Anche se gli ultimi dati confermano che tutti i grandi network perdono ascolti nel corso dell’intero 2014 (la peggiore è Radio Radicale, -20%, la meno peggio Radio Italia, – 1,4%), il nuovo corso della radio ne conferma una centralità imprevedibile fino a pochi anni fa. Anzi, intorno alla fine degli anni Dieci, i soliti strateghi apocalittici consideravano la radio tradizionale come destinata a perdere drasticamente influenza e ascoltatori. Sarà il web, si diceva, a sostituirla, anche grazie alla capacità attrattiva delle nuove tecnologie. Ed è partita la corsa dei network ad adattarsi, a modificare i palinsesti, a mettere nel conto […]