qualsiasi giudizio tecnico. Si vociferava pure che Ozzy cantò in playback.
A me queste reunion cominciano a dare noia. Mi sembrano quei rapporti, tra marito e moglie, finiti dopo liti furibondi, avvocati, ecc ecc. Ma ogni tanto, forse spinti più dalla nostalgia che da altro, ci si trova per una cena ed una sveltina.. ih ih ih.
Quoto appieno Lucia…
Che stento i Metallica con Lou reed su Rai 3…già lou reed è uno stento di suo…così se possibile è pure peggio…
Ogni tanto mi diverto a fare dei paragoni. Nel 1994 ho comperato “Nativity in Black” un tributo ai Sabbath.
Di seguito la scaletta e tra parentesi il gruppo
After Forever (Biohazard)
Children of the Grave (White Zombie)
Paranoid (Megadeth)
Supernaut (1000 Homo DJs)
Iron Man (Ozzy Osbourne with Therapy?)
Lord of This World (Corrosion of Conformity)
Symptom of the Universe (Sepultura)
The Wizard (Bullring Brummies)
Sabbath Bloody Sabbath (Bruce Dickinson and Godspeed)
N.I.B. (Ugly Kid Joe)
War Pigs (Faith No More)
Black Sabbath (Type O Negative)
Solitude (Cathedral)
Dopo sono andato a risentirmi gli originali e sono giunto alla classica conclusione: semplicemente senza i Sabbath quelli che hanno suonato nel tributo non esisterebbero… Facile a dirsi, certo. Ma estremamente reale.
Luka
Paolo splendido articolo.
D’accordo su tutto..tranne che sul paragone/equivalenza con i LedZepp..che sono stati onestamente di livello superiore, e non si sono limitati ad inventare il rock duro ma hanno unito in una straordinaria alchimia il rock,il blues e la psichedelia di quegli anni..spaziando nei generi ed indovinando pezzi infiniti (poi qualche difettucciolo avevano anche loro)
I Black Sabb hanno inventato il metal. A quei tempi non c’ero ma dalle mie letture intuisco che erano loro stessi i primi ad autoghettizzarsi con i loro atteggiamenti all’eccesso.. fino ad apparire una fetta folcloristica del rock. Ma snobbarli fu un errore..pensare che lo si fece anche con gli ac/dc..
Syd63, Children of the grave!! Bella.
Grazie della bella notizia Paolo, aspetto con pazienza l’uscita del disco che certo non aggiungerà nulla di nuovo ma rinnoverà tante emozioni. (Leggendo l’articolo riascoltavo mentalmente Children of The Grave, la mia preferita dei Sabbath).
E se ci sarà il tour, io ci sarò.
Maurizio, c’ero anche io quel giorno al Forum… Ciascuno la può naturalmente pensare come desidera, ma non credo che i Black Sabbath abbiano bisogno di guadagnare soldi………!!
Don, sui Metallica e Lou Reed non sono così d’accordo.
@Lui: ma Rock Bottom di Robert Wyatt???!!!! Se cosi fosse: ho tanta paura.
@Lucia: Semmai il contrario. I metallica sono bolliti, mentre Lou Reed è un genio e i geni non sono mai finiti del tutto finché non trapassano (vedi il Robert Wyatt di cui sopra e la sua versione dello scorso anno di What a wonderful world). Lou gli ha donato dei testi spaziali e loro si sono barcamenati a fare quel che potevano, a me pare evidente che in quel disco la differenza tra la qualità dei testi e la qualità della musica (per quanto il trash in un certo senso ci stia bene) sia imbarazzante. Non è una stecca che fà la differenza, soprattutto nello spoken sistematico.
Ma dai….già nell’ ultima reunion degli anni ’90 il concerto nel parcheggio (il parcheggio….)del forum di Assago fu un mezzo disastro. OzzY era piantato sul microfono e dopo un ora e venti, il minimo sindacale, calò il sipario. Se non ricordo male Bill Ward era stato rimpiazzato da Appice per problemi di salute. Insomma, se già erano malconci quindici anni fa figuriamoci adesso. Non mi piacciono queste iniziative con l’unico intento di guadagnare quattrino e con il risultato di offuscare il mito di una grandissima storica band.Spero che si limitino al lavoro da studio.
@ Angelo Ciccarella: rispetto la tua analisi della Storia della musica ma non la condivido assolutamente soprattutto per quel che riguarda il giudizio su punk e grunge, che sono movimenti molto più colti di quel che si crede. Aggiungo che se i giovani ascoltassero qualche discone classico in più di sicuro non gli farebbe male, ma io mi auguro anche che i Signori appassionati di musica un pò avanti con l’ età ascoltino l’ ottima musica attuale, che non è quella che passa per le radio. Magari anche loro rivedrebbero il giudizio dogmatico che la grande musica è finita, o il luogo comune “non c’ è più quella bella musica di una volta”. Per fare un paio di esempi appena lo scorso anno è uscito “have On me” di Joanna Newsom che è (a mio avviso) uno dei dischi più belli della Storia della musica e anche quest’ anno James Blake ha alzato ulteriormente l’ asticella, dopo il suo disco d’ esordio tocca ripensare per tutti il concetto di basso sia nella musica rock che nell’ elettronica, così come l’ uso delle pause.
Sui Luotalica ieri a “che tempo che fa” cartellino quasi rosso per Fazio che non li ha intervistati e si è lasciato sfuggire l’ occasione, cartellino giallo per Lou e soci che hanno fatto una performance scadente, anche se White Light white heat è un capolavoro talmente enorme che anche se la devasti armonicamente è sempre un gran pezzo.
Sui Sabbath non è che io abbia grandi aspettative per questo disco, ma non ne avevo neanche su Lulu, magarimi ricredo ancora.
..concordo con il Sig. Angelo.. tranne che sui Porcupine Tree. A me non sembrano facciano il verso. Certo: han fatto tesoro degli insegnamenti dei Floyd e Hawkwind ma poi nella loro carriera hanno spostato il loro suono verso lidi a volte elettronici, a volte più ‘heavy’.
Tant’è che credo che l’etichetta ‘prog’, a loro, vada stretta.
Se ti capita, Paolo (ma anche tutti), datti un ascolto alla versione di ‘Rock Bottom’ dei Vanderbuyst. È stata la mia ancora di salvezza stamattina mentre ero in coda (e nella nebbia) della tangenziale est di Milano.. ah ah ah.
Sul versante italiano da segnalare, dopo l’ambizioso “Andrea Braido Organ Jazz Trio”, un nuovo lavoro dell’instacabile Braido: “Dai Beatles a Jobim passando per…”. Il titolo già spiega tutto.
Imbarazzate Lou Reed.
I Metallica sono grandi, non capisco perchè aver incluso Reed. Mah… il mondo è bello perchè è vario. Meglio una nota in più… anche se stonata?
Ciao Angelo Ciccarella, leggo il tuo commento di prima mattina e non sai quanto mi faccia piacere. Pensa che mi ricordo ancorail giorno in cui (avevo circa 11 o 12 anni) ho ascoltato a casa di mio cugino un disco dei Vanilla Fudge. Torna più spesso qui. Noi tutti parliamo di quello che piace anche a te. E, visto che mi sembra che tu sia molto informato, mi farebbe piacere qualche commento.
Caro Giordano, sono un 53enne amante della musica rock. Dai Vanilla Fudge, Gentle Giant, Led Zeppelin, i primi P.Floyd, Kinks, Traffic, Genesis, Quicksilver M.Service, Family ecc. ecc. Seguivo Ciao 2001 e le recensioni del tempo erano la stella polare per ogni fan sfegatato del vinile e del buon rock. Poi il punk che considero finta protesta e rumorismo fastidioso, sembrava aver spazzato via i dinosauri come un meteorite. La new wave col suo linguaggio musicale riapriva alla sperimentazione e il vecchio rock sembrava agonizzante. Il sopravvalutato grunge, riproponeva il rock duro, senza fantasia né vera grandezza. Oggi? Beh, riascoltiamo gruppi prog alla Porcupine che rifanno il verso (a volte male) a quelli dei mitici ’70, e poco altro ancora. Che dire, il buon rock non muore mai e se molti giovinottelli ascoltassero quei grandi gruppi del passato che non passa, rivedrebbero le loro posizioni. Purtroppo devo denunciare un certo giornalismo prono alle majors, che incensa meteore da quattro soldi, usando aggettivi superlativi per ogni compituccio di tizio e caio. Bisognerebbe tornare alla sobrietà di un tempo, anche nel mondo rock non farebbe male. Entravano in classifica una volta King Crimson, Jethro Tull, ELP, conquistandosi pure il primo posto. Basta sbirciare le odierne classifiche di vendita, per capire cosa si ascolta oggi.
Grazie dello spazio e davvero un ottima rubrica.
Li odiavo a 15 anni perchè stavano ammazzando i Beatles, che nemmeno mi piacevano. Da qualche anno li sto riascoltando. Nel loro genere nessuno dopo loro, o forse solo i Dream Theater. Il resto solo stilisti senza verve, che non potranno mai creare una nuova era. Dopo loro nessuno, ma insieme a loro tanti e in diversi generi, ma non fu merito loro, bensì merito del ’68. Periodo geniale perchè popolato da geni.
Poi nacque il progressive e tutto il resto sembrò banale..sia a quei tempi che oggi.
Da dove vogliamo iniziare dopo aver visto Lou Reed e i Metallica dal mellifluo Fazio? Dalla mia affermazione di alcuni giorni fa? Ci avevo visto giusto o no? Fazio si è fatto spiegare il significato della storia di Lulu, e alla fine ha sfoderato l’ennesimo sorriso ebete. Come se lui ascoltasse Lulu dalla mattina alla sera! E poi chiamare il fan club italiano dei Metallica pur di far vedere che il pubblico ha gradito: tantino squallido direi…
Lou Reed e i Metallica hanno fatto il loro: lui è il miglior cantante stonato della storia del rock e i loro hanno dimostrato di essere dei fantastici musicisti dal vivo. Quando a “White light…” ha sempre un bel tiro.
Domandina finale: Fazio questa sera si sparerà nelle orecchie la sua copia autografata di Lulu?
Luka
..mah… ce n’era bisogno? Doveva schiattare Dio per rimetterli insieme? Li vidi nel ’98. La famosa reunion che poi non ha avuto, appunto, un seguito (se non un paio di inediti)
Per quanto mi riguarda ne potrò fare a meno! Soprattutto del tour…
Steven Wilson e Radiohead hanno fatto mediamente grandi dischi…ma il discorso è diverso su la reunion dei Sabbath: Wilson e Radiohead hanno saputo evolvere, innovare e contaminare il “rock” (chiamiamolo così) con influenze mai banali.
I Sabbath?? Sono pronto a scommettere che il disco sarà una maranzata hard rock iperprodotta e implastificata da Rick Rubin, piena zeppa di autocitazionismi e riff già sentiti.
Poi la grandezza dei Sabbath, ancora più della bontà della musica contenuta nei loro primi dischi, è da ricercare nell’influenza che hanno avuto su tutto il mondo “hard & heavy”, tutto il metal e soprattutto il doom metal. Ed è una cosa irripetibile, perchè figlia del suo tempo.
Detto questo, rimane sicuramente una reunion molto suggestiva…
Musicisignificata, se ne avessi avuto voglia, magari lo avresti scoperto prima!! Grazie comunque (e lascio perdere il solito riferimento al Giornale, per fortuna i tempi cambieranno)
Ecco,
ora posso dire di aver provato tutto: sono d’ accordo (specie quando con quanto riguarda il paragone con i Nirvana tutto ciò che da loro è derivato) con uno che lavora a Il Giornale!
Ciao Sergio, benvenuto. Hai ragione.
caro zago se tu fossi nato 10 anni prima giudicheresti tutto in modo diverso e se ancora oggi c’e’ gente come hackett o steven wilson che scrivono capolavori, non vedo perche’ il rock,il progressive ecc non possano INVENTARE un disco STORICO nel 2011 o 2012, I Radiohead ti dicono qualcosa?
Che notizia! Certo,non che li ritenessi concettualmente ai vertici della musica rock e neppure come abilita’ strumentale. Ma sono una parte significativa dei miei 15-18 anni.I loro testi (Master of Reality) li discutevamo al liceo.Le loro musiche, magari non molto raffinate, lasciavano il segno . E sono state una traccia per la musica rock del futuro.
Bentornati amatissimi Black Sabbath!!!
Valeria, occhio che rischi il linciaggio. Il disco più bello della storia è quello che non è stato ancora scritto.
Benvenuta!
Luka, la storia del ritorno dei dinosauri sarà purtroppo il filo conduttore di tutte le critiche ai Black Sabbath.
Sì Valeria (benvenuta) il rischio è questo.
Sì Buzz, il mio accostamento tra i tre gruppi era essenzialmente cronologico. Sono molto diversi, ovvio.
Caro Zago, c’è molta differenza tra fare dischi musicalmente più interessanti ed essere decisivi. In ogni caso, come mi pare di aver sottolineato fino allo sfinimento, la reunion dei Balck Sabbath è più che altro un eventi emotivo, per me e per tutti quanti li hanno amati e apprezzati. Il valore dell’operazione è questo.
“Il nuovo disco sarà prodotto da Rick Rubin”
(facepalm) : il barbuto non ne azzecca più da anni…
“Mi sembra più importante cercare di capire se ci sono all’orizzonte altri quattro ragazzetti sprovveduti che saranno capaci di essere così decisivi nella storia della musica. Per ora, onestamente, non ne vedo.”
Forse no, ma di ragazzetti che nel 2012 fanno dischi musicalmente più interessanti di un nuovo album dei Black Sabbath (che rispetto tantissimo… fondamentali, poco da dire) ne abbiamo a centinaia
lunga vita ai black sabbath e ai deep purple che ancora suonano e bene. Non sono da meno secondo me. Sempre rock ma diverso per ledzep,blacksabb e purple. Non li accosterei troppo se non per epoca .Il sound e’ diverso ,diverso il modo di concepire il rock,diversi i componenti e le caratteristiche vocali e ritmiche. Ma e’ solo rock , si sa ,ma a me piace tanto. It sounds good and is very cool.
Non ne vede perché non c’è probabilmente più nulla da inventare nella musica, quasi tutto è già stato fatto.
E che nessuno si azzardi a dire che è l’ennesimo ritorno di un gruppo di dinosauri!
Questi hanno inventato “qualcosa” che abbiamo amato, amiamo e ameremo alla follia!
N.I.B.!
Luka