ansa - giordano - MTV DAYS 2012 A TORINOOggi ho incontrato i Negrita e mi sono sentito a casa. Pau è un casinista. Cesare assomiglia sempre più a Toni Iommi dei Black Sabbath e per un chitarrista rock è un complimentone. Drigo ha battute fulminanti e surreali. Hanno appena pubblicato un disco dal vivo che si intitola ‘9Live&Live’che contiene un live, due inediti (‘I tempi cambiano’ è stato scritto con Ligabue), un dvd con le immagini registrate al Forum di Assago e un docufilm molto particolare (‘Under the skin’ ed è stato registrato al Grouse Lodge Studio di Rosemount in Irlanda dove hanno preparato il disco ‘9’). Loro, non c’è bisogno di precisarlo, sono davvero una band rock. “Non siamo un gruppo barricadero’, ha risposto Pau a chi gli chiedeva perché non abbia mai cantato un brano apertamente schierato e politico. Sono insomma un gruppo di musicisti che dal vivo pesta duro e che sa scrivere pezzi di successo: “Abbiamo imparato a farlo e ci siamo resi conto che quella è la strada giusta per essere liberi: dopo qualche hit, nei tuoi dischi puoi mettere ciò che vuoi”. La loro capacità è quella di mescolare e raccogliere gli istinti di chi ama la musica nata negli anni Settanta e poi germogliata dopo: il rock, il funk, i suoni latino americani, persino il folk. E dopo oltre venti anni di storia, si ritrovano a suonare per cinquantenni, quarantenni e pure ventenni. Come all’Alcatraz di Milano o nelle prossime date nei club più rock d’Italia, dal Mamamia di Senigallia (12 marzo) al Demodè di Bari (18) fino al Palco 19 di Asti (19 aprile). L’anno scorso questi rockettari hanno riempito il Forum e stavolta girano l’Italia passando (e riempiendo) posti da poche centinaia di persone: “I club sono l’officina dove si costruisce il rock e tornarci ci ha permesso di riscoprire le nostre origini. Qualche sera fa abbiamo suonato in posti dove le prime file del pubblico erano a pochi centimetri da noi. Nei palazzetti si fanno gli show, ma è nel club che la musica si sviluppa e fermenta”. Perciò, al di là di questo disco, andare a un concerto dei Negrita è una garanzia di onestà. Oggi capita sempre meno. Ma se avete voglia di un paio d’ore suonate come si deve e cantate da uno dei pochi frontman che sul palco sappia ancora scatenarsi, la loro scaletta fa al caso vostro. E anche al mio, se vogliamo dirla tutta.

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