4301-593x443 Tra tutti i rapper, era quello che mi ispirava meno fiducia. Troppo arrabbiato. Troppo rinchiuso in canoni prestabiliti. Troppo negativo. E invece Mondo Marcio ha avuto una evoluzione che pochi altri rapper sono in grado di eguagliare. E’ partito incazzato. Ha litigato con tanti (me compreso). Poi ha aperto la propria gabbia. Prima ha collaborato con Mina per rappare nel concept album ‘Nella bocca della tigre’. E ora esce con un disco che è una sorpresa già dal titolo: ‘La freschezza del Marcio’. Lui dice di averlo scelto perché “è un ossimoro e suonava bene”. Ma al di là di tutte le parole d’ordinanza, quelle che si dicono tanto che si presenta un disco, a colpire sono l’aspetto di Mondo Marcio, che oggi ha capelli corti quasi brizzolati e uno sguardo molto poco arrabbiato, e alcune frasi che escono dalle risposte. Tipo: “Penso che la musica, e l’arte in generale, non debba seguire delle regole. La freschezza del marcio signica onestà, sincerità. Significa togliersi la maschera. Nel caso del mondo hip hop significa togliersi determinati clichè come il fatto di mostrare il lato debole nella musica. In questo album c’è stata molta ricerca e ho riscoperto la musica suonata dal vivo”. Evviva. Quindi è entrato definitivamente nella fase due, quella di chi ha fatto i conti con il proprio talento e non vuole soltanto dimostrarlo: vuole farsi guidare, diventarne uno strumento. E questo disco è quanto di più libero un rapper onesto abbia fatto in questi anni. C’è di tutto. In ‘La freschezza del Marcio’ ci sono evidenti sensazioni rock o blues alla vecchia maniera, c’è il soul patinato, ci sono polveri jazz e, insomma, c’è quasi tutto ciò che non ci si aspetta in un disco rap omologato: ossia la musica. In più c’è una lettura molto personale della realtà, qualcosa che forse dipende dai suoi viaggi (specialmente negli States) e, diciamolo, da una sorta di ingenua curiosità piuttosto atipica in un rapper di trent’anni. Dopotutto ha detto: “Chet Baker è il mio artista preferito, i Rolling Stones e Alabama Shakes mi mandano fuori, Paolo Nutini è una grande fonte di ispirazione e quando ascolto Marvin Gaye è come se leggessi la Bibbia”. Come a sottolineare: occhio che non sono soltanto un rapper che tiene il muso al mondo. Lui lo ascolta, gli parla, lo fotografa con le parole. Un rapper diventato autore di canzoni. E, soprattutto, rimasto credibile anche nel suo mondo, solitamente capace di esaltare e poi distruggere con la stessa implacabile rapidità. Non a caso in ‘La freschezza del Marcio’ ci sono featuring niente male come quelli con J Ax (in Mr Fucker dedicata agli haters del web), Fabri Fibra (Scoppia la bomba), Gemitaiz, Ghemon e pure Bassi Maestro, uno dei pionieri del nostro rap, un tipo rimasto sempre nelle retrovie pur avendo la stoffa del protagonista. Alla fine questo è un disco che potrà piacere anche a chi non ascolta il rap. A chi non lo ha mai ascoltato. E a chi si è stancato di ascoltare sempre lo stesso.

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