Quando l’Fbi indagava su Louie Louie

Led Zeppelin

Povero Jack Ely, rockstar a sua insaputa. È morto l’altro giorno a 71 anni e rimane il protagonista del primo grande equivoco del rock’n’roll: ha cantato la peggior versione di Louie Louie ma l’ha trasformata in un super classico che in oltre mezzo secolo hanno omaggiato quasi tutti. Una storia incredibile che però è il paradigma di che cosa sia stato il rock’n’roll, ossia la calamita e l’amplificatore dei peggiori sospetti possibili. Dunque, lui cantava in un gruppetto di Portland nell’Oregon, i The Kingsmen, che ad aprile del 1963 si trovano a incidere in una sola seduta la versione rock’n’roll […]

  

Debbie Harry punk a 70 anni

Due in uno. C’è doctor Debbie e c’è Mrs Harry. La prima ex coniglietta di Playboy e poi pantera punk/reggae/new wave dei Blondie. La seconda attrice e cantante da sola. Entrambe bellissime e biondissime. Quasi tutti in Italia la identificano con la voce di Call me , il brano della colonna sonora di American Gigolò nel quale lei, americana di Miami, dice pure un incoraggiante «chiamami!» in italiano (il produttore dopotutto era Giorgio Moroder). Ma tanti altri, specialmente chi è sbocciato con la musica tra i Settanta e gli Ottanta, ricorda bene che i Blondie sono stati fondamentali sdoganatori del […]

  

Le donne rock alzano la voce

Chiamatele, se volete, rivelazioni. Oppure, per farla breve, donne che picchiano duro. Caratteristica comune: sono pressoché esordienti, al massimo hanno pubblicato qualche singolo. E piacciono a chi il mestiere lo conosce bene, da Iggy Pop fino ai Muse. Fossero in topless, sarebbero le «Femen» del rock. Fossimo negli anni ’80, ricorderebbero Bangles, Girlschool, Lita Ford, Heart insomma tutte quelle ragazze che accendevano l’amplificatore e non badavano a spese. La new wave del rock è una quota rosa. Americana, soprattutto (tranne le Savages di Londra). Ma rosa sul serio, perché non si abbruttisce cercando, mutuando o assecondando stili e stilemi maschili […]

  

Il ritorno perfetto di David Bowie

Altrimenti manco l’avrebbe pubblicato. Album favoloso. Dopotutto se dopo dieci anni di vacanza vuoi «salire» di nuovo al rock, e per di più ti chiami David Bowie, non puoi sbagliare. Non ha sbagliato, infatti. The next day è uno dei migliori dischi della vita di Bowie, senz’altro il suo migliore in trent’anni. Ed è il più bel ritorno della storia del rock, peraltro piena di ritorni ben poco storici. Al musicofilo hipster non piacerà senz’altro, perché Bowie ormai lo conosce anche la casalinga di Voghera e non è abbastanza underground. All’ascoltatore gggiovane neppure, perché crede che a sessantasei anni si […]

  

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