I critici criticano. Ma il metal funziona
Ebbene sì: cinquantamila biglietti solo in prevendita. E l’attesa è di sessantamila. Praticamente come quattro Forum di Assago tutti esauriti (ma forse con meno spese organizzative). Qualcuno penserà che il Gods of Metal, il più grande festival heavy metal d’Europa (dal 21 fino al 24 giugno a Rho Milano Fiera), sia una roba cheap, diciamo da tamarri e analfabeti musicali. Invece no. E’ un investimento sicuro. E non solo per i promoter dei concerti, che vanno tranquilli. Ma pure per il pubblico. Che ogni giorno si troverà davanti fin dal primo pomeriggio una lunga sfilata di gruppi più o meno conosciuti (gli Ugly Kid Joe al venerdì, The Darkness al sabato e i Black Label Society alla domenica) ma soprattutto quattro autentiche istituzioni del rock duro. Manowar al giovedì. Guns N’Roses venerdì. Motley Crue sabato. E Ozzy Osbourne domenica (con Geezer Butler dei Black Sabbath e Slash ex dei Guns n’Roses in lite cronica con Axl). In totale ben più di trecento milioni di copie vendute. L’essenza di un genere estremo, l’heavy metal o rock duro o chiamatelo come volete, che nei decenni è stato sputtanato dalla critica musicale (con qualche ragione) ma esaltato dal pubblico (con altrettante ragioni). L’hard rock è nato dalla degenerazione giovanilistica del rock e del blues grazie all’enfasi del virtuosismo, all’esagerazione dei testi e, tutto sommato, del volume. Gli accordi sono più o meno gli stessi. La potenza di suono no, visto che un assolo di basso di Joey DeMaio dei Manowar, quello di batteria di Tommy Lee o un acuto di Axl Rose (quando ancora ne riesce a fare…) sono nettamente più rumorosi di qualsiasi altra cosa si ascolti in campo rock. Senza parlare di Ozzy Osbourne, che è l’interprete perfetto – anche ora che ha 64 anni quasi compiuti – di ciò che il rock duro rappresenta: volume e fede alta. Amplificatori a manetta. E credibilità pure, anche se lui, fondatore dei Black Sabbath e miracolo della scienza visto che è ancora vivo nonostante gli eccessi, è ormai un cantante senza voce. Il metallo non brilla più in classifica, anzi si è arrugginito. Ma luccica ancora sul palco. Ognuno dei gruppi simbolo del genere (e al Gods of Metal ci sono quasi tutti) garantisce un seguito di pubblico fedelissimo. E’ l’ultima frontiera dei “die hard fans”, i fans duri a morire che seguono e seguiranno i propri idoli fino alla fine. Per intenderci, smetterà prima Ozzy di fare concerti che i suoi tifosi di comprarne il biglietto. E c’è da capirli. In una fase musicale traseunte – oggi funziona un artista ma domani chissà, probabilmente no – gli hard rockers sono rimasti tra gli ultimi a garantire sempre il biglietto. A parte poche eccezioni (gli U2 ad esempio o le super icone stile Neil Young e Aerosmith), chi ama il vecchio rock giocato su chitarra e batteria ha bisogno di punti di riferimento. Loro senz’altro lo sono. E lo dimostra il nuovo tour europeo dei Motley Crue, una delle band più disastrate della storia con una quantità di overdose e arresti che neppure ad Alcatraz, che è tutto pieno di sold out e di recensioni entusiaste. Magari il merito è di ‘Rock of ages’, il film musical con Tom Cruise che in sostanza esalta questa epopea musicale. O forse il segreto è in quello che Gianbattista Vico riconduceva ai corsi e ai ricorsi. Ozzy e compagnia cantante sono stati centrali nella musica e nel costume tra gli anni ‘70 e ‘80. Poi hanno iniziato a vivere di rendita, con pochi dischi in classifica (‘Ozzmosis’ è andato bene, gli altri lasciamo perdere) ma con un decisivo aumento di credibilità nostalgica. La rinascita. Riflessi di cronaca li hanno attizzati (il matrimonio di Tommy Lee con Pamela Anderson, il reality The Osbournes e il cupio dissolvi di Axl Rose). Però a far la differenza è stata l’affidabilità: questi qui sono sempre in tour, con spettacoli kolossal e alta resa rituale. E cantano più o meno le stesse canzoni, in una celebrazione che a molti risulterà stantìa ma a tanti altri confortevole. E i risultati parlano (e cantano) chiaro: quasi tutte le rockstar sono in crisi di biglietti venduti, da Madonna in giù. Loro no. E forse ci sarebbe da riflettere, almeno una volta senza luoghi comuni.
INTERVISTA A JOEY DEMAIO DI MANOWAR
Di certo sono i più rumorosi del mondo: 148.4 decibel in un solo concerto, parola del Guinness dei Primati. E, forse, i metallari americani Manowar sono anche tra le band più contestate di sempre. Dalle femministe (per il brano ‘Pleasure slave’, schiava di piacere). E da molti critici (per il presunto, ma assai smentito dalla band, riferimento all’iconografia nazista). In realtà il loro rock duro e intansigente, velatamente ispirato alla quadrata magniloquenza di Wagner, è gonfio di virtuosismi tecnici e riferimenti classici. Persino un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna ha riconosciuto che la suite “Achilles, agony and ecstasy in eight parts” vive di puntuali confronti con il modello omerico. Insomma, dopo trent’anni abbondanti, i Manowar hanno raccolto una cerchia di tifosi fedeli che li aspetta sotto il palco del Gods of metal: “Sono i fan più sinceri del mondo, non per nulla ci portiamo a nostre spese l’impianto di amplificazione per assicurare il suono migliore possibile”, annuncia il bassista Joey DeMaio.
Scusi, non le sembra di esagerare?
“No, la nostra musica è romantica ed epica. E ha bisogno di un suono di qualità. Lei potrebbe ascoltare ‘Nessun dorma’ da una radio gracchiante??”.
No. Ma il paragone pare esagerato.
“Tutt’altro. I musicisti classici sono stati i nostri padri. Io sono cresciuto nella mia famiglia di origini italiane, con parenti napoletani, abruzzesi e siciliani. E ovunque ascoltavo musica classica. Da Paganini e Caruso a Luciano Pavarotti. E Carlo Buti? Favoloso. Ho i suoi stornelli sul mio ipad”.
Però il vostro nuovo cd sembra tutt’altro che uno stornello.
“The lord of steel” è vero heavy metal. Durissimo”.
Appunto. Vi massacreranno di critiche.
“Nessuna critica è mai totalmente negativa. Comuque a qualcuno importa essere una rockstar. Ad altri, come a noi, interessa crescere e migliorare nella tecnica. Ancora adesso impariamo da Puccini, Rossini e Wagner”.
Scusi però vi hanno persino accusato di essere estremisti.
“In realtà la mia visione politica si riassume in poche parole: mi piacerebbe che il mondo fosse come quello che voleva Dio”.
Rimaniamo più terra terra.
“Allora diciamo così: quando ero ragazzo, suonavo il basso nella mia stanza e sognavo di essere su di un grande palco. Oggi sono sempre su di un grande palco e vorrei suonare di più nella mia stanza. In fondo, io sono rimasto sempre lo stesso. E’ tutto il resto a essere cambiato”.

Grande Luka…dura fuori ma sincera dentro!
Ci sono due unità di misura, se così possiamo definirle: una che è una sorta di ‘grandezza massima’, riguardante i ‘mostri sacri’; l’altra che è in via di sperimentazione. Faccio un discorso. Quante bands di stampo decadente, ‘gothic’ sono in circolazione? Un’infinità! Eppure nessuna riesce a toccare le mie corde emozionali come i Cure. I Paradise Lost hanno abdicato al loro progetto iniziale, sfornando dischi di puro e manieristico metal retorico e pacchiano. Paradossalmente lavori come ‘Believe In Nothing’ e ‘Host’ erano molto più originali dei lavori sucessivi. Certo, furono accusati di depechemodernismo. Si, può darsi, ma non erano i Depeche Mode tout court, quindi trovarono una strada ‘particolare’ a un tipo di musica che loro stessi hanno contribuito a far nascere. I nostrani Lacuna Coil s’inseriscono nella seconda catogoria, ovvero partire da quanto esiste per portare un discorso musicale verso lidi non battuti da nessuno. I Lacuna Coil (per carità, non voglio essere un patriota!) sono l’unica band che ha èprodotto qualcosa di fresco, nuovo, genuino. Altro discorso si potrebbe fare per gli Anathema, i My Dying Bride, ecc… Gli Anathema sono quello che i My Dying Bride sono riusciti a compiere in altro modo! Per questo, markinosuperstar, sposo quanto da te detto e aggiungo che gli Hardcore Superstar, pur non essendo puristi del metal (ma poi cosa cavolo vuol dire!) meritano più di tutta una schiera di ‘lattanti’ musicisti hard & heavy che nulla portano di fresco e originale. Abituiamoci a ragionare in senso ampio, a 360 gradi. I tempi di oggi non sono quelli degli ’80!
estranged, sono d’accordo con le tue considerazioni in merito alla vena compositiva di Slash e mi fa piacere che ogni tanto qualcuno le condivida.
Da grande estimatore dei Guns n’ Roses, ho un’idea ben chiara e abbastanza personale su dove nascesse la loro forza e dove risiedesse la loro grandezza.
Se ti va, qui trovi quello che penso sull’album di Slash (senza troppe pretese ovviamente…).
http://distorsionearmonicatotale.wordpress.com/2012/06/01/slash-apocalyptic-love/
Ho dato anche una seconda possibilità a Dargen D’Amico e Uoki Toki…e mi spiace…non mi piacciono nè li trovo geniali, anzi…ma de gustibus…
Lui hard e Alex proverò ad ascoltare le band che mi suggerite, e che non conosco. ma ho l’impressione che la mia idea di melodia sia diversa dalla vostra.
Brevissima digressione sull’album di Slash. Più volte ascoltato, ma il mio giudizio non cambia: insignificante e frettoloso hard rock spruzzato di punk. Slash conferma che la composizione non è il suo forte.
Se Appetite è metal, Maradona giocava a basket
Maurizio, assaggi eterogenei ed azzeccati!
Kid Gloves, purtroppo come lasci ben intendere non si va da nessuna parte con gli Slipknot! Eredi dei mostri sacri? Non ne vedo nemmeno in lontananza.
Negli utlimi anni l’unica band che mi ha entusiasmato sono gli Hardcore Superstar. Ovviamente i puristi del metal storceranno il naso, a ragion veduta. Eppure, dopo la loro svolta “metal” del 2005, hanno guadagnato molto pubblico tra i metallari: prima di allora erano seguiti solo dai nostalgici dello sleaze-rock come me. Ora in Italia fanno sempre il tutto esaurito nei club e nei locali di media dimensione. Grande melodia, ottime canzoni (nettamente sopra la media dei gruppi propriamente metal), sontuosi dal vivo. Vi posto un brano molto bello dal loro ultimo periodo e uno antecedente al 2005. Ovviamente io li preferivo prima, con sonorità più punk.
In ogni caso grandissimi sempre.
Dreamin’in a casket:
http://www.youtube.com/watch?v=FL8UotWuGcc
Liberation:
Si, sono in ascolto. Non direi che quel disco fu una delusione per me perché conoscendoli non mi aspettavo niente di che. Poi qualche mio amico me ne parlò bene, lo ascoltai, ma comunque a me continua a non piacere. Lo trovo un disco molto paraculo e poco sentito. Anche musicalmente non lo salvo ma se a te piace buon per te
Già che ci sto vorrei dire a Rocco che Dargen D’Amico non è un fenomeno di internet. Mi spiego meglio, è chiaro che tutti i musicisti oggi si avvalgono della rete ma non è da li che è partita la rivalutazione di Dargen. Il momento in cui tutti puntarono gli occhi su di lui, il suo “sdoganamento” avvenne sulla carta stampata specialistica, con una ormai storica copertina del 2008 di Blow Up. In quel numero c’ era uno splendido articolo di Zingales che puntava i riflettori su di lui. Stiamo parlando della migliore rivista di musica italiana (nel bene e nel male) e di uno dei giornalisti musicali più preparati in circolazione, non di visualizzazioni sul Tubo. Cosi, solo per la cronaca.
C’è anche da chiedersi però che succederà quando questi ‘Gods’ non ci saranno più. Gli Iron Maiden sono mostri da palco ma sono diventati la parodia di se stessi (nonostante gli ultimi tre lavori in studio denotano un cambiamento, a mio avviso comico, in chiave prog). I Metallica cercano di mettere d’accordo Pulcinella e Arlecchino: il primo tira legnate, il secondo cerca vie d’uscita alternative. Ozzy, il Crowley della musica, il principe delle tenebre, è un vecchio che si fa prendere per i fondelli dai figli ed è sottomesso alla moglie. Insomma, per farla breve, questi hanno una certa età. Potranno continuare a lungo? E’ impossibile. Purtroppo, e lo dico da metallaro (un metallaro che ha fatto pace con Dio e che da tempo non cede più al clichè adolescenziale ‘il mondo ce l’ha con me e io ce l’ho col mondo) quando questa guardia non ci sarà più chi prenderà il suo posto? Gli Slipknot? Lei ha ragione Giordano, garantiscono ancora il biglietto, ma sarà sempre così? Ho molti dubbi a proposito.
Dieci album di assaggio, così per i curiosi, che spaziano da thrash a power a classic.
Appetite for destruction, Guns’n roses
Master of Puppets,Metallica
Painkiller,Judas Priest
Streets,Savatage
The Number of the Beast,Iron Maiden
Heaven and hell,Black Sabbath
Blizzard of Ozz, Ozzy osbourne
Reign in Blood,Slayer
Keeper of the seven keys part I&II,Helloween
Jailbreak,Thin Lizzy
ce ne sarebbero altri 200, ma con questi un’idea della qualità e del sentimento del metal ve la fate…
Grande Marco Lallo! Il tuo intervento “ironico-realistico” è più che mai appropriato, ed utile a sdrammatizzare la discussione!
“Sei metal quando pensi che solo i metallari si impegnano sul palco” è bellissima! Sai quante volte l’ho sentita dire da miei amici metallari, da adolescente?!
Don, sei in ascolto, una piccola curiosità. Tempo fa (poco prima della tua dipartita dal blog di Paolo), si parlava di “Nati per subire” di Zen Circus ed entrambi ne eravamo rimasti delusi per motivazioni abbastanza simili. In sintesi, grande potenzialità il gruppo, suonato bene ma nei contenuti un album che dava l’impressione di voler essere di sinistra a tutti i costi, risultando forzato e a mio parere un po’ adolescenziale. Da quel primissimo ascolto non ne sono seguiti altri e l’ho rimesso nel lettore solo ieri sera. Vale più o meno quanto già detto a riguardo, però musicalmente mi piace molto e ci sono alcuni pezzi davvero forti…
ahahah grande Marco Lallo!!!!!!!!!!!!
io credo di essere metal anche se non metallaro se mi ascolto un disco di heavy metal………mi immedesimo e accontento la mia passione per la musica.
Questo e’ quanto, secondo me.
Guardate che il Metal non è solo Slayer, provate a sentirvi Battle Hymn dei Manowar
http://www.youtube.com/watch?v=S1woxkraClg
The Sentinel dei Judas Priest
http://www.youtube.com/watch?v=1TO8pR2p6XE
o Stargazer dei Rainbow
http://www.youtube.com/watch?v=dJeBvNuYPMM
e poi ne riparliamo. Qaunto agli Slayer è una questione di abitudine, se un orecchio è abituato a waka waka ci mette un pò a ripulirsi, ma alla fine ne vale la pena
http://www.youtube.com/watch?v=7KsPZ1f7MDs
BUON ASCOLTO e STAY HEAVY
Marco Lallo sei un grande
rocco, se vuoi parliamo di “Peawees” o di “Thee S.T.P.”, ma perfavore i Manowar lasciali dove sono!
Ovviamente la mia è una provocazione.
Cerco di spiegarmi. Mi piace il trash metal, non sopporto tutto il metal che suona sinfonico, epico, power, orchestrale e chi più ne ha più ne metta.
Adoro e seguo le due band italiane di nicchia che ho citato e che suonano del bellissimo rock n’ roll! Non conoscevo Dargen D’amico ma ora mi sembra molto interessante. Ho appena acquistato il biglietto per Social Distortion e Bush e ascolto in genere punk e derivati (non mi riferisco a Green Day ed Offspring), eppure non disprezzo Fabri fibra.
Per fortuna non seguo nessun dictat, ci sono solo i miei gusti dati da sensazioni. Punto.
Ti consiglio “Leave it behind” dei “Peawees”, come direbbe Fabri Fibra… “tanta roba”!
Vorrei aggiungere qualcosa al post di Luka, in vena ironica-realistica:
- Sei metal quando fai finta di essere un cattivone e invece sei un timido tenerone.
- Sei metal quando per te la tecnica é tutto ed il metal é pieno di sentimento, da qualche parte.
- Sei metal quando dici che il metal ha sentimento, ma non sai spiegarlo.
- Sei metal quando sei convinto che sia la musica perfetta.
- Sei metal quando realizzi che le ragazze non ti filano.
- Sei metal quando scarichi mp3 anche se i Metallica hanno detto ‘non si fa’.
- Sei metal quando pensi che solo i metallari si impegnano sul palco.
- Sei metal quando ti fai crescere i ricci&crespi capelli lunghi anche se stai diventando calvo.
- Sei metal quando credi che i metallari e la loro musica sono ‘aperti’ di mentalitá.
- Sei metal quando ti fa schifo tutto ció che non sia metal.
- Sei metal quando dici che Malmsteen sia il miglior chitarrista al mondo.
- Sei metal quando credi che la velocitá sia tutto, prova a chiedere alla tua fidanzata.
Grazie
Don prometto che ascolterò le song da te segnalate e ti darò riscontro. Magari cambio idea magari no…di sicuro, anche qualora non li trovassi dei capolavori a prescindere dai gusti avrò ascoltato grazie ai tuoi “consigli per gli acquisti” qualcosa di nuovo e di cui ignoravo l’esistenza.
Estreneged…sarò sincero: gli Slayer al primo ascolto mi impressionarono per la potenza e la velocità ma non mi entusiasmarono a prima vista. Detto ciò se ti piacciono gli Iron e gli ultimi metallica…che dirti? Ascoltati così giusto per assaggio “Believe” dei Savatage, “The Kiss of Judas” degli stratovarius, “alas de fuego” dei Tierra Santa, ” Tears of a Mandrake” degli edguy, “Avantasia” degli avantasia, “Venomous Vixens” e troverai tutta la melodia che vuoi
..per quanto riguarda la discussione su hiphop rap e bla bla bla… che dire? Non la seguo e non ci tengo a farlo. Indi per cui non ho nulla da dire. Mi tengo stretta la mia ignoranza
..ho riascoltato, dopo anni, “The Snake” di Shane MacGowan And The Popes… mi ricordavo un bel disco. Effettivamente ha retto bene questi quasi 20anni.
..oddio Estranged.. parli però sempre di quei due gruppi. Un riguardo alla melodia lo trovi anche in quelle band del “Gothenburg sound”.
Certo.. se poi però mi metti in contraltare gli Slayer: loro x scelta la violentano, la melodia… me il loro oltranzismo ha fatto scuola.
Ad esempio Paolo, ascolto dal rock al blues, dalla soul al R&B, dal funky alla “philly”, dall’elettronica alla classica per “deformazione ” familiare visto che mia madre e’ austriaca ed e’ stata per decenni nel comitato organizzatore dei Salzburger Festspiele.
Negli ultimi tempi ho segnalato diversi artisti alla ribalta, dalla Ferguson ai Citizens. Ieri ho dedicato tre ore del mio pomeriggio libero ai nuovi dischi di Bobby Womack e Fiona Apple. Sono incredibilmente belli, lasciano senza fiato.
Consigliati a tutti gli amici blogger e a te Paolo se per caso non li conoscessi (intendo i dischi eh non gli artisti). Have a nice day.
dai manowar si finisce a parlare di Dargen D’amico, idrolatrato da alcuni blogger; l’ho ascoltato: o finito la scotra di carta igienica. E sì, internet continua a far danni…
No rocco, se dai Manowar si arriva a parlare di Dargen D’Amico vuol dire che qui c’è gente che ascolta tutta la musica. Puoi davvero criticarla?? La musica è esattamente questo: condivisione di idee non per forza condivise.
Lui Hard, per me è proprio questo il punto…i volumi e le velocità di cui parli mi sono sempre sembrati un trucco per mascherare uno scarso senso melodico. Con alcune eccezioni, come gli Iron Maiden, o i Metallica post Master of puppets (cmq grande album)..che apprezzo tanto e da sempre. Trovo invece inascoltabili, oltre che inguardabili, gli Slayer ad esempio.
Fabio, certo che il rock è teatrale, l’importante è che ci sia vera musica alla base.. Gabriel, Bowie, o i Queen, ad esempio, erano re nei travestimenti, ma le canzoni sono storia.
Con tutto il rispetto per gli amici blogger metallari io preferisco ancora i ruggiti del leone di Belfast, ma alla grande. degustibus. Astral weeks docet:-)
Il grande Van Morrison torna questo autunno per rilasciare un nuovo album in studio, “Born to Sing: No Plan B”, che uscirà il 2 ottobre. Per quanto riguarda l’etichetta, Morrison è passato alla Blue Note Records .
La sua dichiarazione di oggi via nme:
“Con la maggior parte delle aziende discografiche pare di essere un dipendente aziendale quindi sono felice di lavorare con Don Was e il team al Blue Note. Per avere una persona creativa per la musica ci vuole uno come il capo della mia casa discografica che mi assicura che tutti gli sforzi fatti nello scrivere e nel registrare questo nuovo album saranno premiati, con una particolare attenzione per la music-based ( cioe’ i fondamentali) e l’approccio marketing.
Il cantante nordirlandese ha anche mantenuto il controllo creativo per produrre le 10 tracks che compongono l’album. Ecco l’anteprima della tracklist di
Born to Sing: No Plan B:
01. “Open The Door (To Your Heart)” 02. “Going Down To Monte Carlo” 03. “Born To Sing” 04. “End Of The Rainbow” 05. “Close Enough For Jazz” 06. “Mystic Of The East” 07. “Retreat And View” 08. “If In Money We Trust” 09. “Pagan Heart” 10. “Educating Archie”
Paolo, sono fermamente convinto che oggi, un concept-album rock ben confezionato sulla “casta”, sfonderebbe il mercato. Se fossi un discografico lo proporrei agli artisti di spessore sotto contratto. In alternativa, forse mai come in questo momento storico, non occorre avere tanto coraggio per lanciare giovani artisti rock con qualcosa di “attuale” da dire.
@fabio: No, io non credo. Anzi, purtroppo penso che la scena metal italiana sia prossima all’ essere insignificante. Cicciano e ricicciano schemi vecchi, “muffosi” e tra l’ altro, oltre che vecchi, anche banalotti già ai tempi in cui uscirono fuori. Mi rendo conto che dopo il grandioso Ov degli Orthrelm (2005) dire qualcosa di nuovo nuovo in ambito metal non sia esattamente la cosa più semplice del mondo ma la strada seguita in Italia a me fa sbadigliare non poco. Chiaramente faccio un discorso generico che si basa su quello che ho ascoltato, magari da qualche parte c’ è qualche gruppo straordinario ma io per ora non lo conosco.
@markino: Fibra>Caparezza? Assolutamente si, di che stiamo parlando! A proposito della riflessione sul Dargenpoeta ti posto un suo pezzo (meraviglioso) che s’ interroga sulla questione: http://www.youtube.com/watch?v=tXp9bb2vqAQ
@Alex: non potevo scrivere tutto quel che c’ è da dire su Dargen in un intervento ed effettivamente capisco che dai pezzi che hai ascoltato si possa rimanere interdetti, infatti non sono nei dischi che ho nominato (il secondo non è neanche finito in nessun disco)! Il fatto è che Dargen non è un cantautore “canonico” ed ha un’ attitudine naturale al cazzeggio ed al trash. Tutte le sue anime vengono fuori dall’ ascolto del disco intero, forse per lui come pochi altri si capiscono molte cose dall’ ascolto completo. Detto questo hai centrato due pezzi in cui cazzeggia, anche se io ritengo che da un punto esclusivamente formale sulla prima strofa di “pioverà benza” andrebbe fatta fare un’ analisi del testo a tanti di quei cantautorucoli di cui sopra.
Tu mi dici che scimmiotta slim shady ed io ti dico che il suo ultimo disco è composto da due tracce da venti minuti l’ una senza neanche mezzo ritornello! E quindi io ti dico che Eminem non ha mai avuto il coraggio di fare un disco del genere (forse neanche le capacità musicale) e che in Italia ben pochi hanno osato fino a questo punto. Detto questo penso che ad esempio questo sia uno dei pezzi più belli mai scritti nel bel Paese (al di là dei generi) http://www.youtube.com/watch?v=RnbUQ43N8hw
Sui Uochi toki “le ragazze” non me lo ricordo, non ricordo neanche su che disco sta, comunque sia secondo me il loro capolavoro personale è “libro audio” (2009), anche se qualcuno preferisce altri loro dischi. Secondo me i super pezzi di questo album sono:
L’ osservatore: http://www.youtube.com/watch?v=DID6ReHUyT4
I mangiatori di patate: http://www.youtube.com/watch?v=ozIuAppcDfA
Il ladro: http://www.youtube.com/watch?v=y2pZ8C7ODSs
Ma anche il resto merita
Concordo con Fabio. In Italia il metal non vende e quindi non passa da radio e tv. Altri generi magari anche attraverso una fugace apparizione su you tube (emis kylla per citarne uno..) diventano un fenomeno. E di grandi band ce ne sono. Senza toccare mostri sacri come Buldozzer e Death SS gli stessi Labyrinth, Bejelit , domine, Centurion, white Skull(per citarne alcuni)e gli (per me) immensi Node fanno fatica a trovare spazio se non su riviste specializzate. Peccato perchè a prescindere dal genere che può piacere o meno sono band formati da talentuosi musicisti che poco hanno da invidiare a band straniere…ma tant’è…rimangono un fenomeno di nicchia ignorato dai media e quindi poco fruibile da chi non è appassionato al genere.
Don Van Vliet: non ti sembra invece che sia proprio la scena Metal ad essere sottovalutata? hip hop e rap alla fin fine te le ritrovi sia per radio che in televisione o almeno alcuni esponenti. Quanto al Metal italiano ricordatemi voi l’ultimo pezzo che avete sentito per radio o l’ultimo video che avete visto in televisione e con quale frequenza. L’unico assaggio di Metal viene dato da pino scotto che ormai però è diventato un mezzo cialtrone (senza offesa, lo dico in maniera bonaria). Ma comunque ormai non bisogna più stupirsi di questo, la musica a certi livelli ha smesso di essere un prodotto artistico di qualità e l’unico obiettivo è far incrociare la curva della domanda con la curva dell’offerta…..
Don Van Vliet, incuriosito dalle tue considerazioni su Dargen D’amico, ho ascoltato su YouTube più di qualche suo pezzo. Pur non essendo un appassionato di hip-hop, sono rimasto impressionato dalla scrittura di Dargen: le parole scorrono in modo molto fluido e il messaggio arriva dritto nelle orecchie e nella testa dell’ascoltatore in modo originale ed efficace. Non sono in grado di dire se possa essere considerato il più grande cantautore degli ultimi vent’anni (e francamente poco mi interessa) ma indubbiamente è molto bravo e sottovalutato. Non sarebbe una bestemmia definirlo “poeta”.
Poi vi dirò che il tanto bistrattato Fabri Fibra è a mio parere valido e lo preferisco di gran lunga a Caparezza, per rimanere tra quelli precedentemente citati. Ha delle idee, è accattivante, appetibile, talvolta persino “rock”, e ha un timbro vocale molto riconoscibile e gradevole (scusatemi ma Caparezza non si può sentire!). Ben intesi, un suo disco non l’ho mai comprato ma questo è un altro discorso perché non comprerei nemmeno un disco di Dargen D’amico. Diciamo che quando passa in radio non cambio canale, anzi spesso alzo il volume. Grazie Don Van Vliet per la dritta.
Bene…ci ho provato perchè bisogna provare, ed ho ascolatato Bergen D’amico…due cazononi a casa prese da Youtube: ” Odio Volare” e “Pioverà Benza”…orbene…al di là dell’impercettibile difetto di dizione ( ma a quanto pare un rapper senza problemi di logopedia non è un rapper), se questo è il più grande cantautore degli ultimi 20 anni…io sono pronto per polverizzare Usain Bolt sui 100 metri…ma tengo botta e vado oltre…ascolto anche i uoki toki…sempre due brani “l’estetica” e “le ragazze” che effettivamente anche io trovo imbarazzanti, ma più che per la levatura per lo scimmiottamento stile Slim Shady de noiatri…Ben tornato Don!!!
Ben ritrovato Don!
Lui Hard lo aveva scritto…la teatrale dipartita annunnciata sarebbe stata come quella dei Judas Priest…e ci aveva preso
Bentornato Don!
Luka
Quoto anche te, Zago.
Condivido in pieno Don!
E aggiungo che è avvilente continuare a dover presentare oggi nel 2k12 nomi come Uochi Toki e Dargen che da ANNI sono tra le cose migliori prodotte in Italia.
Torno scrivere qui per lo stesso motivo per cui smisi qualche mese fa: mi interessa chiarire un punto.
Stiamo sottovalutando la scena hip hop e rap italiana. Tutti. Diamo credito ai chi non se lo merita e sembra che la scena abbia poco valore, quando ne ha tantissimo. Voglio fare due nomi:
Dargen D’Amico:
Dargen D’Amico è il più grande cantautore degli ultimi venti anni, ma non solo, è uno dei più grandi in assoluto nella gloriosa storia del cantautorato italiano. Ha un’ abilità tecnica nel comporre testi fuori dal normale, scrive a livello formale in maniera impeccabile, fa sembrare agili e diretti versi di una complessità allarmante. E’ il miglior esponente della scena hip hop italiana e quelli che sono ben dentro il giro lo chiamano “maestro”. Musica senza musicisti (2005) è un disco rivoluzionario, mentre Di vizi di forma virtù (2008) e Nostalgia Istantanea (2012) sono semplicemente due capolavori, due dischi da annoverare tra i vertici più alti mai raggiunti in Italia.
Uochi Toki:
Qui siamo oltre l’ hip hop, ma nell’ ambito del rap. Testi di una levatura imbarazzante che spazzano via la qualità mediocre dei vari cantautorucoli che infestano i festival estivi (non faccio nomi, sennò dite che sono “contro” qualcuno). Fusione tra cantato rap e basi noise, gli Autechre incontrano i Sonic Youth e s’ innamorano del modo italiano di trattare la parola.
Certo, se parliamo di Caparezza, J-Ax, Fibra, Club Dogo etc. è chiaro che sembra che non ci sia nulla di buono (e anche a ragion veduta!). Ma questi qui stanno rivoluzionando la musica italiana con innovazione ed integrità intellettuale, io pensa che gliene vada dato atto.
Non ce ne sarebbe bisogno ma dati i precedenti ricordo che a questo mio intervento va preposto un enorme “secondo me”
Ciao Don Van Vliet bentornato. Su quanto hai scritto sono in gran parte d’accordo con te. Si sta sottovalutando una parte importante della scena hip hop italiana. Lo dico con un punta di dispiacere perché io fondamentalmente sono nato con il rock e ho sempre pensato che il rock sarebbe stato in grado di adeguarsi ai tempi. Adesso, specialmente in Italia, non è così e fondamentalmente mi dispiace. Però lo ammetto. E anche su Twitter l’ho più volte confermato (anche ieri sera commentando una frase di Marracash). Quanto a Dargen D’Amico sono d’accordo con te e mi riprometto di scriverne un grande pezzo al più presto.
Paolo, i tuoi esempi sono efficienti e sanno l’esatta situazione di quello che accade in Italia
Luka
Guzzardi, come scrive Luka con me vai a nozze su questi argomenti. MI limito solo a dire che, dopo aver calibrato la propria carriera per 18 anni contro un unico obiettivo (a torto o a ragione: ma comunque sembrava che in Italia ci fosse solo un malvagio e basta) adesso tantissimi, quasi tutti i rockettari e anche i rapper stanno soffrendo. Voglio vedere il prossimo disco di Caparezza…. In ogni caso, è lo stesso problema dei comici. A parte Crozza, tutti gli altri sono rimasti senza il “nemico” e non sanno più che pesci prendere. In questo dunque hai ragione: il rock italiano sta perdendo una grande occasione. E la stiamo perdendo anche noi giornalisti che, a parte rarissime eccezioni, non segnaliamo neanche il problema.
Luka, non c’è dubbio che Fabri a Downtown Los Angeles sarebbe come me in una palestra di culturisti. La figura di merda è dietro l’angolo….
Guzzardi il tuo assist a Paolo è notevole (anche se il padrone di case non ne ha certo bisogno…)… ma solo teoricamente. In Italia non c’è mai stato il rock di protesta. O perlomeno se c’è stato era solo apparenza di facciata. Gli interessi a volte collimano. Inutile nasconderlo.
Quanto all’hip hop italico, meglio lasciar perdere. Vorrei fare un esperimento: prendere un paio di hiphopper nostrani, mollarli in un qualsiasi ghetto americano e vedere cosa succede…
Ve lo immaginate Fabri Fibra a Skid Row, downtown Los Angeles? Se lo masticherebbero e dopo lo sputerebbero sull’asfalto un attimino schifati
J-Ax l’ho visto con i miei occhi registrare un video ed è così mansueto che prenderebbe paura anche da un agnellino bagnato.
Ma c’è una interessante movimento di band indipendenti che fanno rock e punk contro il sistema.
Appunto.
Ma sono di destra. E purtroppo, per questo motivo in Italia non sono degne di essere prese in considerazione.
E’ la realtà.
Luka
Lucy o è così, o ce ne sono davvero in giro tanti di questo tipo
Alex non è che abbiamo in comune qualche collega?
A proposito di critica, musica che funziona e quant’altro, vorrei offrire una riflessione per un (spero) prossimo (o comunque futuro) articolo di Paolo Giordano. Non so a te, Paolo, o agli altri che hanno commentato o che commentano il blog, ma a me sembra che in un periodo come quello che stiamo vivendo in Italia, con quella che chiamano anti-politica (in realtà è sempre l’anti-partitocrazia risalente alla prima repubblica, oggi più consapevole ed extraparlamentare) che avanza, di spunti per testi incazzati ed arrabbiati ce ne sarebbero a iosa, ma chissà perché il rock italiano preferisce lasciare ancora questa scena esclusivamente all’hip-hop. Da un ritorno alla durezza sonora passata ma con testi che descrivono il contesto attuale italiano, da parte di gente come Vasco, Ligabue, i Litfiba, la Giannini, Renga ed i Timoria, gli stessi Negrita ed altri, potrebbe scaturire qualche nuovo manifesto rock. Forse sono troppo ottimista in tal senso, in ogni caso avverto un’esigenza al riguardo: magari mi sbaglio, ma secondo me il rap di j-ax o di fabri fibra contro l’estabilishment è una cosa, l’urlo di Gianna Nannini o di Luciano Ligabue, ovvero l’acuto di Francesco Renga e via discorrendo, può essere di gran lunga ben altra cosa. Insomma, il mio parere è che per il rock italiano, se ancora esiste, stia perdendo una grande occasione per dimostrarlo.
I Manowar sono solo dei buffoni esaltati, uno di quei gruppi che fa solo del male a tutto un movimento. I Motley Crue sono una vergogna da anni, senza rispetto per i fans, caricature della stessa caricatura che loro stessi interpretavano negli anni ’80 (il glam ha dimostrato di essere un grande bluff, la solita moda senza valori musicali e sociali). I Guns’n Roses manco a parlarne, sopravvalutati alla massima potenza. Degli headliner si salva solo Ozzy (peccato per la malattia a Tony Iommi, altrimenti il tour dei Black Sabbath sarebbe stato EPICO)
Per fortuna ci sono ancora nomi grossi che fanno sempre la differenza in positivo, come Maiden, Motorhead, Megadeth, Alice Cooper, Anthrax e molti altri
..Condivido il pensiero di Guzzardi. Delle etichette non è che me ne freghi poi molto. Ma a volte son necesarrie per capire se si sta parlando la stessa lingua.
..salute!
Paolo, nessun problema lo hai messo e questo importa
Luka
Scusami Luka sono stato “isolato” dal web e non ho potuto mettere in linea il commento sincronizzato con la ricorrenza.
l’unica vera teatralizzazione del rock ‘n’ roll era l’originalissimo e strepitoso Ziggy Stardust alias David Bowie. Si solo solo avvicinati i Kiss ed Alice Coooper con il loro Shock Rock targato anni ’70. Più banale, a mio modestissimo avviso, il contributo successivo di gente come Marilyn Manson. Se chiedi sul metal a qualcuno che non lo ascolta, il primo gruppo a cui pensa sono i Metallica: definirli teatrali suona oggettivamente come una superficiale forzatura, il che è tipico quando si generalizza a priori. Anche a me non piacciono le etichette, ma sono necessarie in un approccio che non vuole generalizzare comunque ed in ogni caso, approdando nel ridicolo e sciocco “riduzionismo” a tutti i costi che è cosa diversa dal relativismo culturale.
A me un sorrisino lo fa fare invece chi si mette giacca e cravatta e tiene sottobraccio il sole 24 ore giusto per darsi un tono e poi appena apre bocca ti rendi conto che già il corriere dei piccoli potrebbe essere per lui troppo complesso…e non sai con quanti di questo genus mi tocca condividere il luogo di lavoro
estranged: se ci pensi anche lo stesso rock in molte sue componenti si può definire teatrale, quindi non è poi così sbagliato definire il Metal un’evoluzione del rock, non credi?
Per una volta tanto chiedo a Paolo di ricordare una data speciale, anzi fondamentale per la mia carriera di concerti live.
“Thank You”
32 anni fa, come oggi, ero a Zurigo per vedere i Led Zeppelin all’Hallenstadion.
Luka
p.s. ieri sera Chris Cornell in acustico al Teatro Romano di Verona: trionfo!
“L’Heavy Metal è la diretta evoluzione dell’hard rock.. così come l’hard rock lo è stato del rock.”
” il metal è una teatralizzazione del rock n roll”
Son due punti rispettabilissimi e uno non esclude l’altro.
Ci son band (qui permettimi di stare sul generico “hard & heavy”) che hanno fatto della ” teatralizzazione” un loro marchi di fabbrica.
Kiss, Iron Maiden, Death SS ecc ecc. Oppure possiamo non intenderla solo a livello scenico: I vari concept album che potrebbero tranquillamente diventare spettacoli a Broadway o film (o film che son diventati concept): Savatage, Ayreon, Iron Maiden
Di contro l’evoluzione sta, in primis, nella strumentalizzazione. Lo stesso Lemmy dice che i Motorhead suonano rock’n’roll. Certo. Ma a volumi e velocità non rock (e parlando di Motorhead il rock di riferimento potrebbe essere quello di Little Richard o Chuck Berry.. ma con un Rickenbacker distorto ed una doppia cassa che macina ed asfalta tutto ciò si trova nei paraggi).
..sull’essere attaccato e deriso: beh.. chi semina vento raccoglie tempesta
Lui Hard, il mio intervento era sul presunto successo della manifestazione..ho semplicemente detto che di successo nn ce n’era nemmeno un pò. 10/12 mila persone a serata. Spreengsten ha riempito tre stadi in tre giorni. Se non è ragionamento oggettivo questo, allora quale? Se i Guns n roses fanno 10 mila persone, quando vent’anni fa ne facevano 80mila si deve parlare di insuccesso, o di tramonto, non certo di successo.
Poi ci ho messo qualche piccola provocazione, ma è nel mio stile. Ripeto, se vedo un adulto in giacca e cravatta con metal hammer in mano, un sorrisino mi scappa…tutto qui. E che sarà mai, mica ti sto dicendo che sei un demente..non mi permetterei mai. Poi mi sono sentito attaccato e deriso, ed ho reagito di conseguenza. Niente di personale ovviamente.
Ti ho anche detto che , a mio parere, il metal è una teatralizzazione del rock n roll..tu invece sei convinto che ne sia un’evoluzione..ragioniamo su questo..per me non c’è problema.
A scuola suonava il corno tenore e la tromba in gruppi di musica tradizionale; conobbe Pete Townshend con cui suona insieme in formazioni minori. A 14 anni diventa fan di Duane Eddy e decise di passare alla chitarra solista e poi al basso.
Da tempo malato di cuore, John muore in una stanza dell’Hard Rock Hotel di Las Vegas il 27 giugno 2002, esattamente il giorno prima dell’avvio del tour estivo degli Who che avrebbe interessato Stati Uniti e Canada. Riuscì a entrare nei Detours di Roger Daltrey, su proposta di Pete Townshend con il ruolo di chitarrista ritmico. Nel 1964 John guardando la tv viene a conoscenza dell’esistenza di un gruppo irlandese chiamato Detours e da qui il gruppo cambierà nome in Who. Nel 1965 esce My Generation ….
Questa la discografia di base degli Who da avere ed in cui e’ forte la presenza di John Entwistle:
- My Generation (1965)
- A Quick One (1966)
- The Who Sell Out (1967)
- Tommy (1969)
- Who’s Next (1971)
- Quadrophenia (1973)
- The Who by Numbers (1975)
- Who Are You (1978)
- Face Dances (1981)
- It’s Hard (1982)
p.s.: Io non so come si organizza un festival, ma di certo mai avrei messo Cannibal Corpse, Cynic, voivod, Napalm Death a quegli orari improponibili, a meno che non avessero dovuto suonare dopo gruppi del calibro di Motorhead, Iron Maiden, Overkill et similia
..invece secondo me Vigaljot ha colto nel segno. Poco tempo fa ho scritto che certi gruppi creano musica andando al di là della semplice sequenza di note. E ho fatto l’esempio dei Fates Warning. Un disco come “A Pleasant Shade Of Gray” o “Disconnected” non son per tutte le orecchie. Richiedono tempo e pazienza. Fermo restando che possono piacere o meno.
E forse questo ragionamento porterebbe ad una domanda ben più grande: l’arte (e la cultura) son davvero per tutti??
..vabbeh… io mi stempero con Air Balloon delle Vixen.
Ah, dimenticavo: tra le ultime uscite segnalo l’ultimo di Braido.. con l’orchestra di nonricordodove!
Estranged: vai a capire perché devi offendere chi ascolta metal. Sia chiaro. Avresti potuto anche dire che chi ascolta blues è uno sporco negro. La reazione sarebbe stata la stessa, fidati.
Nel momento in cui scrivi certe affermazioni te ne devi prendere l’onore ma anche l’onere.
Dato che ascolto anche metal mi ha dato molto fastidio. Chi ti credi di essere?
Paolo Giordano chi conosce anche superficialmente la scena Metal non ha bisogno di recarsi personalmente in germania per capire che il wacken è 1000 volte meglio del gods of metal e soprattutto frequentato da più persone (sold out almeno 6 mesi prima e così succede tutti gli anni) e ti dirò di più, forse coi soldi spesi per pit ticket, viaggio, parcheggio (15 euro di pracheggio, ma scherziamo?) mi sarei fatto anche il metal camp oltre che il wacken
. Numericamente parlando il gods è stato un flop ed anche a livello organizzativo un disastro (tutti questi tipi di festival nel mondo mettono a disposizione un’area camping, qua c’era solo asfalto) io sono andato per i Manowar e mi è piaciuto tantissimo ma decantarne le lodi in questo modo e pretendere che 50000 persone in 4 giorni sia un buon risultato mi sembra assurdo, visto e considerato che poi durante l’anno i concerti sono sempre mezzi vuoti (di questo dovremmo parlare) e la scena underground completamente abbandonata (ormai solo gli over 30 fedelissimi la seguono). Il metalfest doveva essere un grande evento allo Stadio Brianteo di Monza e alla fine l’hanno spostato dentro una discoteca di Milano per le prevendite fallimentari quindi chiedo scusa se non ho tutto il vostro ottimismo. Il mio compito non è organizzare nè recensire, ma fare lo spettatore ed in quanto spettatore PAGANTE (e tanto) traggo le mie conclusioni e dico la mia, quando mi è permesso farlo.
Vigaljot capisco che possa essere anche un modo di dire “basta aver fatto la prima elementare” ma sono stufa di sentire questa frase.
Cultura o Qultura (come definisco io quella di certi laureati) non è il pezzo di carta bensì molto molto molto di più.
Scusa lo sfogo, il tuo commento è capitato nel momento giusto e ha colpito nel segno. Senza alcuna polemica…
“i soliti noti han fatto sfoggio della loro immensa sapienza”
MAMMAMIA Estranged!!!!!!! Su con la vita!
SETTEMBRE E’ RADIOHEAD , HERE WE ARE , THE NEW DATES
Sat 22Hyppodrome CapanelleRomeItalySOLD OUT
Sun 23Parco Delle CascineFlorenceItalySOLD OUT
Tue 25Arena Parco NordBolognaItalyON SALE 29 JUN
Wed 26Villa ManinCodroipo (udine)ItalySOLD OUT
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Vigaljot la mia era una provocazione ovviamente..su cui i soliti noti han fatto sfoggio della loro immensa sapienza, sentendosi evidentemente attaccati sul personale, vai a capire perchè. I luoghi comuni del resto non sono verità assoluta, ma da qualcosa dovranno pur nascere.
Sai, anche chi ama l’hip pop potrebbe dirmi…mica siamo tutti con maglie larghe e berretto, sei tu che non sai nulla di questa musica..
Mettiamola così…per la mia sensibilità il metal non fa per me, ne come suono, ne come immagine.
..Vigaljot.. allora sei un dannato poser!! Ah ah ah.
Scherzo eh????
Io invece non metto borchie, non metto bracciali con spuntoni. Mai indossato un paio di anfibi. Non ho orecchini. Catenacci al collo.
Vado al Gods con maglietta bianca e scarpe da ginnastica.
Oddio allora forse sbaglio ad ascoltare metal? Oh, noooooo!!!
Però son contento che Vigaljot abbia portato la sua esperienza. Insieme alla mia (agli opposti sebbene probabilmente molto simile in fatto di gusti musicali) dovrebbe far venire al dubbio, a qualcuno, di avere un po’ troppi schemi in testa…
Eh no caro estranged. Io ho portato argomenti oggettivi. Te non sei andato oltre ai 4 cliché banalotti.
Non sei stato capace di fare un ragionamento oggettivo. A te il metal fa cagare (posizione rispettabilissima, sia chiaro). Punto e stop. Non ne capisci un fava. Punto e stop.
Hai offeso quelli a cui invece piace. Punto e stop.
..leggi 3 $4 quotidiani al giorno e non riesci a fare un ragionamento che vada oltre “al mi piace quindi è bello”/”non mi piace quindi fa cagare e chi lo ascolta è sfigato”.
Evidentemente io non guardo oltre il mio naso.. ma forse il mio naso è un po’ più lungo del tuo…
Punto e stop.
Punto e.
Punto.
.
@ Rocco, fai il correttore di bozze?
@ Vigaljot ecco Metal significa anche “andare a lavorare” vestiti di nero. E, soprattutto, non in divisa.
Se ci “credi”…
Luka
Immagino tu abbia una lettera autografa di Hetfield e Ulrich dove diranno che il Black Album è Rock, e che i metallica non fanno thrash ma nascono come un progetto di revisione della mazurca di Casadei…Estranged, per piacere finiamola. Non sei l’unico che lavora, che legge il Sole 24 ore o si diletta con un’attività lavorativa. Metal Hammer non ti piace ? nessun problema…ma non tirarmi fuori la storia del tempo che ti manca, altrimenti io e chiunque altro qua penso abbia la tentazione di incazzarsi. Diciamocela tutta: Lui Hard non fa l’esperto di Metal, Lui Hard a differenza tua il metal lo ascolta, lo conosce ed ascolta Metal e anche altro…non si fossilizza sul peso di Axl Rose o sulla grandezza del palco dei Guns per decidere se siano meritevoli di essere sentiti anche con la nuova line up. Detto ciò, sui generi musicali hai un po’ di confusione…se poi vogliamo dire che i generi non esistono e tutto è musica ok, ma se decidiamo di parlarne vediamo di ascoltare almeno qualche album e compatibilmente con il lavoro e la lettura del sole 24 ore vedere qualche concerto. Io ho 35 anni e di gruppi suonare ne ho visti parecchi, credo più o meno 600…in prevalenza Metal ma non solo…Lui Hard credo lo stesso da quello che scrive…per cui prima di dire che i Megadeth sono da sfigati, prova ad ascoltare un disco…poi magari ne riparliamo se vuoi…
Grande Syd quoto il tuo commento!
..che poi ho scritto una clamorosa inesattezza. Mustaine non è tra gli autori di “Motorbreath”. Lo è di “The Four Horseman” e di “Ride The Lightining”
estranged il 23 giugno 2012 alle 13:15
ho 37 anni, vado con i capelli lunghi, la pelle bianchiccia (d´inverno, d´estate mi piace andare al mare quindi no, e comunque la pelle bianchiccia l´ho anche per motivi “etnici”) e i vestiti neri ai concerti. Il giorno dopo vado al lavoro, in divisa (giacca e cravatta). Dov´è il problema?
@Luka il 24 giugno 2012 alle 22:38
Non c´era alcuna allusione politica nel mio commento, non capisco di cosa parli. Se alludi al termine “progressività” non aveva affatto una valenza politica. Il Metal è un genere che si è rinnovato e si rinnova continuamente, anche a dispetto dei “dinosauri” (alcuni dei quali apprezzo moltissimo per altro) che hanno deciso di rimanere fedeli alla loro formula vincente. Il mio commento voleva solo sottolineare come, in un blog dedicato alla musica, ancorchè su un giornale mainstream (nel senso di un quotidiano nazionale ad ampia distribuzione), da un giornalista attento anche ad una realtà di nicchia come mi sembra essere Paolo Giordano avrei apprezzato sull´argomento un approccio che non si esaurisse ai “dinosauri” si cui sopra.
Anche e soprattutto perche questi non sono affatto gli esponenti migliori del genere ne da un punto di vista dell´estremismo (caratteristica che si è sottolineata come tipica del genere) ne da un punto di vista dell´innovazione (progressività) del genere. Quindi non è certo grazie a loro che il genere va avanti. Loro stanno nelle retrovie e tengono la loro saldissima posizione. Sono solo avanguardia dal punto di vista delle vendite.
Butto la 3 nomi di 3 sottogeneri diversi: Tad Morose, Vekktor e Darkspace. E c´è sicuramente, data la vivacità della scena metal, chi potrebbe dirmi che è roba superatissima. Questi si a mio avvio non roba da “analfabeti musicali”. Per conoscere e apprezzare Ozzy o i Guns basta aver fatto la prima elementare.
grazie Luka se ci sarai, mi uniro’ a te,prepara le bottiglie!!!!!!!!ah ah ah
bella iniziativa http://www.italialovesemilia.it
Nei giorni immediatamente successivi agli eventi sismici che a maggio hanno colpito la popolazione dell’Emilia Romagna, 14 big della musica italiana hanno deciso di dare il loro sostegno alla popolazione emiliana con un grande e significativo concerto che si svolgerà il 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia.
BIAGIO ANTONACCI, CLAUDIO BAGLIONI, ELISA, TIZIANO FERRO, GIORGIA, LORENZO JOVANOTTI, LIGABUE, LITFIBA, FIORELLA MANNOIA, NEGRAMARO, NOMADI, LAURA PAUSINI, RENATO ZERO e ZUCCHERO, questi i grandi artisti che hanno deciso di esprimere solidarietà alla popolazione colpita dal sisma e di aiutare la raccolta dei fondi per la ricostruzione.
La musica e i suoi protagonisti, come in passato e come è successo con il concerto degli Artisti Emiliani allo Stadio Dall’Ara di Bologna, possono fare cose importanti, possono smuovere le coscienze e non far dimenticare, possono farci sentire uniti.
Il 22 settembre al Campovolo ci sarà l’Italia tutta, centinaia, migliaia di battiti che attraverso la musica diventeranno un solo grande battito, un battito di solidarietà, pieno di speranza, emozioni e voglia di ricominciare e ricostruire.
L’obiettivo dell’evento, a cui gli artisti parteciperanno senza percepire alcun compenso, è devolvere l’intero incasso a uno degli obiettivi primari che verranno sottoposti dalla Regione Emilia Romagna che, con il suo presidente Vasco Errani (nominato commissario per la ricostruzione), è promotrice dell’iniziativa.
A sostenere i costi e a contribuire con ulteriori fondi, saranno alcune tra le più importanti realtà dell’industria privata italiana.
I biglietti per il concerto saranno disponibili da giovedì 28 giugno (ore 16.00) in tutte le prevendite abituali.
Prezzo: 25,00 euro (senza diritto di prevendita).
e allora? a prescindere che hai scritto caio invece di ciao, quindi scrivendo stones al posto di stone siamo pari per errori, (poi è l’ipocrisia fatta magazine, io nn lo leggo). Ma cmq non hai risposto, chi, chiedo, chi li massacra? uno straccio di nome fallo.Non certo le riviste di Jazz o rock indie, se lo facessero i giornali di heavy o hard rock potrebbero recensire male qualche lavoro nn riuscito, ma sulla carriera e sui concerti c’è massimo rispetto all’unisono. I giornalisti devono sempre, sempre controllare le proprie fonti. Ma questa è 1 altra storia..vero? la censura non è criticare negativamente un genere o un gruppo. Semplicemente il Metal fa pochi numeri non piace a tutti (purtroppo), ma ki se frega di tutti. Ki lo ama lo segua. Tanto per, avete battle hymns su vinile degli ’80? Io si. keep the faith.
il bellissimo documentario sui Queen di ieri sera su history channel e questo che vi copioincollo qua, dovrebbero mettere tutti d’accordo, spero.
Un nuovo documentario in home-video racconta il the making-of dello storico album “wish you were here”.
Se il 2012 si è rivelato fin’ora un anno controverso dal punto di vista politico-economico, non lo è stato altrettanto sotto il profilo delle pubblicazioni musicali, anzi: a tutt’oggi si può dire che il “semestre europeo” si sta chiudendo in maniera piuttosto feconda accontentando tutti i gusti; ma da martedì con una perla in più. Infatti il 26 giugno verrà distribuito dalla Eagle Rock (in Italia per conto della Edel) in contemporanea mondiale The Story Of Wish You Were Here, un documentario che ripercorre la genesi e le tappe della realizzazione di uno dei più (giustamente) celebrati dischi dei Pink Floyd.
Wish You Were Here vide la luce nel 1975, due anni dopo la “rivoluzione copernicana” di The Dark Side Of The Moon: durante le tournee di questo lavoro, che percorsero l’intera Europa, germinarono le principali idee compositive che si sarebbero infine strutturate nell’album del ’75. Se, inoltre, in Dark Side una certa carica nichilsta è già evidente in pezzi come Money o The Great Gig In The Sky (fu suggerito al soprano di pensare alla morte…), in Wish You Were Here tale sentimento è esasperato. Ed oltre al ribrezzo già manifestato nei confronti della macchina stritolatrice dell’industria (discografica), rinnovato attraverso Have A Cigar, si aggiunge la tematica (tipicamente novecentesca) della solitudine esistenziale il cui simbolo è in questo caso Syd Barrett, fondatore del gruppo e da esso forzatamente allontanato per le conseguenze della tossicodipendenza – anche se la questione risulta ancora controversa.
Il documentario diretto da John Edginton, sebbene non sia innovativo dal punto di vista formale, ricostruisce comunque in maniera appassionata le sessioni di registrazione del disco, tenutesi nel “santuario” di Abbey Road, attraverso minuziose interviste a Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason – Richard Wright è morto nel 2008 – ed arricchito dalle testimonianze di coloro che, sebbene non in prima persona, parteciparono alla realizzazione del disco. Tra questi spiccano: Roy Harper, vocalist in Have A Cigar; Storm Thorgerson, il designer che curò numerose copertine dei Pink Floyd (e non solo. Collaborò anche coi Led Zeppelin, Black Sabbath, Genesis…); Venetta Fields, la fedele vocalist, e tante altre personalità. Il tutto denso di filmati amatoriali dell’epoca non privi di una certa vena nostalgica.
Un’ora ottimamente spesa, considerando che il DVD, disponibile anche in Blu-Ray contiene, com’è consuetudine, materiali extra quali versioni a solo dei principali pezzi suonati da Roger Waters e David Gilmour.(myword)
A me piacciono molto gruppi come Foo Fighter e Alice in Chains, e sono certa che in Italia ci sarebbe molto materiale simile più che valido ma l’Italia è troppo legata a bigottismo e canzonette maccheroniche alla D’alessio, Pausini e company varie. Di conseguenza ahime oscurano i veri artisti del suono italiani
Lui Hard, non ci conosciamo e dunque me ne sbatto di quello che pensi di me e della mia mentalità, come la chiami. Io Metal hammer non ho il tempo di leggerlo, anche perchè con il lavoro che faccio sono costretto a leggermi tre – quattro quotidiani al giorno, tra cui il sole 24 ore che proprio leggero non è.. Un consiglio? Cerca di guardare oltre il tuo naso, e smettila di pensare che siccome sei un grande esperto di Metal il tuo giudizio sul genere abbia più valore del mio. Chiuso il discorso, e salutami Alex ovviamente, a cui un giorno farò leggere ciò che i Metallica dicono sul Black album.
Syd63 una cassa di Amarone del 2003: superlativo!
Buzz entro pochi giorni saprò come sono messo con il lavoro
Luka
e visto che siamo a 69 messaggi caro luka, stappiamo un altro franciacorta come aperitivo, poi amarone a gogo’ ah ah ah ah ma si w la musica ,ma solo quella bella,la brutta la lasciamo ai brutti ah ah ah
ps luka more info about perfect day please, i would like to come and see you
ma chi se ne frega delle etichette e delle loro differenze, a me non importa sapere se Heaven and Hell o Mob Rules sono Hard o Heavy. So che sono due fantastici dischi.
e chi se ne frega se è più sfigatello chi ascolta il metal o chi ascolta altri generi, gli sfigati stanno a destra, a sinistra in alto ed in basso, ovunque.
io ascolto ciò che entra in sintonia con me, ciò che “nel presente” mi fa star bene… può essere Into The Glory dei Manowar, ma anche Cargo dei Man At Work, o Sugo di Finardi, domani forse, Keeper of the Seven Keys degli Helloween, o Clown in the Mirror dei Royal Hunt, oppure stasera mi va di passarla ascoltando le magie elettriche di Rob Tognoni.
se in edicola vedo la copertina di una rivista che cattura la mia attenzione, magari un nome, (Rush visto che ho appena comperato il nuovo album), che si chiami Metal Hammer o Rolling Stone non me ne importa nulla, la compro.
Perché rinchiudersi dentro alla gabbia di una etichetta ??? Abbiamo un palato fine che può ben assaporare ed apprezzare sia la carne (rossa, bianca, cotta, cruda) che il pesce (cotto o crudo)
Paolo, ma lo sai che di critici che conoscono il metallo ce ne sono…ce ne sono…ah, neanche uno XD
Vero Giovi69
Strepitosi Savatge! Visti al Gods Sauna al Palasharp e nel 2002 al Waken! Da pelle d’oca! Peccato davvero che non si parli di reunion per loro!
..grande Maurizio! Ci avevo fatto pure un pensierino.. ma sarò in vacanza.
I Sava li ho visto nel ’98… tour di Wake Of Magellan.
Peccato non si vogliano riformare..
Il metal è un genere durissimo a morire; censurato, nascosto, criticato ma amatissimo. E’ popolare e popolano, e dal vivo se gli attori sono talentuosi è coinvolgente come nient’altro. Sono troppo vecchio per il Gods of Metal ma niente mi impedirà il prossimo 10 di andare a vedermi Jon Oliva per il 25° di “Hall Of The Mountain King”. Un Monumento.
..già.. Mustaine. Quel tizio che ha scritto Motorbreath?? Sì, mi sembra di aver visto il suo nome su qualche rivista specializzata..
Sai.. quelle che leggiamo noi ragazzetti sfigati. Tipo Metal Hammer, Cioè.. ah ah ah ah.
Mia nonna che è del ’24 ha una mente più aperta.
E con meno cliché.
Ma tant’è…
Lui Hard…ricordati che per estranged i Metallica fanno Rock…vai tu a spiegargli che Dave Mustaine era il loro chitarrista e che fanno lo stesso genere dei Megadeth…direi di lasciar stare…che oggi si è al lavoro…
Guns n Roses visti attaccato alle transenne prima del Pit, decisamente grandiosi. quasi 3 ore filate e Axl davvero in forma ed in serata! Nonostante i capricci rimane sempre un grandissimo!
QUEEN E LA LORO STORIA STASERA IN TV.
Nel documentario molti gli aneddoti sui concerti più significativi: il materiale inedito proveniente dagli archivi della band e interviste esclusive, fanno di questo documentario un racconto accurato e avvincente. Fans italiani pronti!
Somebody to love…
Il 5 Settembre di anni ne avrebbe compiuti 65: Freddie Mercury in quella occasione e’ stato ricordato anche da Google, mentre per stasera History Channel di Sky ci annuncia cose ghiotte…
QUEEN: I RE DEL ROCK, in onda su History (canale 407 di Sky) lunedì 25 giugno alle 21:00, racconta l’ascesa verso il successo di quattro ragazzi, Brian May, Roger Taylor, John Deacon e Freddie Mercury che, dalle prime esibizioni mal pagate fino ai grandi concerti come quello di Hammersmith del ’75, Rio nell’85 e Wembley nell’86, hanno conquistato le scene della musica mondiale. Ancora oggi, a oltre quaranta anni dalla nascita del gruppo, i Queen sono tra le band più amate dal pubblico di ogni età. Materiale inedito proveniente dagli archivi della band e interviste esclusive fanno di questo documentario un racconto accurato e avvincente. Grande spazio alla figura di Mercury: anima del gruppo e front man ineguagliabile, era capace di catturare, con il solo gesto del braccio alzato, le folle degli stadi di tutti il mondo e di far sentire ogni persona del pubblico, dalla prima all’ultima fila, parte integrante dello spettacolo. Restano indimenticabili la sua voce potente che diventava cristallina negli acuti, le esibizioni a petto nudo, i folti baffi neri sui denti sporgenti e il modo regale di incedere sul palco.
Nel documentario molti gli aneddoti sui concerti più significativi, la vita privata dei componenti della band e su tutte le più grandi hit del gruppo: We will rock you, We are the champions, Don’t stop me now, Under pressure e molte altre. Toccante il racconto di Brian May e Roger Taylor degli ultimi mesi di lavoro in studio a Montreaux, dove Mercury, ormai stremato dall’Aids, si sforzò di cantare, con passione e determinazione ancora più grandi, i suoi ultimi inni alla vita, Days of our lives e Mother Love, lasciando di sé il ricordo sintetizzato da Brian nell’epitaffio: Freddie Mercury, amante della vita, cantante di canzoni.
sarà Paolo, ma il metal mi sembra una mezza furbata che attecchisce con i ragazzetti..e se uno alla mia età (34) va ancora in edicola a comprare riviste metal un pò di sfiga addosso se la tira..o no?:) detto questo, continuo a credere che la grande musica sia altra..
e le 10mila anime per ciò che resta dei Guns n roses a me fanno solo tristezza. Piaccia o no, i veri eventi sono altri.
Ciao Fabio, se mi aiuti tu a trovare il denaro per andare a fare un servizio su Wacken, io ci vado ben volentieri. Il mio giornale non mi avrebbe autorizzato la trasferta. Se poi tu sei così bravo a organizzare concerti, possiamo fare così: il prossimo anno ne organizzi tu uno qui in Italia, così io posso venire senza troppe spese ed eviterò di scrivere articoli sbagliati. Affare fatto??
Veramente durante la prima serata c’erano pochissime persone e la scena metal in Italia va sempre peggio: sempre meno persone ai grandi festival e praticamente 0 persone nella scena underground, quindi non capisco su quali basi scrivere un articolo del genere; io avrei fatto un dettagliato articolo sul wacken che organizzano in Germania o anche al metal camp in Slovenia e l’avrei inviato agli organizzatori italiani per far vedere come si fa un festival di musica….
@rocco: in Italia il metal è de facto censurato.
Prova del 9: quanto metal senti in radio ?
Rocco e il suo fratello Vigaljot solo per il fatto che in questo blog si parla di Metal e Paolo Giordano ne scrive sul Il Giornale e gli altri grandi quotidiani italiani non ne parlano, mi sembra un dato di fatto.
Quanto poi alle vostre allusioni politiche… siete tristissimi!
Luka
rolling stone pare sorrisi o al max novella e ho detto tutto
Caio Rocco, benvenuto. Mi limito a ricordarti che il giornale si chiama Rolling Stone. I Rolling Stones sono un’altra cosa.
il giornalista continua a sottolineare che la critica li massacra. Puo’ gentilmente fare nomi e cognomi? Sui giornali di heavy vengono ancora lodati ( i Man of War, Manowar) sui giornali di altri generi musicali non possono essere recensiti per ovvi motivi, allora dove sono le critiche feroci? Oggi, osservatore romano,novella? Manco rolling stones li massacrerebbe. A’ “giornalista”, forse solo tu non ne conosci il valore.
I nomi sopra elencati vanno bene come “portabandiera”, nel senso che sono noti nell´ ambito piu ampio possibile. Ma sono (perlomeno da mooolti anni, ammesso e non concesso poi che lo siano mai stati) lontani dall´essere l´espressione piu riuscita, compiuta o innovativa che il metal possa presentare. Questo genere continua ad avere un proliferare di gruppi e sottogeneri imponenente che non sembra volere ne rallentare ne tantomeno arrestarsi. Il Continente e´ pieno di festival a tutte le latitudini e longitudini. Va bene che questo e´ un giornale “mainstream”, ma in un blog di carattere musicale un po meno mainstreamita´ e un po´ piu di estremismo o progressivita´ non guasterebbe, specie quando si tratta un genere che ha fatto spesso dell´antagonismo al mainstream la sua bandiera
All’isola di Wight sotto l’acqua e nel fango tributo dei Pearl Jam alla pioggia e al grande Joe Strummer dei Clash, ecco la scaletta da paura:
‘Unthought Known’
‘Last Exit’
‘Hail Hail’
‘The Fixer’
‘Rain’ (The Beatles cover)
‘Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town’
‘Supersonic’
‘Given To Fly’
‘Untitled’
‘MFC’
‘Even Flow’
‘Setting Forth’ (Eddie Vedder solo track)
‘Corduroy’
‘Arms Aloft’ (Joe Strummer & The Mescaleros cover)
‘Jeremy’
‘Why Go’
‘Got Some’
‘Daughter/Blitzkrieg Bop’
‘Just Breathe’
‘Better Man/Save It For Later’
‘Porch’
‘Blood’
‘Alive’
‘Yellow Ledbetter/Little Wing’
Ehi Buzz, adesso iniziamo con le bollicine? Siamo proprio dei raffinati
mi iscrivo subito al club
Luka
@Paolo G: in realtà Halford è Buzz!!
@estranged: ..dove ho scritto che la storia del metal fa parte di quella del rock?
Vabbeh… sei tempo perso.
ERRATA CORRIGE :HELL’S ANGELS DEGLI STONES , DEVO AVER BEVUTO TROPPO FRANCIACORTA COL PESCE STASERA IH IH IH
PS STIAMO PARLANDO COMUNQUE DELLA V ROD DEL CENTENARIO MICA DI NOCCIOLINE, UNA PORSCHE SU 2 RUOTE TANTO PER CAPIRCI VROOOOOMMMMMM
LE HARLEY SONO ROCK E UNA DELLE PRIME ERA DI UN CERTO ELVIS PRESLEY E CON QUESTA HO DETTO TUTTO O SE VOLETE VI RICORDO GLI HELLS ANEGLS DEGLI STONE AD ALTAMONT AHIME’…..NIENTE E NESSUNO MI FARA’ CAMBIARE OPINIONE ,SONO CON ESTRANGED……SCUSATE , DATA L’ORA E LA SEMICECITA’ SCRIVO MAIUSCOLO, MA NON SONO INCAZZATO CON NESSUNO DI VOI, E’ SOLO UNA QUESTIIONE DI GUSTI E DI ETA’, CIAO DAL VOSTRO PATACCA MATUSALEMME CHE ANCORA PERO’ NON E’ PASSATO A CASADEI E NON FA LISCI MA ROCK AH AH AH AH AH PS I LEDZEP E DEEP PURPLE O BLACK SABBATH ARRIVANO SMPRE PIRMI COMUNQUE LI METTIATE GIUSTO?
estranged, ciascuno ha la propria vita. Conosco persone che, come dici tu, vestono di nero, capelli lunghi e pelle bianchiccia che sono molto, ma molto più felici di me eh eh!!
Sì Luka, Buzz in realtà ha una Harley che neanche Rob Halford…..!!
Lui Hard Rocker, sai che sui Riot con me sfondi una porta spalancata. Mark Reale rules.
Eh no caro Buzz. Io ti leggo sempre e ammiro la tua conoscenza. E quando scrivi qualcosa che io non so leggo ed imparo. Ma lascia stare il metal. Non è per te. Così come non è per me l’hip hop. Ma appunto me ne sto zitto perché non conosco il genere. E poi non faccio l’offeso dicendo che son in giro da tot anni eccecc. L’essere un ‘matusa del rock’ (e guarda che in questa definizione c’è tanta simpatia, sia chiaro) non ti risparmia dal prenderti del “patacca” quando scrivi delle stupidate. “Heaven & Hell” e “Mob Rules” (io ci metto anche “Master of Reality” e altri dell’era Ozzy) son (heavy) metal. Punto e stop. Francamente il non riconoscerlo vuol dire che non si ha affinità col genere. Vuol dire ignorare la NWOBHM (come ci ricorda Guzzardi). Niente di male, ci mancherebbe. Ma passa la mano. E non è questione di verbo o verità. Così come non è questione di piacere o meno (gusti soggettivi che vanno rispettati). Ritengo sia un dato oggettivo.
Tra l’altro, per quel che mi riguarda, non mi piace la distinzione heavy metal/hard rock.. tant’è che spesso scrivo di “Hard & Heavy” proprio perché ritengo che non sempre sia possibile (utile!!!) fare del campanilismo (come disse, se non ricordo male, Dickinson durante un Rock In Rio).
Poi certo.. come giustamente ricorda Andrea qui ci son persone anti metal che deridono il genere ed i suoi ascoltatori.. ma forse farebbero bene a prendersi i booklet di “Streets” dei Savatage (e perché no anche di “Dead Winter Dead”, “The Wake Of Magellan” e “Handful Of Rain”), di “Unexpected Guest” dei Demon, di “Holy Land” degli Angra, “Marriage Of Heaven And Hell I & II” dei Virgin Steele e leggerseli molto attentamente…. magari scoprirebbero che son molto più sfigatelli i testi altri gruppi…
O magari ascoltarsi cosa son riusciti a fare i Rage, partendo dal quasi thrash degli esordi, con l’orchestra Lingua Mortis.
A proposito, Paolo, hai poi preso “Immortal Soul” dei Riot? Ogni ascolto mi lascia stupefatto! Mark Reale ci ha lasciato proprio un gran bel disco prima di passare a miglior vita.
Buzz cavalchi una Harley!
ah ah ah ah
Più Metal di te non c’è nessuno!
Luka
D’accordo in tutto con BUZZ, ovviamente.
Lui Hard, conoscerò meno di te il genere, non c’è dubbio, e di questo ne vado fiero. Il Metal non è l’evoluzione di niente, al massimo un’estremizzazione abbastanza teatrale del rock..Il rock si è evoluto da sè, senza passare di certo per il metal. Se poi sei convinto che la storia del metal faccia parte della storia del rock, fai pure, ma questo semplicemente non corrisponde alla verità storica. Ed a smentirti c’è qualunque libro, rivista, enciclopedia, trasmissione o special sulla faccia della terra.
Sui luoghi comuni, si può anche scherzare…certo è che ad un concerto dei maiden o dei Megadeth un buon 80% (per stare stretti) veste di nero, capelli lunghi, pelle bianchiccia..lo puoi fare a 17 anni, ma a 30 no dai, il giorno dopo si va a lavoro!!
Ascolto rock pesante (Hard Rock ‘n’ Heavy Metal)da oramai 30 anni. Invero, non ho barriere ed ascolto anche altro: southern, blues, prog, glam, country, folk e pure jazz-rock. Ciò che conta è la bellezza di un pezzo musicale che può dipendere da diversi e disparati fattori: un assolo, un riff, un arrangiamento particolare. Ad esempio, non sobbalzate dalla sedia nel leggere quanto sto per scrivere, ma per fusione di stili ed approcci, stravedo per la Disco Music e lo considero il genere musicale più bello ed affascinante che la musica abbia mai prodotto. Da giornalista, poi, aggiungo che non tutti sono critici. Anzi, sulla scia del successo ottenuto dall’Heavy Rock negli anni ’80 è nata e si è consolidata nel tempo una stampa specialistica e di settore disposta a portare vento al proprio mulino, altro che criticare. In quanto ai luoghi comuni intorno al rock pesante, dico solo che AC/DC, Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, Van Halen, Iron Maiden, Motorhead, Rainbow, Judas Priest, Whitesnake, Guns ‘n’ Roses, Kiss, Msg, Scorpions, Accept, Aerosmith, Alcatrazz, Anvil, Bon Jovi, Def Leppard, Foghat, Golden Earring, Malmsteen, Ufo, Thin Lizzy, Saxon, Quiet Riot, accanto altri che non ricordo in una colonna sonora creata ad hoc, non me li sono fatti mancare neanche il giorno della mia laurea. A tutti, “Long Live Rock ‘n’ Roll” (R.J. Dio in Rainbow, R.I.P.)
quoto zago, quasi un miracolo ah ah ah e non quoto andrea b che continua su toni polemici che io francamente non reggo! Che ognuno si tenga la propria opinione , amen e chiuso il discorso ,almeno per me.
)))))
Luka i metallari saranno tutto quello che dici , ma sai lo faccio anche io che metallaro non sono,allora come la mettiamo?
Sì zago qui si parla spesso di metal “nostalgico” e benvenuti ai cliché, ogni tanto. Quanto al Gods of Metal, devi considerare in quale paese siamo, quale è la pressione fiscale e quanto è difficile per un promoter.
@ Paolo e buzz
vabbè il termine spocchia non sarà stato molto appropriato, ma tirare fuori certi luoghi comuni o aggrapparsi alla stupidità di nomi di festival od altro, non mi sembra molto questione di “degustibus”, nè disquisizioni da professoroni di musica … vabbè lasciamo perdere, non mi sembra il caso di scatenare una “holy war”, come direbbero i Manowar
e proprio con i cugini (hard)rockettari, malgrado loro si ritengano il ramo sano della famiglia
Quanto agli AC DC, ma potremmo parlare pure di GnR ed altri ( i Sabbath del periodo con Dio erano invece indiscutiblimente metal), è evidente che pur non essendo metal piacciano anche a parecchi metallari incalliti…segno che forse da quelle parti se c’è musica che da un feeling giusto la si ascolta ugualmente: ad occhio e croce direi che chi ascolta metal, specialmente se cresciuto, ascolta di tutto e specialmente pesca più che volentieri nell’ hard rock, meno, a quanto parebbe da certi commenti, il viceversa.
Segno che forse questi “bamboccioni e sfigatelli” di metallari qualche speranza la danno, o che invece è qualcun’altro con la puzza sotto il naso a ritenersi superiore a certi “sottogeneri” ?
Quanto alla sincerità della gente che ama il metal, è anche una mia sensazione, ma non è da interpretarsi in maniera “escludente” verso altri…si potrebbe argomentare che l’immediatezza e la genuinità (ed anche “l’ ingenuità”) di un certo tipo di musica ben si accostino ad una certa disposizione d’animo, ma non generalizzerei, nè mi avventurerei troppo in psicologia spicciola, anche se poi, che so, certi testi degli Iron Maiden sono tutt’altro che ingenui, anzi, hanno una profondità ed uno spessore culturale che altri non posseggono in tutta la loro discografia, mostri sacri del rock “colto” compreso.
Lukaaaa DebbyM ti ha fatto una domanda.
qui si fa riferimento a “metal” vecchio di almeno 20 anni… due decenni nei quali FORTUNATAMENTE il metal ha visto le più svariate evoluzioni e rivoluzioni… groove, nu, post, sludge, black ecc ecc (alcune anche evitabili, vedi la degenerazione commerciale del nu metal).
qui si fa riferimento al “metal” (virgolette non a caso…) pieno dei clichè più classici del tamarrockettaro tipo…e soprattutto per nulla “estremo” come invece lo si vorrebbe far passare
Tutto ciò rappresenta il “metal” per un 5% e funziona perchè fa breccia sugli adolescenti che stanno scoprendo le basi (tutti ci siamo passati) e sui nostalgici che preferiscono pensare che la musica si sia fermata ai tempi in cui loro erano giovani…
Il GOM poi è abbastanza ridicolo, ormai surclassato da numerissimi festival in ambito metal…
Per fare un nome, l’Hellfest è tutta un’altra cosa e copre come può svariati lati del mondo metal cercando di guardare anche al futuro…
per dire, uno dei nostri nomi più importante in ambito “heavy”, ovvero gli Ufomammut, figura nella lineup dell’Hellfest… mica il GOM
mi piace hard boogie che non e’ metal, ma boogie usato anche nella disco e’ un ritmo se non erro o roba del genere ma hard rock…..si Oceania degli Smashing mi fa impazzire Paolo lo avevo gia’ scritto. Incipit e fine brani e viceversa sembrano un continuo un unico pezzo perche’ poi Corgan voleva fare piu’ dischi con 42 pezzi chiamati Teardrops Tear songs oh boh non ricordo roba del genere,poi e’ andato via Chamberlain il batterista e lui ha rimesso su tutto. ciao a tutti boogie boogie dancing ah ah ah
Debbym77, parto da lontano.
Già il fatto che si danno etichette alla musica la dice lunga, ma molto lunga, su come ognuno di noi intende la musica. Le etichette ci sono, usiamole. Il Metal è una evoluzione come LHR ha scritto: “L’Heavy Metal è la diretta evoluzione dell’hard rock.. così come l’hard rock lo è stato del rock. Poi dopo se si vuole star qui a giocare con le etichette è un altro paio di maniche”. Bene.
I luoghi comuni sul Metal si sprecano.
Da cinquantenne navigato di concerti ne ho visti tanti. Ma quelli dove mi sono divertito di più sono stati proprio quelli Metal.
Occhio ho detto divertito
Bene, detto questo, adesso le cose concrete.
Il Metal NON è quello che si vede esternamente.
E’ quello che si sente dentro di noi.
Sei Metal quando ci metti tutta la passione che hai.
Sei Metal quando i chilometri non contano per andare a vedere la band di cui sei innamorato.
Sei Metal quando non vedi l’ora di sentire quell’assolo che ti ha sconvolto la vita e prima ancora le orecchie.
Sei Metal nel cuore, perché alla fine lo hai scoperto e non sapevi di esserlo. Sei Metal quando capisci che chi sta sul palco non ti prende per il culo e ci mette l’anima quando suona, Motley Crue compresi.
Sei Metal quando inizi a non sopportare più un certo tipo di atteggiamento di pop star maleducate e viziate.
Sei Metal quando ascolti Bach mixato con i Blind Guardian (anche se non fanno Metal) e l’intro di “Sacred World” ti spiazza ogni volta che la ascolti, anche se l’hai sentita centinaia di volte e te la immagini come apertura di un loro concerto magari qui in Arena a Verona. Basta solo chiudere gli occhi.
Sei Metal quando ai concerti comperi le magliette e osi sfoggiarle senza paura. Anche a cinquanta anni e passa come succede al sottoscritto.
Sei Metal quando ti accorgi che quando corri (e il tuo iPod è pieno di Metal) arrivi ad un punto che ti scoppiano i polmoni solo per tenere il ritmo della Musica che ascolti. Con buona pace del tuo sistema cardiovascolare.
Sei Metal quando scopri che il Metal ha moltissimi influenze sinfoniche e classiche.
Sei Metal perché quel “Genere” lì non ti basta mai e ti chiedi dove potranno arrivare in futuro. E te ne freghi di quello che dicono i critici.
Sei Metal perché hai sempre la speranza che possa andare meglio.
Sei Metal perché ti piace.
Sei Metal perché, come dice Paolo, finché c’è Ozzy c’è speranza! E non è uno slogan o un modo di dire: è la verità!
Luka
Paolo quotatissimo sugli Ac/Dc!
Suoneranno sempre la stessa canzone, ma come la suonano!
Luka
la miainnocente domanda è scomparsa nell’oblio della discussione metallica
Buzz, gli Ac/Dc sono hard boogie. Ti piace questa??
Buzz, ti piace il nuovo Smashing??
e allora ,domanda un milione di dollari, definitemi gli AC DC ! Una risposa chiara da voi metallari, a proposito e Chiara che fine ha fatto ,e’ scappata col tuorlo? ah ah ah ah ah no no la leggo sempre su jam e o Buscadero non ricordo.che fortunella sempre in giro per concerti e fotografie e interviste, wow il mio sogno !
EBBENE SI ,SONO SPOCCHIOSO E SO TUTTO IO, IN 35 ANNI NON HO CAPITO UN CA…. DI MUSICA…..AVETE RAGIONE,GRAZIE !
LHR E ANDREA B. SONO INVECE IL PADRETERNO CADUTO DAL CIELO.
LASCIATELI ENTRARE NELL’OLIMPO DEGLI DEI ,ORSU’ VOI PRODI CAVALIERI DEL METALLO…….OH VOI CHE AVETE IL VERBO IN TASCA.
ah ah ah ah ah bello questo blog, ci si da pugni in faccia indolore e ognuno dice la sua liberamente rispettando il degustibus,mi piace, era da tempo che non prendevo e davo cazzotti senza farmi o fare male, wow rock and roll will never die o se preferite it’s only rock and roll but i like it, sentito il nuovo degli Smashing????? eh eh eh ciao ciao
Andrea B., ne Buzz né estranged sono spocchiosi. Qui si parla. E ognuno dice la propria.
@ lui hard rocker
Che dicevo in un post di qualche mese fa ?
)
I più spocchiosi anti metal ( vedi i commenti di buzz ed estranged) si trovano tra chi ascolta “rock”, anche perchè ritengono di ascoltare roba colta, loro… bellissimo poi il termine l’amico che si è “REDENTO” e non ascolta più il metallo… c’è un non so che di Povia in questa storia
Ti quoto pure sul fatto che in Europa c’è di meglio quanto a festival metal…tra l’altro, spacchettare l’evento in più serate trovo che sia una grande fregatura: seguire tutte le serate costa un botto e “logisticamente” se lo possono permettere giusto gli studenti in vacanza …
Ah i bei tempi del “Monsters of rock”: s’iniziava alle due del pomeriggio e a parte un gruppetto di sconosciuti o quasi (tipo Pino Scotto quasi lapidato a Reggio Emilia nel ’92) subito dopo era un gruppo meglio dell’ altro … tipo Anthrax +Helloween+ Kiss+Iron maiden, oppure Black crowes+Queensriche+Metallica+AC DC o ancora Pantera+Testament+Megadeth+Black Sabbath+Iron Maiden…
In realtà i metallari mangiano i panini con la bondola!
Luka
Lui Hard Rocker, io pensavo davvero che tutti i metallari picchiassero le vecchiette e schiacciassero i vecchi sulle strisce pedonali eh eh!!
…no, non glielo dico… però loro si son dimenticati di dire che i metallari adorano Satana, si vestono di pelleeborchie, mettono solo indumenti neri, si drogano, odiano la luce, son nazifascisti, hanno le camere piene di candele, di pentacoli e di crocirovesciate, picchiano le vecchiette, passano col rosso, ululano con la luna piena, ecc ecc.
Lui Hard Rocker diglielo a Buzz e a estranged che non siamo mica qui a pettinare le bambole e a metterci i perizomi con il filo spinato….
Grazie Lucia.
Sì Paolo… sui numeri ok, certo. Però appunto sui numeri il Gods in Europa ha almeno 3 o 4 festival davanti…
..Buzz e estranged… parlate di quello che sapere.. fate una meglio figura!!!
Oppure, con un po’ di apertura ed umiltà provate a mettere in gioco voi stessi e le vostre convinzioni! (“sottogenere per bamboccioni e sfigatelli”.. estranged, solo per questa meriteresti un calcio ben assestato sulle orecchie!!) Davvero please…. abbiate la decenza di non fare i professori su cose di cui non avete nemmeno l’abc. Lo dico con “rabbia” e simpatia, sia chiaro.
L’Heavy Metal è la diretta evoluzione dell’hard rock.. così come l’hard rock lo è stato del rock.
Poi dopo se si vuole star qui a giocare con le etichette è un altro paio di maniche.
NON CONFONDIAMO IL ROCK CON IL METALLO E IL METALLO CON L’HARD ROCK,LE CONSIDERO OFFESE AL ROCK STESSO,IL METALLO E’ MONOCORDE E ALTO VOLUME, L’HARD ROCK ANCHE LA CLASSICA AL SUO INTERNO COME WAGNER E BACH. COME CONFONDERE LED ZEP E DEF LEPPARD PER PIACERE, GRAZIE
PS SE MI PARLI DI ASPETTO ECONOMICO PAOLO, CI POSSO ANCHE STARE MA EVIDENTEMENTE UNA COSA CHE VALE COSTA E OZZY NON LO VEDREI MANCO PER REGALO….I BLACK ALTRA COSA ALLORA E FORSE PURE ORA.
RIDICOLO GODS OF METAL IL NOME, CI VUOLE UN NOME GENERICO COME PRIMAVERA SOUND ECCO COSI’ ANDREBBE BENE PER TUTTI PECCATO CHE GIA’ LO HANNO A BARCELLONA E IN PORTOGALLO, ROCK IN RIO POI C’E’ PURE A MADRID MI PARE AH AH AH
Estranged, sui Motley Crue non ho espresso il mio parere. Ho letto quello che si dice. Su Ozzy no, non me lo toccare!! Ozzy ha venduto talmente tante copie che di certo non ha bisogno di soldi. The Osbournes è stata una invenzione di sua moglie Sharon e difatti lui l’ha sopportata finché ha potuto. Quanto al fatto che sia rimbambito, non ci sono dubbi. Rimbambitissimo. Ma finché c’è Ozzy c’è speranza eh eh.
Lui Hard Rocker il mio è un discorso di numeri… Quanto ai Manowar, ti quoto senz’altro. I Virgin Steele sono un passo avanti.
Buzz, io non facevo paragoni con altri generi musicali. Non ho mai scritto che i “metallari” sono sinceri e gli altri no. La mia comunque non è una valutazione soggettiva ma oggettiva. Oggi come oggi, a un promoter conviene molto di più organizzare un concerto di Ozzy Osbourne, che vuole un cachet onesto e comunque garantisce un margine di guadagno, piuttosto che un concerto di un megagruppo che prende 1 o 2 milioni di cachet e ti obbliga a riempire uno stadio, spesso senza riuscire a farlo. La megaband ha il minimo garantito. Il promoter no. E va a bagno.
Sotto questa ottica, credo che il mio sia un discorso inoppugnabile.
Quanto alla definizione Gods of Metal, beh quella lascia il tempo che trova. In fondo al “Rock in Rio” ho visto gruppi che con il rock non c’entrano nulla. Ormai funziona così…….
Paolo, perdonami, ma stavolta sono in disaccordo su tutto o quasi..sarà che il metal non mi piace e l’ho sempre considerato un sottogenere per bamboccioni e sfigatelli.. con qualche picco di vera musica (Iron Maiden e Metallica)
Sull’affluenza, sono 4 serate con decine di band…quanti biglietti dovevano essere venduti? 20mila per sera, non mi pare granchè..
Sui Motley Crue mi meraviglia ciò che scrivi…avanti Paolo, hanno più pusher che fans.. Sono stati lanciati sfruttando il vacuo fuochino del glam, e dopo tre anni sono spariti nel nulla, come tutte le band scarse. Li conosco bene, mi vuoi dire che hanno fatto bella musica??
Sulla fedeltà e sincerità di Ozzy..acnhe qua ho forti dubbi, visto le sue prodezze su MTV negli ultimi anni. Un rimbambito che ha bisogno di soldi.
Sui Guns, ovviamente è un discorso a parte..chi lo sa che ci fa Axl, con i suoi centoventi milioni di dischi e la sua storia, a cantare november rain o sweet child o mine al GOM..lo sa solo lui, nella sua testa ormai andata.
Luka scusami…spieghi per piacere ad una che ascolta solo pop il perchè chi ascolta metal è cosi imprescindibilmente sincera? thx
“L’hard rock è nato dalla degenerazione giovanilistica del rock e del blues grazie all’enfasi del virtuosismo, all’esagerazione dei testi e, tutto sommato, del volume” non poteva essere spiegata in maniera migliore cosa è l’hard rock anche ad una profana come me
Hi! I just wanted to ask if you ever have any issues with
hackers? My last blog (wordpress) was hacked and I ended up losing a few months of hard work due to no backup.
Do you have any solutions to stop hackers?
Ogni volta che leggo un tuo articolo e i commenti colmo le mie immense lacune che ho in materia musicale.
Complimenti a te e ai tuoi commentatori.
Paolo, non per niente la G e la M sono maiuscole
Luka
sara’ anche vero ma a me il metallo dopo un po’ mi resta indigesto. Io poi ,perdonami Paolo, ma in giro in oltre 35 anni di gente affezionata e sincera ne ho vista anche altra e per altri generi. Per esempio il rock in tutte le sfaccettature escluso il metal. Qundi i fan dei Floyd, Genesis ,LedZep, Elp, Jethro Tull,Deep Purple,Stones ,u2 e via dicendo (anche in ambito pop in certi casi storici) non sarebbero sinceri. No mi dispiace Luca e Paolo, non convengo. Certo sinceri lo saranno, ma ho visto tanti casi di metallari amici che poi si sono redenti e sono passati ad altro. Trovo il metallo un genere musicale estremista e a me gli estremismi, se non sono di qualita’ artistica eccelsa, non piacciono. Trovo anche molto banale e scontato il suono, le canzoni, perdonatemi ma sono tutte uguali. E attenzione a non confondere Black Sabbath col metallo, sarebbe errore imperdonabile.Da quando in qua i GNR o Slash solo fanno metallo? Solo perche’ partecipano a Gods of metal? Non sara’ che tanti fans annunciati vanno alla manifestazione per sentire il loro ROCK e non il loro METAL? Su certe cose sono un po’ pignolino, chiedo venia, ma la mia posizione e’ questa e nessuno mai riuscira’ a farmi cambiare convincimenti e posizioni. Ciao a tutti.
…e forse, Luka, è quella musicalmente più aperta di tutte!
@Paolo G.: “Qualcuno penserà che il Gods of Metal, il più grande festival heavy metal d’Europa”.
..uhm… noooo!! Il Wacken non ha rivali!!!
Ormai il Gods, che se ne dica, ha perso.. location orrenda e pessime infrastrutture. Per non parlare dell’audio (e si rimanda anche alla location) e dei costi (rapporto qualità/prezzo).
..dei Manowar ce ne sarebbe da dire.. anche tanto in negativo. Fa piacere che è stato citato quello che, secondo me, è il loro disco più valido e più sottovalutato (“The Triumph of Steel” dal quale è stata tratta “Achilles, Agony and Ecstasy in Eight Parts”).
Per il resto metto loro ai dietro ai Virgin Steele..
Luka sono totalmente d’accordo con te. TOTALMENTE. Dopo vent’anni di musica in giro per il mondo lo posso confermare al cento per cento.
La Gente che ama il Metal è la più sincera che ci sia!
Luka