“Le donne impegnate nella sfera pubblica dovrebbero opporsi energicamente sia alle ” quote di genere”(lesive della dignità della politica) che alla “pornografia” dei listini elettorali bloccati ( in molti casi, paracadute ignobili per mezzepippe che non sanno volare). Al contrario, molte comparsette di quinta fila si beccano la quota in testa al listino. Spesso, a danno di altre/altri un po’ meglio. Del resto, approfittano di una legge che favorisce la stipsi del talento. Come dire: il fodero combatte e la sciabola resta appesa. Parassite del menga! Sì, del menga!”
A sostenerlo è Pamela Perricciolo, titolare con Eliana Michelazzo di Aicos Management, una realtà che vanta numerosi brand, cura l’immagine pubblica di artisti prestigosi e rivolge una particolare attenzione alle produzioni musicali internazionali. Il fiore all’occhiello  della suddetta agenzia coincide con l’elaborazione di disegni pubblicitari, strategicamente mirati, in grado di restituire linfa vitale alle aziende in crisi.

Come se non bastasse, le due “gladiatrici” gestiscono un rinomato locale in zona Prati, a Roma, frequentato dall’elite dello spettacolo.

Trattasi, insomma, di imprenditrici che, ardimentosamente, affrontano i rischi di un’attività tutt’altro che agevole.

“Siamo sempre in trincea- dice Eliana – e profondiamo tutte le nostre energie nella direzione di un’avventura seducente che ci vede impegnate da anni. Abbiamo consuetudine con scommesse quotidiane di non semplicissimo approccio. Del resto, amiamo metterci in gioco, senza esigere sostegno e protezione da alcuno. Non chiediamo scialuppe di salvataggio, andiamo avanti con la fierezza ed il coraggio, tipici di chi assuma su di sè le responsabilità di un mestiere che non prevede indulgenze. Se sbagli, paghi. E paghi di tuo. Per questo, quando sento parlare di femmine “salvaguardate”, attraverso gli spazi rosa nelle liste elettorali, provo un sentimento di forte sdegno. Se hai capacità, se sei competitiva, devi dimostrarlo sul campo.”

Pamela ed Eliana rappresentano un corposo segmento della società italiana, lungo il quale si fa strada sempre più la percezione, secondo cui l’attribuzione di perimetri di agibilità elettorale, in nome e per conto dell’appartenenza di genere, in realtà, si configura come una distorsione maschilista. La certificazione inconfutabile della pretesa” inferiorità”  delle titolari di patonza, le quali stanno a galla solo in quanto tali.

“Noi, cittadine della vita, usciamo ogni giorno in mare aperto a fronteggiare l’impeto della tempesta -attacca la  Perricciolo-  Respiriamo il vento della sfida, beviamo la pioggia inebriante dell’imprevisto. Abbiamo mani, e menti, e cuori da schierare perché non ci sorprenda, d’improvviso, l’onda anomala. In bilico, a prua. E siamo vive. A bordo del nostro nudo osare. Loro, invece, le femminucce politicanti,
sembrano immuni al virus dell’audacia, non sanno cos’è l’onore della lotta, l’orgoglio della contesa, l’incedere ardito verso la tramontana. Vincenti senza gloria, inutili controfigure”.

Rilancia la Michelazzo :” Le quote di genere, grazie alle quali il Parlamento rischia di imbarcare cascame femminile della peggiore specie, sono una frode, un maledetto imbroglio. Una feroce discriminante “razzista” che uccide le competenze. Altro che valore aggiunto!  A meno che non si voglia statuire che l’ovocita è meglio dell’ormai sfigato  testosterone. Golda Meir e Margaret Thatcher  se la cavarono  senza. Winston Churchill, poi, non ne parliamo. Siamo stufe di sentirci dire che le candidate  con paracadute meritano solidarietà e vicinanza da tutte le donne. Io non solidarizzo una beneamata cippa. Le signore in questione non mi rappresentano, sono distanti anni luce dalla mia impervia quotidianeità. Dal mio fronte di battaglia, dalle ansie e dai tormenti della vita vera.”

 

Residua una domanda, quella della sparigliatrice : ” Ragazze, con questi chiari di luna, che farete il 4 Marzo?

 Le due gladiatrici, all’unisono : ” Astensione incazzata, assertiva e consapevole!”