VirginiaRaffaeleVirginia Raffaele non è soltanto “una ladra di facce” come le piace definirsi. E’ una attrice brillante ancora nascosta sotto i panni dell’imitatrice o della giocoliera teatrale. Si capisce più o meno a metà del suo spettacolo ‘Performance’ (regia di Gianpiero Solari) che ha portato in scena al teatro Nuovo di Milano raccogliendo standing ovation, pubblico vip e risate dall’inizio alla fine. I suoi personaggi, si sa, sono strepitosamente così vicini al vero da sembrare identici all’originale. Sono identici alla percezione che noi pubblico abbiamo di loro. Belèn Rodriguez ossessionata dai paparazzi. Carla Fracci snodabile come una etoile nonostante abbia superato gli anta. Marina Abramovic persa nel sublimare sciocchezze volatili. Roberta Bruzzone schiava della cronaca nera, anzi della sua teatralizzazione televisiva.
Insomma Virginia Raffaele mette sul palco i nostri luoghi comuni, non soltanto quelli delle sue vittime. E lo fa con una agilità da avanspettacolo vecchi tempi. Si snoda. Si adatta. Suda. Cambia abito, attitudine, trucco, parrucco. E’ una del pubblico pur restando (quasi sempre) sul palco.
Ma c’è un momento, tra la caricatura di Francesca Pascale e quella di Ornella Vanoni, nel quale lei interpreta una donna (donna?) brasiliana di costumi incerti. E fa un monologo da pelle d’oca, un monologo da teatro d’autore, fatto di inflessioni, accenti, espressioni, smorfie, pose. Un capolavoro che forse si perde nel bailamme di risate e allusioni del resto dello spettacolo. Ma è una vera gemma. Non solo. E’ la conferma che, nella vera tradizione di Loretta Goggi, Virginia Raffaele ha i carati per andare oltre. E’ una brava imitatrice, forse la più eclettica e, senza dubbio, la più sganciata da ormai pietose logiche politiche. Ma può diventare di più. E ‘Performance’ conferma la sua versatilità stilistica, più ancora delle sue apparizioni al Festival di Sanremo con Carlo Conti o ad Amici di Maria De Filippi. Perciò ora tocca a lei, figlia di giostrai e ladra di facce, cercarsi il volto definitivo. Non c’è fretta, per carità. Ma lei è un talento ancora fermo al 30 per cento e là fuori c’è tutto il rimanente 70. Basta aspettare l’occasione giusta.

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