Quel gioiello chiamato Cavallo di Mare
Sono animali amati da tutti, per le loro caratteristiche uniche, per i loro colori, ma soprattutto perché evocano grazia, leggerezza e fragilità. “Sea horses” per gli americani “ cavallucci marini” per noi. Come sono contrario ai giardini zoologici di stampo tradizionale, alla stessa stregua sono contrario agli acquari dove i pesci sono collocati dentro strette teche di cristallo e i delfini attendono intristiscono nelle vasche in attesa di fare il numero che farà ridere grandi e bambini. Come sempre però ci sono delle eccezioni e, una di queste, è il Mote Marine Laboratory di Sarasota in Florida che presenta certamente degli aspetti commerciali, ma ha un nutrito staff di ricercatori che lavorano quotidianamente sulle specie a rischio e, tra queste, proprio il cavalluccio marino.
Shawn Garner è il responsabile di oltre 18 vasche che contengono centinaia di sottili ippocampi. “Sono animali da favola “ dice Garner” con quella testina da cavallo, la coda da scimmia e il marsupio da canguro”. Shawn è uno dei massimi esperti di riproduzione marina e forse il massimo esperto al mondo di cavallucci marini. “Ne conosciamo 36 specie, almeno tante sono quelle catalogate dalla International Union for Coservation of Nature e un quarto di esse sono sull’orlo dell’estinzione”. Decine di milioni di ippocampi muoiono ogni anno a causa della medicina tradizionale cinese, della pesca di gamberi e della distruzione ambientale.
Il problema è che i cavallucci marini vivono piuttosto solitari e non sopportano le alte densità all’interno delle vasche da riproduzione ammalandosi facilmente. Secondo Heather Koldewey, responsabile dei programmi di conservazione della storica Società Zoologica di Londra, non basterà la riproduzione in cattività a salvarli, ma bisognerà rimuovere gli altri fattori di pericolo.
Ancora una volta, bisogna assolutamente educare e convincere i cinesi a smetterla con le loro assurde tradizioni afrodisiache.
Per fortuna, una semplice e apparentemente banale scoperta, ha cambiato forse
la sorte di una dozzina di specie. Lo staff del Birch Acquarium di La Jolla (California) ha scoperto che l’utilizzo di vasche cilindriche o sferiche (tipo “pesce rosso”), rispetto a quelle rettangolari, migliora le possibilità riproduttive di questo incantevole gioiello del mare.
Per noi il cavalluccio di mare è un simbolo di fortuna, ma dobbiamo essere coscienti del pericolo che corre e lasciarlo sulla bancarella cinese dove si vende per poco o nulla. I gioielli che la natura ci dona non hanno valore, specie se destinati a sparire.


Direi che stiamo meglio tutti, ora. Un saluto. O.G.
Permetta se utilizzo il cavalluccio-marino per dirle che ora, trascorso il caldo dell’estate, il nostro cane inizia a stare meglio con le temperature più miti.
E’ curiosa e nei fine-settimana ci segue da vicino nelle operazioni, ad esempio il giardinaggio.
Buon lavoro e a presto dottor Grazioli ‘
Gentile dottor Grazioli, permetta se utilizziamo il buon titolo del Cavalluccio-marino per dirle (come saprà…):
L’esperienza con un cane di grossa taglia, rimane Buona anche dopo cinque anni; ha il suo spazio a sufficienza, recintato… forse potremmo dedicargli più compagnia.
Ma non è per questo male, poichè più tenera nei nostri riguardi.
-Sa’ piuttosto?: Ogni tanto, la voce grossa, intimorendola, è di buon rispetto.
La salutiamo vivamente
Seahorse è un simbolo di coraggio come molto religiosa. Al giorno d’oggi la maggior parte stuia cavalluccio marino simbolo tatuaggio tatuaggio per il traguardo raggiunto.
…dal CAVALLO D’AMARE:
Al mare i bambini.., il granchio e i bastoncini..
La lucertola al riccio: cosa avrà da dirci?
-Bellissimo, da ragazzi riuscivamo anche ad acchiapparle le lucertole; ma in quel paio di giorni… non mangiavano insetti. Eh: la libertà e serenità…
Gentile redazione,
sono entusiasta di ‘potersi’ esprimere in temi così importanti…Animali dal BLOG.
Un paio di articoli mi premono, quali: la VETERINARIA di un elefante e l’a-me preferito, CAVALLUCCIO MARINO.
Ricordo da ragazzino che qui da noi ESISTEVANO i Cvalli di mare.Immergendosi al ginocchio-appena o poco-più, in una mattinata riuscivi ad individuarne una manciata…
Grazie delle informazioni, fanno cultura e sensibilità sul mondo non umano
bellissimo questo articolo
Concordo!
Ed aggiungo che l’orrendo destino culinario riservato a queste straordinarie e fragili creature marine, fa riflettere sulla mia lentissima e sofferta evoluzione rispetto, ad esempio, ad un piatto di poenta e osèi…
Grazie, Oscar,perchè come sempre sai testimoniare con onestà luci ed ombre di ogni situazione. Sei anche tu un gioiello di giornalista !!