La leadership (inibita) di Matteo Salvini

  Il 4 di Marzo ha guadagnato superficie un fragoroso protagonismo di massa, in fluido esodo da steccati e da etichette di bandiere. Questa diffusa soggettività popolare, sottratta al giogo delle appartenenze primigenie, rende particolarmente impervia l’architettura di governo. Del resto, non è un caso che, stanti le aberrazioni del sistema elettorale, si vada precisando l’ineludibilità di alleanze, che gli attori in campo sanno bene non potersi generare per partogenesi. Per riproduzione verginale. Ma, bensì, per contaminazione diretta. In realtà, il Palazzo evidenzia una sorta di specularità rispetto al Paese. Specularità della quale non è difficile rinvenire i prodromi. Ad esempio, […]

  

Io, Lotta Continua e l’antifascismo

  Non ho mai rinnegato la mia militanza giovanile in Lotta Continua, la formazione più interessante del complesso arcipelago della sinistra extraparlamentare negli anni ’70. Volente o nolente, ne reco le stimmate. Con euforico tormento. Ci si ubriacava di “luna, di vendetta e di guerra” , di “due anime e un sesso di ramo duro in cuore”, di un “è difficile capire se non hai capito già”. Sempre a bordo delle liste di proscrizione del PCI : se sfottevi un celerino, era incidente probatorio. Kossiga agli Interni, Giorgiana Masi ad imbrattarsi di sangue e di bombolette indiane metropolitane. Il canoro Ti amo -Ti improvvisamente declinato in Ti sparo-Ti. […]

  

Alessandro Nicolò: identikit di un (possibile) Governatore

L‘uomo è granitico, di inusuale coerenza. Forzista sin dai primordi.  Con slancio “integralista”. Del resto, la sua biografia politica ne è irrefutabile prova. Eletto tre volte in Consiglio Regionale, sotto l’egida del partito azzurro, grazie ad un ampio consenso, non ha mai subito la fascinazione dell’erranza trasformistica, nemmeno quando Forza Italia ha esperito destini avversi e vertiginosi insuccessi elettorali. Egli è irriducibile censore di quell’umanità di voltagabbana e traditori, apostati del totem azzurro, nella cattiva sorte, salvo poi recuperarne il “culto”  quando il vento torna favorevole. Il “militante fondamentalista” è rimasto sempre a bordo, anche al tempo della disfatta per […]

  

“Alle donne toste non servono quote di genere.”

“Le donne impegnate nella sfera pubblica dovrebbero opporsi energicamente sia alle ” quote di genere”(lesive della dignità della politica) che alla “pornografia” dei listini elettorali bloccati ( in molti casi, paracadute ignobili per mezzepippe che non sanno volare). Al contrario, molte comparsette di quinta fila si beccano la quota in testa al listino. Spesso, a danno di altre/altri un po’ meglio. Del resto, approfittano di una legge che favorisce la stipsi del talento. Come dire: il fodero combatte e la sciabola resta appesa. Parassite del menga! Sì, del menga!” A sostenerlo è Pamela Perricciolo, titolare con Eliana Michelazzo di Aicos Management, una realtà che […]

  

La solitudine di Pamela

Ecco perché la sua morte non è “femminista”.   La miserevole parodìa del femminismo , meglio nota attraverso la ragione sociale del “se non ora quando” o delle sue sottospecie, davanti al corpo smembrato di Pamela non ha emesso alcun sibilo. Non pervenuta, inoltre, l’eco, seppur debole, di opinioniste di complemento, generalmente incazzate per le “nefandezze” del maschio cattivo. C’è di più : questa volta le sgallettate (senza galloni) radical-chic si sono ben guardate dal connotare l’orrendo crimine come “femmicidio”, termine che reputo obbrobrioso e segregante, ma, in ogni caso, molto frequentato dalle medesime perché deflagri, potentissima, l’indignazione quando la […]

  

Il peccato originale di Giorgio Gori

L’intervista sparigliante Lui esemplifica, per certi versi, un inedito. Infatti, la sua cifra, non propriamente riconducibile al dejavu, interrompe due consuetudini simboliche piuttosto erose: la consunta antropologia del “politico di professione”, da una parte, e la mitologia della “società civile” in prestito al Palazzo, dall’altra. Nella fattispecie, elidendo il “non”, potremmo sdoganare il “tertium datur”. Il suo background racconta di una dinamica insofferenza alle categorìe comprimenti della narrazione corrente, ancorché di recente conio. Del resto, la mistica dell’avvedutezza manageriale che trasloca, sic et simpilciter, lungo l’alveo della sfera pubblica, appare percorsa da crepacci persino ai più convinti assertori della “genìa […]

  

Il paradosso leghista

Partiamo dai primordi. Nel 1994, al tempo del Polo delle Libertà, Bossi strinse un’alleanza territoriale con  Forza Italia, dando luogo ad un cartello elettorale e ad una “ragione sociale”, presenti solo nei collegi uninominali del Centronord. L’intento era quello di sollecitare le pulsioni indipendentiste di un segmento della società italiana, scarsamente clemente rispetto ai vizi del Centralismo Romano. Il contrappeso tricolore del verbo del Senatur, alle latitudini del centrosud, acquisì le sembianze del partito di Gianfranco Fini. V’è da sottolineare che, all’epoca, si era ancora in piena sbornia da globalizzazione iperliberista e che i feticci del potere tecnocratico non avevano ancora subìto significativi oltraggi iconoclastici. […]

  

L’autogoal della Boldrini

La notizia è deliziosamente crudele: le dipendenti della Camera dei Deputati non sembrano nutrire alcun entusiasmo per la ” rivoluzione linguistica” di Laura. Di più : si ribellano all’imperativo che contempla la declinazione al femminile delle loro mansioni, sui cartellini imposti dalla Presidente. Paradossalmente, il famigerato “gender mainstreaming” si schianta proprio contro la protesta delle donne. Del resto, non è un mistero per alcuno che la guerra santa boldrinica  avesse, sin dai primordi, evidenziato vistosi caratteri di retroguardia. Non è a bordo della desinenza “a” che muovi  l’assalto al Cielo.  A maggior ragione, quando, rivestendo, a Montecitorio, l’incarico di Segretario,  finisci derubricata a Segretaria, con tutta la zavorra che la […]

  

Lo stupro innocente

C’è stupro e stupro. C’è fallo e fallo. Quello immigrato, ad esempio, detiene un’intrinseca ragionevolezza sociologica, persino nella sua massima e ruvida erezione. Non è che puoi fare la femminista, se non c’è di mezzo un maschio di Ladispoli, di Muro Lucano o di Busto Arsizio! Come fai a prendertela con il piffero magrebino? A ben guardare, è poetico, intriso di lirismo ancestrale. Di fremiti di guerra e povertà. Si tratta di un fiotto di antropologia tribale. Va argomentato, discusso. Giammai decontestualizzato dalle braghe di riferimento. Vuoi mettere… Altro che la saccente protuberanza virile degli impiegati del catasto di Avellino, […]

  

L’ indignatio praecox del “politicamente corretto”

Non v’è dubbio : l’ossessione preminente dei chierici  della teologia “politicamente corretta” è quella di braccare la Parola per ammansirla dentro la camicia di forza della più untuosa ipocrisia. Sennonché, purtroppo per loro, la Parola , quale sedimento di sapienza e fuoco di memoria, non si lascia ridurre in mansuetudine : è eversiva. Per statuto. Di più. Essa ama disabitare gli abiti merlettati che i culi mosci del pensiero al mirtillo vorrebbero imporle. Diserta, sovente, il balbettìo per farsi impudentemente assertiva. Ma quali sono i dispositivi attraverso i quali le mammole della Virtù Progressista tentano di ammanettare il lessico dentro lo zucchero filato? Qualche esempio. Se ti rivolgi […]

  

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