La (bella) favola di Jovanotti

Basta pensarci un attimo: Jovanotti rappresenta la meglio parabola in circolazione. Nessuno o pochissimi come lui sono riusciti in venticinque anni a cambiare così tanto e così tanto bene, facendo diventare forza le proprie (ben note) debolezze con l’unico mezzo a disposizione delle persone intelligenti: ammettere di averle. Prima deejay (inizio a Radio Foxes a Cortona). Poi rapper. Poi artista. Ora riempie gli stadi. Due San Siro, addirittura. Prima era considerato un simbolo quasi post “draiviniano”, un usa e getta stile Deejay Television, un casinista per ragazzini decerebrati. Poi è diventato, chissà per quale motivo, un’icona politica della sinistra, di […]

  

Springsteen rivoluzionario conservatore

Figurarsi, prima tutti belli calmi sotto il palco. Altro che concerto, a San Siro sembra un pic nic (molto) allargato. Ma alla prima nota di We take care of our own – batteria basso, chitarra – chi non salta poppettaro è. Un putiferio. “Ciao Milano, siete pronti?”. Il senso del rock, quello vero, quasi primitivo, è in questo Bruce Springsteen vestito identico a trent’anni fa che suona con l’energia di trent’anni fa davanti a un pubblico sempre lo stesso, giusto appena un po’ disilluso. Capirai, all’inizio si sperava nella ‘Promise land’, nella terra promessa. Adesso è un pelo più difficile. […]

  

Occhio, il Boss si è di nuovo arrabbiato

Un verso, giusto un verso di una canzone, e riecco il Boss di una volta, quello che unisce e divide allo stesso tempo. We take care of our own è il titolo del nuovo singolo che annuncia Wrecking ball, ossia il suo disco «più arrabbiato di sempre» (parola dell’Hollywood Reporter), e che è già ricaduto a pioggia su YouTube con una chitarra che la riconosci subito, una produzione decisamente migliore del piattume del pro Obama Working on a dream, e una tastiera che sa tanto di Glory days o Waitin on a sunny day. Buon segno. Poi ecco le parole […]

  

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