Toh, uno Stone intervista un Beatle
Senza giri di parole, per chi ama il rock questo programma è una goduria. Da mercoledì sei febbraio su Sky Arte (dalle 21.10, canale 130 e 400) partiranno le undici puntate del The Ronnie Wood Show: roba che in Italia neppure se la sognano. In sostanza è un incontro al vertice del rock vecchio stile. Il chitarrista dei Rolling Stones intervista, chitarra alla mano, tante superstar del rock, da Slash di Guns N’Roses a Mick Hucknall di Simply Red, e non lo fa da giornalista alla ricerca dello scoop: lo fa da collega. E molto spesso suona, improvvisa, divaga sui temi delle canzoni che trasmette come Long shot kick the bucket dei Pioneers. L’ideale per chi è appassionato di musica: e difatti questo show diventerà una autentica miniera per chiunque in futuro scriverà di rock. D’altronde se Paul McCartney dei Beatles (nell’ultima puntata) confessa a Ronnie Wood dei Rolling Stones che «pare che io sia entrato nei Beatles grazie alla versione di Twenty flight rock di Eddie Cochran che una sera ho suonato davanti a John Lennon alla festa paesana di Woolton» significa che questo show in qualche modo entrerà nella storia. Intanto spieghiamo: Ron Wood suona negli stadi da prima che Eminem nascesse, era nel Jeff Beck Group e poi nei Faces con Rod Stewart e dopo è stato cooptato nei Rolling Stones come unico musicista capace di arginare la distruttiva creatività di Keith Richards, insomma una leggenda. Poi, certo, ha avuto i suoi deragliamenti: alcolismo, violenze, matrimoni sbagliati. Però, per comprendere il significato del rock primordiale basta seguire la puntata che andrà in onda mercoledì. Ronnie Wood incontra Alice Cooper e, quando inizia a parlare di com’era Detroit tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, si sente rispondere: «I Faces erano i più grandi distruttori di stanze d’albergo in circolazione (…).
In una sera nello stesso club suonavano Iggy & The Stooges (con Iggy ricoperto di burro d’arachidi che tutto il pubblico gli leccava sulla pelle), gli Mc5 e Alice Cooper: tutto a quattro dollari». In un certo senso, è il senso del rock anni Settanta. Dopodiché, Ronnie Wood fa trasmettere Feed my Frankenstein, brano dall’album Hey stoopid del 1991 di Alice Cooper, che dice: «Mi avevano detto: per l’assolo di chitarra scegli tra Steve Vai e Joe Satriani. E io ho risposto: perché non scegliere tutti e due?». Così è stato: e quella canzone è uno dei suoi capolavori che tuttora «canto dal vivo in ogni parte del mondo». Alla fine questo è il significato di un programma che avrà un indice di ascolto sulla carta molto esiguo ma estremamente significativo sulle pagine della storia del rock. Perciò nel momento in cui Slash si esalta suonando la propria chitarra, Bobby Gillespie dei Primal Scream indugia sulle proprie influenze a metà tra Ray Charles e Velvet Underground o Mick Hucknall conferma di aver gusti a metà tra Janis Joplin e il poco conosciuto (qui in Italia) Gregory Isaacs, ecco tutto ciò vuol dire che il programma ha un valore enciclopedico che pochi altri hanno. Di certo a fare la differenza è il conduttore, coperto di rughe e di precedenti penali, quasi sempre impastato (si presume) dall’eccesso di alcol e quindi dalla rockitudine che è prescritta dal regolamento delle rockstar vecchio stile. Però, quando incontra leggende con Kelly Jones o Mark Ronson (produttore di Amy Winehouse), il rugoso Ronnie Wood mette al servizio della televisione il proprio know how: nessuna retorica, niente servilismi. In fondo l’intervistatore è una delle rockstar più esagerate del Novecento: e gli intervistati ne hanno spesso, come Pattie Bloyd o Ian McLagan, una sorta di candido, commovente timore reverenziale. E alla fine, in tutta quest’alluvione retorica che è la musica in tv, il Ronnie Wood Show è un timido esempio di come dovrebbe essere la musica spiegata sul piccolo schermo: con autorevolezza e pochi superlativi. Chi ha suonato o composto i capolavori non ha bisogno di superlativi. Basta solo che ne parli. Come l’ex (drogato, alcolizzato) Ronnie Wood, di professione chitarrista e mito del rock.

wow che notizia! non mi perdero’ una puntata , grazie Paolo!
yes that is
Si Estranged ed io ti comunico che Enzo Jacchetti può inventarsene un’ altra. Ho sentito il pezzo ed è totalmente un’ altra cosa. Come dice il pezzo di Elio “la canzone mononota ha avuto i suoi antesignani, uno tra tutti Rossini… ecc. ecc.” Chiaramente si riferiva a http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=LFr9FrGE8f0. Ma che pensavi che davvero l’ idea di Elio fosse totalmente originale? Ma se prende in giro lo stesso Jobim per il suo “samba one note”!. Ho capito perché non ti ha divertito, magari qualche passaggio non l’ hai afferrato
Buzz l’ ho ascoltato anche io il nuovo di Bowie. Che dire, di vecchiarelli che mantegono standard cosi alti (non alti in genere ma cosi alti) ce ne sono pochi. Forse solo Scott Walker riesce ad essere così imponente seppur con un linguaggio totalmente diverso. Infinito David. Questo disco non è Reality, è una roba seria.
Don e Alex, da buon italiano medio che quando è in casa guarda Striscia la notizia, vi comunico che la canzone di Elio è un bel plagiettino di una filastrocca niente po po di meno che di Enzo Iacchetti.
Bowie , nuovo album in streaming totale su nme.com o su itunes, da paura, cinque stelle lusso, dieci su dieci con lode. Devastante. Di tutto e di piu’.
Certo Lucia, io con Sanremo mi diverto sempre moltissimo anche se c’ è poca musica che mi piace ma tanto folklore.
Ehm, a proposito, ci sarebbe anche un’ altra news
http://www.youtube.com/watch?v=gH7dMBcg-gE
Cinque secondi che sono entrate le chitarre sono subito lacrime.
Pieno accordo con Don sugli Elio. Davvero immensi. Il filone sarà demenziale ma la demnzialità è come sempre di classe e chi riesce a fare un pezzo del genere è prima di tutto un grande musicista. Spettacolari e irriverenti poi come sempre nei costumi. Secondo me avrebbero potuto e dovuto vincere…poi credo che a loro bastasse divertirsi…
Don c’è stato Sanremo?
Riconsiderazioni sanremesi in pillole allora, secondo me:
- Asaf Avidan è un bluff, una moda, ora vanno bene quelli che soffrono ma è l’ esatto opposto di quello che significa interpretare bene un pezzo, sconfina con scioltezza nel patetismo.
- Antony ha un tocco superiore, questo l’ ho sempre detto.
- Certo, vedere Caetanone Veloso è sempre un colpo al cuore: grazia incarnata.
- Gazzé è bravo e non potete farci niente
. Intendiamoci, non è da li che passa il destino della musica italiana ma è uno che ha il pieno controllo degli elementi che compongono la canzone e li sa gestire con eleganza. Con Battiato per me c’ entra poco, anche con la sua fase più pop. I pezzi li mette a segno, ma anche io sono dell’ idea che qualcosa di davvero clamoroso non lo centrerà. Nonostante tutto rimane musica gradevole.
- Elii idoli totali. Se uno qualunque avrebbe presentato un pezzo cosi sarebbe stato molto più esaltato di loro che chiaramente sono “carta conosciuta”. Non è un caso se hanno vinto tutti gli altri premi in cui il televoto non c’ entrava nulla. Inoltre non c’ è niente di male nel dire che fanno parte del filone demenziale, anche Frank Zappa ne faceva parte, vi siete mai soffermato sui suoi testi? Ecco, altro che gli EELST! In confronto appaiono dei timorati scolaretti! E poi sul “Jobim non ha avuto le palle” ho temuto che mi cascasse la mascella dal ridere. Ribadisco: un vero spasso. Per non parlare di quello che hanno fatto nella serata delle cover, se ci penso ancora rido, divertentissimi.
Chiedo scusa a tutti se ho postato in ritardo i vostri commenti. Sono stati giorni un po’ complicati. Grazie.
Se deve essere un problema Paolo, cancella pure tutti i miei post oramai, lo sanno tutti, sono superati da giorni. Poi non vorrei dare l’impressione di quello che vuole rendere proprio e monotematico un blog non suo. Chiedo scusa e cancella pure tutto, avrai altro di meglio da fare. Ciao
Atom for Peace e Radiohead
Superando l\’intasamento causato dal sovraffollamento del loro sito ufficiale (‘Atomsforpeace.info\’), dovrebbe essere già possibile ascoltare in streaming il nuovo album degli Atoms For Peace, ovvero del side-project di Thom Yorke, Nigel Godrich, Flea (RHCP) e Mauro Refosco (un percussionista brasiliano trapiantato a New York).
‘Amok\’, questo il nome dell\’LP, uscirà il prossimo 25 febbraio per XL Recordings. ‘Nme.com\’ rilancia un\’intervista pubblica rilasciata dalla band su internet in cui Thom e Nigel definiscono il progetto “come mangiare un gelato dopo una cena deliziosa”.
Nella stessa sessione di domande i due hanno confermato che i Radiohead saranno nuovamente in studio ad aprile. Godrich ha aggiunto che la band avrebbe ben 50 canzoni pronte e che personalmente le apprezza tutte.
Yorke ha poi parlato delle registrazioni tenute dal suo gruppo principale a Nashville negli studi di Jack White, che hanno dato alla luce due pezzi, tra cui uno intitolato ‘Identikit\’. Nessuno dei due brani è però pronto per un\’eventuale pubblicazione.
IN STREAMING QUI:
http://amok.atomsforpeace.info/
(thanks to me and indie-rock.it)
Don, il pezzo di Elio per me è una c…..pazzesca (cit.)..vabbè irridere, ma qua siamo sul demenziale andante. Se quella canzone la presenta un altro, gli lanciano gli asparagi sul palco.
Gazzè mi ha deluso, lo consideravo il degno erede di Battiato, ma non azzecca un pezzo da anni. Meglio un pop leggero ed orecchiabile che uno swing insignificante come quello.
La cosa peggiore, tuttavia, è stato il duetto tra le due amiche di Maria (Emma e la rossa di cui non ricordo ora il nome)..la smettano di ululare e provino a cantare.
Inu-Yasha hai colto nel segno..ed il discorso dell’impatto, nel suo caso, era fortemente legato alla qualità. Il pop di Jackson era universale, toccava tutti i generi (rock compreso – Give in to me strepitosa con Slash alla chitarra), e tutte le forme d’arte (ballo, pittura, fumetto, cinematografia). Un mostro, nato per stare sul palco e mandare le folle in delirio. Tutto il pop e l’rnb americano che è venuto dopo ha attinto e ancora attinge da lui. Il più grande. Il successo commerciale era solo la più ovvia delle conseguenze del suo talento.
E ANCHE STING!
Il leader dei Police o meglio ex ha annunciato ben tre date nel nostro Paese, programmate per il mese di luglio: l’8 all’Arena di Verona, il 9 al Foro Italico di Roma e il 29 all’Arena Regina di Cattolica. W Sting!!!!!!
RIECCO BOWIE.
Con un criptico annuncio sulla pagina facebook ufficiale, il “Duca Bianco” ha rivelato il rilascio di nuovo brano, con relativa immagine che potete trovare qui a lato, per il 26 di febbraio. La canzone si intitola ‘The Stars (Are Out Tonight)’ e dati i seppur pochi indizi sembrerebbe proprio il secondo singolo del già annunciato ritorno.
‘The Next Day’, in uscita a marzo, segna il ritorno di Bowie a 10 anni di distanza dall’ultimo ‘Reality’, targato 2003. La speranza è che il 26 venga resa nota la release date dell’album, e magari che venga anche chiarita la possibilità o meno che questo sia supportato da un tour, possibilità su cui si è molto speculato nell’ultimo mese.
indie-rock.it
Concordo con Don…Max Gazzè stupisce sempre!
Se Gazze’ e’ uno bravo Asaf Avidan o Antony Hogarty come sono caro Don Backy oppss Don Van Vliet? RImanendo in ambito dei partecipanti alla mitica kermesse di Via Roma. Tra 10 anni credo ci ricorderemo ancora dei “fiumi di parole” degli Jalisse ma di Mengoni si perderanno le tracce. Rock on.
Mengoni ? No grazie, con una canzone di Tenco poi mai e poi mai.
Un’ottima alternativa e per fortuna che Sanremo e ‘ finito!
Già noto per la sua esperienza con i Verdena e con i Water in Face insieme a Nevruz , e dopo la pubblicazione dell’EP Lenea nel 2012, Omid Jazi ha pubblicato Onde Alfa (Hot Studio), il suo disco solista d’esordio, realizzato interamente da lui stesso all’interno del suo Hot Studio, nella provincia modenese.
Omid nel paese delle meraviglie, così potrebbe essere intitolato.
Scorrendo infatti queste 16 tracce, non si può non restare colpiti dall’atmosfera onirica e surreale che esce da ogni brano, con musiche perfettamente in equilibrio tra pop ed elettronica e testi ricchi di immagini visionarie che raccontano, non senza qualche punta di ironia, storie quotidiane con toni inediti.
Tra i pezzi migliori, l’apertura con la potente L’aura, che trascina subito in uno scenario straniante: sostenuta da un sound cupo che richiama i Depeche Mode, arriva la voce di Omid, limpida, pura, quasi fanciullesca. SegueOssitocina, geniale già nel titolo, leggera e inquieta nello stesso tempo.
Pensiero Magico è uno dei momenti più intensi e più dolci, una disarmante dichiarazione d’amore (Tu mi piaci, sei fuori più di me/Tu mi appaghi, non c’è nulla come te). Non si possono non citare l’emergice e robotica Memoria Allocata e Giulietta Ha Le Chiavi, dall’atmosfera sospesa e a tratti solenne, che offre anche una buona prova vocale di Jazi.
Un riferimento è inoltre doveroso a Hai Un Occhio Carino, che si avvicina quasi a sonorità dance e sorprende per la capacità dell’artista nel creare immagini del tutto inaspettate (Ha un verme in testa, che si contorce e moltiplica).
Onde Alfa è un omaggio ai sognatori. Un album in cui convivono luci e ombre, sicuramente a tratti ermetico, che ci presenta un artista con una personalità definita e una freschezza creativa ricca di sfumature.
Con il suo entusiasmo, Omid Jazi sembra volerci sveglare da un lungo torpore e ci invita a entrare nel suo universo. myword.it
Grande Lucy
E per favore, lo chiedo per favore, cerchiamo di andare oltre questa storia X ha venduto più dischi di Y o X è più famoso di Y quindi è anche più importante perché altrimenti dovremmo dire che Robbie Williams è musicalmente più importante di Miles Davis. Parliamo di musica, che è tanto bella.
“davvero più difficile” pardon
Il mondo non se n’ è accorto? Ragazzi ma scherziamo? Sarà diventato il quarto cantante più ricco della storia con il secondo lavoro
. Jackson era più famoso? Si! Non cambia il fatto che musicalmente non ha innovato niente. Può piacere quanto volete ma non ha mai fatto nulla di nuovo. Se poi volete volete illustrarmi qual è stata la rivoluzione di Michael Jackson sono sempre pronto a cambiare idea. Al contrario Bowie ha riscritto proprio un linguaggio, rinnovandolo, ma questo l’ ho già detto. Che poi di artisti che hanno un modello chiaro in Bowie cosi a mente me ne vengono in mente parecchi, lo stesso discorso con Jackson mi viene davvero poco difficile.
Caro Estranged, vedi che non devi fare l’ errore di sapere quel che penso?
. Elii spassosi, ma Marta sui Tubi mediocri. Mi piace il pezzo di Max Gazzé, è uno bravo.
@Don: ok essere fan, ma l’oggettività non va dimeticata. Bowie NON ha cambiato la musica perchè IL MONDO non se ne è accorto. Magari degli esperti si, ma il pubblico NO. Se dici che Jackson ha avuto meno importanza dal punto di vista musicale (ma sappiamo tutti che non lo ha fatto solo dal punto di vista musicale) di Bowie (il famoso “decimo”) allora davvero non abitiamo sullo stesso pianeta. Bada, non parlo dal punto di vista della qualità, io non ho i titoli per parlare di questo, ma dell’impatto si.
Tutti impegnati con Sanremo eh? Beati voi…..ih ih ih ih
Anch’io Alex
Dai Don, Jackson era una leggenda, un eroe, tutto il pop che è venuto dopo ha tentato di emularlo, nei suoni, nell’immagine, nell’appeal. Ma lui era lui, imparagonabile, irraggiungibile. Ha travolto tre generazioni, asfaltato gli altri, fatto terra bruciata attorno, legato arte e vita in maniera indissolubile. Come Elvis, come i Beatles, appunto, come i Floyd. Non ce n’è per nessuno.
Di Sanremo che ne pensi? Anzi ..te lo dico io che ne pensi..ti son piaciuti Elio e Marta sui tubi!!;). Pensa che a me è piaciuto Mengoni…sto messo male.
Si Lucy
Musicalmente Michael Jackson non ha spostato un decimo rispetto a quello che ha fatto Bowie. David Bowie ha reinventato il pop, Michael Jackson è stato bravo a sfruttare un linguaggio già codificato per vendere tanti dischi. Ma se si prendono i dischi che sono usciti dopo, o ancora quelli che escono oggi nel 2013 suonano come Low, come Station to Station, come Scary Monster, non certo come Thriller.
Ecco, un paragone con Floyd, Genesis e Beatles già mi sembra molto più centrato. Il livello è quello, con la differenza che quelli erano un gruppo e lui un singolo (si vabbé senza dimenticarci di Eno).
Forse non riesco a comunicare quanto sia stato grande, quanto abbia mantenuto una scrittura equilibrata e sempre raffinatissima passando agevolmente (e a volte anticipando) dal pop-rock al glam, dalla new wave al post-punk (il punk l’ ha sorvolato con leggiadria), dall’ elettronica a momenti quasi new-age. La quantità di riff memorabili, la sua splendida vocalità, gli inserti elettornici, non renderebbero comunque mai giustizia in toto a questo autentico genio della musica del ’900 tutto. Classica compresa, ben inteso!
Alex tifi Samp?
ok Alex..su Mancini / Vasco si inizia a ragionare.
oddio Don..Bowie ha cambiato il mondo. A te piace, ma non esagerare.
I Pink floyd e i Genesis che hanno fatto allora? e Michael Jackson? E i Beatles?
LA FESTA DEL BOSS IN “MUSICARES PERSON OF THE YEAR”
Queste le canzoni eseguite nel corso dell’evento:
“Adam raised a Cain” – Alabama Shakes
“Because the night” – Patti Smith
“Atlantic city” – Ben Harper, Natalie Maines e Charlie Musselwhite
“American land” – Ken Casey (Dropkick Murphys)
“My city of ruins” – Zac Brown e Mavis Staples
“I’m on fire” – Mumford & Sons
“41 shots (American skin)” – Jackson Browne e Tom Morello
“My hometown” – Emmylou Harris
“One step up” – Kenny Chesney
“Streets of Philadelphia” – Elton John
“Hungry heart” – Juanes
“The ghost of Tom Joad” – Jim James e Tom Morello
“Dancing in the dark” – John Legend
“Lonesome day” – Sting
“Born in the USA” – Neil Young e Crazy Horse
Bruce Springsteen:
“We take care of our own”
“Death to my hometown”
“Thunder road”
“Born to run” “Glory days”
INTANTO DALLO STAPLES CENTER DI LOS ANGELES ECCO I PREMIATI DI STANOTTE CHE SE MI E’ CONSENTITO SONO UN POCHINO MEGLIO DEI PARTECIPANTI A SANREMO (NON CI VUOLE MOLTO LO SO).
Album of the year: “Babel”, Mumford & Sons
Record of the year: “Somebody That I Used to Know”, Gotye con Kimbra
Song of the year: “We Are Young”, Fun.
Best new artist: Fun.
Best pop vocal album: “Stronger”, Kelly Clarkson
Best dance/electronica album: “Bangarang”, Skrillex
Best rock album: “El Camino”, Black Keys
Best alternative album: “Making Mirrors”, Gotye
Best R&B album: “Black Radio”, Robert Glasper Experiment
Best rap album: “Take Care”, Drake
Best country album: “Uncaged”, Zac Brown Band
Best pop solo performance: “Set Fire to the Rain (Live)”, Adele
Best pop duo/group performance: “Somebody That I Used to Know”, Gotye con Kimbra
Best dance recording: “Bangarang”, Skrillex
Best traditional pop vocal album: “Kisses on the Bottom”, Paul McCartney
Best rock performance: “Lonely Boy”, Black Keys
Best hard rock/metal performance: “Love Bites (So Do I)”, Halestorm
Best rock song: “Lonely Boy”, Black Keys
Best R&B song: “Adorn”, Miguel
Best traditional R&B performance: “Love on Top”, Beyoncé
Best R&B performance: “Climax”, Usher
Best urban contemporary album: “Channel Orange”, Frank Ocean
Best Rap performance: “Niggas in Paris”, Jay-Z e Kanye West
Best rap/sung collaboration: “No church in the wild”, Jay-Z e Kanye West con Frank Ocean e The-Dream
Best rap song: “Niggas in Paris”, Jay-Z e Kanye West
Best country solo performance: “Blown away”, Carrie Underwood
Best country duo/group performance: “Pontoon”, Little Big Town
Best country song: “Blown away”, Carrie Underwood
Best producer: Dan Auerbach (Black Keys)
Concettualmente un po’ concordo con Don. Mi spiego: a me Vasco piace e fa simpatia. Anche io penso che dopo il 90 ci sia stato un cambiamento che per molti può essere visto come un abbassamento del livello qualitativo. Ammetto anche che quando sono usciti gli ultimi album al primo ascolto non mi avevano convinto. Poi però riascoltandoli, fatta eccezione per Stupido Hotel che proprio non gradisco, gli ultimi e l’ultimo si lasciano ascoltare e qualche pezzo interessante e sopra la media a mio avviso c’è. Più che Birindelli con Van Basten direi pertanto che per me Vasco è il Roberto Mancini (il capitano della Samp e l’unico e ultimo numero 10)della musica italiana
Don quando nel 94 ho visto la finale di Coppa Italia tra Samp e Ancona, sono stato felice che Centofanti fosse sqalificato
anche lui nel suo piccolo ha avuto i suoi momenti di gloria prima di Striscia la Notizia
Birindelli cosi’ male non era, (sono fan juve oltre che u2 eh eh). Io aspetto ancora una risposta da Zago che glissa. E questo non va bene, non e’ corretto.
Altra donna dal Wiltshire con gran voce ? Gabrielle Aplin, wow che brava, quante donne dopo le Haim, Birdy ecc sono sempre piene di sorprese. Bye
A chi interessa, ecco il nuovo album di David Bowie nel dettaglio:
Sono state rivelate copertina e tracklist delle canzoni contenute in “The Next Day” nuovo album di David Bowie che sarà pubblicato il 12 marzo 2013 in Italia. Il disco sarà disponibile in quattro formati diversi: l’edizione standard con 14 pezzi, la versione deluxe con 17 tracce (3 bonus tracks), il doppio vinile con 17 pezzi incluse bonus tracks e la versione Blu-Spec CD2 destinata solo al mercato Giapponese che avrà ben quattro bonus tracks.
Tracklist:
01. The Next Day
02. Dirty Boys
03. The Stars (Are Out Tonight)
04. Love Is Lost
05. Where Are We Now?
06. Valentine’s Day
07. If You Can See Me
08. I’d Rather Be High
09. Boss of Me
10. Dancing Out In Space
11. How Does the Grass Grow?
12. (You Will) Set the World On Fire
13. You Feel So Lonely You Could Die
14. Heat
Bonus tracks:
15. So She
16. Plan
17. I’ll Take You There
18. God Bless The Girl (Japan only)
Inoltre il giorno d’uscita dell’album sarà diverso a seconda della nazione. Da noi uscirà il 12 marzo. Questo comunque il calendario confermato dal sito ufficiale di David Bowie:
8 Marzo: Austria, Czech Republic, Germany, Ireland, Norway, Sweden, Switzerland
11 Marzo: Belgium, Denmark, Finland, France, UK, Greece, Hungary, Netherlands, Portugal, South Africa, Latin America (escluso Mexico), Asia (escluso Japan), New Zealand
12 Marzo: USA/Canada, Mexico, Russia, Spain, Italy, Poland
13 Marzo: Japan
15 Marzo: Australia
(myword.it)
ciao a tutti e buon weekend , devo sentirmi Black Keys , Counting Crowes e il nuovo dei Foals ! wow!
estranged era una semplice battuta, sai, non volevo passare per freddo vivisezionatore.
Il discorso della qualità, anzi, in questo caso proprio della caratura diversa dei due artisti è notevole, perché dopo la trilogia di Berlino (Low, Heroes e Lodger) è cambiato il mondo, musicalmente parlando. Si è osato nel pop quanto non era mai stato fatto, l’ elettronica è entrata finalmente dalla porta principale della melodia e non da quella di servizio (finalmente! pensare che oggi come oggi qualcuno è ancora ostile a questo cambiamento) è stato evidente a tutti che poteva arrivare al mainstream un pezzo come V-2 Schneider e Sense of doubt! E’ stato il segnale della grande star che non si arrende alle logiche di mercato ed anzi le sfrutta a suo vantaggio. Ed anche il celebratissimo Low non è che sia un disco cosi immediato e semplice musicalmente, a pensare le copie che ha venduto un disco così articolato nel campo del pop c’ è da avere il capogiro per un paio di giorni.
Ecco, non conviene neanche metterla sul discorso delle vendite, perché Bowie è una delle star dal successo commerciale più ampio di sempre. In confronto Vasco Rossi non sarà Centofanti, ma Birindelli si.
Che poi per inciso a me piacciono i primi album di Vasco Rossi, non poter dire che è da un po’ di tempo che però non dice nulla di interessante per il semplice fatto che vende è un paradosso, dovrei dire lo stesso anche di Tiziano Ferro allora (che tra l’ altro va forte anche all’ estero al contrario di Vasco). Ecco, per fortuna possiamo anche non guardare la classifica.
Poi il rispetto vale per tutti ed anzi, la maggior forma di rispetto nei confronti di un artista (soprattutto nei confronti di uno che ha fatto buone cose) è esporre le critiche che si hanno nella testa e non tenersele per sé. Se ogni tanto si fa qualche battuta fa parte del gioco, suvvia.
Per me la cosa finisce qui anche perché stare ancora a dibattere su Vasco Rossi nel 2013 non ha senso. Parliamo di gente muscialmente ancora in forma di Nick Cave, degli Autechre, dei My Bloody Valentine (anche se su questi ultimi ahimé ho le mie perplessità).
Oppure parliamo del topic di Paolo. Qui lo abbiamo detto parecchie volte, negli ultimi anni c’ è una tendenza a classificare e a “enciclopedizzre” il rock. C’ è un processo di storicizzazione in corso, è giusto cosi. L’ altro aspetto della medaglia è che però la musica odierna sembra un po’ meno degna, proprio perché quella del passato è già storicizzata. Affianco a programmi del genere ci vorrebbe anche qualcuno che valorizza la scena contemporanea, io proposi Zago come Jools Holland italiano ma nessuno mi è stato a sentire
ma a dir la verità avrei preferito la vera leggenda del Rock e ce ne è una sola Mr.Rock’N'Roll…io non sono un patito di Ronnie anche se amo gli Stones però ben venga questa cosa che fa solo che bene!!!
ri-aggiungo che su Sanremo sono d’accordo con te, che la Oxa è una mezza fallita che non può avere voce in capitolo, e che Fazio fa la migliore tv generalista in Italia – per capirlo basta lasciar da parte le bandiere pòlitiche ed ideologiche – e quindi, secondo me, farà un grande Sanremo.
Quindi Vasco Rossi sarebbe il Centofanti della musica.. e vabbè. Io fortunatamente è da un pezzo che ho superato la fase del paragone calcistico, tu sei ancora lì. Comunque….Vasco è il numero uno in Italia da 30 anni, vende e riempie come nessun altro. Centofanti era un terzinaccio che ha giocato poco e vinto niente. Quindi il tuo richiamo è oggettivamente sbagliato. E se ne fai un discorso di qualità, quella di Vasco per te è scarsa, per me è eccelsa…
ergo…il tuo criterio di giudizio (non il tuo giudizio) è fazioso, oltre che molto fantasioso.
Non ne sai ne poco ne molto, sei semplicemente lontano dalla realtà. Ed il rispetto per gli artisti di successo, quelli che coinvolgono ed emozionano migliaia di persone e generazioni, è un valore primario. Questo si dovresti impararlo.. Per tutto il resto vai pure per la tua strada.
cosi’ da paura che mi son dimenticato di scrivere la tracklist ah ah ah ah
01 – Howlin For You (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
02 – Next Girl (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
03 – Gold On The Ceiling (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
04 – Thickfreakness (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
05 – I’ll Be Your Man (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
06 – Your Touch (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
07 – Little Black Submarines (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
08 – Dead And Gone (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
09 – Tighten Up (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
10 – Lonely Boy (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
11 – I Got Mine (Live at the Maida Vale Studios for BBC Radio 1, London, February 14, 2012)
mi sono imbattuto “per caso” in queste bbc sessions dei Black Keys, da pauraaaaaa!
La band capitanata da Damon Albarn sarà di scena il prossimo 28 luglio al festival City Sound di Milano, all’Ippodromo del Galoppo, e il giorno successivo al Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, a pochi chilometri dal centro della Capitale. I tagliandi per gli eventi saranno disponibili a partire da domani, venerdì 8 febbraio, sul circuito TicketOne a presso le altre piattaforme autorizzate, al prezzo di 40 euro più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali.
fantastico il paragone tra Bowie/Vasco e Van Basten/Centofanti. il mio parere è che i due calciatori si differenziano per la bravura, dove sicuramente è più bravo Marco Van Basten, mentre non riesco proprio a trovare un punto di paragone tra i primi due, Bowie artista a tutto tondo nel mondo della musica mondiale e poliedrico nel web, l’altro (che non nomino per rispetto della musica) ex dj populista idolatrato da chi non ha mai ascoltato altro che lui, chiamato dai suoi fan addirittura “dio” ma dio de che? non scherziamo con l’arte…
“in modo distratto” pardon
Ecco, era meglio quando leggevo in modo stretta che più o meno il livello era quello. Semplicemente mi pare improponibile un confronto tra un artista che ha tirato fuori dei buoni dischi ed un fuoriclasse che ha stravolto le regole del pop, che è stato idolatrato, copiato, plagiato, ammirato preso come riferimento da tanti altri grandi musicisti. Penso di avere già scritto in proposito al peso di Bowie ma volendo ci ritorno su. Poi piace quel che piace ma qui siamo su livelli completamente diversi, è come paragonare Van Basten a Centofanti.
Comunque è certo che non c’ è niente di personale nonostante in passato sia stato attaccato anche su quel fronte, recentemente per fortuna no. Sono contento che ti diverta, ma guarda che mi diverto anche io, anzi, a quanto pare riesco anche a far divertire visto che ogni tanto faccio qualche selezione musicale in qualche locale (ho le playlist da qualche parte).
Non capisco solo perché quando uno cerchi di spiegarsi un po’ più approfonditamente rispetto al semplice mi piace/non mi piace, mi emoziona/non mi emoziona passi per un freddo vivisezionatore. Che poi l’ arte a mio avviso non è semplicemente ciò che emoziona ma su questo magari ci torneremo. Così come torneremo sulla musica come divertimento tra qualche mese quando uscirà il nuovo dei Daft Punk. Lì vi voglio!
Detto questo mi dispiace molto dare l’ immagine di erudito e aristocratico, per il semplice fatto che sono convinto di saperne poco e di avere tanti ascolti ancora da fare su tante cose che non ho mai approfondito. A scanso di equivoci la prossima volta vi mando una foto di me con il grande Tony Tammaro. Ai suoi concerti mi sono divertito come in pochi altri, dico davvero.
aggiungo che su sanremo sono invece d’accordo con te. A Cesare quel che è di Cesare.
Don, ovviamente niente di personale..siamo in un blog..nemmeno so come sei fatto, che fai nella vita..magari sei in gamba e simpatico..
Detto questo, da una lettura nemmeno troppo attenta del mio intervento su Vasco/Bowie, su cui tu di nuovo ironizzi, non c’è traccia della tua interpretazione..non ho scritto che Vasco e Bowie sono sullo stesso livello (che poi per me è molto meglio Vasco, ma sono gusti)..il mio era un discorso generale riferito al tramonto delle grandi star. Come al solito fai fatica a cogliere la sostanza dei discorsi, un pò come nella musica del resto, dove vivisezioni i pezzi invece di godere della loro bellezza d’insieme e riconoscerne l’impatto emotivo ed il segno che lasciano.
Nella musica c’è spazio per tutti, per chi la vive di stomaco come me, e per chi fa l’erudito e l’aristocratico come te.
Ma io mi diverto di più, stanne certo.
Ho visto la prima puntata: semplice, ironico e, soprattutto, pieno di buona musica. La radio deve essere fatta così.
Il vecchio Ronnie ci sa fare.
Eccome.
Luka
hi hi hi Alex
se avessi 38mila euro un pensierino lo avrei fatto, ma sono tempi difficilissimi ahime’, grazie comunque del pensiero alex!
Buzz la pensavo già nel tuo box
http://motori.corriere.it/auto_epoca/13_febbraio_05/auto-bono-invenduta_deaf2f1a-6fc0-11e2-b08e-f198d7ad0aac.shtml
Finalmente un vero e proprio rocker che parla di Rock!
Luka
Ah Paolo, mi sono permesso di copiaincollare il tuo topic sul mio blog con tanto di firma e fonte ovviamente! Grazie. ps se non vuoi cancello subito eh!
wow che notizia! non mi perdero’ una puntata , grazie Paolo!
Figata!!!