C’è stupro e stupro. C’è fallo e fallo. Quello immigrato, ad esempio, detiene un’intrinseca ragionevolezza sociologica, persino nella sua massima e ruvida erezione. Non è che puoi fare la femminista, se non c’è di mezzo un maschio di Ladispoli, di Muro Lucano o di Busto Arsizio! Come fai a prendertela con il piffero magrebino? A ben guardare, è poetico, intriso di lirismo ancestrale. Di fremiti di guerra e povertà. Si tratta di un fiotto di antropologia tribale. Va argomentato, discusso. Giammai decontestualizzato dalle braghe di riferimento. Vuoi mettere… Altro che la saccente protuberanza virile degli impiegati del catasto di Avellino, […]