Ora ciao ciao a tutti (gli altri). Inutile fare confronti: il nuovo disco di Bruce Springsteen vince facile, impossibile negarlo. Ruvido, esperto, sensuale. Nutrito da canzoni inedite o reincise o addirittura cover. High hopes circola in rete da giorni grazie a un pasticciaccio brutto di Amazon (e, se è autentico e non strategico, urge licenziamento del colpevole) e ovviamente ha già diviso la critica, come al solito intruppata tra entusiasti (ad esempio l’inglese Indipendent) e i talebani chic, come Neil McCormick del Telegraph o il supersnob Mojo, che lamentano una improbabile «mancanza di coesione» tra le canzoni. E allora? Essendo […]