Il mistero infinito dei dischi venduti
Ah le cifre. Quante sono davvero le copie vendute di ciascun disco? Thriller di Michael Jackson è davvero il più comprato di sempre? E i clic su YouTube sono veritieri? A discografici e artisti fa comodo esagerare i dati oppure nascondere le defaillance, ovvio. E, finché si tratta di nutrire l’orgoglio delle popstar, va bene tutto. Ma quando le cifre diventano un traino fondamentale del successo (molti fenomeni decollano solo perché presentati come «il più cliccato su YouTube» o «il più venduto nel dato paese») allora sarebbe opportuna un po’ di chiarezza in più.
A dire il vero, YouTube ci ha appena pensato, visto che pochi giorni fa ha inserito un nuovo algoritmo che consente di separare il grano dal loglio, come dicevano i nostri nonni. Ossia i clic veri da quelli finti. Risultato: a fine dicembre in una notte oltre due miliardi di visualizzazioni sono stati cancellati a bruciapelo dai video di Rihanna, Alicia Keys, Niki Minaj, Justin Bieber e altri. Le major hanno risposto chiaro: «Sono bugie». Ma il discorso resta aperto e magari, dopo aver regolato le popstar globali, si estenderà anche agli artisti locali. Vedremo. Di certo siamo lì lì anche a far chiarezza sui dati di vendita effettivi, ossia sui «sell out» che, per capirci, sono spesso molto diversi dalle copie semplicemente distribuite ai rivenditori. Nel mercato «liquido», legato cioè ai download legali, è più facile contabilizzare le vendite. Ma in quello fisico, complice ovunque, anche in Italia, una sorta di opportunistica reticenza, è assai più complicato. Spesso, oltretutto, si usano come campione i dati di vendita negli States, senza considerare il resto del mondo.
Qualche tempo fa sul sito del New Yorker è uscita un’indagine, molto utile e mai smentita, di Bill Wyman (no, non è l’ex bassista dei Rolling Stones) che partiva dalla domanda delle domande: è vero che Thriller di Michael Jackson ha venduto (come ha confermato anche il megaproduttore Quincy Jones) oltre cento milioni di copie? Dati alla mano, no. Rimane il disco più venduto della storia. Ma, ben che vada, ne ha totalizzati un po’ meno di settanta (quasi 67 secondo l’indagine di un esperto francese). In ogni caso, per tutti, i dati di vendita globale sono spesso stupefacenti.
Dopo Thriller, i dischi campioni d’incasso sarebbero la colonna sonora di Grease (quasi 45 milioni), The dark side of the moon dei Pink Floyd (44 milioni, la foto di David Gilmour è scatata scattata da Luca Sguazzardo), la colonna sonora di The Bodyguard (con Whitney Houston, 38 milioni), la colonna sonora della Febbre del sabato sera (37.2), il greatest hits degli Eagles (37), Legend di Bob Marley (36.8), il quarto disco dei Led Zeppelin e Back in black degli Ac/Dc (35.7). A seguire Shania Twain, Michael Jackson (Bad a 34.7), Dirty Dancing (33.3) Brothers in arms di Dire Staits (33.2) e via elencando. Il primo dei Beatles è 1 al sedicesimo posto (32.4) mentre i Rolling Stones neppure entrano tra i primi trenta. Però il rock, specialmente quello duro vince alla grande. Per dire, Appetite for destruction dei Guns N’Roses è (sarebbe) il diciannovesimo disco più venduto con quasi 31 milioni di copie. Il Black album dei Metallica è 27esimo a quasi ventinove milioni, quasi mezzo milione di copie in più della colonna sonora di Titanic. Per farla breve, Michael Jackson non avrebbe venduto in tutta la sua carriera i 750 milioni di copie che gli ha accreditato il New York Times nel necrologio: ma «solo» 400 milioni (al momento della morte). I Beatles mezzo miliardo. Cifre enormi. Ma diverse da quelle che circolano. Certo, le variabili di valutazione sono infinite. Ad esempio, greatest hits e soundtrack sfruttano congiunture e ricorsi spesso più favorevoli di quelle dei singoli dischi. E i tempi di pubblicazione fanno spesso la differenza.
Quando è stato pubblicato, il disco di Adele (il top del 2012) ha venduto lo stesso della Febbre del sabato sera ma ben tre volte di più di quanto abbia venduto The Dark side of the moon nei suoi primi due anni di vita. E oggi i dati complessivi sono clamorosamente condizionati dai cosiddetti consumatori «unbundling», ossia quelli che di un disco scaricano solo alcuni brani e non l’intera scaletta come fanno i consumatori «pure bundling». E in Italia, mercato che oscilla tra la settima e la nona posizione mondiale? La Fimi rende nota solo la graduatoria in classifica, non le copie vendute. E, nonostante circoli voce che con 5000 copie spesso si vada al primo posto, non ci sono cifre ufficiali. Solo ufficiose. Dei superbig non si parla. Ma il cosiddetto alternative rock vanta, si fa per dire, risultati sconfortanti e decisamente in controtendenza rispetto al «vibe» creato dalla stampa. Con il cd Valtari pubblicato a maggio, i Sigur Ros non sono arrivati a 5000 copie (fonte: Rumore). Graham Coxon dei Blur non ha superato le 300 (idem). I bravi Teatro degli Orrori sono arrivati a diecimila con Il mondo nuovo, che è comunque la metà di quanto contabilizzato dalla ristampa di Nevermind dei Nirvana. Insomma, fornire le cifre esatte di vendita (legale) aiuterebbe a spazzar via molti luoghi comuni sulle popstar. E, probabilmente, a renderle anche più simpatiche. Magari il 2013 sarà l’anno buono per farlo…
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I PRIMI TRENTA
Qui sotto ci sono i primi dieci dischi più venduti della storia. Tra «Thriller» di Michael Jackson e «Come on over» di Shania Twain spuntano dati sorprendenti come quello di «Grease»(oltre 44 milioni di copie) e quello di Bob Marley, arrivato a 36 milioni di copie con «Legend». Ma anche le successive venti posizioni regalano sorprese. Come quella del «Black album» dei Metallica, pubblicato oltre vent’anni fa e arrivato a quasi 29 milioni di copie vendute in tutto il mondo. O la colonna sonora di «Titanic», ferma a 28 milioni e «Born in the Usa» di Bruce Springsteen che ha superato i 29 milioni. Stupisce anche «The wall» dei Pink Floyd, arrivato al 17esimo posto con quasi 32 milioni.
1. Michael Jackson, “Thriller”: 66,200,000
2. Soundtrack, “Grease”: 44,700,000
3. Pink Floyd, “The Dark Side of the Moon”: 44,200,000
4. Whitney Houston et al., “The Bodyguard”: 38,600,000
5. The Bee Gees at al., “Saturday Night Fever”: 37,200,000
6. The Eagles, “Their Greatest Hits 1971-1975”: 36,900,000
7. Bob Marley, “Legend”: 36,800,000
8. Led Zeppelin, “IV”: 35,700,000
9. AC/DC, “Back in Black”: 35,700,000
10. Shania Twain, “Come on Over”: 35,400,000
11. Michael Jackson, “Bad”: 34,700,000
12. Soundtrack, “Dirty Dancing”: 33,300,000
13. Dire Straits, “Brothers in Arms”: 33,200,000
14. Alanis Morissette, “Jagged Little Pill”: 33,200,000
15. Fleetwood Mac, “Rumours”: 33,000,000
16. The Beatles, “1”: 32,400,000
17. Pink Floyd, “The Wall”: 31,900,000
18. ABBA, “Gold”: 31,400,000
19. Guns N’ Roses, “Appetite for Destruction”: 30,800,000
20. Simon & Garfunkel, “Greatest Hits”: 30,700,000
21. Queen, “Greatest Hits”: 30,600,000
22. Celine Dion, “Let’s Talk About Love”: 30,300,000
23. Michael Jackson, “Dangerous”: 30,200,000
24. Celine Dion, “Falling into You”: 30,200,000
25. The Eagles, “Hotel California”: 30,000,000
26. Bruce Springsteen, “Born in the U.S.A.”: 29,100,000
27. Metallica, “Metallica”: 28,900,000
28. Meat Loaf, “Bat Out of Hell”: 28,700,000
29. Soundtrack, “Titanic”: 28,500,000
30. The Beatles, “Abbey Road”: 28,300,000
(fonte: Newyorker.com)

Grazie Amelia
Articolo coraggioso Paolo, massima stima.
Sara, di fronte a messaggi come il tuo, di solito ci sono due possibilità. O evitare di rispondere. Oppure fare un lungo discorso che provi a spiegarti quanto forse tu sia esagerata e troppo oltranzista. Credo che in nessuno dei due casi, io otterrei alcun risultato. Quindi pensala come vuoi..
Non basta che un qualunque Bill Wyman, un qualunque Paolo Giordano, un qualunque altro commentatore, fornisca i suoi dati perché questi debbano essere presi sul serio. I dati VERI li conoscono le case discografiche e i produttori. Anche perché le tasse vengono pagate sulle copie vendute, e non credo che qualcuno sia disposto a pagare il doppio del dovuto! Io credo che Quincy Jones sia più importante e informato di questi giornalisti. Trovatemi un produttore più famoso, importante e stimato di Quincy Jones che dica il contrario di quello che dice lui, e io gli crederò. Perché devo credere a Bill Wyman e non a Quincy Jones? Thriller ha venduto 115 milioni di dischi, questa è la verità, e fortunatamente questo è quello che continua a pensare la gente. Voi 4 gatti continuate a pensare quello che volete.
I RECORD CI SONO ECCOME…MICHAEL JACKSON HA VINTO 29 DISCHI DI PLATINO E L ALBUM THRILLER E NELLA CLASSIFICA MONDIALE DI ALBUM “TOP TEN BILLBOARD HOT 100″…NON PARLIAMO DI QUALKE ANNO DI SUCCESSO MA DI UN ARTISTA CHE HA INIZIATO A BALLARE E CANTARE A 5 ANNI ..FINO AI 50 ANNI DI CARRIERA..NON SO SE MI SPIEGO………………….
Devi considerare che le case discografiche danno prima una stima, vendono ai negozi, e poi non si può ben sapere quante delle copie sono state effettivamente date ai clienti. A meno che i dischi non tornino indietro. Cosa che oggi succede spesso, ma ai tempi di Thriller è probabile invece che la richiesta da parte dei negozi aumentasse.
Da 60 milioni a 100 ci si arriva in maniera molto semplice: l’usato. Ogni bancarella, negozio dell’angolo, soffitta dell’amico, mercatino, asta online ecc. ha una copia di quel disco in vendita. Perchè nessuno venditore di dischi NON vende Thriller. E quel mercato non è tracciato. Per non parlare di quello illegale in rete.
Lo hanno comprato in 60 milioni con lo scontrino, ma ad averlo ascoltato, ad averlo posseduto, ad avercelo sugli iPod saranno anche più di 100 milioni. E questo vale per tutti i dischi grandi, ma ancora di più per quelli piccoli. Venduti sottobanco ai concerti, regalati agli amici, passati alla stampa e stampetta cercando notorietà.
Le visualizzazioni su Youtube non mentono. Il problema è che se su due milioni uno guarda solo il primo secondo potrebbe non essere tanto affidabile dal punto di vista del commercio. Ma chi ci si affida in questo senso?
Infatti Paolo ci rincorriamo in ascensore. Tu hai parlato di Cohen e io del Boss ,del Macca e di Waters a proposito di eta’, vedi che gira e rigira tra rockers ci si capisce ?
)))) ps ho sentito il nuovo Bad Religion e sembra di essere tornati al punk rock dei bei tempi. Poi saltando a pie’ pari ,oggi mi sono rilassato con il nuovo di Mario Biondi, raffinato piu’ che mai. Non so perche’ ma quando sento la sua voce e la sua musica mi vengono in mente solo drinks e belle donne:))))))))
Buzz, l’età conta fino a un certo punto. Leonard Cohen ha 76 anni e ha pubblicato uno dei dischi dell’anno. Conta l’ispirazione, la voglia e la fame. L’età è relativa.
A tutti credo dispiaccia invecchiare! E a me dispiace anche per Vasco .Sono un suo vecchio fan . Ma credo si continui a non capire e allora dico pazienza. I membri degli u2 sono del 1960 e 1961 , Vasco del 1952. E credo che in ogni campo della vita dall’ambito lavorativo allo sport e spettacolo 8/9 anni significhino molto. Poi ripeto a ognuno le proprie idee e le proprie convinzioni. Sul nazionale ed internazionale Alex non hai fatto che ripetere quanto ho detto io. Ma alla fine della storia, amiamo Vasco e questo e’ quello che conta. A me purtroppo le sue ultime opere artistiche non piacciono e dal vivo e’ molto scaduto rispetto ai bei tempi. E il paragone con u2 non regge, lo dice la storia. Paolo ,scusa, puoi avere fonti attendibili, ti credo e’ il tuo lavoro ma se provi a dare una sbirciatina ai maggiori siti dei fan club di Stati Uniti, Spagna, Italia, Olanda ecc vedrai che i 4 di Dublino stanno lavorando sodo e non pensano certamente ne’ al ritiro ne’ ad altro. E anche quelle sono fonti attendibili con placers ben informati che stanno alle calcagna dei loro /miei beniamini ogni giorno. E comunque come sempre vale il degustibus sia nelle proprie idee che sulla musica. Da li’ non si scappa.Ciao ciao.
ps guarda caso c’e’ proprio oggi un articolo sulla stampa.it che parla di ritorno di Vasco live proprio come per gli u2 a Torino. Con le dovute differenze del caso.
Estranged hai detto la cosa giusta. Come di tutte le persone che ami, bisogna accettare il lento tramonto e godere che sia davvero lento e non troppo traumatico per loro e per le persone che li seguono. Per quanto ne so gli U2 sono proprio in questa fase: accettare la parabola discendente con serena rassegnazione oppure sfaldarsi e cercare nuove e improbabili strade chiamiamole “antiage”. Le mie fonti sono estremamente autorevoli.
Buzz, Bowie è di caratura internazionale, Vasco no. Come non lo sono buona parte dei cantanti italiani. E’ un discorso vecchio come il mondo, è la lingua inglese o americana che in questo senso fa la differenza e nient’altro. Quindi il paragone su popolarità e quant altro non è fattibile. Però, ripeto, se non si accetta il lento tramonto di Vasco, lo stesso discorso deve valere per altre grandi star. Il mio ragionamento era semplicemente questo. E cmq, a mio parere, Vasco ha continuato a scrivere pezzi bellissimi, da Gli angeli alla recentissima Vivere o niente, uno dei suoi pezzi più belli e disperati..ascolta il live del 2011..la sua voce trema un pò, a volte cede, ma l’interpetazione è unica, sempre e comunque.
Molto carino quello dei Villagers. A me sono piaciuti anche i ” vecchi” Bad Religion, il pop di Christopher Owens con presenza di flauti che rende il suo pop vicino al progressive, la straordinaria Birdy giovanissima inglese dalla voce sensazionale, gli Arbouretum,il nuovo di Biffy Clyro, le Haim tre ragazze di L.A., Massimo Bubola e anche gli Esben and the Witch meno recenti. Un po’ deluso da Local Natives rispetto all’album precedente. Delusissimo invece da Eeels e Joy Formidable. Ciao a tutti.
Per caso avete sentito il.nuovo album dei The Villagers? Ad un primo ascolto mi e’ sembrato molto bello …Volevo un vostro parere da esperti…
Caro Estranged , sono un vecchio fan di Vasco , ho tutta la discografia e videografia, l’ho visto sette volte live tra San Siro,Bologna e Ancona. Ogni anno che e’ passato dai suoi grandi successi degli anni 80-90 non ha fatto che peggiorare sia nei dischi che nella sua presenza scenica. Negli utlimi tempi ha scopiazzato in lungo ed in largo sul merchandising e il palco una notissima band irlandese. Non accetto il tuo ragionamento e l’accostamento Bowie -Vasco. Io non ricordo questo flop dell’Olimpico del Duca Bianco ma senza dubbio puo’ esserci stato. Ora prova a rovesciare la padella o la frittata o la medaglia. Pensa cosa realizzerebbe o cosa ha realizzato il Blasco in Europa e cosa invece ha fatto Bowie. Quindi escludi l’Italia e metti tutto a rovescio. Cosa mi rispondi? E come dice Zago , col quale sono d’accordo una volta tanto, ma che mentalita’ abbiamo in Italia? Siamo sordi o siamo ancora cosi “popolari” stile pizza e mandolino? tu dici che in due ore Vasco ha esaurito i biglietti? Si ma per quanti concerti e dove? Per i prossimi 4 live in Italia? Facile! Chi fa sold out in pochi minuti in Italia e all’ estero? Pochi, ma veramente pochi big e basta, soprattutto , e’ ovvio, per gli stadi. Quindi non paragonare per favore Vasco a Bowie e viceversa, sono due mondi completamente diversi, due storie diverse, due tipi di qualita’ artistiche diametralmente opposti. Mi piace Vasco, ma Bowie e’ di un altro pianeta , scusami. Poi con tutto il casino che ha fatto sui social network beh mi aspettavo un brano migliore. Pare un disco da Zecchino d’Oro che anche un ‘orchestra di liscio avrebbe potuto realizzare. Poi la chitarra buttata la’ a caso cosa voleva essere un assolo di Gilmour? Ma per piacere. Era meglio se aspettava anche lui 10 anni e si ripresentava magari con dei concerti unplugged per pochi intimi , che voler fare a tutti costi canzoni orrende per testi e musiche e concerti dove sicuramente restera’ fermo come una statua e poi lascera’ il microfono agli altri per sparire durante ogni canzone dietro al palco. Quindi scusa, ma personalmente non accetto il tuo punto di vista che in ogni caso non cambia nulla.Sono solo scambi di opinioni, poi ognuno si tiene la sua. Music has the power, rock on!
Ha finalmente un titolo il 13° album della carriera dei Depeche Mode: ‘Delta Machine’. Uscirà il prossimo 26 marzo per la Columbia con la copertina che vedete a lato. E’ prodotto da Ben Hillier e mixato da Flood.
Dice Martin Gore nella press-release ripresa da ‘Nme.com’: “Scrivere questo disco è stato molto laborioso, volevo che il suono di questa raccolta di canzoni fosse molto moderno. Voglio che la gente si senta bene quando sentirà questo album, che provi una sorta di pace interiore. C’è qualcosa di magico dentro.”
La scaletta è composta da 13 tracce, queste:
1. Welcome To My World
2. Angel
3. Heaven
4. Secret to the End
5. My Little Universe
6. Slow
7. Broken
8. The Child Inside
9. Soft Touch/Raw Nerve
10. Should Be Higher
11. Alone
12. Soothe My Soul
13. Goodbye
thanks to indie- rock.it
bah!..per quanto ne so, e magari mi sbaglio, Bowie ha cavalcato la popolarità del pop anni 80 ed infatti è in quegli anni a cavallo tra la fine 70 e inizio 80 che ha prodotto di più (ogni anno praticamente) e venduto di più. Primo in UK, raramente nel resto d’Europa, inesistente o quasi in America. Visto che si parla di successo commerciale sarei curioso di sapere quanto ha venduto in carriera… Poi non metto in dubbio che sia un grande artista ma lo metterei uno o due gradini sotto i più grandi.
Paolo ti ricordo l’ultimo concerto di Bowie all’Olimpico..non ricordo quale anno. Un’ora e mezza scarsa davanti a quattro gatti… Io mi tengo il grande Vasco, stanco e affaticato, ma i biglietti vanno via in due ore.
Anche senza una minima nota sul titolo, la tracklist e la cover dell’imminente tredicesimo album, i Depeche Mode hanno annunciato l’uscita del primo estratto per il prossimo 5 febbraio: si intitolerà ‘Heaven’ e sarà pubblicato dalla Columbia Records.
Per il momento nessuna anticipazione del pezzo, ma può comunque essere pre-ordinato sul sito ‘Amazon.com’. Non dovrebbe trattarsi della canzone, anch’essa senza titolo sinora, anticipata lo scorso ottobre in una conferenza stampa a Parigi .
Vi ricordiamo che la band inglese si esibirà in Italia per due date: giovedì 18 luglio allo Stadio San Siro di Milano e sabato 20 allo Stadio Olimpico di Roma.(indie-rock.it)
Bowie è sicuramente tra i più grandi di sempre. Ha avuto alti e bassi, ma la quantità e la qualità degli alti ha pochi pari nella storia della musica.
“SOLONI”, ekkekkavolo di tastiera…
Dopo un calice di Soave “Monte Alto” di Ca’ Rugate del 2009 mi perdonate, vero?
Luka
Paolo, volevo dire “solini”… ovvio
Luka
Io sono solo un appassionato, ma l’ultima canzone che la gente riconosce immediatamente di Dylan quale è? Ve lo dico dopo…
Quanto a Bowie nessuno lo tocchi, plis. Non sono un suo fan sfegatato. Ma riconosco che è un grande artista. Ha inventato un modo di fare musica al quale molti si sono subito accodati. Sono passati 10 anni dal suo ultimo disco? Quanti ne sono passati da So di Gabriel a Us? Ben sei… per dire.
Un artista non si misura certo per la quantità della sua produzione, ma per la qualità.
Poi rimaniamo sempre sulle nostre posizioni, è chiaro.
Vasco? Cerca di sopravvivere. Io la vedo così.
Problema suo.
Luka
p.s. Paolo occhio si dice in giro che Bowie con Jagger si sia divertito parecchio
ah ah ah ah ah
quando incontro dei “solini” che parlano di Dylan chiedo loro di fischiare una canzone recente dell’artista… ebbene nessuno, dico nessuno, riesce a ricordarsi una canzone che lo abbia colpito. E quando io fischietto “Hurricane” ecco che tutti sorridono…
A Bristol aria di mare che fa bene a tanti provenienti da quella bella citta’ (da dove si vede lo splendore del Galles in lontananza )oltre ai Portishead. Mentre Bowie ha pubblicato qualcosa di ufficiale ma e’ un live del 1972 mi pare, live in Santa Monica o roba del genere. Era un bootleg poi entrato a far parte della discografia ufficiale pochi anni fa, non piu’ di tre. Convengo su Eno la cui genialita’ si e’ palesata non solo con u2 ma anche con altre iniziative di altre band, con side projects e con vari album solo. Anche “soli” sia Eno che il canadese Lanois sono dei mostri. Ciao a tutti.
Non faccio fatica a crederci Paolo, è una personalità superiore. Paragonabile solo ai grandissimi: Hendrix, Ravi Shankar, Miles Davis, Robert Wyatt, Karlheinz Stockhausen (e consentimi anche Captain Beefheart
). Gente cosi.
Don Van Vliet, ho incontrato Bowie quasi per sbaglio in un hotel. E’ talmente magnetico che quasi sono rimasto calamitato dal suo sguardo.
Anzi Paolo, ti dirò che mi fa piacere soffermarmi un attimo su Bowie per vari motivi:
- Scegliere di fare uscire un disco dopo dieci anni è sintomo di grande umiltà per uno come Bowie che potrebbe facilmente entrare in classifica con un disco ogni due anni. Prendere coscienza che non è possibile all’ età che ha avere qualcosa da dire ogni anno come ai bei tempi (penso alla trilogia di Berlino <3), prendersi un lasso lungo di tempo per raccogliere le idee è un sintomo di grande coscienza delle proprie capacità.
- A volte far passare tanto tempo tra un disco e l' altro significa puntare sulla qualità e curare i dettagli. Pensiamo ai Portishead: sono usciti con Third nel 2008 a ben 11 anni di distanza dal secondo disco con cui erano all' apice della popolarità. Eppure il gioco è valso la candela, Third è quasi unanimamente riconosciuto come grandissimo disco ed in molti (me compreso) prendono tempo per esprimersi sul peso che ha avuto un' uscita del genere. A cinque anni di distanza ancora sono frastornato.
- Qui passo spesso per quello Underground che si emoziona solo per l' ultima uscita dell' ultimo musicista finlandese che ha intrapreso una svolta elettronica al contrario di quanto mostrato nell EP noise.
In realtà non è cosi. Amo il pop, amo Bowie, e purtroppo a volte parlando con dei "rockers" questi sembrano non aver afferrato la grandezza di questo personaggio e si limitano al "bel pezzo Life On Mars". Eppure parliamo di uno che ha esercitato un' influenza quasi totalizzante dagli anni '80 in poi. E non solo nel pop. Un motivo c' è, è che i suoi dischi sono bellissimi, non ne cito nessuno per non fare un torto a qualche altro che rimarrebbe fuori, ma il suo è un canzoniere fuori dall' ordinario, al di sopra dell' eccellenza.
Su Bowie condivido Don Van Vliet: sono dieci anni che non pubblica un disco!!!!!!!!!!
Eh no! Il discorso su Bowie è appuntabile eccome! Non entra in classifica dal 2003 semplicemente perché non esce con un disco inedito da quell’ anno! E con quel disco fu al n 1 della classifica europea! E c’ è da scommettere che entrerà in classifica anche con il prossimo album come ci è entrato il singolo. Mi dispiace ma dire che non se lo caga nessuno semplicemente non è una cosa vera. Poi si può parlare della qualità, con me sfondi una porta aperta.
Su Dylan anche non condivido per nulla quello che dici perché time out of mind è un disco estremamente significativo all’ interno della sua discografia. E questo è il parere non mio bensì di gran parte dei conoscitori di Dylan. E’ chiaro che per parlare così la discografia di Dylan bisogna conoscerla a Time out of mind bisogna averlo ascoltato. Quindi anche qui io dei dubbi grossi li avrei.
Ma il discorso tutto sommato è un altro. Non pretendo da Vasco Rossi che faccia la rivoluzione così come non l’ ho preteso da Fay e Womack. I suoi dischi migliori resteranno i primi, e non ci piove. Ma mentre altri cercano di mantenere alto il livello della propria scrittura pur senza una cifra innovativa stilistica Vasco Rossi ormai non ha più niente da dire, ed infatti non lo dice, piuttosto scade nel trash. E purtroppo non è la prima colta che accade. L’ innovazione non è l’ unico motivo di interesse all’ interno di un disco o di un pezzo, ma qui non ce ne sono neanche di diversi.
estranged, mi limito a dire che Bowie non va in classifica dal 15/18 perché non pubblica dischi dai tempi di Caporetto……!!
Provo ad essere accomodante anche io..Bowie avrà pure fatto bei pezzi ultimamente (secondo te ovviamente), ma non va in classifica dal 15/18..quindi il concetto del non se lo caga nessuno è inappuntabile. Poi a me non è mai piaciuto, forse perchè non ho vissuto i suoi anni.
Dylan (che apprezzo) ha fatto bellissimi pezzi anche dopo il ’65 (vedi Knocking on heaven’s door), la mia era chiaramente una provocazione per dire che gli ultimi trentanni sono stati poco signficativi. E anche su questo non credo ci siano dubbi.
Come era una provocazione dire che Elton Jonh (che adoro) canta solo ai funerali, visto che l’ultimo tour è stato meraviglioso e sold out ovunque, e nel 2013 ricominincia.
Volevo semplicemente dire che i grandi, come è ovvio, vivono di rendita, ed è sufficiente che facciano uscire qualcosa di interessante, non per forza un album intero, per continuare a stare lassù in cima. Anche perchè non hanno davvero nulla da dimostrare. E’ ciò che fa Vasco da 10 anni circa, con un pò di fatica certo…ma io me lo ascolto sempre con piacere.
Io provo ad essere accomodante.
Bowie non se ‘ è cagato nessuno? Sono balzati tutti dalla sedia! E giustamente perché il pezzo nuovo è bello, niente di nuovo va bene, ma bello.
Dylan non azzecca un pezzo dal ’65? Nel ’75 faceva uscire un capolavoro immane come Blood on the tracks e l’ anno dopo sarà la volta dello splendido Desire, nel 1997 esce time out of mind che è un disco ancora una volta straordinario e c’ è persino chi si spella le mani per “tempest”. Intendiamoci, io non sono tra quelli ma con roba tipo “Buoni o cattivi” c’ è l’ Oceano Indiano in mezzo.
Nessuno pretende che la rivoluzione dal primo all’ ultimo album, ma una cosa è invecchiare producendo dischi brutti (sempre a giudizio di chi scrive) e un’ altra è fare uscire dischi dignitosi o addirttura belli. Se ben ricordi noi siamo stati i primi ad elogiare il ritorno di Bobby Womack e Bill Fay. Nessun preconcetto contro chi non innova a tutti i costi, insomma.
Don, dai…non dovevi;)
Su Vasco solito accanimento. Ma perchè pretendere da Vasco che non faccia il Vasco?? e soprattutto, perchè pretendere che a 60 anni abbia la stessa ispirazione di venti, trentanni fa??? Impossibile. Ditemi un solo grande della musica che ha conservato il genio degli anni migliori!! Guardiamo i più grandi: Elton Jonh canta solo ai funerali, Dylan miagola e non azzecca un pezzo dal ’65, Bowie non se lo caga nessuno, a Jagger salta il femore ogni volta che balla. Su, dai…di Vasco c’è sempre bisogno, anche di questo Vasco un pò datato e polveroso. La sua maleducazione, la sua sensibilità, la sua nostalgia..teniamocele strettissime, perchè quando deciderà di smettere ci mancheranno tanto….e la musica italiana sarà nelle mani di Tiziano Ferro (con tutto il rispetto per la sua voce).
Grazie estranged…
Bravo Alex.
Ops.. Errata corrige: ridondante e scontato
Concordo con Paolo. Il pezzo di Vasco è un pezzo da Vasco. A tanti non piacerà per tanti altri sarà molto gradito. Poi francamente anche io penso abbia fatto di meglio, ma ogni volta ribadire che da vent’anni non è più lo stesso e bla bla bla .. Credo sia ormai riscontante. Con ogni limite artistico personalmente lo preferisco in ogni caso a tanti altri, underground e non, spesso osannati da webzine e stampa
Musicale.. Poi alla fine son gusti..
A tutti. Certo il pezzo di Vasco ritnego sia meglio di quanto mi aspettassi. Ma se si considera il vero Vasco, quello che tutti noi amiamo, siamo distanti anni luce. Ma credo che quello non tornerà mai più e dobbiamo farcene una ragione.
Vabbé il pezzo di Vasco Rossi è il solito pezzo banale che fa uscire da tanto tempo a questa parte seppur ben curato in produzione. Ciò non lo eleva comunque dalla banalità in cui sguazza felicemente e che si dimostra anche fruttifera a livello commerciale. Buon per lui, non per me.
Estranged io continuo a sostenere che Eno abbia scritto canzoni bellissime, negli U2 più che una collaborazione vera e propria si è comportato da ingeniere del suono. Per esempio una collaborazione vera fu quella con David Byrne che diede luogo ad un album bellissimo intitolato “My life inthe bush of ghosts”. Eno è stato una figura cardine della musica moderna ma visto che sono stato aggressivo fatti dedicare un pezzo:
errata corrige da vergogna:
l’ho ascoltata e guardati, somaro da corsa d’un buzz!
Mai arrendersi Paolo, tu sai che noi tutti si discute come a tavola tra amici davanti a del buon vino o a una bella birra. Mica facciamo le gare come all’asilo ah ah ah ah
ps dai questa non c’entra nulla ma la racconto:
ah bello io su quell’aereo nun ce salgo aho’, decolla! Ma che de colla e colla aho’,quello e ‘ de latta.
pezzo di Vasco indifendibile, come quasi tutta la sua discografia da vent’anni a sta parte
Buzz mi arrendo….
Ecco lo spartiacque : quello che c’e’ tra musica bella e quella brutta. Tra il IV del dirigibile e le nenie con testi fatti con la fotocopiatrice di Vasco. Che poi quello sia un chitarrone Paolo , mi meraviglio di te. Allora quelle di Hendrix, Clapton, Page, Blackmore, Bolin, May,Hackett e via dicendo cosa sono? Oggi mi sembra che ti sei alzato dalla parte sbagliata del letto Paolo, ma fa nulla domani andra’ meglio dai, l’importante e’ non fare il patacca, Degustibus, a me la canzone di Vasco fa rabbrividire.Pensa che lo ascoltata con mia moglie (non che io e lei siamo degli intenditori per carita’), ci siamo guardai e le prime parole all’unisono sono state…..”ma sono tutte uguali?”. Fermo restando che io sono un fan di Vasco, ma quando basta , basta.
Grazie Alex, da Vasco Rossi mi aspettavo un pezzo più lagnoso. Mi ha stupito.
Ciao Paolino, bello il tuo articolo sul Blasco! Uhm immaginavo non passasse da Milano causa sold out di concerti…peccato però…anche se fuori forma continuo a preferirlo ad altri suoi connazionali a cui è stato concesso…
Buzz io non lo conosco lo spartiacque tra musica dignitosa e no. Vasco ha fatto una canzone (canzoncina) con un bel chitarrone e un testo semplice. E allora?? Cosa doveva fare?? Led Zeppelin IV??
dipende Paolo quale e’ , in musica, lo spartiacque tra la musica dignitosa e quella meno dignitosa. E se sa fare cosi’ e non meglio di cosi’ beh ancora peggio. Cosa c’entrano i Van der Graaf Generator? Perdonami ma non lo capisco.ps con tutto il casino che ha fatto Vasco negli ultimi tempi su Fb e dintorni credo che la dignita’ lui l’abbia persa da tempo.
Buzz, non essendo io un grande tifoso di Vasco Rossi ho trovato questo brano più che dignitoso. Da quando in qua Vasco Rossi deve far dischi come i Van der Graaf Generator dei bei tempi?? Lui è quella roba lì….
D’accordo con Zago su tutti i tre punti..
Don d’accordo con te su Andy Wharol (mi era passato di mente nell’altro intervento), soprattutto per i testi incomparabili e visionari..ciò che Luca vuol dire, forse, è che nonostante il grande valore espressivo, ci sono senz’altro album di maggior impatto emotivo all’ascolto..
Su B. Eno, mi ha sempre incuriosito la sua fruttuosa collaborazione con gli U2 e perciò nella mia discografia decisi di inserire Before and after the science..la bella musica per me è altro Don..magari mi sbaglio
Il nuovo singolo del Blasco.
Tornare alla ribalta per presentare un disco dal testo cosi’ elementare e banale, con le musiche di una boyband e comunque insignificante in genere, beh se Vasco aspettava in silenzio cercando di realizzare un prodotto migliore forse faceva piu’ bella figura.
Anche nel video lo scopiazzamento mal riuscito del video ultimo degli Stones ha di che far restare basiti.
Caro Vasco, accetta il tuo invecchiamento e tieniti in disparte fino a quando non ritornerai ad essere grintoso e pieno di energie come un tempo.
ENNESIMO DECESSO , TROPPI IN POCHI GIORNI DA INIZIO ANNO. SPERAVO NON ANDASSE A FINIRE COME IL 2012.
E INVECE ECCO CHE SE NE VA IL BASSISTA STORICO DEI VAN DRE GRAF GENERATOR. R.I.P. A COMUNICARLO PROPRIO PETER HAMMIL.
Nic Potter , bassista storico dei Van Der Graaf Generator è scomparso il 17 gennaio dopo una lunga malattia, all’età di 61 anni. Ne ha dato notizia Peter Hammill dal suo sito.
Potter era nato il 18 ottobre del ’51 ed aveva fatto parte di un gruppo chiamato The Misunderstood nel quale conobbe il batterista Guy Evans assieme al quale decise di unirsi ai Van Der Graaf in tempo per prendere parte alle registrazioni del secondo album The Least We Can Do Is Wave To Each Other del 1970, uno dei capolavori del progressive inglese.
Riesce ad arricchire il suono della band con una timbrica morbida e avvolgente ma si scontra con la personalità di Peter Hammill e durante le registrazioni del successivo “H to He, Who Am the Only One” lascia il gruppo dopo aver contribuito a brani immortali come “Killer”, “The Emperor in his War Room” e “Lost”.
Peter Hammill aveva in realtà un’alta considerazione di Potter (che lui chiamava Mozart) e finì col volerlo spesso nelle session di molti dei suoi album solisti, oltre a richiamarlo nei VDGG nel 1977 (quando il nome viene abbreviato in Van Der Graaf dopo l’abbandono di David Jackson e Hugh Banton) realizzando “The Quiet Zone/The Pleasure Dome” e il live “Vital”.
Potter ha collaborato con altri artisti, tra cui Tony Pagliuca e Tolo Marton ex membri de Le Orme, oltre ad alcuni album solisti.
i dischi dei Velvet e Nirvana sono storia e penso che nessuno possa discuterli.
Su Madonna caro Don : avra’ anche fatto storia ma resto dell’idea che il suo operato a me fa divertire nel senso che posso ballarla. Ma lei non sa ballare, ne’ cantare, ne’ suonare e la sua musica per me e’ a livello zero sotto zero. Poi l’esempio che ha dato alla gente di lei e del suo pensiero, vabbe’ lasciamo perdere. Certamente non la amo, ci hai preso!!!! La storia della musica moderna da Elvis e anche prima e’ sempre stata contrassegnata da “spartiacque” indiscutibili, soprattutto per generi musicali. Qualcuno dubita sui Beatles e Stones, su Ledzep e Deep Purple, sui Genesis nel progressive e i Floyd nel loro genere (unico direi), poi la new wave anni 80 e il punk immediatamente prima, il 90/91 col grunge e via dicendo? Sono dati inconfutabili , da questi avvenimenti epocali non si prescinde, modesto parere.Ogni periodo, ogni decennio , da sempre ha avuto una precisa connotazione nel sociale, sul pentagramma e sugli esecutori delle note scritte sul medesimo. E ovviamente di esecutori ce ne sono stati piu’ di uno. Certo se pensiamo alle classifiche in Italia a dir poco vergognoso e che un biglietto per gli One Direction in Arena arriva a costare 4500 euro beh qui ogni teoria puo’ cadere. Ma per fortuna storia della musica e teorie sono inconfutabili, incontrovertibili, indiscutibili! Sono talmente radicate dentro di noi appassionati e negli addetti ai lavori che nulla le puo’ scalfire. Nemmeno Pupo o i Nickelback (che ahime’ a forza di milioni di dischi venduti avranno comunque un posticino negli almanacchi fruibili da chi verra’). Ossequi.
Ciao a tutti!
Leggo con molta curiosità le vostre argomentazioni, sempre interessanti e di grande spessore.
Mi concedo un piccolo off-topic, all’insegna della melodia e del genere che prediligo: beccatevi il nuovo singolo degli Hardcore Superstar! Immensi…
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=H5rwfgxFEIU
Per quanto mi riguarda, l’unico “limite” di Jocke Berg è quello di essere nato con quindici anni di ritardo. Diversamente la sua grandezza sarebbe nota ai molti.
quel disco è storia per tre motivi
1) a prescindere da tutto è un disco completo, compatto, contemporaneamente duro e accessibile e songwriting di grande impatto
2) ha lanciato il grunge su scala mainstream, movimento che bene o male ha dominato (con tutte le eccezioni del caso, vedi RHCP/crossover in USA o madchester/proto-britpop in UK) fino alla morte di Cobain. Lasciando poi posto al pop-punk e al post-grunge subito dopo.
Già negli anni ’80 decine di band della scena alt USA (Sonic Youth, Pixies, Husker Du, Mudhoney ecc… ecc..) avevano fatto storia in direzione grunge, ma quel disco è stato quello della svolta sociale. Un grande spartiacque come fu quello del punk 76/77.
Non è il miglior album di quell’anno e forse neanche quello più influente (per me rimane “Loveless” dei My Bloody Valentine) ma è storia.
3) morte di Kurt Cobain: inutile prendersi in giro, quando avvengono certe cose anche il ricordo/impatto storico aumenta.
Ho avuto bisogno di un’ oretta per riprendermi dalle cose che ho trovato scritte
. Iniziamo:
“se è per questo la storia non l’ha fatta nemmeno la colonna sonora di Titanic”
Hai ragione! Quindi? Ti sto convincendo per caso?
“La storia della musica, non è l’evoluzione del suono (…) E’ fatta da quelle canzoni secche e perfette, e da quegli artisti che attraverso la musica e la presenza scenica hanno segnato un’epoca, diventando fenomeno di massa, quasi sociale.”
A parte la difficoltà di convincere Buzz che Madonna abbia fatto storia non mi pare che il disco di Shania Twain corrisponda alla tua stessa descrizione. Che poi capire cos’ è una canzone “secca e perfetta” mi sembra una difficoltà non da poco, soprattutto capire che si intende con “secca”. A intuito si escluderebbe tutto il prog, comunque ci sono dischi che musicalmente segnano un’ epoca pur non diventando fenomeno sociale. Difficile negare che gli Slint abbiano segnato indelebilmente gli anni ’90, per dire.
“Eno (…) non ha mai scritto un pezzo con un inizio ed una fine.”
Eeeeeh??? Cosa???? Estranged a ripasso della discografia di Eno SUBITO! Escludiamo pure i Roxy Music e le collaborazioni varie (tra cui Bowie) che non mi piace vincere facile, ma ti consiglio vivamente di rimettere su almeno: Here come The Warm Jets, Taking Tiger by the Mountain (questo è enorme), Another Green World e Before and Science. Vediamo se dopo questo ripasso non ti senti più in colpa a scrivere questa blasfemia!
“esempio lampante è Nevermind (e non sono fan dei Nirvana, anzi…)..tre accordi tre, arrangiamenti ai minimi termini, suono sporco, anzi sporchissimo. Evoluzione del suono?”
No, questo è il semplice esempio per cui innovare non sempre significa aggiungere, a volte innovare significa togliere. Ma questo penso di averlo detto dal primo post. Poi chiaramente i Nirvana non è che si limitarono a togliere ma proprio a riconcepire il veicolo espressivo.
“Quanto alla banana di Nico con i Velvet, quel disco si ricorda solo per la copertina di Wharol, non certo per quello che ci è registrato sopra, dai…”
Luka ti voglio bene ma questa non posso lasciartela passare
Con quel disco probabilmente hanno influito come nessun altro negli anni a venire. Con quel disco hanno codificato il linguaggio dell’ avant-rock pur senza perdere l’ attitudine pop (Sunday Morning, I’ m Waiting for The Man), inciso per la prima volta ballad di matrice pessimistico/esistenziale (All Tomorrow’s parties, I’ll be your mirror, Femme Fatale), anticipato il noise rock di quindici anni (Venus in Furs, The black angel..), portato il concetto di loop e ripetizione di derivazione avanguardistica nel rock (Heroin, European Son). Per non parlare del ribaltamento della prospettiva con cui trattavano temi più e meno convenzionali, della Viola di Cale, degli inserti di Nico… No dai, non mi toccare proprio questo disco.
esempio lampante è Nevermind (e non sono fan dei Nirvana, anzi…)..tre accordi tre, arrangiamenti ai minimi termini, suono sporco, anzi sporchissimo. Evoluzione del suono??..direi involuzione del suono…eppure in copertina in ogni enciclopedia del rock. Quella violenza, quella disperazione, quel limite così sottile tra arte e vita reale..è questo che lascia il segno per sempre. Almeno secondo me.
se è per questo la storia non l’ha fatta nemmeno la colonna sonora di Titanic, ma in quella lista ce ne sono tanti di album strepitosi. La storia della musica, caro Don, non è l’evoluzione del suono…allora si Eno è tra i primi, salvo il fatto che non ha mai scritto un pezzo con un inizio ed una fine. E’ fatta invece da quelle canzoni secche e perfette, e da quegli artisti che attraverso la musica e la presenza scenica hanno segnato un’epoca, diventando fenomeno di massa, quasi sociale. E non farmi il solito esempio dei Backstreet boys, o come cacchio si scrive, perchè sono durati 2 anni, come tutte le boyband. Non è un discorso di mercato, o per lo meno non solo di quello..non è il mercato che rende immortali.
Concordo con Don. Gli album presenti nella classifica, degli artisti che apprezzo, credo siano indicativi per la consacrazione commerciale (nel senso di vendita) delle band\artisti. Tuttavia gli album che hanno fatto la storia, non solo della musica ma anche solo degli artisti presenti sono sicuramente altri.
Don, come mai quella parentesi (ma forse) dopo “The dark side”? Posso concordare su Abbey Road come impronta futura per un certo tipo di musica. Quanto alla banana di Nico con i Velvet, quel disco si ricorda solo per la copertina di Wharol, non certo per quello che ci è registrato sopra, dai…
Luka
Come on Over di Shania Twain ha fatto la storia? Piaccia o meno per fortuna non è stato così.
Ed in generale l’ influenza esercitata da gran parte di questi dischi è molto ridimensionata da quello che è successo dopo la loro uscita. Un disco come Velvet Underground & Nico ha connotato la musica a venire come nessun album presente nella lista forse ad eccezione di Abbey Road e The dark Side (ma forse).
Insomma, mi sta benissimo la lista dei dischi più venduti ma poi quelli che hanno segnato il corso dell’ evoluzione del suono sono altri, anche solo limitandoci alla musica leggera. Se poi dovessimo aprire all’ avanguardia citerei Brian Eno “Avant-garde music is sort of research music. You’re glad someone’s done it but you don’t necessarily want to listen to it”.
piaccia o no, la storia l’hanno fatta questi album..che a parte qualche eccezione rappresentano musica di alto livello.
sul discorso inediti, d’accordo con te Paolo..un’operazione commerciale bella e buona, e spesso fasulla, almeno secondo me
Domani esce il nuovo album dei Rock-Punkers tedeschi Unantastbar. A me personalmente il nuovo singolo Hoch das Glas è piaciuto parecchio. Veloce, allegro e spensierato nonchè degno erede del precedente album “Schuldig”.In italia sono molto Underground, in Germania (forse anche per la lingua utilizzata) sono passati anche da MTV. Spero vivamente di riuscire a vederli dal vivo in Italia nel corso del 2013.
A dirla tutta Paolo ricordavo che era una ricorrenza che capitava nel mese di Gennaio ma non il giorno esatto. Diciamo che il grandissimo Beefheart è totalmente al di sopra del discorso delle vendite. Eppure credo che sia un nome che gira molto di più ora (o comunque dalla metà degli anni zero) rispetto agli anni ’70 e che ormai si stanno giustamente delineando i contorni della leggenda per questo personaggio eroico.
Per chi mastica un po’ l’ inglese sul tubo c’ è un documentario su di lui ideato dal grande John Peel. Ragazzi per fare musica nel 2013 Beefheart “va saputo”, credo sia un dato di fatto
Caro Don Van Vliet, lo sai che oggi 15 gennaio Captain Beefheart compirebbe gli anni??
O SI CAMBIA LA COSTITUZIONE
O S’IMBRACCIA IL MITRAGLIONE
album piu venduti in italia nel 2012 (stime)…
http://worldwidealbums.blogspot.com/2013/01/album-piu-venduti-del-2012-in-italia.html
che roba… un paese fermo nella melma (e i singoli sono ancora peggio, mi chiedo cosa ci sia nel cervello dell’italiano medio)
Dovremmo puntare su gente come i Brothers in Law (l’album che esce a fine gennaio è molto bello), gente che va a suonare al SXSW e invece… i soliti parrucconi (notizia di oggi i “super” ospiti di Sanremo… al bano, cotugno e ricchi & pover… avanti così).
secondo me hai ragione Lucia sugli inediti, ma per le “cariatidi nazionali” non per una leggenda come Hendrix o altri. Il mio modestissimo punto di vista. Basta poi ascoltare il brano che ho postato, beh insomma Jimi e’ sempre Jimi.
Buzz sta’ storia degli inediti mi ha nauseata.
Fra 1 secolo ci saranno ancora inediti degli inediti degli inediti? Mah… non siete un pochino un pochino scettici in merito?
BLACK SABBATH, AMICI ROCKERS!
Il nuovo disco per il quale la band ha lavorato intensamente per un lungo periodo con il producer Rick Rubin, ha un titolo ed è cioe “13″. Uscirà in giugno per la label Vertigo.
Alla bateria Brad Wilk, dei Rage Against The Machine.
Non male vero?
Ecco un video di un recente live della band a Birmingham.
@francesco:su wikipedia si trovano le liste degli artisti col maggior numero di copie vendute.se va a controllare,noterà che accanto al numero presunto (nel caso dei queen circa 300 milioni)vi e’poi il numero più probabile basato sui dati delle varie industrie fonografiche!in quel caso,accanto al nome queen,vi e’scritto “dalle 150 alle 180 milioni di copie vendute”, un numero molto più realistico!lei ha citato Champions of the World,che non e’del 92 ma del 95…e’secondo me ragionevole pensare che una band come i Queen che ha pubblicato 15 album da studio,almeno 3 live album degni di nota,2 grandiosi greatest hits,abbia incrementato dal 95 ad oggi il numero di vendite di circa 30/50 milioni!insomma,sono passati 18 anni e anche le nuove generazioni amano i Queen…non mi sembra una cosa così strana!
JIMI FOREVER!
E’ stato pubblicato il primo singolo dell’album di inediti di Jimi Hendrix che sarà pubblicato il prossimo 5 marzo: si tratta di Somewhere che anticipa l’uscita di People, Hell & Angels.
12 tracce registrate tra il 1968 e 1969 in cui il chitarrista mostra il suo lato creativo nella sperimentazione psichedelica.
Di seguito la tracklist:
1. Earth Blues
2. Somewhere
3. Hear My Train A Comin’
4. Bleeding Heart
5. Let Me Move You
6. Izabella
7. Easy Blues
8. Crash Landing
9. Inside Out
10. Hey Gypsy Boy
11. Mojo Man
12. Villanova Junction Blues
Dalai editore ha pubblicato una delle biografie più complete ed apprezzate sul mito di Jimi Hendrix, Scusami sto baciando il cielo di David Henderson.
Io sono sempre stato scettico nei confronti di queste liste, perchè ogni anno i valori vengono completamente stravolti nell’ordine del milione di copie (per non parlare poi di quando avviene un decesso… Li viene stravolto nell’ordine del miliardo). Ma la cosa che mi ha sempre fatto sorridere, sono le vendite totali accumulate dai gruppi, e/o cantanti. Mi ricorderò sempre quelle dei Queen: sul retro della Vhs “Champions of the world” (pubblicata nel 1992, cavalcando l’onda di Freddie Mercury), veniva detto che la band aveva venduto complessivamente 120 milioni di copie. Ora se si guarda Wikipedia, ne vengono segnate 300 milioni ( un trend che viene seguito anche da riviste, siti etc etc). 180 milioni di copie in 20 anni…
Palma Violets ho già l’album in promo, non è male… diciamo che la superficie è molto “band da NME” ma hanno già pezzi degni di nota e un bel tiro.
credo ne sentiremo parlare presto molto bene, negli ultimi mesi del 2012 le prime avvisaglie. Sono i Palma Violets, le Haim e Jake Bugg.
http://www.youtube.com/watch?v=poFXWUTEs1k
http://www.youtube.com/watch?v=G4cKnY87_qI
http://www.youtube.com/watch?v=sEwM6ERq0gc
Buona visione e buon ascolto
Scomparso il grande percussionista Karl Potter, aveva solo 62 anni.
Grande session man internazionale, lo ricordo con piacere nel periodo piu’ fulgido di Pino Daniele. Che riposi in pace.
A me personalmente non mi frega un bel nulla di quanto ha venduto tizio e caio, chi e’ in testa alle classifiche di vendita e via dicendo. Perche’?
Perche ‘ con internet i dati non saranno mai attendibili e cioe’: dischi fisici piu’ download legali non saranno mai un dato finale ed attendibile. C’e’ tutto il “sommerso ” e “piratato” che non consentono di quantificare realmente. Ad esempio: chi sa quante copie di in rainbows dei Radiohead sono state acquistate in vinile, cd, mpeg4 ? Chi sa quante copie di quell’album sono state downloadate gratis regolarmente? E quante quelle diciamo cosi’ irregolari?.
Personalmente dopo aver acquistato dischi per 37 anni e per 20 ad una media di 200mila vecchie lire a settimana per le mie ex due radio e aver pagato fior di quattrini (anzi regalato) alla Siae beh ora giudico io cosa val la pena acquistare e cosa downloadare come mi pare che fa anche rima. Si perche’ cari amici la Siae io dovevo pagarla per poter trasmettere i dischi e poi la pagavo sul costo reale del disco, quindi due volte. E come se non bastasse , dieci anni fa pagai anche 22mila euro di sanzione. Allora siccome sulla mia fronte non c’e’ scritto “jo condor” o “patacca”, ora compro quando e cosa voglio e scarico per preascoltare. Se poi qualcosa mi piace continuo a completare le mie 200 discografie ,forse anche piu’. Poi a parte i click sul tubo , ricordo, ma certamente lo saprete, che con google converter si puo’ trasformare un video in un mp3 molto facilmente ed in pochi secondi. Che significa? Che non occorre che escano ufficialmente certi pezzi su vinile o cd o su qualche posto tipo spotify,deezer, soundscloud, i tunes ecc. Basta venga presentato il video anche in anteprima e copiando la url e voila’ il gioco e’ fatto. Quindi, per concludere, resto dell’idea che ognuno si crea la propria discografia e la propria playlist o classifica da solo. Internet sotto questo punto di vista e’ stato una vera manna. Spesso un tempo si doveva acquistare a scatola chiusa, pochi i negozi dove era permesso un preascolto. Adesso prima di comprare puoi riascoltare tutte le volte che vuoi. Amen e che Dio vi benedica ragazzi.Passo al nuovo di New Order e alle Haim tre ragazze di Los Angeles delle quali si dice un gran bene. E poi non dimenticate i Palma Violets, azz come picchiano!
non colpevolizzerei alla cieca lo scaricamento illegale… Per molte realtà minori ha rappresentato una opportunità in più, soprattutto nel periodo 2007-2010.
Da un paio di anni la soluzione vera si chiama streaming legale e passa dai vari soundcloud, ai siti specializzati fino a realtà enormi come Spotify (a mio avviso la piattaforma definitiva, oltre che una vera e propria droga). Il possesso materiale diventa sempre meno importante, relegato agli appassionati (per questo torna su il vinile anno dopo anno), collezionisti o a chi ancora non è votato al mondo 2.0.
Per questo le classifiche di VENDITA con il tempo stanno avendo sempre meno importanza. Contare il download legale è stato un grosso passo in avanti, ma bisognerebbe in qualche modo unire i dati di streaming o simili altrimenti i numeri sono destinati a calare anno dopo anno.
Caro Luka ti do ragione.
Zago so che posso contare su di te. Torneremo sull’argomento.
Paolo, le classifiche sono fatte ad uso e consumo del marketing. Non vedo altre motivazioni. Inoltre, adesso se un artista vende anche solo 50.000 copie diventa subito disco di platino. Senza contare i “giochetti” (più o meno legali) per far sì che le vendite lievitino a livelli mai visti prima. Non citando i “conto vendita” su cui le vari case discografiche contano per lanciare il nuovo lavoro di tizio o caio.
Purtroppo lo “scarico selvaggio” ha rovinato anche questo aspetto della Musica…
Luka
conosco personalmente G.Vieira (sui forum specializzati si chiama MJDangerous), cioè chi ha compilato quella lista e posso assicurare che è la fonte più credibile disponibile in rete.
Thriller non ha mai venduto le tante decantate 100.000.000 di copie.
Oggi le cifre esatte di vendita (fisica e download legale insieme) sono già disponibili in USA, UK, canada, Australia, Francia… spero che il momento dell’Italia arrivi presto dopo anni di dischi di platino bufala (ora da un paio d’anni è tutto regolato sul venduto e non più sul distribuito, foertunatamente).
In Italia è vero che con meno di 5000 copie sei 1° nella chart settimanale (soprattutto d’estate) e per entrare in top 100 bastano anche 100-150 copie a settimana.