Prima ci pensa su, anche giusto il tempo di aspirare una boccata di fumo. Poi parla e non fa prigionieri. Gino Paoli manco dimostra i suoi ottant’anni prossimi venturi (23 settembre) perché s’arrabbia ancora come quando da ragazzino se ne andò di casa «e mi portai dietro tre libri perché i libri hanno dentro un po’ della tua anima; lo spazzolino da denti te lo puoi comprare dovunque, l’anima no». Gli occhi, d’azzurro cielo come quando il cielo è spazzato dalla tramontana, si infiammano: «Dico quel che penso, nessun applauso mi farà sentir migliore e nessun fischio peggiore di come […]