L’impennata di Springsteen

Ora ciao ciao a tutti (gli altri). Inutile fare confronti: il nuovo disco di Bruce Springsteen vince facile, impossibile negarlo. Ruvido, esperto, sensuale. Nutrito da canzoni inedite o reincise o addirittura cover. High hopes circola in rete da giorni grazie a un pasticciaccio brutto di Amazon (e, se è autentico e non strategico, urge licenziamento del colpevole) e ovviamente ha già diviso la critica, come al solito intruppata tra entusiasti (ad esempio l’inglese Indipendent) e i talebani chic, come Neil McCormick del Telegraph o il supersnob Mojo, che lamentano una improbabile «mancanza di coesione» tra le canzoni. E allora? Essendo […]

  

Il rock ha voglia di suonare insieme

Sento aria nuova nel rock. Meno competizioni, più collaborazioni. La gigantesca macchina promozionale che ha fatto ammalare di elefantiasi la musica leggera è ormai al capolinea. Quindi sono pressoché deserti i due binari sui quali è andata avanti: le contrapposizioni (da Beatles e Rolling Stones in avanti) e l’isolamento divistico (non scendo a patti con nessun altro perché abbasso il mio livello). Fine della manfrina. E, complice anche la mancanza di grandi investimenti, il rock ritorna alle radici, ossia agli incroci tra musicisti, ai dischi nati per divertirsi, ai concerti suonati all’improvviso. Ci ho pensato quando Eddie Vedder dei Pearl […]

  

Occhio, il Boss si è di nuovo arrabbiato

Un verso, giusto un verso di una canzone, e riecco il Boss di una volta, quello che unisce e divide allo stesso tempo. We take care of our own è il titolo del nuovo singolo che annuncia Wrecking ball, ossia il suo disco «più arrabbiato di sempre» (parola dell’Hollywood Reporter), e che è già ricaduto a pioggia su YouTube con una chitarra che la riconosci subito, una produzione decisamente migliore del piattume del pro Obama Working on a dream, e una tastiera che sa tanto di Glory days o Waitin on a sunny day. Buon segno. Poi ecco le parole […]

  

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