Il “femminismo” della Rai, in nome del quale si epura la Perego, emana il medesimo olezzo di un totano sdraiato al sole dei Tropici. Fete di melliflua ipocrisìa debordante. Di rancida sagrestìa paraboldrinica.

Diciamola tutta: le ragioni per le quali i maschi nostrani preferirebbero le femmine dell’Est è roba sedimentata lungo l’ Immaginario Italico. Testosteronico e non. Dalle sale di biliardo di Busto Arsizio alle officine meccaniche di Brindisi. Dalle ferramenta di Casalpusterlengo agli uffici del catasto di Subiaco. Dai lavatesta delle parrucchiere di Oppido Mamertina ai lettini delle logopediste di Brembate. Cliché raffermo finché vuoi, ma, in ogni caso, difficilmente rimovibile da bocciofile, cantieri e saune à la page. Rappresentazione anacronistica? Mica tanto!

Del resto, un luogo comune( tòpos), checché ne pensino i rozzi predatori del Senso, è tale nella misura in cui si rifiuta testardamente di sbaraccare dalle latitudini sociali.

Le cosiddette”paleopercezioni”, spesso, non si lasciano irretire dalle teoresi alla cannella. Il terreno degli stereotipi, sovente, risulta sdrucciolevole anche per certa intellettualità salottinarda. Una sera, nel corso di una cena tra pensatori scelti, ho sentito dire ad un insigne studioso ( ufficialmente non simpatizzante di Lombroso) : ” Guarda quello, ha proprio la faccia del delinquente”.

Nella specie, la trasmissione di Paola Perego, falcidiata con sospetta solerzia dai chierici di Viale Mazzini, non ha fatto altro che trasferire al pubblico un dato “sociologico” più o meno caricaturale. Se volete, parodistico, ma non del tutto disancorato dal sentire comune.

Sennonché, le falangi pudiche del Bel Paese, in perenne rapimento estatico al cospetto della totemica Boldry, hanno issato il vessillo della Indignazione. 

In men che non si dica, è scoppiata “casamicciola”. I soliti sanculotti isterici , in servizio permanente a difesa della Virtù Pubblica, hanno reclamato la scure del boia. In nome e per conto delle fauci dell’imperante “benpensatismo protovittoriano”.

A morte Paola e tutto il suo cucuzzaro!

Peggio della  Tv di Stato, c’è solo la Tv di Stato che, alla stregua di un Magistero Politically Correct, pretende di addomesticare le coscienze, attraverso il maldestro tentativo di imbrigliare l’anarchico , capriccioso fluire della realtà, che, pur nella sua stoltezza, talvolta deraglia meravigliosamente dal breviario degli untuosi pretuncoli “setacciapalinsesti”.

D’altro canto, l’amministrazione delle anime è materia di stretta spettanza parrocchiale. Così come il bipolarismo catechistico  che vede contrapposti  il Bene e il Male.

E così, nel novero dei castigatori dei vizi italici irrompono nutrite pattuglie di zeloti che muovono da Saxa Rubra.

Libera nos a malo! Senza la Perego, finalmente, saremo impermeabili ad ogni turbamento che violi il precetto dell’ Immacolatezza Progressista.

Di più : la Rai si tramuta in SuperEgo della Nazione, come da statuto freudiano. Altro che Bernabei! La Salvezza a portata di video.

Dopo di che, frotte di culi inabissati lungo i fondali di malconci divani, ebbri del tedio pomeridiano del sabato, in tinelli comprati a rate con il maxischermo incorporato, dovranno rinunciare all’emersione. Mai più indizi di corpi marmorei postpartum  dell’Est. Nessuna traccia di clemenza baltica per i  tradimenti dei mandrilloni indigeni. Tantomeno, promesse di obbedienza femminea al Verbo maschio di piastrellisti, benzinai e meccanici tornitori.

La bonifica può dirsi compiuta. Erga omnes. La Madonna,nel suo piccolo,  appare solo a pastorelli e similari genìe contadine; Madre Rai Interclassista,  persino ai ragionieri.

Amen.